Budd Schulberg.
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Perch corre Sammy?
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Titolo originale: What makes Sammy run? 1941.
Traduzione di: Alfonso Geraci.
2005. Sellerio Editore, PALERMO.
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Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
           Fondazione Ezio Galiano 
             http:\\www.galiano.it
      ad esclusivo uso dei privi della vista.
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Presentazione.
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Kurt Vonnegut su questo libro: un piccolo capolavoro, americano al cento per cento. Significa che conserva la lezione del Grande Gatsby di Scott Fitzgerald e insieme la spiccata impressione di certi film americani alla met del Novecento, quando parlano con drammatico realismo della giungla metropolitana, del mondo dei giornali e dello spettacolo. Al Manheim, il narratore che ha il tono distaccato e in fondo simpatizzante del Nick testimone, appunto, del Grande Gatsby, ci racconta in presa diretta perch corre Sammy, la sua ascesa nel mondo dei media da fattorino di redazione a produttore hollywoodiano. Vi ha assistito personalmente per essere stato redattore del giornale in cui il piccolo avventuriero aveva cominciato. Ma tra Al e Sammy sembra esserci un abisso: tutto li distingue, tanto scettico e perdente il primo, quanto entusiasta dell'amore di s Sammy, un ebreo di origini poverissime, un vincente senz'altro talento che la volont infrangibile di soldi e potere. Due stili opposti di vita a confronto, e due visioni etiche dell'esistenza. Ma c' ambiguit nel modo di porgere le cose di Al, un misto di ammirazione e disprezzo, forse anche qualche caduta di sincerit nel modo in cui ne descrive i tradimenti, le meschinit, l'opportunismo, gli inganni, i successi dalla carriera all'amore, e l'unica sconfitta, infertagli, naturalmente, da una donna.
E poi, in effetti, Al deve a Sammy troppi favori.
O  l'America che li deve ai tipi alla Sammy? Il ritmo del racconto  quello incalzante del reporter capace di dare solennit alla cronaca di eventi quotidiani e trasferire in essi il senso della storia che si sta facendo. Di dare forza simbolica alla stupefacente naturalezza, alla ineluttabilit con cui un arrivista vive se stesso. La sua operosit da formica, nelle pagine del libro, si trasforma in un'avventura appassionante e rischiosa. E dotata della grandezza di un'epopea in fondo triste.
Come probabilmente intendeva il sogno americano questo scrittore, figlio di un tycoon, prima comunista poi collaboratore del maccartismo, che avrebbe voluto essere un autore puro ma fu sceneggiatore di successo della Hollywood dell'epoca d'oro.
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L'AUTORE.
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Budd Schulberg  nato nel 1914 a New York. Ha scritto romanzi, racconti e libri sulla boxe e come sceneggiatore ha legato il suo nome soprattutto a Fronte del porto (1954) e Un volto nella folla (1957), entrambi diretti da Elia Kazan.
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Il traduttore Alfonso Geraci ringrazia Warren Blumberg per i preziosi suggerimenti.
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Perch corre Sammy?
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Capitolo 1.
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La prima volta che lo vidi avr avuto sui sedici anni: una specie di furetto, sveglio e furbo. Sammy Glick.
Era il ragazzo di redazione. Sempre di corsa. Sempre con l'aria assetata.
Buongiorno, signor Manheim mi disse il primo giorno,
sono il nuovo ragazzo dell'ufficio, ma non gli  che lo sar a lungo.
Se dici non gli  che lo sarai per sempre.
Grazie, signor Manheim. Ecco perch sono venuto a lavorare qui: cos posso frequentare gli scrittori ed imparare a parlare e a comportarmi.
Detto cos, niente di originale, ma rimasi colpito dalla voce. Sembrava elettrificata a duemila volt.
Sei un tipino in gamba... commentai.
Tengo occhi e orecchie aperti disse lui.
Per anche di bocca non lavori male dissi io.
Ma allora  come nei film, con i giornalisti che sparano battute in continuazione... fece lui.
Vai al diavolo, va' tagliai corto.
Se la batt sin troppo in fretta, come un furetto. Un furbacchione, pensai. Un ebreo furbacchione. Mi aveva un po' messo a disagio. Quel visino affilato, grazioso,
pieno di entusiasmo. Osservavo quel corpo asciutto e scattante sfrecciare a tutta velocit e s, decisamente, mi sentivo a disagio. Direi che ho sempre avuto timore di chi riesce ad essere agile, ma senza grazia.
Seppi dal capo che Sammy era in prova per tre settimane.
Durante tale periodo Sammy fece pi chilometri di corsa - in giro per l'ufficio - che Paavo Nurmi in tutta la sua carriera. Ogni volta che gli davo un pezzo per il proto si metteva a correre come se ne andasse della sua vita. Mi sembra di vederlo ancora, al galoppo tra le scrivanie, come un disperato, la cravatta al vento, gli occhi fuori delle orbite.
Tra una bozza e l'altra arrivava alla mia scrivania ansimante, come un cucciolo che si affanna a riprendere la palla per il padrone. In tutta la mia vita non ho mai visto nessuno lavorare cos per dodici dollari la settimana.
Bisognava riconoscerglielo. Magari non era l'angioletto della mamma, ma in lui c'era un qualcosa. A
volte smettevo di scrivere per poterlo ammirare in azione.
Giovane, un po' di calma.
Era come dire al Niagara di cascare pi piano.
Lei ha detto svelto, signor Manheim.
Non mi devi morire davanti, per.
Sono duro a morire, signor Manheim.
Questo lavoro ti piace, vero Sammy?.
Mi piace un sacco, per quest'anno.
Che vuol dire per quest'anno ?.
L'anno prossimo gi mi farebbe un po' schifo.
Era cos teso, cos serio, che mi veniva di scoppiargli
a ridere in faccia. Questo ragazzo mi piaceva. Un po' arrogante, ma aveva della stoffa.
Vedremo cosa salta fuori, giovanotto. In capo a un paio d'anni potrei farti infiltrare come praticante.
Fu a questo punto che, per la prima volta, mi fece paura. Mi ero preso la briga di essere carino con lui, ed ecco che mi ripag quasi con disprezzo.
Grazie, signor Manheim disse ma non mi faccia nessun favore. Lo so come funziona questo racket dei giornali. Praticante? Venti dollari. Poi magari passi alla cronaca di quartiere: trentacinque dollari. Poi finalmente diventi un vero, grande cronista, e prendi quarantacinque dollari per il resto della tua vita. No, grazie.
Rimasi l a guardarlo, sbalordito...
Insomma, ragazzo!. Ma era gi ripartito, polverizzando il record dei cento metri indoor.
Probabilmente la sapeva lunga. Per Sammy la vita era una gara, una corsa contro il tempo. C'erano volte che me ne stavo seduto al bancone del Bleeck's, mi vedevo riflesso nel mio whisky e soda con ghiaccio e mi dicevo:
Al, non me ne fotte niente se non alzi mai pi il culo da questo sgabello. Se non scrivi pi una riga.
Do forfeit. Se  tutta una gara, mi chiamo subito fuori.
Al Manheim non corre. E a questo punto, un pensiero cominciava a ossessionarmi: Perch corre Sammy?
Perch corre Sammy? Prendevo un altro drink e chiedevo a uno dei baristi:
Dimmi una cosa, Henry, perch corre Sammy?.
Ma di che stai parlando, Al?.
Parlo di Sammy Glick, ecco di che cosa parlo. Perch corre Sammy?.
Sei ubriaco, Al. Sei fradicio.
E rispondimi perdio! Dimmelo, Henry, da uomo a uomo: Perch corre Sammy?.
Gesummio, Al, e io che cosa ne devo sapere?.
Ma io devo scoprirlo! ormai stavo urlando. Non
lo capisci, che  la risposta a tutto quanto!.
Henry non sembrava di questo avviso.
Lei  impazzito, mister mi disse in tono comprensivo.
 questa cosa che mi fa impazzire ribattei.  un interrogativo degno di un Carlo Marx, un Einstein, un cervellone del genere; io non ci arrivo.
Cristo, Al! implorava Henry. E fatti un altro bicchiere, via....
Devo aver seguito il consiglio di Henry, perch tornai in ufficio completamente ubriaco. La mia rubrica teatrale mi sembr di batterla su sei macchine da scrivere contemporaneamente. E fu proprio cos che ebbi
il mio primo scontro con Sammy.
La mattina dopo fui investito da un tornado, nella persona del redattore capo O'Brien, che mi inveiva contro:
Perch cavolo non stai attento a quello che scrivi, Manheim?.
Sul momento non mi venne in mente una risposta migliore di:
Che problemi hai?.
Io problemi non ne ho! si mise a urlare. Sei tu
che ne hai uno enorme nel cervello. Ma il tuo pezzo di ieri lo hai letto?.
No che non lo avevo letto. E comunque, ero ancora un po' un cagasotto. Perci mi limitai a chiedere, mogio mogio: Perch, c'era qualcosa che non andava?.
Ma no fece lui con l'insopportabile tono, frutto di anni di perfezionamento, del caporedattore che ti vuole prendere per cretino. Solo una piccola dimenticanza.
Non hai messo neanche un verbo nell'ultimo capoverso.
Se non era per il giovane Sammy Glick usciva per come lo avevi scritto.
Che c'entra Sammy Glick? mi informai. Iniziavo a rabbuiarmi.
C'entra eccome disse il redattore capo.  lui che lo ha letto....
Glick lo ha letto? esplosi.
Stai buonino fece lui. Lo ha letto, e quando ha visto l'ultimo paragrafo si  seduto e lo ha riscritto lui stesso. E anche molto bene.
D'accordo dissi io.  proprio un tesoro. Dovr ringraziarlo.
L'ho gi ringraziato io, nell'unico linguaggio che apprezza
mi rispose quello. Due biglietti per l'incontro Sharkey-Carnera. A nome tuo.
Pochi minuti dopo mi ritrovai davanti il buon samaritano: Sammy Glick in persona.
Complimenti, Sammy.
Niente di che, vecchio mio.
Era la prima volta che non mi chiamava signor Manheim.
Ascolta, saputello dissi se ti sembrava che ci fosse qualcosa che non andava nel mio pezzo, perch non me lo venivi a dire? Lo sai dove trovarmi.
Certo che lo so, disse lui ma pensavo non avessimo tempo.
Il tempo di farlo vedere prima al caporedattore c'era, invece dissi. Ma che furbacchione.
Cribbio, signor Manheim, rispose mi dispiace. Volevo solo esserle d'aiuto.
Tu mi sei d'aiuto come il DDT  d'aiuto alle mosche.
Durante quei quattro, cinque mesi Sammy si era confermato un leccaculo non da poco. Non passava giorno che non venisse a dirmi quanto gli piaceva la mia rubrica, e ovviamente io ne ero lusingato, e gli davo una serie di dritte che andavano dalla grammatica a che cosa leggere, oppure gli procuravo un paio di biglietti per qualche spettacolo, e poi ne parlavamo insieme; e andava a finire che mi ritrovavo ad ascoltarlo mentre oracolava sul tema Il Teatro Secondo Glick. Ad ogni modo, a me aveva portato rispetto, trattandomi sempre con la tipica deferenza del biondino; ma adesso osservando il suo viso capivo benissimo che qualcosa era cambiato. Magari il redattore capo non gli aveva dato la medaglia, ma gli aveva dato motivo di essere orgoglioso.
Come la sua faccia diceva sin troppo chiaramente, la vertigine del successo era tale che della mia irritazione non gli importava niente. E quello fu l'inizio di tutto.
Non  rischioso eliminare cos tanti verbi? chiese.
In questo stato esiste il reato di strage....
Senti, feci io spiegami una cosa. Ma come cavolo fai a leggere se vai sempre di corsa?.
Ho imparato qui dentro replic lui. Tocca leggere mentre si sbrigano le faccende.
Mi fece incavolare ancora di pi. E aveva pure ragione.
Lo chiamavano a destra e a sinistra e lui partiva al galoppo. E va bene, mi dissi, ma perch poi correva cos tanto?
Perch corre Sammy?
Durante i due mesi seguenti i nostri rapporti si raffreddarono.
Pensavo di metterlo a posto trattandolo con durezza. Gli passavo il pezzo senza guardarlo in faccia, e smisi di fare il Pigmalione. Ma dopo un po' iniziai a sentirmi stupido. Ero un critico teatrale adulto che se la prendeva con un povero ragazzo che cercava solo di farsi avanti nella vita. Semplicemente ridicolo.
Suggerii perci di sotterrare l'ascia di guerra.
Qualcosa mi dice che pi che altro lei vorrebbe sotterrare me, dopo avermi preso a colpi di ascia ribatt Sammy.
A dire il vero la tentazione c'era, ma seppi resisterle.
In fondo in fondo sono sempre stato un buono. Se vedo due strilloni che si scannano in mezzo alla strada per tre centesimi non posso trattenermi dal dividerli.
Arrivo a dire che nei rari momenti in cui non sono ciucco o non sto lavorando mi si potrebbe definire un idealista. Ma  meglio non dirlo troppo in giro. In questo mondo in cui vigono le severe norme di un piglia-piglia,  sempre un po' imbarazzante ritrovarsi a
credere in principi fuori moda come il non-fare-agli-
altri e l'amore fraterno.
Suvvia, Sammy, in fondo potrei quasi essere tuo padre....
Questa me la risparmi fece Sammy. Il mio vecchio aveva il doppio dei suoi anni quando ha tirato le cuoia due anni fa.
Mi dispiace molto. Scusami per aver toccato questo tasto. Ma credo di poter immaginare che cosa ti direbbe se fosse qui in questo momento. Ti direbbe:
Sammy, alla lunga farai pi strada comportandoti bene con la gente, perch quando sarai tu ad aver bisogno, loro si comporteranno bene con te.
Vorrei poteste vederlo, Sammy che mi rideva in faccia.
Signor Manheim, disse lei ci ha proprio azzeccato. Questo  esattamente quello che il vecchio mi diceva. E infatti vuol sapere di che cosa  morto? Di stupidit.
Bel modo di parlare di tuo padre.
Che ci posso fare se le cose stanno cos? Era un vero impiastro, ed  morto di un male che sembra aver attecchito nella mia famiglia: la stupidit.
Diagnosi estremamente scientifica....
Al diavolo la scienza fece lui. Quello che so  che mio padre  crepato perch il cervello ce l'aveva nei muscoli, e la mia vecchia e quel mezzo cretino di mio fratello soffrono della stessa malattia.
La nostra conversazione aveva imboccato un vicolo cieco. L'amor filiale in genere abbonda nelle famiglie ebree, ma Sammy evidentemente faceva eccezione.
Decisi di buttarla in sociologia.
Sammy iniziai trasudando saggezza, la societ non  un'accozzaglia di individui che vivono uno accanto all'altro. In quanto fa parte della societ, l'uomo  interdipendente. Non dipendente, Sammy, interdipendente.
Il mondo  troppo complesso perch possa valer qualcosa il vecchio detto ognuno per s. I vantaggi delle istituzioni collettive li vogliamo tutti quanti: prendi gli ospedali, gli sbirri, la raccolta della spazzatura... la stessa arte della conversazione  un prodotto della societ. Non possiamo giocare ai cannibali che cercano di ingoiarsi l'un l'altro. Lascia in pace il tuo prossimo e vedrai che campiamo tutti pi a lungo.
Mi sentivo proprio soddisfatto, perch il pistolotto mi sembrava non facesse una grinza; a dirla tutta mi sembrava una delle cose pi intelligenti che avessi mai proferito. In realt era stato come parlare con il muro.
Anzi peggio, perch il muro non avrebbe potuto ribattere.
La replica di Sammy fu: Se cerca anime da salvare, pu sempre andare a fare il missionario in Cina.
Quello che mi faceva infuriare era che Sammy era la persona pi scaltra e pi ottusa che avessi mai conosciuto.
Era dotato di un'intelligenza che era in grado di impiegare unicamente a vantaggio di Sammy Glick.
 un tipo di intelligenza che comporta una certa ottusit: una specie di sterminata zona d'ombra con un solo raggio di luce diritto davanti a se stessi.
Eppure, gli occhi foderati di indulgenza, decisi che Sammy andava redento con le buone. Manco fossi un
quacchero, decisi di regalargli due biglietti per il musical Canto per te, col suggerimento di portarci la mamma o la ragazza.
Ragazza? Non ci vado appresso alle ragazze, io fece lui.
Ma  una perdita tremenda per l'altro sesso dissi.
Che me ne viene da una ragazza? Servono solo a sprecare tempo e quattrini, e se per caso finiscono ingravidate corrono dalla mamma strillando.
In altre parole, ti reputi al di sopra del sesso?.
Adesso non esageriamo. C' un mio amico che ogni sabato mi rimedia una. Gratis.
 cos romantico... mi misi a cantare. Adesso che abbiamo chiarito questo punto fondamentale, i biglietti prendili lo stesso, da bravo. Fai una bella sorpresa alla mamma.
La mia vecchia che se ne va a vedere un musical?
La cosa pi simile a uno spettacolo che abbia mai visto  il cantore alla sinagoga: Eli, Eli....
Proprio per questo ce la devi portare. Non c' cosa pi divertente che andarsene a spasso con qualcuno che non mette mai il naso fuori di casa.
Ges, lei  proprio un bastardo sentimentale. La maggior parte degli ebrei che conosco mi fa uscire pazzo con questa smania di essere buoni, perdio. Non gli  che sia una cosa naturale....
Mi sembra di averti gi detto che con questo non gli  che carriera non ne fai.
S, sicuro fece Sammy, e via di corsa.
Il giorno dopo Sammy non fece il minimo accenno
allo spettacolo, per cui dovetti essere io a prendere il discorso.
Non pretendo che tu mi dica grazie, ma almeno potresti farmi sapere che te ne  parso.
Niente male.
Niente male? Uno dei migliori spettacoli mai scritti in America e tutto quello che riesci a dire  niente male ?.
Diciamo che non mi dispiacerebbe essere in societ con Kaufman e Ryskind.
Be', anche a me piacerebbe collaborare con gente che ha un talento simile....
Io veramente pensavo agli incassi. Questi fanno soldi a palate.
Ma vattene, va' dissi. Vedi di sparire.
Poco dopo, al distributore dell'acqua, incontrai il capo servizio Osborne, uno degli anziani del giornale. Reporter di punta da cento dollari a settimana prima della Grande Guerra, questo simpatico babbione era ormai in chiaro declino professionale.
Ciao, Osborne dissi. Guarda che quando ti servono un paio di biglietti per il musical, non devi fare complimenti. Sempre a disposizione.
Grazie mille, Al, ma non voglio scocciarti ogni volta.
Guarda caso, proprio ieri sera io e la mia signora siamo andati a teatro....
E hai comprato i biglietti al botteghino? Ma chi te lo fa fare, scusa, ti saranno costati una cifra....
No, in effetti non  andata cos male. Ho beccato due posti in prima fila a un prezzo di favore. E siccome
era il nostro ventisettesimo anniversario di matrimonio, abbiamo pensato di largheggiare.
Bagarini? inquisii.
No, li ho comprati da uno dei ragazzi, qui in redazione.
Un certo Glick, mi pare. Due biglietti per quattro carte.
Ero livido di rabbia. Quattro dollari erano un sacco di soldi per le attuali finanze di Osborne.
Senza por tempo in mezzo, non appena tornato alla mia scrivania mandai a chiamare Sammy.
Quindi lo spettacolo di ieri sera ti  parso niente male cominciai.
Ho visto di peggio disse Sammy.
Devo dire che lei  un critico severo, Mister Glick.
A tuo confronto George Jean Nathan sembra l'addetto stampa.
Se una cosa non mi entusiasma....
Ecco, questo  interessante. Come fai a sapere se ti entusiasma o meno se allo spettacolo non ci sei nemmeno andato?.
Come sarebbe a dire non ci sei andato? fece Sammy, pronto a battersi per lavare l'onta.
Togliti l'indignazione dalla faccia, Sammy. Ho parlato con Osborne.
Non mostr alcun segno di imbarazzo. La capacit di assorbire insulti e brutte figure come una spugna andava emergendo come uno dei punti di forza del nostro eroe.
Ma glielo avrei detto tranquillamente, solo che non volevo ferirla mi inform.
Tanta delicatezza mi commuove. Se non ti interessava lo spettacolo perch non me lo dicevi e basta?.
Ho avuto un impedimento giusto all'ultimo minuto
spieg. Perci invece di sprecare i biglietti li ho dati a Osborne.
E non ci sarebbe niente di male, eccetto per un piccolo particolare. I biglietti a Osborne non li hai dati.
Gli hai sbocciato quattro dollari.
La si pu vedere cos, oppure la si pu vedere da un altro punto di vista, e dire che gli ho fatto risparmiare gli altri tre dollari e mezzo che avrebbe pagato al botteghino.
Mi sa che tu sei l'unico che pu vederla cos. C' perfino una legge che vieta la rivendita dei biglietti omaggio. Ti potrebbero pure mettere in galera.
La cosa divert Sammy enormemente. D'accordo, non sparate. Mi arrendo.
Guarda che  la stessa cosa che se Osborne lo avessi borseggiato, n pi n meno feci io, inflessibile. Perch non vedi di fare il bravo ragazzo e gli rendi i soldi?
Tiene famiglia anche lui.
Gliele renderei pure, queste maledette quattro carte
replic Sammy. Solo che ormai  troppo tardi. Le ho spese.
Non mi accorsi che mentre parlava si guardava le scarpe, eppure dovette farlo, perch mi ritrovai a fissarle anch'io. Erano nuove di zecca come soltanto un paio di scarpe sa essere, quando si staglia lucente nella vetrina del negozio. Erano di un cuoio marrone tirato talmente a lucido da compensare le eventuali carenze
qualitative. Belle scarpette, ad ogni modo; un po' troppo a punta per essere quelle di ogni giorno.
E cos ti ho regalato un paio di scarpe osservai.
Erano in svendita da Hearns puntualizz lui senza un'ombra di imbarazzo. A dirla tutta, sembrava decisamente orgoglioso del suo operato. Sempre intento a contemplarle beato, aggiunse: Lo sa, signor Manheim, queste sono le prime scarpe nuove di zecca che abbia mai avuto. Ed era ora. Non ne potevo pi di quelle smesse da mio fratello.
Cristo santo, Sammy, se avevi un tale bisogno delle scarpe lo potevi dire a me. Ovviamente non sono Rockfeller, ma scalzo non ti ci lasciavo.
Grazie disse Sammy, ma io favori non ne chiedo.
 una cosa da parassiti, che ti mette alla merc della gente. In questo modo invece lei sar seccato per un po', ma io le devo nulla.
Si dice non le devo nulla, Sammy.
Okay convenne Sammy, non le devo nulla allora.
Gettai la spugna. Era come cercare di convincere Al Capone a scambiare i suoi mitra con delle pistole ad acqua.
Cos mi rassegnai. Potrei dire che era un po' come se ci fosse stato un gatto selvatico in giro per la redazione, solo che Sammy Glick era decisamente pi famelico di un gatto selvatico. Per un po' di tempo pensai che il fenomeno Sammy Glick fosse il mio piccolo segreto privato, ma finii con lo scoprire che quasi tutti lo temevano. Lo so che sembra una stupidaggine.
Ma come, giornalisti rotti a tutto che temono uno stronzetto del genere? In buona sostanza, era proprio
cos. Perfino quel sant'uomo di Osborne, sempre con una buona parola per chiunque, ebbe a un certo punto a confidarmi: Non so cosa c' che non va in quel ragazzo:  un gran lavoratore, e immagino sia un bravo figlio, eppure mi mette i brividi.
Il redattore capo, un cinico e burbero esponente della Scuola dei Duri della carta stampata, sintetizz il problema in questi termini:
Io gli darei un bel calcio nel culetto, se solo lui lo tenesse nello stesso punto abbastanza a lungo.
Ma se ti sta tanto sulle scatole perch non lo butti fuori, anzich dargli l'aumento? replicai io spietato.
Tanto sapevo benissimo che la mia coscienza non mi avrebbe fatto passare notti insonni, dato che in citt c'erano migliaia di ragazzotti ben lieti di fare il lavoro di Sammy; che a sua volta, se avevo capito il personaggio, di fame non sarebbe morto di sicuro.
Il caporedattore sorrise e disse: Senti, io lo odio quanto te, ma non sono qui per eleggere la reginetta della spiaggia: sono qui per fare uscire il giornale, e Sammy mi fa il lavoro di dieci persone.
Tu non hai capito bene replicai. Io non lo odio affatto. Perch diavolo dovrebbe essere cos importante da suscitare odio? E un povero verme, solo che tu non hai le palle per calpestarlo. Ma come puoi pensare che io abbia tempo ed energie da perdere ad odiarlo?.
E se non te ne frega niente, perch ti ci fai il sangue marcio? ribatt lui, e devo ammettere che la sua logica riusc a zittirmi.
Sammy era tra noi ormai da pi di un anno, durante il quale avevo impiegato ogni metodo possibile per metterlo in riga. Avevo provato con la critica paterna. Gli avevo riservato l'indulgenza impersonale, professionale del maestro di bottega nei confronti dell'apprendista.
Lo avevo assecondato. Lo avevo catechizzato parlandogli della bont dell'uomo. Lo avevo preso a parolacce. Lo avevo ignorato. Lo avevo trattato coi guanti bianchi. Lo avevo preso con la psicologia e lo avevo preso per il culo.Una volta lo avevo quasi preso a ceffoni. E dopo dodici mesi di Sammy Glick, non avevo ancora cavato un ragno dal buco. Non riesco a spiegarlo con precisione: diciamo che a questo punto ogni volta che lo guardavo provavo un senso di disperazione, come negli incubi da sbornia, quando sei braccato dal Fantasma dell'Opera e pi scappi pi finisci col corrergli incontro. Era una situazione incomprensibile. Non riuscivo a capire Sammy, e vada; poi non capivo cosa ci fosse di cos importante da capire in questo piscialetto; infine non capivo cosa me ne potesse fregare di capire perch non capivo... non prendetemi per pazzo.
Questo profondo disagio era peraltro del tutto unilaterale.
Sammy pareva fresco come una rosa. Nel suo personale tiro alla fune con il mondo non cedeva un palmo, e nel frattempo andava maturando. Solo che non andava maturando nel senso comunemente inteso con questa espressione. La sua era una maturazione tutta particolare, Marca Sammy-glick. Niente angoli smussati, nessun approdo a una certa profondit di pensiero. La sua maturazione consisteva nel velocizzare ed esasperare
quei ritmi e quei comportamenti che tutti trovavamo sconcertanti. Privo com'era di dubbi e di brufoli, estraneo all'emotivit e all'introspezione, a tutto ci che  mentalmente e fisicamente tipico dell'adolescenza, Sammy pot dismettere l'abito della puerilit e indossare l'armatura di una virile giovinezza con la stessa rapidit con cui si cambia una ballerina di fila.
La faccia da furetto sempre sul chi vive assunse contorni pi definiti: le labbra sottili e serrate, il naso pi grande ma sempre diritto e affilato, niente a che vedere con il naso a uncino delle vignette antisemite; un naso che insieme agli occhi scuri e saettanti e alla fronte corrugata dava un'impressione di arroganza e di feroce aggressivit. Se ci mettiamo anche il mento, proteso volitivo in avanti, ecco che la faccia di Sammy faceva pensare ad un esercito, un insieme di potenza, strategia, coesione e coraggio: un esercito che non fa mai un passo indietro.
Il primo segnale incontrovertibile che Sammy diventava grande giunse quando mi annunzi che adesso si sentiva pronto a tenere la rubrica dedicata alla radio.
Inutile dire che il fatto che il giornale non avesse una rubrica dedicata alla radio non sembrava scoraggiarlo minimamente.
Che cosa ti fa pensare di essere un grande esperto su tutto quanto riguarda la meravigliosa invenzione di Marconi? feci io.
Che cosa le ha fatto pensare di essere un esperto di teatro, quando ha cominciato? fece lui.
Questa replica mi spiazz.
Che cosa c'entra dissi, c'erano un sacco di buone ragioni.
Per esempio disse Sammy.
Non chiedetemi perch mi stavo facendo azzannare da questo chihuahua da dodici dollari a settimana.
Per esempio, perch il teatro mi  sempre piaciuto.
Ho visto un sacco di spettacoli dissi.
E io ho ascoltato un sacco di trasmissioni alla radio
fece Sammy.
E che significa? Tutti ascoltano la radio.
Proprio per questo dovremmo pubblicare una rubrica sulla radio.
Mi veniva da ridere. Questo lattante si candidava a scrivere una rubrica radiofonica che non esisteva, ed
io mi ritrovavo sulla difensiva.
Senti un po' dissi, ti rendi conto che ci vuole un bel coraggio a interrompermi mentre sto lavorando per venirmi a dire una cosa del genere?.
E va bene disse Sammy, se vuole anteporre il suo egoistico interesse al bene del giornale....
Ero giunto a un tale livello di esasperazione da non poter pi troncare la conversazione. Stava diventando
il trucco preferito di Sammy: si era curiosi di vedere dove sarebbe arrivato, fino a che punto si sarebbe spinta la sua impudenza.
Fu cos che, anzich limitarmi a mettergli in mano il pezzo e dirgli di filare, accettai la sfida. Cosa intendi per il bene del
giornale? Che cosa c'entra il bene del giornale? chiesi.
Lei sa benissimo che ci vorrebbe una rubrica sulla radio disse Sammy, ma  talmente geloso del suo orticello che teme che possa togliere spazio alla sua rubrica.
Ecco perch  contrario.
Ma che ci accapigliamo a fare sulla rubrica della radio?
obiettai. Lo sanno tutti che il principale non la vuole, perch la radio ci toglie pubblicit.
Ma ci sono milioni di persone che la ascoltano, nel corso della giornata obiett Sammy. Cos potremmo agganciare nuovi lettori. Per non dire che la pubblicit dei programmi radiofonici ce la becchiamo noi. Perci, se lei potesse metterci una buona parola col capo....
Ascolta, Sammy dissi io. Sempre che tu sia in grado di ascoltare, del che dubito. Numero uno, della rubrica radiofonica non me ne frega niente. Numero due, qui dentro ci sono una mezza dozzina di giovani ai quali eventualmente affiderei questa rubrica piuttosto che darla a te. Numero tre, anche se tu fossi il massimo esperto di radio di tutti i tempi, non ti aiuterei lo stesso. Numero quattro... tre possono bastare?.
Il numero uno pu bastare disse Sammy.
Una sera di tre o quattro settimane pi tardi me ne stavo seduto al Bleeck's con i ragazzi, dopo aver consegnato il pezzo.
Squill il telefono, Henry rispose e disse che era per me: Il tuo compare Sammy Glick.
Buonasera, giovanotto dissi nel ricevitore, raddolcito com'ero da quattro o cinque whisky e soda con ghiaccio.
Per me  senz'altro una buona serata disse Sammy,
forse non altrettanto per lei, signor Manheim.
Perch, che c'?.
Quando sentir cos' successo la cena potrebbe andarle di traverso.
Per un istante rischiai effettivamente di farmi scoppiare un'arteria proprio l, davanti ai miei amici.
Sputa fuori, bastardo dissi. Ero cos incavolato che mi ero messo a parlare come i gangster del cinema.
Il capo dice che il suo pezzo  troppo corto disse Sammy.
Non lo ho ancora finito, Cristo dissi. Ero venuto a farmi un paio di bicchieri prima di rimetterci mano.
Digli di non preoccuparsi. Arrivo subito.
Non  affatto preoccupato disse Sammy, e non c' ragione perch neppure lei si preoccupi. La situazione  sotto controllo. Ci ho pensato io.
Ci hai pensato tu? dissi. Tu? ripetei. Che vuol dire tu? chiesi stupidamente. Lo sapevo che mi aveva fregato. Lo sentivo.
E semplicissimo, Al disse lui, proprio come se mi avesse sempre chiamato Al. Ho buttato gi una rubrichetta radiofonica per riempire lo spazio, e al capo  piaciuta.
Quindi i giochi sono fatti! E allora perch mi telefoni?
feci io. Anzi, perch non ti prendi tutto il mio spazio? Perch non....
Volevo solo esserle d'aiuto disse Sammy con la massima semplicit.
Certo. Altruista come sempre dissi io, e riattaccai.
Quella notte sognai Sammy Glick. Sognai di essere al lavoro, in redazione, che mi facevo i fatti miei e scrivevo la mia rubrica. D'un tratto mi guardavo intorno e lanciavo un urlo. Tutti quanti avevano la faccia di Sammy Glick. Ce ne saranno stati trenta o quaranta, e ognuno di loro, al momento di passare davanti la mia scrivania, diceva: Salve, Al, sono il nuovo critico teatrale; oppure Salve, Al, sono il nuovo caporedattore, o anche Salve, Al, piacere di conoscerla, sono il nuovo editore del Record, S.
Glick. Alla fine mi davo alla fuga, con tutti i Sammy Glick alle calcagna, e riuscivo a infilarmi in ascensore giusto in tempo. Tiravo un sospiro di sollievo, per accorgermi subito dopo che il ragazzo dell'ascensore era Sammy Glick; arrivavo al piano terra, scappavo in strada e fuori ad aspettarmi c'erano soltanto Sammy Glick, migliaia di Sammy Glick che si mettevano a corrermi appresso.
Risvegliarsi fu un sollievo: pensavo che almeno un orrore del genere nella realt era impossibile. D'ora in poi, mi dissi, il vero Sammy mi sarebbe parso una bazzecola.
Non avevo capito niente.
La mattina dopo il redattore capo mi si avvicin quando avevo appena iniziato a scrivere la mia rubrica.
Da oggi in poi il pezzo dev'essere trenta righe pi corto mi disse con lo stesso tono con cui mi avrebbe chiesto la gomma da masticare.
Che significa trenta righe pi corto? feci io.
Significa che da oggi in poi dev'essere trenta righe meno lungo di com'era prima.
 un po' un fulmine a ciel sereno dissi, ma per me va bene se mi dai una buona ragione per giustificare questa amputazione.
Ascolta attentamente e tieniti forte sulla sedia
disse lui. Da oggi in poi pubblichiamo la rubrica radiofonica di Sammy Glick.
Vuoi dire Sammy Glick il ragazzino? feci io.
Voglio dire Sammy Glick il critico radiofonico fece lui. Quel suo pezzo non era male.
S, l'ho letto dissi. Forse ti interesser sapere che il primo capoverso l'ha copiato di sana pianta da Somerset Maugham.
Ecco, forse anche tu dovresti fare qualcosa del genere
concluse lui.
Iniziava cos la carriera di Sammy. Era difficile a credersi, ma non c'era bisogno di darsi un pizzicotto per sapere che non era un sogno. Bastava aprire la pagina degli spettacoli del Record ed eccole l, fianco a fianco, Andiamo a Broadway di Al Manheim e Qui vi parla Sammy Glick. Ho sempre pensato che fosse stato lo stesso Sammy a dare l'imbeccata del titolo, in modo che il suo nome uscisse nel corpo pi grande possibile.
Lo so che io e voi non ci avremmo pensato, ma per Sammy significava tantissimo.
La cosa divertente  che gli articoli del ragazzo non erano malaccio. Ed era abbastanza furbo da non copiare due volte dallo stesso scrittore. Aveva uno stile scorrevole.
E le battute erano farina del suo sacco. Avevo vissuto una tale girandola di emozioni nei confronti di
Sammy da illudermi di aver raggiunto una certa indifferenza;
la verit  che la mia avversione era ormai tale che iniziava a trasformarsi in ammirazione. Gli altri pivellini erano dei bravi ragazzi. Se non altro prima di accoltellarti ti pregavano di metterti diritto e guardarli bene in faccia. Ma Sammy Glick mi stava insegnando qualcosa su come funziona il mondo. Certo, non avevo scoperto perch correva, e, per sua fortuna, non avevo un'idea precisa di dove stesse correndo. Se l'avessi avuta, credo che sarei stato disposto a scontare l'ergastolo per lesioni gravissime e premeditate. E non facciamoci troppe illusioni: Sammy sarebbe riuscito a trarre profitto anche dalle mie legnate. Sammy Glick aveva tutti i rimpalli a favore.
Sammy non si fece scrupolo di infarcire la sua rubrica di indiscrezioni. Sapeva conquistarsi la confidenza delle segretarie-chiave. Per quanto concerne l'arte di far cantare la gente facendo credere di sapere gi tutto, era ormai a livelli avanzati. Non si creava problemi nel dare grande rilievo ad affermazioni che sapeva inesatte, per poi pubblicare una minuscola rettifica un paio di giorni dopo, in fondo alla rubrica.
Neanche a dirlo, anche queste rettifiche tornavano a suo vantaggio. Qualche pezzo grosso gli telefonava per precisare quanto affermato da Sammy, e lui tutto confidenziale:
Tante scuse, Jock, Ma certo, bello mio, oppure Grazie per l'aiuto, maestro. Sapeva giocare sui sospetti e sulle tortuosit del prossimo. Faceva pressioni, faceva promesse, faceva piccoli favori. Entrava nell'orbita dei migliori e carpiva informazioni ai peggiori.
Certo, talento letterario non ne aveva; ma questo problema lo risolse inventandosi uno stile che venne preso da tutti per innovativo e originale, laddove si trattava di incontaminata rozzezza. Ma la sua dote principale, quella che lasciava in ombra tutte le altre, era la sua capacit di farsi pubblicit. E se ne faceva cos tanta, cos chiassosa, e cos frequente che nessuno avrebbe mai potuto indovinare che in effetti emanava tutta quanta da lui stesso; e la gente credeva che davvero il nome di Sammy Glick fosse sulla bocca di tutti.
Ci fu quella volta che la festa di compleanno di Sammy venne a coincidere - ma ho sempre sospettato che la coincidenza fosse una sua invenzione pubblicitaria
- con l'anniversario della rubrica Qui vi parla Sammy Glick.
Non vi sar sfuggito che io e Sammy non eravamo esattamente pappa e ciccia gi da un po' di tempo; eppure un pomeriggio eccolo che mi si avvicina al Bleeck's e, senza togliersi dalla bocca il sigaro (una nuova sfaccettatura dell'evoluzione di Sammy Glick) mi fa: Ciao, Al, posso offrirti qualcosa?.
L'idea che lui mi offrisse da bere non mi garbava, perci proposi di giocarci al Gioco del Fiammifero chi avrebbe pagato il conto, e persi. Non cercher di farvi credere di aver perso apposta. Anzi, in quanto reuccio del Bleeck's per quanto riguarda il Gioco del Fiammifero, questa vittoria di Sammy non mi fece affatto piacere.
Finito di bere feci per svignarmela, ma Sammy fu pi svelto.
Senti, Al disse, luned  il mio compleanno, e visto che tu sei un po' quello che mi ha lanciato, pensavo di invitarti a cena con me e la mia ragazza all'Algonquin.
Ti ho lanciato? replicai. Veramente ho fatto di tutto per farti buttare fuori.
Scherzi a parte, Al disse lui, imperterrito. Lo so che le feste di compleanno sono fuori moda, ma ci tengo ad averti a cena con noi luned sera.
Luned sera... ponderai ... scusa Sammy, ma io lavoro: devo andare a vedere uno spettacolo.
Di luned sera non  che spettacoli ce ne fossero in quantit, ma, per Dio, uno l'avrei trovato.
Allora domenica? fece Sammy.
Ma  pi bello festeggiare nel vero giorno del compleanno
dissi, perci fai pure senza di me. Sar presente in ispirito aggiunsi poco credibilmente.
Ma per Sammy era una soluzione un po' troppo metafisica.
No insistette, non posso festeggiare il compleanno senza il mio vecchio compare Al, per cui facciamo domenica sera.
Ci incontrammo davanti all'Algonquin. Sammy era in compagnia di una coscialunga, ma troppo magra e di un pallore insano. Avrebbe potuto avere un che di angelico, non fosse stato per il trucco pesantissimo: rossetto, ombretto, belletto... mi veniva da prendere il fazzoletto e sfregar via tutto quanto. Povera ragazzina. Ma gli occhi blu e il corpo fragile e la bellezza triste non glieli poteva togliere nessuno. Mi vennero incontro attraverso l'affollato marciapiede.
Sammy fece le presentazioni: La signorina Rosalie Goldbaum, il signor Al Manheim, che scrive la rubrica accanto alla mia.
Signor Manheim, Sammy mi ha parlato tantissimo di lei disse la signorina Goldbaum.
Sammy ci prese entrambi a braccetto e ci guid all'interno del ristorante. Cattur l'attenzione del capocameriere con grande autorevolezza. Sigaro in bocca, mi mostr sorridente le scarpe nuove che si era comprato per l'occasione al London Character Shop, nere da 7 dollari e 50.
Cenammo, e non successe nulla di particolare. Sammy era troppo impegnato a cercare con lo sguardo celebrit varie per prestarci grande attenzione. La signorina Goldbaum era timida e semplice, tutta sorrisi impacciati e silenzi. L'unico argomento di cui parlava era Sammy. Ed io la incoraggiai a parlarne. Vedendo che il suo cuore era cos pieno di Sammy, avevo cominciato a domandarmi se per caso nel Nostro non ci fossero delle virt di cui non mi ero accorto. Magari c'era un altro Sammy, l'innamorato gentile e premuroso;
magari con la signorina Goldbaum andava a passo d'uomo.
Sa, signor Manheim fece lei, questa rubrica sul giornale non  quello che Sammy vorrebbe veramente fare.
Ma certo, lo so dissi io, lo hanno costretto.
Lo fa solo per campare disse lei.
Che vergogna dissi, questo mondo materialistico che opprime un'anima bella come Sammy.
Proprio cos convenne la signorina Goldbaum.
Mi scrive delle cose meravigliose. Me lo sento che un giorno diventer un grande scrittore. Perch  un vero poeta.
 un tipo veramente in gamba dissi, aspettandomi che Dio mi fulminasse da un momento all'altro. Lei  una ragazza fortunata.
Lo so disse lei.
Silenzio. Sammy stava fissando George Opdyke - tre volte vincitore del Premio Pulitzer - seduto all'altro capo della sala. Stavo per dire che era perso nei suoi pensieri, ma Sammy non si perdeva mai, e non pensava mai nel vero senso della parola, nel senso cio di una profonda riflessione. Stava architettando qualcosa. Miss Goldbaum
insinu la sua manina in quella di Sammy, che ci giocherell distrattamente, come avrebbe fatto con una posata.
Cribbio, proruppe di nuovo la ragazza, onestamente, certe volte guardo Sammy e proprio non mi pare vero, pensare che in fondo  un ragazzo dell'East Side come me.
Lei  fortunata... ricominciai, poi seppi contenermi e conclusi con un blando: S,  una vera promessa.
Stava cominciando a scocciarmi. Nel suo piccolo mondo Sammy Glick straripava. Il suo ardente desiderio di vivere, il suo istinto materno erano del tutto focalizzati su quel furbetto. Mi domandai se avesse fatto la conoscenza di Sammy pi o meno un anno prima, quando lui andava proclamando ai quattro venti la sua
indipendenza dalle donne, eccetto ovviamente quelle gratis del sabato sera.
Mi piaceva, la compativo e non volevo pi starla ad ascoltare.
A questo punto capit che Opdyke passasse vicino al nostro tavolo; e proprio mentre stavo per fargli un cenno col capo - lo conoscevo superficialmente - fui colto di sorpresa da Sammy, che ad alta voce disse: Ehi, Al, avevi detto che mi avresti presentato ad Opdyke.
Questa era pi o meno l'ultima cosa al mondo che avevo detto, solo che ormai era troppo tardi, perch Opdyke si era fermato avendo sentito pronunciare il suo nome. Si era fermato per un istante, ma fu abbastanza perch io potessi fare le presentazioni e Sammy l'avesse vinta anche stavolta.
Rosalie Goldbaum guardava Opdyke con una certa ostilit, come a dire Scusi ma lei che c'entra, questa  la nostra festa.
Ma Sammy era uno spettacolo. Offr un sigaro ad Opdyke e disse: Le ho spedito la mia rubrica, un paio di mesi fa: le ho fatto un po' di pubblicit. Mi chiedo se il pezzo le  piaciuto.
Opdyke lo guard con aria interrogativa. Temo di non poterle rispondere. Mi arrivano parecchi ritagli di giornale a casa. A questo punto io e voi ci saremmo scoraggiati; Sammy invece ricorse a una tattica pi efficace.
Ma lo sa che ho sempre sperato di incontrarla per poterle dire quanto mi  piaciuto L'Undicesimo Comandamento fece.
Stavolta Opdyke sembr scuotersi un minimo. Ma davvero disse. Pensavo che nessuno se ne ricordasse pi. E un atto unico che ho scritto proprio agli inizi della mia carriera.
A me sembra attualissimo replic Sammy. Mi  capitato di leggerlo giusto un quindici giorni fa. Regge in maniera sorprendente.
Sul serio? fece Opdyke, alquanto lusingato.
Diamo a Sammy quel che  di Sammy. Se c' una cosa che fa piacere a uno scrittore di successo,  sentir lodare un suo dimenticato fallimento, che per lui in cuor suo ritiene un capolavoro incompreso. Sammy aveva scovato il tallone d'Achille di Opdyke, ma la cosa avrebbe funzionato ugualmente con Dreiser, con George Bernard Shaw e con Sinclair Lewis.
A questo punto mi accorsi che adesso Opdyke sedeva l, in mezzo a noi. Il suo protetto  un vero studioso del teatro americano, Al mi disse.
Il mio protetto. Trasalii. Non gli dissi ci che adesso cominciava ad apparirmi chiaro, e cio che Sammy, sapendo che Opdyke  solito stazionare all'Algonquin, si era recato in biblioteca e aveva fatto le sue brave ricerche sul grande drammaturgo.
Nei quindici minuti che seguirono Sammy pot giocare sul suo terreno preferito, mimando sofisticazione, sprizzando allegria artificiale da tutti i pori, mettendocela tutta per spararle pi grosse di Opdyke.
Quando Opdyke si accomiat, con un caloroso Lieto-
di-aver-fatto-la-sua-conoscenza all'indirizzo di Sammy, la signorina Goldbaum inizi a sbadigliare, e io borbottai
qualcosa sul lavoro che mi restava da fare prima di buttarmi a letto, e Sammy disse: Ti siamo grati per aver festeggiato con noi stasera. Rosalie annu contenta. Il suo Sammy aveva detto la cosa giusta, e la festa di compleanno era finita. Li vidi discendere a braccetto la scalinata che conduceva alla metropolitana. Lei lo guardava fiera. Lui aveva diciannove anni.
Tornando verso casa mi fermai al 21 per farmi un whisky in solitudine, quasi sperando di trovare la soluzione del caso Glick in fondo al bicchiere. Mi sembrava prematuro decidere che odiavo Sammy, dato che per mia natura non ero uno che odiava. Anzi in genere cercavo di trovare una ragione per farmi piacere chiunque. Era il lusso maggiore che mi concedevo nella vita, quello di riuscire a farmi piacere chiunque. Sicuramente questo c'entrava con il fatto di essere cresciuto in una cittadina del New England dove la gente viveva in pace e in amicizia, e dove mio padre, unico rabbino del luogo, aveva vissuto al servizio della comunit finendo con l'incarnare le virt dell'autentico cristianesimo e conquistarsi l'approvazione e il rispetto dell'intera Middletown. Quando mi iscrissi al locale college metodista pensavo ancora che avrei seguito le orme paterne e avrei frequentato la scuola rabbinica, ma quattro anni di attivit teatrali mi avevano fatto cambiare idea, ed ero finito in platea anzich sull'altare.
Quel messaggio di indulgenza che era la vita stessa di mio padre era penetrato troppo a fondo nella mia adolescenza perch adesso il cinismo di Broadway potesse spazzarlo via del tutto, e nei momenti pi
ridicolmente inopportuni capitava che mi tornassero in mente le sue
frasi, pregne di linguaggio biblico ma che credo fossero proprio parole sue: Cerca di amare il tuo prossimo come ami tuo fratello, perch il Signore ha messo gli uomini sulla terra affinch possano prosperare insieme.
Questo mi dicevo quella notte, seduto per i fatti miei a tracannare scotch e a sforzarmi di amare Sammy Glick come il prossimo mio. Sotto l'effetto congiunto dello scotch e di mio padre cominciai a provare un certo pentimento. Divenni quasi sdolcinato. In fondo questo ragazzo - pensavo - si era dato da fare per trovarsi un buon lavoro, e ora che c'era riuscito magari si sarebbe dato una calmata e si sarebbe inserito meglio nel gruppo. Rilassati, Manheim, mi dicevo risoluto.
Smettila di vedere sempre nubi all'orizzonte. Tu amerai Sammy Glick, sermoneggiavo, tu ricorderai quello che ti diceva il tuo carissimo babbo che non c' pi, e amerai Sammy Glick anche se ci dovesse nuocerti. E
via, l'invito a cena era stato un bellissimo gesto da parte di Sammy. Era l'inizio di una meravigliosa amicizia.
Dovete scusarmi: avevo bevuto quella sera, e per quanto riguarda la conoscenza di Sammy Glick ero ancora in prima elementare.
Un paio di classi, per, potei saltarle gi la sera dopo, quando lessi la rubrica mondana di Winchell. I caratteri in grassetto sembravano ridermi in faccia: Ieri sera il critico emergente Sammy Glick ha festeggiato il suo ventunesimo compleanno all'Algonquin, in compagnia di George Opdyke e del collega Al Manheim...
Non ci voleva la sfera di cristallo per scoprire chi aveva passato la notizia a Walter, e da dove venissero quei due anni in pi. Quando Sammy arriv in redazione lo scrutai con fare inquisitorio.
Ho visto la rubrica di Winchell, Samuel: bella pubblicit per George Opdyke... dissi.
S, avresti dovuto esserci si mise a scherzare Sammy.
Certo che hai faccia tosta da vendere feci io.
E dai Al, non te la prendere fece lui. Non voglio restare dentro il nido per tutta la vita. Lasciami spiegare le ali un pochetto.
Allora si vede che sei un pipistrello dissi. Un topo di fogna con le ali.
Mi sorprendi, Al disse Sammy. E io che ti ho sempre considerato un amico.
Il bello  che lo pensava davvero. Cercare di ferire i suoi sentimenti era come sparare a un elefante con la scacciacani. Gli facevi il solletico.
Tu sei fisicamente incapace di avere amici replicai.
Tu puoi avere soltanto nemici e tirapiedi.
Mi usc di bocca cos, spontaneamente; ripensandoci adesso mi sembra una delle mie poche frasi da incorniciare.
Sammy continuai, vedi di capirlo prima che sia troppo tardi. Evita la volgarit. La volgarit  la piaga del ventesimo secolo. E tu al momento trasudi volgarit. Questa di George Opdyke che festeggia con te il tuo compleanno,  veramente una cosa da quattro soldi.
Certo,  una cosa da quattro soldi rispose Sammy.
Per mi ha procurato un sacco di pubblicit a buon mercato. Quattro soldi, ma spesi bene. E poi, perch fai tanto lo schizzinoso? Ti assicuro che ci hai guadagnato anche tu.
Lo so che sei un filantropo, non mi devi convincere
dissi. Ma gi che c'eri, perch non menzionavi pure la signorina Goldbaum?  l'unica persona che conosco che sarebbe lieta di vedere il suo nome stampato accanto al tuo sul giornale. Gliela potevi dare questa soddisfazione....
Veramente la soddisfazione gliela do tre volte la settimana
chios Sammy.
Sei proprio un puzzone tagliai corto. Mi irritava, e non riuscivo ad essere spiritoso.
Sono un puzzone concluse lui andandosene, ma un giorno sarai pronto a farti tagliare un braccio per poter respirare questa puzza.
...
.
...
Capitolo 2.
...
.
...
Durante le settimane che seguirono cercai di scansare Sammy, nonostante la mia scrivania si trovasse accanto alla sua. Cominciavo a chiedermi se il giornale non fosse un posto troppo piccolo per tutti e due, ma non osavo arrivare allo scontro, per timore di perdere quello
che fino a quel momento era il miglior lavoro che avessi mai avuto. Sapevo per che credere di potere evitare Sammy del tutto era solo una pia illusione, perch era umanamente impossibile assistere agli sviluppi delle sue imprese senza rimanere emotivamente coinvolti.
Un giorno ci si present davanti un giovane occhialuto e spaventato, con un viso umile, intelligente e tutt'altro che bello e un manoscritto sottobraccio.
Chiese del Signor Glick con il tremolio nella voce di chi ritiene di trovarsi in una situazione di inferiorit.
Disse che il suo nome era Julian Blumberg, e che lavorava nell'ufficio pubblicit del giornale, e, e, che aveva l'ambizione di diventare uno scrittore e, e, ehm...
che aveva scritto una sceneggiatura per la radio e, e, ehm... ehm dato che il signor Glick era un'autorit in materia di scrittura radiofonica, sarebbe stato cos gentile da leggere il testo di Blumberg?
Mi aspettavo che Sammy, nel suo pi mordace vernacolo, si addentrasse nei dettagli anatomici riguardanti la giusta collocazione del manoscritto di Blumberg;
ma quel giorno Sammy stava interpretando un ruolo diverso, per cui mi misi bello comodo nel mio posto in prima fila. Sammy aveva deciso di farsi blandire.
Sar lieto di esserle d'aiuto disse, con un tono del tutto inedito.
Fui cos testimone oculare di una delle metamorfosi di Sammy. Dio solo sa se non percepii chiaramente qualcosa di violento e di rumoroso che pompava dentro quell'ometto, come uno stantuffo, scuotendolo tutto e costringendolo a mettersi in marcia.
Dopo che Julian Blumberg se ne fu tornato all'ufficio pubblicit, Sammy si mise a sedere e lesse il copione.
Alla fine della prima pagina sorrideva; arrivato alla terza scoppi a ridere sonoramente.
Ehi, Al strill (come era solito fare, che io gli rispondessi o meno)  forte questa roba, divertentissima!.
Mmmmmmm feci.
Lesse tutto il dattiloscritto, ridendo e facendo commenti ad alta voce, poi, incapace come sempre di tenersi qualcosa per s, venne alla mia scrivania e ci schiaff sopra il copione di Blumberg.
Chi l'avrebbe detto? fece. Veramente originale.
S? feci dubbioso. Di che si tratta?.
 una commedia con un sacco di colpi di scena rispose Sammy. Comincia con un tizio che non vuole saperne della protagonista. Allora lei lo rapisce. Ma lui
non si convince e anzi la fa arrestare. Al processo per la ragazza si mette male, ma alla fine i due si innamorano e decidono di sposarsi, il che salva la tipa, dato che lui  l'unico testimone e secondo la legge non si pu testimoniare contro la propria moglie. Ingegnoso, eh?.
Pi che la storia, m'interessava capire come mai Sammy si appassionasse tanto al lavoro di un altro, e glielo dissi.
Non solo mi appassiona rispose Sammy, ma voglio suggerirgli un finale pi bello. Lo stesso giudice che stava per condannarla vuole avere l'onore di unirli in matrimonio. Perci le nozze vengono celebrate seduta stante, e come ti pare questa come battuta conclusiva: il giudice che dice Il Caso  Archiviato.
Meraviglioso dissi, ma a te che te ne viene?.
Non  questo il punto disse Sammy, mi fa piacere che un giovane si faccia strada.
Ne avevo sentite abbastanza per seguire gli sviluppi della vicenda Blumberg-Glick con sospettosa attenzione.
Il piccolo, pallido genio scoperto da Sammy Glick si rifece vivo la settimana dopo. Sammy gli diede una vigorosa stretta di mano, ma notai che non sembrava pi sprizzare entusiasmo da tutti i pori.
L'idea c' concesse al poveretto. Chiaramente  un po' grezza, e va sviluppata, ma forse lavorandoci sopra possiamo farne una cosa degna.
Intende dire che mi aiuter? fece il minchione.
Penso di poterci cavare fuori qualcosa. Sammy era il ritratto della modestia. Poi lo passer al mio agente.
Guardi disse il minchione, non mi aspettavo tanto....
Temevo che Blumberg scoppiasse in lacrime e abbracciasse Sammy per la gioia. Mai visto qualcuno cos contento di farsi fregare.
Quando il tizio ebbe lasciato la stanza - praticamente camminando all'indietro e facendo gli inchini -
Sammy mi chiese: Scusa, Al, potresti consigliarmi un buon agente?.
Ges, Sammy dissi, ma non ti vergogni? Prima ti annetti il copione di Blumberg, poi gli vai a raccontare che hai un agente....
Ma Sammy non era in vena di contraddittorii. Questa era l'occasione che stava aspettando, e adesso era concentrato come un quarterback intento a decidere quale schema adottare.
Potresti consigliarmi un buon agente? ripet.
Questa roba  troppo buona per la radio. La voglio vendere a Hollywood. C'ho un titolo cazzuto: Rapimento d'amore.
Una volta che si sparge la voce che punti a Hollywood, saranno gli agenti a venirti a cercare a casa
dissi, sforzandomi di fare la faccia seria. Comunque direi che Myron Selznick non sarebbe malaccio.
 bravo questo Selznick? chiese Sammy con un'ingenuit che avrebbe perso sin troppo rapidamente.
Penso di s risposi. Carole Lombard, William Powell e Norma Shearer lo trovano abbastanza buono.
I soggetti li sa vendere?.
E insomma... pare che con i soggetti ci faccia un paio di bigliettoni la settimana.
Magari potrei provarlo disse Sammy.
E dai, Sammy dissi, non ti ho mai visto cos timido.
Myron Selznick non te la perdona, se viene a sapere che hai esitato ad affidarti a lui. Fossi in te gli farei immediatamente una bella interurbana.
Se Sammy aveva capito che stavo scherzando, di certo non lo lasci trapelare.
Come faccio a mettermi in contatto? chiese.
Myron Selznick & Co., Beverly Hills, California: tanto basta.
A questo punto stavo ridendo. Ma Sammy non stava ridendo. Non era mai stato pi serio, nel corso della sua pur breve carriera. Per Dio, Al mi fece, tesissimo,
mi sa che mi hai dato un'idea.
A questo punto - e la mia faccia dovette sbiancare per la sorpresa e l'incredulit - ebbi il privilegio di ascoltare una delle pi stupefacenti conversazioni della storia del telefono.
Salve, esord Sammy qui  il signor Glick. Vorrei parlare col signor Myron Selznick in persona, a Beverly Hills, California. Mentre aspettava il collegamento, non scambiammo una parola, lui troppo teso, io troppo stupito. Mi limitai a scrutare la sua faccia, in attesa di sentirlo parlare. La faccia di Sammy iniziava a piegarsi in una smorfia di perenne disprezzo. Aveva gi fatto capolino nella sua voce, quell'incredibile disprezzo per gli altri esseri umani, non solo per quelli come me, per le segretarie, per i ragazzini del giornale e per i colleghi le cui facce gli toccava di dover vedere ogni giorno, ma
anche per gli estranei, per la nuca del tassista cui strepitava le sue
istruzioni, per la gente che urtava in mezzo alla folla, e adesso per l'anonimo operatore telefonico...
Questo disprezzo in parte derivava dalla sicumera di cui faceva il pieno ad ogni fermata della sua corsa, ma c'era qualcosa di pi, un'energia rabbiosa, vulcanica, che eruttava e colava laggi, dentro di lui.
Signor Selznick? Salve, qui  Sammy Glick da New York...
Sammy Glick! Volevo soltanto farle sapere che ho deciso di affidarle il mio soggetto...
No... lo so che non ha mai sentito parlare di me.
Ma ne sentir parlare, eccome...
La prego, mi risparmi il forse. Un soggetto a prova di bomba come a Hollywood non se ne vedevano da anni e lui mi dice forse. Forse lo posso dire pure io, signor Selznick. Forse questo soggetto non glielo faccio nemmeno vedere. Forse mi rivolgo ad un'altra agenzia...
No, certo, mi sto accollando un'interurbana tanto per scherzare,  chiaro. D'accordo, se la pensa cos. A
risentirla...
S,  qui sulla mia scrivania, ma che io sia maledetto se lo spedisco senza che lei dimostri un po' pi d'interesse...
Ecco, questo  un altro discorso. Ma deve leggerlo non appena le arriva. L'idea  cos fresca che non vorrei che qualcuno me la rubasse...
Un'ultima cosa. La prego di telefonarmi non appena ha finito di leggere. Chiami pure a carico del Record...
Bene, vedo che ci capiamo. Rapimento d'amore sar sulla sua scrivania posdomani. A presto, Myron.
Sammy riappese, tir fuori un fazzoletto e deterse il sudore dalla fronte. Si rimise in tasca il fazzoletto, poi lo tir fuori di nuovo e ripet l'operazione.
Fiuuu! sospir. Si accasci sulla sedia come un pugile dopo l'ultimo gong.
Mi misi a fissarlo. Mi ricordai di quella volta che avevo visto la fotografia del tizio che aveva camminato da un capo all'altro di una corda sospesa sulle cascate del Niagara. In cuor mio avevo disapprovato la bravata, e allo stesso tempo quel folle coraggio mi aveva affascinato.
Sammy era un concentrato di tutto ci che mi faceva orrore: disonest, invadenza, prepotenza. Eppure sentivo di non provare soltanto indignazione; lo stavo fissando con una certa deferenza per l'enormit della sua smargiassata.
Sammy, hai avuto paura?.
Glielo chiesi perch quella telefonata per quanto mi riguardava era del tutto inimmaginabile. Era come chiedere a qualcuno cosa si prova ad essere sparati sulla Luna dentro un razzo. Anche se superficialmente eravamo simili, entrambi critici, entrambi ebrei, entrambi maschi, entrambi cittadini americani, entrambi di passaggio in questa valle di lacrime, aspettavo la risposta alla mia domanda come un mistico che cerca di mettersi in comunicazione con l'ignoto.
Sammy, hai avuto paura?.
La cosa divertente, Al, rispose Sammy, tranquillo come non l'avevo
mai sentito  che ho paura adesso, eccome. Per Dio, se ho paura. Ho paura dal momento che ho riappeso. Ma quando l'ho chiamato non avevo paura. Alla paura non ci pensavo nemmeno.
Lo sentivo vicino come mai prima d'allora. Per un momento aveva abbassato la guardia.
E a che pensavi, Sammy?.
Mi rispose con un mormorio, come se stesse parlando da solo.
Pensavo solo a me stesso. Continuavo a pensare a nient'altro che a me stesso. Continuavo a ripetere Sammy-glicksammy-glick all'infinito,
dentro la mia testa, e diventava sempre pi forte
SAMMY-GLICKSAMMY-GLICKSAMMY-GLICK. Non ha senso, vero?.
Ma s, pensai; ma s, certo che ha senso. Il senso pi orribile e spaventoso che si possa immaginare.
Sammy si alz in piedi e riprese il controllo di se stesso.
Andiamocene al Bleeck's, disse che ti ridicolizzo al Gioco del Fiammifero.
S, un corno dissi: ci andammo e mi batt. Mentre giocavamo e bevevamo avrei voluto poterlo odiare sul serio, anzich starmene in questa terra di nessuno e provare frustrazione perch non riuscivo ad odiarlo quanto meritava.
Passarono delle settimane senza che Myron Selznick
si facesse vivo. Cercavo di scorgere i segni della delusione sul volto di Sammy, e invece niente. Se ne andava in giro per la redazione come un galletto, continuando a gloriarsi. Cominciai a figurarmi Sammy vent'anni dopo, calvo e rinsavito, che ironizzava
sull'impetuosit dei giovani. La tentazione di mettersi a esultare era fortissima. E allora, Sammy, ragazzo mio, finalmente hai fatto il passo pi lungo della gamba?
Per fortuna mi trattenni. Era talmente assurdo immaginare che la corsa di Sammy potesse finire cos presto...
Me lo ricordo piombare in redazione trionfante ed eccitato, come se avesse rubato il formaggio ed evitato la trappola. Che poi era quello che aveva fatto.
Stringi la mano alla benedizione che Dio ha mandato ad Hollywood disse, afferrandomi la mano prima che potessi infilarmela in tasca.
Non pronunziare il nome del Signore invano dissi.
Vorresti dire che hai venduto quel soggetto?.
Cinque bigliettoni rispose.
Vai a casa e fatti una bella dormita dissi. Domani mattina ti sentirai meglio.
Avremmo dovuto farci dare di pi continu, solo che questo  il mio primo soggetto.
Era assurdo, era puro Horatio Alger, era vero.
Ma  un'indecenza dissi. Soltanto cinquemila. Io mi vergognerei, ad accettare.
Va bene,  giusto per iniziare disse lui. E ho tante di quelle idee....
... di Julian Blumberg, intendi?.
Aah... fece quello schlemiel  un caso disperato.
Deve ringraziare che ho perso tempo appresso a lui.
Come la signorina Goldbaum mormorai.
Ecco qui. Quello di cui avevo bisogno. Tutto d'un tratto odiavo Sammy Glick. Ora mi sentivo meglio. Ero
soddisfatto. Fastidio, turbamento, curiosit, disgusto: non sono emozioni degne di questo nome. Ma adesso provavo qualcosa di serio, all'ultimo sangue e puro al cento per cento: odio.
Come se non bastasse, la mattina dopo, mentre sbocconcellavo l'uovo alla coque e mordicchiavo il toast, nelle pagine degli spettacoli del giornale lessi qualcosa che mi provoc un'acuta indigestione. Non c'era bisogno dell'FBI per riconoscere la delicata mano del signor Glick.
DIECI BIGLIETTONI PER IL RAGAZZO PRODIGIO
Sammy Glick, il pi giovane tra i critici radiofonici e candidato al titolo di ragazzo prodigio d'America, ha venduto il suo primo soggetto cinematografico alla World- Wide per 10.000 dollari. Il soggetto, intitolato Rapimento d'amore, sar una delle prossime produzioni di punta della casa cinematografica. Si tratta del primo di una serie di soggetti per i quali la World-Wide ha messo sotto contratto Glick, come egli stesso ci ha rivelato. Sono stato a lungo indeciso se accettare le profferte di Hollywood o restarmene qui al Record ci ha dichiarato ieri sera.
Al soggetto di Glick ha collaborato Julian Blumberg.
La cosa incredibile, pensai,  che Julian sia riuscito a farsi menzionare. Ero invelenito. Non sapevo se provare una violenta gelosia nei confronti di Sammy Glick o congratularmi con me stesso per non essere come lui.
Temo di aver fatto entrambe le cose.
Nei giorni che seguirono Sammy entrava e usciva dalla redazione, con aria d'importanza e di mistero, facendosi un punto d'onore di trascurare il suo lavoro.
Sei ancora qui? gli dissi. Pensavo fossi andato a Hollywood.
No fece Sammy, lo sai com', quando c'hai l'inchiostro del giornale nelle vene....
Certo dissi. In altre parole un lavoro a Hollywood ancora non ce l'hai.
No, non ancora.
Un bel giorno Sammy non venne al lavoro. Forse  ammalato, pensai in un primo momento, ma ben presto dovetti abbandonare questo indebito ottimismo. Quelli come Sammy Glick non si ammalano, a meno che la cosa non gli permetta di sciogliere un contratto o di intascare i soldi dell'assicurazione. Il pomeriggio trascorse e Sammy non si fece vedere. Forse  stato assassinato da Julian Blumberg, osai sperare. Ma sapevo che non poteva essere. Senza dubbio Julian aveva talento, ma non aveva nemmeno il coraggio di ammazzare il tempo.
Mentre ero assorto in questi pensieri, entr Sammy, o per meglio dire fece il suo ingresso Sammy. Aveva un completo nuovo. Ed anche una nuova espressione.
Mi bast uno sguardo per decidere che mi piaceva ancor meno della vecchia espressione. Portava una camicia blu a scacchi e un'orchidea rossa all'occhiello. Le scarpe sembravano voler gridare di essere nuove di zecca.
Coccodrillo marrone. Si accorse che le guardavo. Quindici carte andate disse. Feci un passo indietro per poterlo squadrare ben bene. Tir fuori il portasigarette
e mi offr una Parliament. Sammy Glick, il mio piccolo Sammy Glick, il ragazzino Sammy Glick. America, America, pensavo sulle note della canzone, God shed His Grace on Thee and crown Thy good with...
Ciao, orrendo dissi.
Sono passato per dire arrivederci disse Sammy.
Arrivederci dissi.
Non sto scherzando disse lui. Vado a Hollywood.
Scommetto che Irving Thalberg  preoccupatissimo
dissi.
Se non lo  farebbe meglio ad esserlo replic Sammy. Mi sa che Hollywood  pane per i miei denti....
Come  andata? Un telegramma dalla Metro per dire che senza di te non potevano resistere un altro giorno?
chiesi.
Non proprio, rispose Sammy tutto serio. Il mio agente mi ha piazzato alla World-Wide grazie al clamore sollevato da quel soggetto.
Clamoroso commentai. E Julian come-si-chiama?
Parte con te?.
No si limit a dire Sammy, la World-Wide voleva solo me.
Be' dissi, lasci un vuoto colmabile.
Ho finito di lavorare per un piatto di lenticchie
disse Sammy. Da mercoled prossimo stiamo parlando di duecentocinquanta carte la settimana.
Ben cinque colleghi emisero fischi d'approvazione.
Durante il breve silenzio che segu composi mentalmente una breve storia di Sammy Glick, che andava
dai dodici ai duecentocinquanta dollari la settimana, e analizzava l'argomento dal punto di vista sociologico, psicologico, filosofico e zoologico. Era l'America, la gloria e le opportunit, l'energia e la velocit, lo stridore e le stronzate. Non mi ci volle tanto per pensare tutto questo. Bast il tempo di uno sguardo. Ci vediamo al Brown Derby stava dicendo Sammy.
A questo punto mi prese la nostalgia - lo sapete che sono un sentimentale - perci dissi:
Ma certo, ragazzo, e ricordati di non dire non gli  che.
A Sammy la battuta non piacque. Stava per diventare uno di quei pezzi grossi cui non piace che gli si ricordino le cose. Pare infatti che ci siano due categorie di uomini che si sono fatti da soli, quelli che amano dilungarsi nei racconti patriottici di quando facevano lo strillone o il lustrascarpe per due dollari e spiccioli la settimana, e quelli che considerano ogni nuovo gradino come fosse l'unico che abbiano mai conosciuto: hanno fatto tanta strada talmente in fretta che si vergognano, hanno paura di quello che potrebbero vedere se dovessero voltarsi indietro. Gli uni sono noiosi, gli altri sono mascalzoni. Sammy avr avuto altri difetti, ma noioso non lo era stato mai.
Quel giorno osservai Sammy uscire dall'ufficio, poi mi piazzai alla finestra e osservai le sue scarpe nuove e il suo cappello nuovo attraversare il marciapiede e scomparire dentro un taxi, e poi mi sporsi dalla finestra e osservai il taxi zigzagare nel traffico come un'ala intenta a scansare gli avversari.
Proprio come Sammy Glick, pensai, quando vidi che all'incrocio successivo il taxi aveva tagliato la strada a un'auto cui spettava la precedenza. Un rumore di freni, una voce rabbiosa, e il taxi di Sammy se n'era gi andato, aveva girato l'angolo sgommando, anche se io rimasi alla finestra ancora per un bel pezzo.
...
.
...
Capitolo 3.
...
.
...
Nei mesi che seguirono, ogni volta che pensavo a come Sammy aveva invaso, messo a ferro e fuoco ed evacuato la redazione, mi sentivo totalmente sopraffatto.
Tentavo di convincermi che si trattasse di un disgusto di tipo morale, ma ovviamente era molto pi di questo, oppure - come state gi pensando - era molto meno
? Lasciato a mordere la polvere da Sammy, avevo contratto una brutta forma di gelosia. Da qui in poi mi si potr accusare di ragionare come una pettegola, ma tanto vale che lo ammetta: ben prima che Sammy Glick attraversasse la mia vita come un ciclone, avevo gi messo gli occhi su Hollywood. Volevo andarci per tutte le solite ragioni: ero ansioso di controllare di persona le insistenti voci secondo le quali le strade lastricate d'oro che i primi esploratori spagnoli avevano cercato invano fossero infine apparse dalle parti della Mecca del Cinema. Ero mezzo persuaso che la California del Sud fosse davvero il Giardino dell'Eden che volevano i suoi pubblicitari. E come tutti gli altri scrittori che non stavano a Hollywood, avevo visto abbastanza film da convincermi che di peggio io non potevo fare.
Ovviamente non ne avevo mai parlato a nessuno e, non fosse stato per l'inatteso capriccio di un qualche sultano di Hollywood, starei ancora a battere sui tasti della macchina da scrivere per conto del Record. Come andarono le cose di preciso non l'ho ancora capito, dacch gli unici esempi di scrittura creativa che avessi prodotto erano un racconto uscito sul Post l'anno prima e un altro pi di recente su Cosmo e nessuno dei due aveva scosso la terra dalle fondamenta, e nemmeno Edward J. O'Brien, se  per questo. Diciamo che i boss della
Monarch avevano ordinato una retata di tutti i critici teatrali di New York, e io fui beccato insieme agli altri.
Il giorno dopo che fu resa pubblica la notizia che mi ero arreso a Hollywood (anche se in effetti non c'era stata chiss quale battaglia), la voce tremolante di una ragazza mi raggiunse dall'altro capo del telefono.
Salve, signor Manheim disse la voce. Mi dispiace moltissimo disturbarla e probabilmente lei non si ricorda di me....
Chi parla?.
La signorina Goldbaum. Rosalie Goldbaum. Ci siamo conosciuti quella sera con Sammy Glick... ?.
Non era una domanda, ma alla fine della sua voce c'era un punto interrogativo. Era una voce stridula, stridula ma spenta, come una nota alta in un ottavino da quattro soldi.
Dovetti dire una bugia, cio che ero lieto di risentirla.
Lei disse grazie e poi ci fu una pausa. Mi sembr che avesse riattaccato.
Pronto?.
Sono sempre qui disse lei.
Che succede? dissi. Qualche problema?.
Quando ho letto che lei sta per andare a Hollywood...
inizi. Quando l'ho letto, ho pensato....
Doveva aver pianto parecchio.
Voglio dire che ho bisogno di vederla fece.
Oh, Cristo, pensai. Ci vediamo al Tavern alle sette
dissi.
Arrivai con quindici o venti minuti di ritardo, perch lungo la strada mi ero fatto un paio di bicchieri onde alleviare il peso di questo rendez-vous. Non era stata neppure in grado di farsi dare un tavolo, e mi aspettava seduta su di una panca all'ingresso del locale.
La prima volta non mi ero reso conto di quanto fosse pelle e ossa. Quando si tolse il soprabito notai la linea delle scapole. Aveva gli occhi arrossati e lucidi. Mentre dicevo Lieto di rivederla le presi la mano, che era molle e gommosa, come un palloncino mezzo sgonfio.
Sembrava spaventata e, sin troppo in fretta, disse:
 stato gentilissimo a venire.
Mettiamoci a sedere dissi, e in silenzio ci dirigemmo ad un tavolo. Le misi delicatamente la mano sul braccio per guidarla e per un momento i nostri occhi si scrutarono a vicenda. Tra di noi c'era un che di troppo intimo e di sgradevole.
Come vanno le cose? dissi una volta che fummo seduti. La vedo in splendida forma.
Quest'idiozia suon immediatamente posticcia, per
cui decisi di chiudere il becco. La guardai e aspettai.
A lei la mossa.
Per un istante guard il menu, come se fosse indecisa se ordinare o venire subito al dunque.
Lei sta per andare a Hollywood disse. Lei vedr Sammy Glick.
Strano come nonostante l'intimit che c'era stata fra di loro dovesse sempre chiamarlo per nome e cognome.
Nemmeno questi avessero gi acquistato la risonanza di F. Scott Fitzgerald o di Sinclair Lewis. Mi resi conto che non era il caso di mettersi a fare dello spirito.
Trovai una formula di compromesso.
Potrei vederlo dissi guardingo.
Le dispiacerebbe, signor Manheim, riferigli un messaggio da parte mia?.
Certo dissi, quando mi capita di incontrarlo, gli porter i suoi saluti.
Fui crudele, dacch era ovvio che c'era dell'altro.
Ma era il modo pi rapido per sapere esattamente che cosa.
Non  questo disse. Voglio sapere come sta. Voglio sapere....
Ma le scriver delle lettere la interruppi. Io cosa potrei fare?.
Scopra perch ha smesso di scrivermi sput fuori.
All'inizio scriveva, ogni tanto. Ma adesso non pi.
Non risponde alle mie lettere. Ormai sono mesi che non manda neppure una cartolina.
Si asciug il naso che le colava con il tovagliolo.
La capisco, Rosalie dissi, ma forse le cose non sono
cos facili per lui. Non  uno scherzo cominciare da zero in un'altra citt. Magari  talmente preso....
Ve lo immaginate, io che difendo lo zoticone? Ma non sono mai stato un bravo attore e non risultai convincente.
Lei non capisce, signor Manheim mi interruppe lei.
Eravamo d'accordo. Avrei dovuto raggiungerlo una settimana dopo il suo arrivo. Ero cos sicura che ho lasciato il lavoro. Ho mollato tutto quello che non potevo portarmi dietro. Era tutto deciso. Poi mi ha detto di non preoccuparmi, ma aveva bisogno ancora di un paio di settimane per sistemarsi. Alla fine ha smesso di scrivere del tutto.
Oh dissi. La fame mi era passata.
Aveva detto che non potevamo partire insieme perch non aveva abbastanza soldi per il treno. Ma mi avrebbe mandato la sua seconda settimana di paga.
La testa assecondava i movimenti nervosi della bocca.
Era tutta eccitata al solo ricordo di quello che lui le aveva detto.
E adesso non so che cosa fare disse.
Mascalzone dissi.
Deve dirgli che non riesco a capire disse, sforzandosi di far prima delle sue lacrime. Gli chieda perch, per favore gli chieda perch.
Stava piangendo. Il cameriere aspettava impaziente.
Situazione imbarazzante. Ci vuole le cipolle? le chiesi.
Asciugandosi le lacrime col tovagliolo si macchi gli occhi, il naso e
le guance. Non capivo perch dovesse usare il mascara. Magari le dava
sicurezza, ma il suo viso non era adatto, e adesso aveva l'aspetto
sconsolato di una bambola alla quale la pioggia ha scolorito la vernice.
Non avrei dovuto venire gemeva, ma Sammy mi diceva sempre che lei  il suo migliore amico.
La bistecca quasi mi and di traverso. Dio mio, e probabilmente era vero!
Uscendo dal locale le allungai venticinque carte.
Giusto per lavarmi la coscienza dall'infamia di essere considerato un amico di quello stronzo di Sammy. Lei li mise dentro la borsetta il pi in fretta possibile.
Mi dia il suo indirizzo a Hollywood, cos potr ripagarla non appena mi trovo un altro lavoro disse.
Lasci perdere dissi. Mi ripagher la prossima volta che ci vediamo.
Ci stringemmo la mano e lei per un momento trattenne la mia come se non le andasse di separarsi persino dalla minima protezione che io potevo rappresentare, e la stringeva forte per non mettersi a piangere di nuovo. La seguii con lo sguardo mentre se ne andava verso Broadway, finch la folla non la inghiott.
Non potei fare a meno di domandarmi cosa le avrebbe fatto New York adesso che Sammy Glick l'aveva usata e gettata via.
Sul treno mi sentivo ancora madido delle lacrime della signorina Goldbaum. Perci non appena mi fui organizzato, per quanto uno stranito forestiero possa mai riuscire a organizzarsi a Hollywood,
feci uno squillo a Sammy. Parlava cos forte che dovetti tenere a distanza il ricevitore. Era come un altoparlante.
Ciao testina strill, benvenuto a Lost Angeles, la citt degli Angeli Perduti.
Come sarebbe a dire, testina protestai, gi rassegnato al fatto che il tempo trascorso non aveva cambiato Mister Glick.
Ero con il tuo produttore, proprio l'altra sera fece.
E lui si vantava di averti preso per centocinquanta la settimana. Se me lo dicevi prima che stavi arrivando, ci pensavo io.
Gli dissi che con centocinquanta dollari la settimana potevo sopravvivere per un po'.
Ges, Al scoppi a ridere, tu di Hollywood ne sai quanto....
Quanto Rosalie Goldbaum dissi.
Un colpo basso del genere avrebbe avuto un certo effetto sul malfattore medio, ma non su Sammy.
Ascolta, Al disse, adesso non ho il tempo di parlare di questa cosa. Perch non fai un salto qui da me domani verso ora di pranzo?.
Dissi che per me andava bene, e lui si esib nel caloroso benvenuto del grande amico.
Okay, Compal-Al. Lietissimo di averti qui tra noi, ragasso.
Passai quel pomeriggio e la mattina dopo a vagare per lo studio che mi aveva messo sotto contratto, cercando di scoprire a quale scopo lo avessero fatto. Poi mi recai alla mia udienza con Piccolo Cesare. All'epoca mi raccontavo di essere mosso soltanto da un desiderio di
giustizia nei confronti della signorina Goldbaum, ma la curiosit giocava un grosso ruolo. Una curiosit malsana.
Come voler rimuovere una benda per guardare l'infezione che c' sotto.
La scritta SAMMY GLICK era in lettere di metallo dorate, avvitate alla porta del suo ufficio con una certa aria di permanenza. Entrai e mi resi conto di essere ancora soltanto al cospetto della sua segretaria, il cui ufficio pareva pi grande di quello del sindaco di New York. Le dissi di essere un vecchio amico di Sammy -
le bugie a fin di bene, no? - e lei mi disse che il signor Glick sarebbe stato trattenuto in una story conference per la prossima mezz'ora.
Un'ora e venti minuti dopo il signor Glick fece la sua apparizione. La prima cosa che notai fu che non portava la cravatta. Portava invece un ampio foulard giallo con dei cavalli al galoppo lungo i bordi, e un fazzolettone anch'esso giallo pendeva malandrino da una giacca sportiva sulla quale si sarebbe potuto giocare a dama.
Pareva avesse fatto il bagno nell'acqua di colonia.
Ne aveva fatta di strada dal magro, pallido, volenteroso ragazzo che diceva sempre: Grazie, signor Manheim. Quantomeno in superficie. Aveva la tipica abbronzatura californiana. Era un po' pi robusto, ma sempre scattante.
Ci mettemmo a sedere nel suo ufficio. Alle pareti c'erano un paio di foto autografate di stelle del cinema e diverse foto di Sammy, tra le quali una in cui giocava a tennis e un'altra in cui giocava a fare il genio sul set con il regista e gli attori protagonisti.
Mise i piedi sul tavolo e notai le strane scarpe fatte di strisce di pelle intrecciate come un canestro messicano, con un'apertura dalla quale spuntavano le dita dei piedi.
Queste scarpe sono una meraviglia per lavorare disse.
Me le ha portate da Citt del Messico Lucky Hamilton, il regista del
mio primo film. Si chiamano huaraches. Ho una vera fissa, per le scarpe.
L'abbigliamento  qualcosa per cui non riuscir mai a entusiasmarmi, perci non mi venne in mente niente da dire. Ma con Sammy Glick non si corre mai il rischio che la conversazione si ammosci.
E allora, che notizie mi porti dalla colonia penale?
disse. Sempre cos presi dal lavoro che non hanno il tempo di morire di fame?.
Ti salutano tutti affettuosamente, Sammy dissi, come se gliene potesse fregare qualcosa.
Ragazzi eccezionali disse meccanicamente, poi con maggiore partecipazione aggiunse: Per da queste parti, una volta che riesci a fare l'incantesimo ai produttori, ti tirano dietro tanti di quei soldi che li puoi usare come carta da parati.
Anche la signorina Goldbaum ti saluta dissi.
Per un istante Sammy si ferm. Mi guard, palesemente chiedendosi fino a che punto fossi al corrente dei fatti.
Voglio parlarti proprio di questo, Al disse. Ma che ne dici di un pranzetto, prima? Dove vuoi andare, al Derby, al Vendme o da Al Levy? Non ci sono altri ristoranti a Hollywood.
Decise per il Vendome perch era il posto dove allora andavano tutti.
Ci andammo a bordo della sua Cadillac spider gialla.
Non riuscivo a capire come potesse gi permettersi un'auto del genere.
Non me la potrei permettere, infatti spieg lui.
L'ho presa da un cane di attore che l'aveva comprata convinto di avere in tasca un grosso contratto. Non appena ho saputo che la cosa era andata in fumo mi sono precipitato da lui e, cifre alla mano, gli ho dimostrato che gli conveniva farmi subentrare nelle rate anzich riportarla al concessionario. Ha fatto soltanto duemilacinquecento chilometri. Praticamente il rodaggio me l'ha fatto lui.
Al Vendome Sammy era in rapporti cordiali con tutti, il ragazzo del posteggio, la guardarobiera che avrebbe potuto fare la controfigura di Jean Harlow, il capocameriere che ci scort al tavolo, dal quale rimosse cerimoniosamente il prestigioso cartellino RISERVATO.
Non appena fu seduto Sammy cominci a guardarsi in giro per vedere chi c'era. Salut un robusto signore di mezz'et, calvo e paonazzo, seduto dall'altra parte della sala.
Non mi aspettavo di vederti in piedi cos presto, Harold
strill Sammy.
In piedi  un'espressione impegnativa ridacchi quello di rimando.
Quello  Harold Godfrey Wilson disse Sammy orgoglioso.
 uno dei massimi sceneggiatori di Hollywood.
Duemilacinquecento la settimana. Ieri sera c' stata una bellissima festa a casa sua. Bisognava andare mascherati da una cosa che non si sopporta.
Io potevo delegare te dissi.
Ma Sammy era come quegli entusiasti pugili dilettanti che ridono quando le prendono. Il solito vecchio Al
ghign, sempre l a provocare.
Pass davanti a noi un gruppo di donne di ogni et e stazza, ma tutte vestite pi o meno allo stesso modo, abiti scuri molto chic, cappellini strabilianti, volpi argentate e gioielli a volont. Sammy balz in piedi come un boy scout alle note di Star Spangled Banner.
Quella era Louella O. Parsons disse rimettendosi a sedere dopo aver scambiato un po' di convenevoli.
La prima cosa che ho fatto non appena arrivato in questo posto  stata di chiamarla e darle in pasto qualcosa per la sua rubrica.  una abitudine salutare, perch ogni due o tre volte puoi passarle anche qualcosa che riguarda te stesso. A Hollywood bisogna che la gente non smetta mai di leggere di te.
Evidentemente eravamo andati nel posto sbagliato per parlare della signorina Goldbaum, ma finalmente riuscii a farla rientrare nella conversazione mentre Sammy prendeva il caff con Benedictine & Brandy.
Come sta, Al? chiese.
Una meraviglia dissi, proprio una meraviglia.
Abbandonata e senza aiuto.
Non ho potuto farci niente disse. Mi dispiace, Al. Lo giuro su Dio.
In fondo era ancora un ragazzo. Sembrava veramente spaventato. E la cosa pi triste era che quando diceva che non aveva potuto farci niente diceva la verit.
Il fatto  che sono stato troppo buono con Rosalie
disse Sammy. Io non le avevo mai detto che l'avrei portata quaggi. Ma lei lo aveva dato per scontato, e non ho voluto ferirla.
Il medico pietoso fa la piaga purulenta dissi.
Che ci faccio con Rosalie in questo posto? disse.
Rosalie  una di quelle brave ragazze ebree che non sognano altro che di starsene tutto il giorno a casa e di cominciare subito a fare bambini. E questa invece  una citt dove devi farti vedere in giro. Impazzirebbe nel giro di un mese.
Mi sa che doveva essere gi pazza, per riuscire a innamorarsi di te dissi. Ma visto che ormai il danno era fatto, avresti potuto almeno indorare la pillola con una bella letterina e abbastanza soldi da consentirle di rimettersi in piedi. Fai il bravo, con quella ragazza.
Poi, senza capire bene quello che dicevo, aggiunsi:
Fai il bravo con tutti quanti.
Sembrava che avessi risvegliato la parte migliore di Sammy. In fondo era solo un ragazzo, allora. La crosta non si era ancora indurita del tutto.
Quanto manderesti, al posto mio? mi chiese.
Tutto quello che riesci a mettere da parte dissi.
Considera che ha lasciato il suo lavoro credendo di dover venire quaggi.
Pensi che millecinquecento vadano bene? chiese.
Questo mi sembrava pi un beau geste che una manifestazione
di affetto nei confronti della signorina Goldbaum. Non riuscivo a capire come avesse fatto a mettere da parte questa cifra dato il suo attuale stipendio e glielo dissi.
Gioco d'azzardo col mio produttore, Joe Rappaport
disse. Pi  ubriaco, pi forte punta. Ogni volta che giochiamo sono duecento sicuri.
Beccare millecinquecento dollari per non dover trascorrere il resto dei propri giorni con Sammy Glick mi sembrava quello che si dice un affare.
Okay dissi, le scrivo che questi millecinquecento sono in arrivo, casomai avessi un vuoto di memoria.
Tranquillo, vuoti nella mia zucca non ce ne sono
mi rassicur.
Arriv il conto. Feci per tirare fuori il portafoglio, ma il cameriere aveva gi porto a Sammy una penna, e lui firm.
Poi Sammy fece una di quelle sue uscite tipo calabrone, svolazzando da un tavolo all'altro mentre ce ne andavamo.
Tornando allo studio, Sammy - l'affaire Goldbaum ormai dietro le spalle - divenne molto pi espansivo.
Ti hanno gi dato del lavoro? mi chiese.
Al momento il mio lavoro consiste nel fare pressioni sulla segretaria del produttore affinch lui mi convochi e mi spieghi perch mi pagano risposi.
Dato che hai un contratto di sei mesi disse Sammy,
puoi anche sollazzarti per un po'. Non hai bisogno di fargli vedere quanto sei bravo prima del quinto mese.
Ma non sono venuto fin qui a scaldare la panchina per tutta la stagione dissi. Voglio imparare il pi possibile sulla tecnica della scrittura cinematografica.
La tecnica della scrittura cinematografica  una cosa facilissima disse Sammy. Tutto quello che devi fare  leggerti un paio di buoni copioni. Diciamo che ti faccio leggere il mio e poi lo confronti col prodotto finito.
Stanno ultimando il montaggio, e tra due o tre settimane c' l'anteprima.
Vuoi dire Rapimento d'amore? dissi. Sta gi per uscire?.
Sta gi per uscire? disse Sammy. Tra un paio di settimane cominciano a girare la mia seconda sceneggiatura.
Una volta che decidono di farti scrivere, questi qui non ti danno pi tregua. Questa volta ho dovuto scrivere tutto in tre settimane e mezzo. Un giorno ho dettato ventisette pagine di sceneggiatura. D'altro canto scrivere  una cosa che o ti viene naturale o ti attacchi.
A proposito dissi, che fine ha fatto Julian Blumberg?.
 da queste parti anche lui disse Sammy.  spuntato al volante di una vecchia carretta quattro o cinque mesi fa. Ho cercato di fargli avere un contratto, ma  dura, perch gli studios non assumono pi sceneggiatori senza esperienza in massa, come l'anno scorso.
Che vuol dire sceneggiatori senza esperienza?
chiesi.
Be' disse Sammy, di preciso non si sa, ma direi che sono quelli ai
quali nessuno d niente da scrivere, e se scrivono qualcosa di loro iniziativa nessuno la legge.
A questo punto avevamo raggiunto il suo studio. Ti darei volentieri un passaggio fino alla Monarch disse,
ma sto lavorando a un soggetto di football, per cui oggi pomeriggio devo vedermi un paio di film in sala proiezione. Giusto per essere sicuro che non venga troppo simile.
Che immagino essere un modo educato di dire che cerchi qualcosa da rubacchiare replicai.
Sembrava proprio contento che io decifrassi i suoi eufemismi.
Sogghign.
Non avrai problemi in questo posto disse. Impari in fretta.
Diamo a Sammy quel che  di Sammy. Non faceva l'ipocrita. Perlomeno non con me. Era l'apoteosi del Farabutto Americano.
Quando scendemmo dalla macchina mi mise un braccio intorno al collo con grande familiarit. Te ne dico una che mi ha raccontato la Lombard fece, e me la disse all'orecchio ridacchiando.
L'ho sentita al Bleeck's tre settimane fa gli dissi.
Ma lui era incrollabile. Incass con la sua peculiare joie de vivre. Dovevo ammettere che aveva perso parecchio in spigolosit, dall'ultima volta che lo avevo visto.
Si era iscritto al primo anno della scuola dello charme. E non mi avrebbe sorpreso scoprire che c'era parecchia gente convinta che lo charme Sammy ce l'avesse gi. Gente che non lo conosceva un granch, no?
Gente che non era ancora riuscito ad usare.
Fatti sentire, Al disse. Fammi una telefonata, una sera, che ci andiamo a divertire.
Se non mi mettono alle strette sono un timido, e rinunziai a fargli notare che toccava a lui farsi sentire.
Dissi soltanto Grazie per l'invito a pranzo, Sammy
o qualcosa di parimenti inutile, poi lo guardai affrettarsi ad attraversare la strada e affrontare i gradini dello studio. Dunque gli spigoli si erano smussati, e non si muoveva pi a scatti come quand'era arrivato al
Record, ma per correre correva eccome. E Hollywood era una pista che pareva fatta apposta per lui.
Ambizioni ne ho sempre avute poche, ma una di queste era di essere presente quando Sammy avrebbe tagliato il traguardo, dovunque questo si trovasse.
Tornato nel nascondiglio del mio ufficio, chiusi la finestra per non sentire il rumore del laboratorio delle macchine dall'altra parte della strada, appoggiai i piedi sulla scrivania e meditai su che mondo fosse quello che consentiva a Sammy di farsi una reputazione sulla base di un soggetto che non aveva scritto, il cui vero autore non riusciva nemmeno a farsi reclutare come sceneggiatore senza esperienza.
Due ore dopo stavo ancora meditando quando la segretaria del mio produttore chiam per comunicarmi che era inutile aspettare perch il boss era trattenuto in una story conference. Disperato, le chiesi se non ci fosse qualche altra cosa che uno poteva essere in una story conference a parte trattenuto, ma lei non fece neppure una risatina. Perci mi misi a scrivere una lettera assai impersonale alla signorina
Rosalie Goldbaum, consigliandole di dimenticare Sammy Glick, ma di non
dimenticarsi di comunicarmi se avesse ricevuto i millecinquecento o meno. Le dissi di trovarsi un bravo ragazzo onesto e lavoratore e di non struggersi per Sammy, uno di quei genii che possono legarsi soltanto al proprio lavoro. Allora pensai di aver scritto la lettera per una questione di gentilezza. Questo perch di Sammy Glick non ne sapevo quanto ne so adesso, n sul mondo in generale. Col passare del tempo, pi ne imparai sul primo meglio compresi l'altro.
Quei primi mesi a Hollywood furono i pi solitari della mia vita. Voi penserete che uno scrittore sotto contratto con uno dei maggiori studios di Hollywood venga immediatamente risucchiato nel tourbillon della vita sociale di cui vi raccontano le riviste per fans e le pagine degli spettacoli dei quotidiani. A meno che non abbiate uno straordinario talento per fare amicizia con chiunque, non  cos. Le poche conoscenze che teoricamente vantavo a Hollywood, dovute alla frequentazione del mondo del teatro, sembravano essersi date in massa alla vita bucolica in localit quali Bucks County o Cape Cod. Dopo un paio di settimane lasciai l'Hollywood Plaza per trasferirmi in un residence massiccio, viola e non troppo caro chiamato Villa Espana. Passai ore disperate nel mio ufficio allo studio a rimuginare sul soggetto che finalmente mi avevano dato da leggere, un melodramma d'azione i cui ingredienti erano contrabbandieri, ragazze esca e la costa della Florida.
Sammy Glick glielo avrebbe tirato dietro e avrebbe preteso qualcosa di
pi consono alla sua personalit artistica, io invece mi dicevo che
d'altra parte i produttori sapevano il fatto loro e, alla fin fine, mi sembrava che questo soggetto avesse i numeri per diventare un onesto film di serie C. Ma era un lavoro che aveva un che di triste, come scavare fossi, per non dire che in ogni caso al produttore non sembrava importare assolutamente nulla di come procedevo. Per diverse settimane l'unica comunicazione che mi fece pervenire fu quella di continuare a inviargli nuove pagine.
La sera di solito cenavo al Vine Street Derby, sempre nella speranza di incontrare qualcuno che conoscevo, poi me ne andavo a passeggio per lo Hollywood Boulevard e mi fermavo in qualche locale per un bicchierino o alla libreria di Stanley Rose, dove ascoltavo la conversazione in corso; oppure andavo a vedere un film.
Dopo un po' fu come vagare per una piccola cittadina, perch sembrava non ci fosse mai niente da fare e sera dopo sera notavo sempre le stesse facce muoversi intorno a me.
L'unico amico che mi feci durante i primi tempi fu uno sconosciuto sceneggiatore il cui ufficio era vicino al mio. Mi disse che aveva dovuto trasferirsi a Hollywood circa un anno prima, perch i medici gli avevano detto che la sinusite della figliola di quattro anni si sarebbe aggravata se non si trasferiva in una localit dal clima caldo e secco. Nel periodo in cui facemmo conoscenza stava cominciando ad entrare in agitazione, perch nel giro di un paio di settimane il suo contratto sarebbe scaduto e qualora non fosse stato rinnovato non
avrebbe saputo che pesci pigliare. La paura era legata al fatto che
non aveva ancora collezionato neppure un credit. Chi trascorre un anno a Hollywood senza che il suo nome arrivi mai ad apparire sullo schermo, diceva, pu anche cominciare a cercarsi un'altra professione.
Gli chiesi come mai nessuna delle sue sceneggiature fosse stata prodotta, e lui spieg che la prima era stata accantonata perch all'ultimo minuto l'attore per il quale era stata scritta non era pi disponibile, la seconda era legata a un tema di attualit e un altro studio li aveva battuti sul tempo, la terza era caduta vittima della censura dell'Ufficio Hays. Ma se ai produttori erano piaciute... obiettai io; lui per era decisamente pi pessimista. I produttori si sarebbero ricordati soltanto che era passato un anno e che non era stato girato niente di quello che aveva scritto, e quella sarebbe stata la fine.
Cercai di tirarlo su, una sera invitai a cena fuori lui e la giovane moglie, ma il luned seguente il mio amico se ne era gi andato. Mi aveva lasciato un biglietto in cui mi spiegava che gli era finita male, mi ringraziava per essergli stato di conforto in quelle ultime settimane, e mi comunicava che lui tornava a New York dove forse avrebbe potuto farsi dare un anticipo su di una commedia che stava scrivendo. Un paio di anni dopo vidi una sua pice al Teatro Federale di Los Angeles, ma lui non l'ho mai pi visto. Ce ne sono tantissimi cos - con pi bravura che grinta, risucchiati da un'ondata e sballottati da un'altra - per ogni Sammy Glick che con le onde ci va a nozze come un delfino.
Dopo la sua partenza, mi sforzai di ricordare se in citt ci fosse qualcun altro che conoscevo, e d'un tratto mi ricordai di Henry Powell Turner, il poeta, che era all'ultimo anno quando io ero entrato al We-
sleyan College. Mi ricordavo ancora dell'emozione che avevo provato quando al suo lungo poema sulla storia del New England, che aveva letto alla Societ Letteraria mentre era ancora al college, era stato assegnato il Premio Pulitzer. Avevo incontrato Henry di nuovo diversi anni dopo, in partenza per Hollywood, e, tanto per fare conversazione, mi aveva pregato di non mancare di fargli visita se mai mi fossi trovato da quelle parti.
L'operatore mi disse che il numero del signor Turner era riservato, cos finii per mandargli un telegramma al suo studio chiedendogli di chiamarmi. Non successe niente per diverse settimane finch un bel giorno non risposi al telefono e una voce di donna mi disse:
Sono la segretaria del signor Henry Powell Turner.
Il signore e la signora Turner gradirebbero avere il piacere della sua compagnia a cena, mercoled sera alle sette e trenta.
Quello che ricordo della magione di Turner  che per arrivarci da Villa Espana dovetti spendere cinque dollari di taxi, che dava sull'Oceano Pacifico e che era il pi grande esempio del peggior genere di architettura che abbia mai visto. Il Moresco hollywoodiano.
Avevo sempre pensato che Henry Powell Turner avesse l'aspetto ideale del poeta. Ricordavo la sua eroica figura da studente, un metro e
novanta, riccioli biondi e quei classici lineamenti lavorati al
cesello che a mio parere spettavano di diritto ai poeti epici greci.
Anche l'ultima volta che l'avevo visto, quattro o cinque anni prima, Turner manteneva quell'alone di romanticismo, con la scomposta capigliatura gialla che intorno alle tempie si era fatta di un pi austero grigio.
Stavolta, in quell'enorme, freddo soggiorno, vidi che del giallo giovanile erano rimasti soltanto pochi fili in mezzo ai radi capelli grigi, ma di austero c'era ben poco perch lui era gi incamminato verso lo stato di bavosa ubriachezza che come scoprii in seguito riusciva a raggiungere ogni sera con monotona regolarit.
Feci la conoscenza della moglie, una donna magra e nervosa, dai capelli prematuramente grigi, la cui figura da ragazzino era rivestita di velluto rosso. Mentre sorseggiavamo i cocktail mi fecero tutte le domande di rito, e durante la cena la conversazione giunse a un punto morto una o due volte, nonostante il massiccio investimento sul tema Wesleyan da parte mia e di Turner.
Questo  tutto quello che ricordo di quella cena, a parte il fatto che venne servita con una pompa irritante, e che Turner infranse le ultime illusioni che mi erano rimaste sul suo conto raccontando una di quelle lunghe storielle sporche la cui unica giustificazione dovrebbe risiedere nella battuta conclusiva, che pare non dover arrivare mai. La sua risata finale fu cos forte da degenerare in un accesso di tosse, placato soltanto grazie a delle rumorose sorsate di Lambrusco.
Quando ci alzammo da tavola la moglie, un ectoplasma durante tutta la cena, scomparve infine del tutto,
e io mi ritrovai rinchiuso con Turner e con diverse bottiglie di Bellows Scotch nel suo maestoso studio.
Trascorsi le tre o quattro sgradevoli ore successive a cercare di seguirlo lungo le varie fasi della sua ubriachezza.
Nella prima fase mi recit degli assaggi della sua poesia lirica. Nella seconda parodi i suoi stessi poemi improvvisando dei limerick sporcaccioni, la cui creazione
mi inform ridendo tre o quattro volte ritengo essere parte integrante dei miei doveri di Poeta Laureato di Hollywood. Nella fase seguente pass in rassegna le sue principali conquiste della stagione in corso, con un luccichio negli occhi che mi riport con la memoria allo scambio di storielle sconce tipico dell'adolescenza.
Fase finale inevitabile, la lacrimosa nostalgia per la sua gloriosa giovent e i verbosi propositi di ritorno al New England e alla sua Musa, non appena avr finito la sceneggiatura che devo scrivere al rientro dalle mie vacanze.
Verso l'una riuscii finalmente ad evadere, dopo che la rimpatriata aveva raggiunto il suo culmine con il sacrificio della seconda bottiglia di scotch e l'esecuzione di un canto del Wesleyan. Dovevo essere pi sconvolto di quanto non avessi realizzato al momento del commiato, perch giunto nella mia stanza e accingendomi a spogliarmi non riuscivo ancora a scacciare la visione di Henry Powell Turner prima e dopo la cura. Soltanto adesso quello che avevo preso per semplice noia o disgusto assumeva contorni pi netti e cominciai a sentirmi tramortito dall'orrore e dal senso di nausea mentale che si
avverte quando ci costringono a prendere posto in prima fila ed assistere a una grande tragedia personale.
Perci mi riabbottonai la camicia, mi rimisi la cravatta e chiamai un taxi. Avevo deciso che l'unico modo di dimenticare il naufragio del mio poema epico era quello di andare a divertirmi.
Chiesi al tassista dov'era che si poteva andare a bere qualcosa e a farsi quattro risate a quell'ora e lui mi port al Back Lot Club.
Bisogna restare in piedi fino alle due di notte, per avere la percezione esatta di quanto Hollywood sia piccola e provinciale. A mezzanotte si spegne, come un qualsiasi villaggio del Mid-West.
La mondanit di cui si favoleggia  confinata alle case private e a una manciata di locali notturni che godono di privilegi particolari e vengono tassati in modo altrettanto particolare. O perlomeno era cos che funzionava quando arrivai io, prima che il giudice Bowron
e gli altri riformatori vincessero la Battaglia di Los Angeles e si iniziasse a far pulizia nell'amministrazione locale.
Il Back Lot era un rumoroso e appariscente esempio di quello che la gente immagina essere la Hollywood notturna. Ma se togliamo l'occasionale faccia famosa, potrebbe essere un qualsiasi altro locale notturno in qualsiasi altra citt d'America. C'erano la musica indiavolata, le risate alticce e le battutacce, e le entraineuse vestite come dei lecca-lecca dall'involucro rosso, verde o giallo. La colonna sonora prevedeva che le vecchie dolci melodie venissero prese
e distorte senza
piet. Era una sinfonia rigorosamente dettata dalla fame, che tutti accompagnavano battendo il piede con frenetica disperazione, cercando di dimenticare la troppa o la scarsa fortuna, le ambizioni frustrate e il vacuo successo. Mi resi conto ancora una volta di quanto fosse vera la musica jazz, di come riecheggiasse tutto quello che ci si agitava dentro, tutte le folli brame, nude e contorte.
Mi feci qualche bicchiere mentre perlustravo il locale con lo sguardo, poi qualche altro mentre passavo da un campo totale della folla a un piano sequenza delle signore sguinzagliate nella semioscurit della sala, a un primo piano di una entraineuse, imponente ma assai proporzionata, in abito da sera di raso aderente, i cui capelli rossastri ricadevano in maniera davvero notevole sulle spalle scoperte, enfatizzando il bianco cremoso della sua pelle. La osservai ancheggiare da un tavolo all'altro e soltanto quando si ferm a chiacchierare con una biondina sua collega vidi chi era il cavaliere della biondina. Sammy Glick.
Era uno di quei momenti in cui avrei salutato il diavolo come il mio fratellino disperso in un naufragio vent'anni prima, se solo fosse stato disposto a sedersi a bere un bicchiere con me. Per non dire che nello stato d'animo in cui mi trovavo, anche la rossa costituiva una notevole attrazione. D'accordo, non avr senso, ma i miei amici saranno lieti di confermarvi che io sono una persona disgustosamente normale, ed era normale anche se poco serio concepire l'idea che Sammy
poteva essere in grado di fornire il tipo di divertimento che andavo cercando.
Sammy aveva bevuto parecchio ma non era ubriaco.
Ci non mi sorprese, perch era difficile immaginare che potesse mai abbassare la guardia a tal punto da perdere davvero il controllo di se stesso. Non appena mi vide balz in piedi strillando Guarda chi c',
il piccolo Compal-Al e mi gett le braccia al collo. Era strano dover prendere atto che probabilmente io ero davvero una delle persone per le quali Sammy provava pi affetto a questo mondo. Il fatto  che chiunque affronti la vita cos come la affronta Sammy, gangster, dittatore o sceneggiatore che sia,  destinato a una certa qual solitudine, e quantunque Sammy sapesse che io gli leggevo dentro manco fosse la prima riga della tabella optometrica, sapeva anche che con me si poteva rilassare perch non volevo o non sapevo come usarlo come trampolino di lancio, come invece lui aveva fatto con me. In momenti come questo, quando Sammy si limitava ad andare al trotto, notavo una specie di flash, un barlume di ricordo di come si era arrampicato sulle mie spalle per saltare dall'altra parte del muro, e un pizzico o due del vecchio rispetto che mi portava quando lui al Record era agli inizi ed io mi preoccupavo ancora di insegnargli a non dire non gli  che.
Al disse, questo  uno di quegli angeli perduti di cui ti parlavo, Sally Ann Joyce.
Circond possessivamente col braccio la biondina e le rivolse un ghigno. Lei lo prese come l'indicazione che
le toccava ridere. Sembrava troppo giovane per quegli occhi cos stanchi.
Tesoro disse lui, ti presento un ragazzo veramente eccezionale. Al Manheim.
E per ultima, ma non certo l'ultima, come puoi ben vedere disse Sammy indicando la rossa, abbiamo Billie. Credo di non conoscere il tuo cognome, tesoro.
Rand disse Billie, inumidendosi le grandi labbra e tentando di mostrarsi divertita dalla situazione, Billie Rand.
Rand rise Sammy, il nome mi suona familiare, ma non riesco a ricordarmi dove ho visto il corpo. Ma potete immaginarvi dov' che mi piacerebbe vederlo.
Sammy lanci la risata, cui le due belle si unirono automaticamente.
Scostai indietro la sedia per far accomodare Billie; mentre si metteva a sedere mi sorrise, nonostante stessi guardando nella sua scollatura.
Che stai facendo, Al? disse Sammy. L'imitazione del turista in visita al Grand Canyon?.
Sally Ann e Billie si produssero nelle risatine d'obbligo, ma non avrei potuto giurare che trovassero la battuta divertente.
Ci facemmo un altro paio di giri, mentre Sammy raccontava alle ragazze che grandi compari fossimo stati a New York. Si fece trasportare dalla sua stessa retorica da venditore, tanto che si sarebbe detto che l'unica ragione per cui ero venuto a Hollywood era stargli vicino.
Forse volete essere lasciati soli disse Billie, consapevole che a questa battuta una risata non si nega mai.
E cos fu, ma ovviamente Sammy riusc a peggiorare le cose.
Non disperate, ragazze disse. Non l'avete visto che siamo ambidestri?.
Insieme all'ultimo rifornimento il cameriere ci port la notizia che nel giro di dieci minuti il bar avrebbe chiuso.
Sammy scost il tavolo con malagrazia. Andiamocene da questo buco disse. Tutti a casa mia. Prese entrambe le ragazze a braccetto, dando una voce al proprietario mentre ce ne andavamo: Non ti preoccupare, Pop, ci penso io a metterle subito a letto.
Il tizio finse una risata e, cercando di far suonare la sua voce il pi amichevole possibile, disse: Sempre lieto di vederla, signor Glick. Torni a trovarci.
Ero stordito dall'alcool e dal fumo, ma mi ricordo che uscendo all'aperto pensai che al mondo ci doveva essere parecchia gente che diceva a Sammy che era sempre lieto di vederlo. Con quel tono di voce.
Sammy alloggiava nella modaiola Colonial House, in una traversa della Sunset Strip. I nomi degli inquilini sotto le cassette della posta sembravano formare la lista degli scapoli d'oro di Hollywood.
Nonostante l'appartamento di Sammy fosse uno dei pi piccoli dell'edificio era sicuramente pi di quanto potesse permettersi allora; ma lui stava investendo in prestigio.
L'eleganza degli ambienti - una camera da letto cui si accedeva da un soggiorno dal disegno perpendicolare con un camino ad un'estremit - sembrava non intrattenere alcuna relazione con Sammy; non con il Sammy dell'epoca, ad ogni modo. Il nostro anfitrione
tir fuori una bottiglia di Courvoisier. Ma quante ne sa, pensai mentre mi davo alle danze con Billie approfittando della presenza di dischi e grammofono. Sammy e Sally Ann presero posizione sul divano.
Mentre noi ballavamo quasi immobili, sentii il rumore ed il silenzio di lunghi baci, diversi strilli, dei Sammy, no! e poi Sammy secondo copione cominci a dirle che le avrebbe fatto fare dei film. Era detto in modo chiaramente scherzoso, e Sally Ann lo sapeva benissimo, ma da come scherzava di rimando si capiva l'importanza che aveva per lei. Era tutto talmente scoperto che avrei voluto essere pi ubriaco o non essere l. Era lampante che lei se lo stava lavorando e lui se la stava lavorando, che ciascuno dei due voleva qualcosa dall'altro ma non voleva ammetterlo.
C' chi la chiama la guerra dei sessi di Hollywood, il che  riduttivo. Hollywood sar uno dei campi di battaglia pi cruenti, ma si tratta in effetti di un conflitto mondiale, non dichiarato.
Segu un lungo silenzio durante il quale io e Billie cercammo di mettere maggiore impegno nella danza, poi Sammy e Sally Ann si avviarono abbracciati verso la camera da letto. Avrebbero potuto compiere il trasferimento senza che noi quasi ce ne accorgessimo, ma Sammy non poteva mettere la sordina pi di quanto J.
Pierpont Morgan potesse accettare di candidarsi alla Presidenza per il Partito Comunista.
Se mi cerca qualcuno disse dalla soglia, dite che sono trattenuto in una riunione.
Billie fece una risata inerziale e io non sorrisi nemmeno,
per cui dovette pensare di non essere stato abbastanza divertente e ritent.
Fai il bravo, Al disse, e se no, stai attento, e se no, usa il prezzemolo.
Fummo lasciati soli e d'un tratto mi sentii di schifo.
Forse sono un Puritano, ma c' un limite a tutto e qui eravamo proprio al limite. Ho sempre pensato che qualsiasi cosa fosse il sesso per i nostri antenati preistorici, per noi  diventata una cosa che merita almeno la stessa privacy che pretendiamo mentre facciamo il bagno. Mentre affondavo nel divano con Billie, ricordai di aver provato un simile disgusto anni prima, al college, la mattina seguente ad un party durato tutta la notte, allorch mi imbattei in una mezza dozzina di burloni ubriachi che facevano da cheerleaders ad una coppia ben altrimenti affaccendata sul sof del soggiorno.
A che stai pensando tesoro? fece Billie con un sussurro teatrale, ad onta del fatto che non apparteneva certo alla scuola della seduzione velata. Tanto lei che tutta quella situazione, in fatto di sottigliezza gareggiavano con il modo di recitare di Wallace Beery.
Non era una grande sorpresa scoprire che Sammy si accostava all'emozione fondamentale dell'esistenza con tutta la sensibilit di un impiegato del mattatoio intento a recidere la gola ad un giovenco, eppure quell'ultima battuta sulla porta della camera da letto era risultata sin troppo tagliente. Con una sola frase aveva sgonfiato il mio orgoglio, e ci sarebbe voluto del tempo per farlo risollevare.
Ma di questo a Billie va dato atto: era molto gentile e soprattutto paziente.
Mi sembrava di avere appena chiuso gli occhi quando la sensazione che qualcuno si stesse muovendo nella stanza me li fece riaprire. Tra dolenti palpebre e bulbi oculari ardenti, misi lentamente a fuoco il mio anfitrione, vestito di tutto punto come per uscire di casa.
Mentre mi mettevo a sedere e cercavo di strofinar via un po' di sonno dagli occhi, notai che Sammy era lavato e rasato, e sembrava fresco in misura irritante.
La mia faccia era una scarpa vecchia lasciata sotto la pioggia tutta la notte, rigida e rattrappita in alcune parti, gonfia e molle in altre. La faccia di Sammy era appena uscita dalla lavanderia.
Vidi in giro i bicchieri mezzi vuoti, le cicche di sigaretta e le altre rovine, e chiesi, sbadigliando: Che ore sono?.
Le otto e trenta disse Sammy.
Le otto e trenta?. Il mio stomaco cominci a fare le montagne russe. E che ci fai in piedi alle otto e trenta?.
Ho un appuntamento per la prima colazione disse Sammy.
Galante?.
No, Al disse Sammy. Quello  stato ieri notte.
Un appuntamento di lavoro.
Mi resi conto che eravamo rimasti soltanto io e Sammy.
Dove sono le ragazze? chiesi. Nell'altra....
Le ho buttate fuori verso le cinque disse Sammy.
Tu eri nel mondo dei sogni. Non mi piace vedermele davanti quando mi sveglio. Mi scoccia.
Ma le otto e trenta... mugolai. Che ci vai a fare allo studio a quest'ora?.
Passo a prendere un amico prima di andare a timbrare il cartellino disse Sammy. Tra l'altro lo conosci.
Julie Blumberg.
Blumberg mormorai. Ah, Julian... ?.
Sta cercando di scrivere dei soggetti originali disse Sammy, perci ho pensato di darci uno sguardo, per dare una mano a sto povero ragazzo.
Ero troppo suonato per trovare qualcosa da eccepire, dunque lasciai perdere. Sammy mi consigli di chiamare lo studio e darmi malato e di piazzarmi nel suo letto per il resto della giornata. Era gentile, ma persino nelle mie condizioni potei notare che era compiaciuto per le sue maggiori capacit di recupero.
Mi faceva pensare ad un qualche orribile ghignante robot.
Ti sei difeso bene disse. Ti do un colpo di telefono la settimana prossima e si replica.
Poi guard l'orologio, disse che era in ritardo, si maledisse per come sprecava il proprio tempo e and via di corsa.
Fu cos che passai la giornata nientedimeno che nel letto di Sammy Glick. Mi svegliai di nuovo alle quattro del pomeriggio con un brutto sapore in bocca e uno anche peggio in testa e pensai soltanto ad andarmene di l il pi presto possibile.
Da casa di Sammy andai direttamente al bagno turco, dove mi abbandonai al vapore e al sudore e passai delle ore a guardare il soffitto e a rimuginare sulla scoperta che Sammy Glick che lavora non era pi terrificante di Sammy Glick che si diverte.
...
.
...
Capitolo 4.
...
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...
 un vero peccato che le persone non possano essere un po' pi costanti. Ma se lo fossero, probabilmente smetterebbero di essere persone. Diverrebbero come i personaggi delle tragedie epiche, o dei film di Hollywood.
La maggior parte dei personaggi del grande schermo sono come dei manichini: rimangono sempre uguali, ma gli si pu cambiare abito morale in un batter d'occhio. C' il giovane integerrimo, votato alla causa del Buon Governo e del Bene Comune, ma che ha un fratello ubriacone e donnaiolo. Negli ultimi metri di pellicola il fratello buono deve morire ammazzato, cos che il fratello cattivo possa essere redento. Redento. Questa  una delle parole preferite da Hollywood. Dir un'eresia, ma qualcuno che sia stato Redento devo ancora incontrarlo. E
nemmeno che mi capiti mai di incontrare per la strada, a piede libero, un qualche eroe, puro al cento per cento.
Diciamo che la gente tira a campare, se possibile godendosi la vita; e se questo significa tenersi stretto quello che gi si ha, si pu finire col diventare fascisti; se significa cercare di ottenere quello di cui si ha bisogno, c' una certa probabilit che si finisca con l'imparare le parole de L'Internazionale.
Se adesso stessi scrivendo un soggetto per un film -
e non raccontando le cose cos come andarono - il mio odio nei confronti di Sammy si trasformerebbe in qualcosa di nobile e soprattutto granitico. Cio a dire comincerei a cambiare strada ogni volta che ci incontriamo, e prima o poi si arriverebbe allo scontro finale, possibilmente sull'orlo di un precipizio. Ma non  cos che siamo fatti. Generalmente, noi esseri umani siamo pronti a salutare il nostro peggior nemico come se si trattasse del fratello da cui siamo stati separati in tenera et, se solo immaginiamo che ci far trascorrere una serata divertente, o crediamo che ci possa fare un favore, o semplicemente riteniamo che facendo buon viso a cattivo gioco otterremo tanto quanto e camperemo pi a lungo.
Tutto questo discorso serve a giustificare il fatto che quando Sammy mi chiam al telefono, un paio di settimane dopo quella prima soire, non riattaccai. E
nemmeno rifiutai il suo invito. Se la mia tempra morale non fosse stata cos debole, non avrei avuto la scusa per conoscerlo meglio. Perch  inutile che ci prendiamo in giro: io volevo conoscerlo meglio. Non che mi aspettassi di risolvere l'enigma del Perch Sammy corre. Ma ormai il mio coinvolgimento nelle sue vicende aveva raggiunto un livello tale che di lui non mi sarei mai pi scordato. E nemmeno voluto scordare. Mi rodeva dentro. Era come una ferita suppurata. Se lo perdevo di vista adesso, il ricordo di Sammy avrebbe continuato a torturarmi. Ero posseduto dalla folle convinzione che solo scavando pi a fondo nei recessi di
Sammy avrei potuto finalmente penetrarlo, e lasciarmelo alle spalle, e non pensare pi a lui.
In parole povere, mi stava lentamente facendo diventare pazzo.
Tesoro miooo... esord al telefono. Non mi ami pi?.
Ti amo come prima risposi.
Che combini alla fabbrica di salsicce che ti d da campare?.
Confessare un senso di frustrazione a Sammy sarebbe come raccontargli che ti ecciti solo con le cagne ed i cadaveri stagionati di dieci anni. Per cui mi limitai ad un guardingo: Niente di straordinario, direi.
Niente di straordinario! Non parlare come uno schlemiel,
schlemiel che non sei altro! Non  che ti stai facendo mettere i piedi in testa....
C' chi paga per farsi mettere i piedi in testa.
Finirai col pagare anche tu, non temere. Stasera ricordami di darti un paio di dritte su Come Fare Amicizia con i Produttori.
Stasera me ne sto a letto con un libro.
Senti, bellezza, ci sono solo due cose che si fanno a letto, e nessuna delle due  leggere un libro.
Gli dissi che sarebbe stato per un'altra volta, perch ormai ero mezzo svestito. E in effetti la cravatta e le scarpe me le ero tolte.
Se sei mezzo svestito vuol dire che sei anche mezzo vestito, giusto? disse lui. Perci spicciati, che dobbiamo spacchettare una partita di vergini appena consegnata.
Ho detto a Billie che magari dopo passavamo a trovarla.
Essendo un fervido ammiratore di Billie, sentii il nodo che mi legava al letto allentarsi considerevolmente.
Stasera no resistetti, il libro  appassionante.
Volle sapere che libro era, e io glielo dissi.
Fontamara di Ignazio Silone.
E chi  Ignats Silone? fece lui.
Secondo me  uno scrittore grandioso dissi.
Caspita... e la storia  bella?.
Grandiosa anche la storia. Parla di un gruppetto di contadini poverissimi che si ribella a Mussolini.
Va bene, ma Cristo santo, come si fa a fare un film su un gruppetto di terroni morti di fame? Innanzitutto, il mercato estero te lo puoi scordare....
Non appena riuscii a infilare una parola, precisai che sapevo benissimo che per il cinema non andava bene.
E io che perdo tempo appresso a uno come te...
fece lui. Sei suonato, non hai senso pratico. Ma che cazzo ci guadagni a trastullarti con queste cose?.
Ancora una volta sulla difensiva, ammisi che mi piaceva leggere.
Ma guarda che io non ho niente contro la lettura...
puntualizz Sammy.
L'editoria americana sta tirando un sospiro di sollievo...
tentai di dire, ma Sammy continu velocissimo, come invasato:
... solo che bisogna leggere i classici, che ti porgono trame meravigliose su di un piatto d'argento. Proprio l'altro giorno parlavo con un tale che ha fatto una gran bella sommetta grazie a un racconto di Maupassant. E tutto quello che ha dovuto fare
 stato prendere questa prostituta da una carrozza francese e metterla su di una diligenza del Far West.
Se tu fossi furbo pescheresti qualcosa del genere per ricavarci il tuo bravo soggetto originale.
Mi ritrovai a sperare che, dovunque si trovasse, Maupassant fosse all'oscuro di tutto ci. Aveva gi poca fiducia nel genere umano di suo.
Pronto... dove sei? stava dicendo Sammy. Hai riattaccato?.
No dissi, ma solo perch non ho una coscienza.
Ecco che ci guadagni ad essere figlio di un rabbino: la coscienza disse lui. Vivere secondo coscienza  come guidare la macchina col freno a mano tirato.
Non so bene perch cambiai idea e accettai l'invito di Sammy. Diciamo che dipese dalla giornata schifosa che avevo avuto allo studio. Il produttore aveva cestinato la mia prima sceneggiatura, e mi aveva affiancato un altro scrittore. Il suo nome era George Pancake.
Scusate l'ovviet, ma Pancake era alto non pi di un metro e sessantacinque e doveva pesare pi di novanta chili. Aveva un fisico da lottatore di catch e una faccia da finocchio. I ragazzi dell'ufficio mi spiegarono che Pancake era un cacciatore di credits, uno che si faceva venire le convulsioni se nei titoli di testa non appariva come unico autore della sceneggiatura: guai in vista, dunque. La prima cosa che mi disse non appena ci mettemmo al lavoro fu che si sarebbe fatto pi in fretta se scriveva tutto lui, dato che evidentemente non avevo ben afferrato cosa volevano i produttori.
Prosegu sparato dando alla storia un'altra
direzione, e mi fu subito chiaro che tutto stava facendo tranne aggiustare il mio soggetto. Questo qui doveva aver lavorato per i fatti suoi per settimane intere, senza che nessuno mi avesse detto niente. Demoralizzato al massimo, presi congedo da Pancake, me ne andai a casa e chiamai un massaggiatore. Come antidepressivo preferisco il massaggio al ciuccarmi di brutto.
Ma questa volta non aveva funzionato, e anzich restarmene con i miei cafoni lucani ma anche con il mio malumore, decisi che un po' di Billie e di Sammy Glick potevano andare, non foss'altro che per distogliermi dal mio tsurus.
Me ne stavo seduto davanti al mobile bar di Sammy gi da qualche minuto, mentre lui preparava i beveraggi e mi spiegava che evento sensazionale sarebbe stato il suo prossimo film, quando suon il campanello. Feci per andare ad aprire, ma Sammy mi disse di starmene seduto, che ci avrebbe pensato il suo Nippo.
Il mio Nippo  in cucina che intaglia il formaggio a forma di fiori spieg. Secondo me ha disertato dal Progetto Governativo per gli Artisti.
Sentimmo la porta che si apriva e una voce di donna che diceva: Ciao, Naga.
Questa disse Sammy con aria misteriosa, accennando alla porta  la cosa pi formidabile che mi sia mai capitata.
Mi girai a guardare mentre andava a riceverla. Lei venne verso di noi con passo mascolino e cadenzato, come una giocatrice di golf che segue la palla. Niente cappello, niente soprabito, neppure una borsa: le
mani erano sprofondate nelle tasche di un elegantissimo tailleur.
Sammy le and incontro a braccia spalancate, e la abbracci dondolandosi avanti e indietro, un po' per scherzo, un po' con intenzione. Mi resi conto che eravamo giunti a una nuova tappa della lunga corsa di Sammy Glick. Questa non era il fedele barboncino Rosalie Goldbaum, n la bella bambolina Sally Ann Joyce.
Catturava decisamente l'attenzione, ma non era una bellezza, perlomeno non secondo i canoni di Hollywood.
Era il tipo cui nella recita al collegio affidano il ruolo del protagonista maschile. Era sui venticinque anni, alta - un metro e sessantotto circa - e con un bel corpo, anche se quel qualcosa di mascolino nell'andatura e nei gesti ti metteva a disagio. La pelle era abbronzata e come tirata, a rivelare la struttura ossea della faccia: le labbra sembravano cos ancora pi carnose di quanto non fossero. Niente trucco sulle sopracciglia, unghia tagliate corte e niente smalto. Con quei capelli castani si sarebbe potuta inventare qualcosa, e invece niente: pettinati all'indietro e raccolti a crocchia.
Spero di non essermi fatta aspettare disse. Passo tutta la giornata a scansare il produttore, e non ci vado a sbattere contro mentre sto andando via? Non so se hai mai lavorato ad un soggetto che non star mai in piedi:  una cosa ottima per perdere peso.
La voce era bassa ma non roca; le sue parole sembravano affrettarsi per tenere il passo con un cervello che andava pi veloce di loro.
Si divincol dall'abbraccio di Sammy e si rivolse a me: Sargent, piacere.
Gli occhi erano scuri e inquieti, con grandi pupille rilucenti che mi rendevano nervoso. Mi tese la mano, e, non inaspettatamente, la sua stretta mi intimid.
Kit disse Sammy, ti presento uno dei migliori ragazzi al mondo: Al Manheim. Al, questa  Kit Sargent, la mia sceneggiatrice preferita.
Le mise un braccio intorno alle spalle. Solo che il suo braccio non era abbastanza lungo da conferire la necessaria grazia a quel gesto.
Kit sta scrivendo il prossimo Clarke Gable-Myrna Loy.
Lo disse pieno di orgoglio, nemmeno il film lo stesse scrivendo lui.
Ma lei  Catherine Sargent!.
Fu un'uscita tipo cacciatore di autografi, ma mi ero reso conto che questa era la ragazza che un paio d'anni prima i critici avevano pronosticato come la futura autrice del Grande Romanzo Americano. Il suo libro d'esordio si intitolava L'Espresso del Sesso, ed era l'anatomia psicologica di una flapper invecchiata e depressa, che finisce preda della nevrosi e infine della malattia mentale. La foto dell'autrice sulla sovraccoperta la faceva sembrare un tipo un po' pi elegante di quanto non mi apparisse adesso, ma il sorriso disinvolto era tale e quale. Il risvolto di copertina firmato da Dorothy Parker diceva qualcosa del tipo: Miss Sargent, appena uscita dal Vassar, ci conduce per mano in un viaggio intrigante e inquietante....
Le dissi quanto mi era piaciuto il suo libro.
Ne sono lieta disse lei.
Modestia, direi, ma mi fece sentire un fesso.
Per farmici sentire, in verit, bastava che se ne stesse l con quel sorriso penetrante. Che mi infastidiva, perch non siamo abituati alle donne che emanano un senso di superiorit.
Il suo libro dev'essere buono sul serio disse Sammy.
Ha venduto ventimila copie e le ha fruttato un bel contratto quinquennale.
A te come  parso? chiesi.
Quel che ho letto era eccezionale, ma non sono riuscito ad andare oltre il primo capitolo. E adesso usciamo.
Andiamocene al Back Lot a folleggiare.
Le battute di Sammy non erano migliorate, ma adesso le diceva con maggiore convinzione, e aveva acquisito qualcosa della maestria dei migliori comici. Io risi, incoraggiandolo.
Recuperiamo Billie e organizziamo un baccanale
continu nella stessa vena.
Salimmo a bordo della sua Cadillac gialla. Sammy acceler troppo mentre era ancora in prima, poi tutto contento pass in seconda.
Arrivo ai cento in seconda annunzi.
Solo sporadicamente ci si ricordava che aveva superato da poco i vent'anni. Non osavo pensare che cosa sarebbe diventato da grande.
Arrivammo al Back Lot mentre l'orchestra ci stava dando dentro, e la musica ci invest in pieno.
Va bene qui, signor Glick? chiese il capocameriere,
mostrandoci un bel po' di denti nell'ambito di quello che si intendeva essere un sorriso.
No disse Sammy. Voglio quello laggi.
Stava indicando un tavolo praticamente al centro della pista da ballo, con un inequivocabile RISERVATO
sopra.
Mi dispiace moltissimo, signor Glick, quello  riservato.
Balle infer Sammy.
Signor Glick, lei sa che se dipendesse da me....
Sono balle, questi cartelli li mettete per darvi importanza.
Kit si avvi verso la toilette. Fatemi sapere come va a finire. TU be in Number Three....
La gente cominciava a guardarci. Io facevo finta di non essere con Sammy, perch odio le scenate con i capocamerieri.
Sentii Sammy che diceva: Se non mi d quel tavolo, in questo posto non mi ci vedete pi.
Era chiarissimo in quale altro posto il capocameriere avrebbe mandato Sammy; eppure fin col darci quel tavolo.
Per un paio di minuti nessuno si present a prendere le ordinazioni e Sammy cominci a dimenarsi sulla sedia, berciando: Cameriere! Gasson! Che devo fare per avere un men? Telefono al tuo agente?.
Il cameriere arriv di corsa, sorridendo come se essere apostrofato in quel modo fosse la sua massima aspirazione.
Non  cos che ci si rivolge ai camerieri disse Kit.
Che ci posso fare se non ho studiato quanto voi?
si difese Sammy.
Non  un problema di etichetta precis lei con una pazienza da brava maestra di scuola,  solo che non  spiritoso.
Mi ricordai della prima volta che lo avevo pregato di non dire non gli  che. Adesso la reazione era la stessa: un po' infastidito, ma stava prendendo buona nota della correzione. Il culto di se stesso non gli vietava di accettare le critiche, quando capiva che potevano servire da propellente per il suo decollo. Cominciavo a capire che significato aveva Kit ai suoi occhi. Certo, lei era qualcosa fuori della sua portata fino a poco tempo fa; ma c'era di pi. Sammy sapeva di essere entrato in una nuova fase della sua carriera, nella quale un po' di raffinatezza sarebbe tornata utile. Era come se Sammy si stesse facendo cesellare dalla lama affilata dell'intelligenza di Kit.
Io voglio uno scotch e soda disse Sammy. E non ti venga in mente.... Si ferm giusto in tempo, e riprese con un disinvolto: Voi cosa prendete?.
Io dissi scotch e soda.
Kit disse scotch e acqua.
Il cameriere aveva fatto appena un paio di passi quando Sammy lo richiam. Saint James, se ce l'avete.
Cerc di dirlo con disinvoltura, ma senza riuscirci. Si capiva che era un nome che aveva appena imparato.
L'orchestra attacc una rumba. Sammy si alz per invitare Kit a ballare.
Mi va di ballare la rumba disse col sigaro in bocca.
Tu neanche sai che cos', la rumba disse lei.
Ne so pi di tutti questi cazzoni puntualizz lui.
Non mi piace la rumba ballata male fece lei. Diventa una cosa indecente.
S, ma non  il minuetto! tagli corto lui.
La fece alzare, non scortese ma imperioso. Avendo notato un latino, scuro e con basette, che ballava convinto di essere il grande Veloz, scoppi a ridere: Sembra il primattore di un film pornografico.... Poi si mise a cantare - sempre col sigaro in bocca - con esagerato accento ebreo: Soo... sono un latino-o, Soo... son di Manhattino-o....
O balli con me o con il sigaro lo ammon Kit.
Sammy era un pessimo ballerino, ma a differenza di tanti altri pessimi ballerini non conosceva indecisioni.
Dello stile non gliene fregava niente, e forzava la partner ad assecondare i suoi errori, per cui in sostanza la faceva franca. Certo non era uno spettacolo incantevole, ma bisogna ammettere che il senso del ritmo ce l'aveva. Se tre anni prima a New York mi avessero predetto questa serata in un night club di Hollywood, seduto a guardare il ragazzino del giornale che ballava la rumba con una intellettuale snob del Vassar, avrei chiamato la neuro e fatto internare l'indovino. Adesso, per, non ero poi tanto sorpreso. A Sammy la rumba interessava quanto gli interessava l'arte della scrittura.
Ma avrebbe imparato entrambe le cose, se servivano a saltare gli ostacoli lungo la sua corsa.
Lei ballava con grande senso della misura, ma dava tutta l'impressione di divertirsi, persino con un partner come Sammy.
Ma lui no. Lui stava lavorando. Stava lavorando a divertirsi. Il divertimento non gli veniva mai naturale. L'unica cosa che gli veniva naturale, in effetti, era quel suo maledetto correre. Non beveva perch gli piaceva il whisky, non andava al Back Lot per trovarci quel certo tipo di musica. Faceva queste ed altre cose del genere perch era cos che facevano i gentiluomini del suo rango. Non mi avrebbe sorpreso scoprire che il discorso poteva estendersi anche al sesso. Era un bel mandrilletto, ma sono sicuro che se Zanuck gli avesse proposto di cedergli la sua poltrona a patto che Sammy non toccasse mai pi una donna in vita sua, il nostro eroe sarebbe diventato impotente nel tempo necessario a pronunziare le parole produttore esecutivo.
Altro giro di whisky. Altro giro di danze. Passai un po' di tempo ad osservare Billie, intenta a promuovere la mescita al bancone del bar. I miei due compagni tornarono al tavolo, perch la pista stava diventando troppo affollata. Ordinammo il terzo giro di whisky.
Kit infil una sigaretta in un lungo bocchino e si mise ad osservare il popolo dei ballerini con divertito distacco.
Kirstein sostiene che la danza popolare  una magnifica cartina al tornasole di tutta una societ disse.
E guarda qui che societ: niente pi spirito di gruppo, ogni coppia che cerca di spingere le altre fuori dalla pista, tutti fradici di sudore.
Era difficile starla a sentire senza perdere d'occhio Sammy. Notai comunque che quest'ultimo non le aveva prestato attenzione. Era tutto intento ad osservare qualcuno dal lato opposto del locale.
Lei lo guard per un istante, afferr la situazione e con un paziente sorriso gli disse: Vai, vai pure. Tanto  come se fossi gi l, con la voce di una madre che cerca di usare la psicologia con il figlio piromane.
Lui si alz, infilandosi il sigaro in bocca. C'era qualcosa di bellicoso nel modo in cui lo stringeva tra i denti.
Sembrava un cannone puntato contro il mondo.
Provo ad invitarlo per un bicchierino disse.
Non fece il giro intorno alla pista da ballo: ci pass attraverso, scostando le coppie che si trovava davanti.
A chi  che lecca il culo, adesso? mi informai.
A un pezzo di pane, un ubriacone che risponde al nome di Franklin Collier disse lei. Era sposato con Come-si-chiama, una delle stelle del muto. A un certo punto lei si  stancata e lo ha spedito in Islanda a girare un film. Lui non solo  tornato vivo - con somma sorpresa della moglie e di tutta Hollywood - ma  tornato con Pengi nel carniere.
Pengi era stato uno dei successi degli anni Venti, un film meravigliosamente recitato da un cast di pinguini.
Ma Collier ....
Aveva la fastidiosa abitudine di cominciare a rispondere prima che uno avesse completato la domanda.
 molto bravo nelle riprese in esterni disse. Per il resto non distingue il buco del culo da un buco nella sceneggiatura.
Non diceva le parolacce come fanno le donne che ti devono a tutti i costi far capire che loro parlano come i maschi. Le diceva e basta.
Sammy fece ritorno con un uomo alto e spelacchiato, sulla quarantina, di corporatura snella tranne che per la pancetta, il che mi fece pensare ad un collo sottile con un grosso pomo d'Adamo. Non sembrava granch fermo sulle gambe e Sammy, pi basso di un'intera testa, sembrava un piccolo rimorchiatore intento a pilotare in rada un transatlantico.
Signor Manheim fece un impeccabile Sammy,
vorrei presentarle non solo uno dei pi grandi produttori di questa citt, ma anche una delle persone che preferisco in assoluto.
A questo punto quasi quasi mi aspettavo che Collier pronunziasse un discorso ufficiale. Mi sembrava che Sammy avesse esagerato perfino per i suoi standard, ma Collier prese la cosa con suprema nonchalance. O forse aveva preso una suprema ciucca. Per un istante sembr che mi volesse salutare con un inchino, e invece stava cautamente prendendo la mira con le chiappe prima di mettersi a sedere. Il cameriere gli port il bicchiere dal tavolo in cui era seduto in precedenza, e Collier si mise a fissarne il contenuto. Assorto o assetato?
Di cosa stavo parlando un momento fa, ragazzo mio? esord Collier.
Di quello che il signor Rappaport ha detto del mio lavoro sugger Sammy.
Esatto disse Collier. L'unico effetto che il bere sembrava avere sul suo cervello era l'effetto moviola.
Rappy mi ha detto che lei ha fatto un gran bel lavoro con Rapimento d'amore, Glick. Un gran bel lavoro.
Vediamo come va l'anteprima disse Sammy. E
soprattutto vediamo se il Signore e la Signora Pubblico comprano il biglietto.
In seguito Kit mi spieg che il tormentone di Collier era che agli sceneggiatori non gliene fregava niente se i loro film facevano soldi o meno, purch piacessero al pubblico delle prime di Hollywood. Per cui Sammy era certo di toccare le corde giuste.
Collier ci rivolse lo sguardo con aria trionfante. A
trovarne, scrittori che ragionano cos!.
Poi si volt nuovamente verso Sammy, come se volesse baciarlo. Ragazzo mio, io e lei potremmo stare qui a parlare di cinema tutta la notte. Solo che al momento sono nei guai. Guai grossi, e forse un ragazzo sveglio come lei mi pu aiutare. Abbiamo Dorothy Lamour
per un film dei Mari del Sud, e bisogna iniziare le riprese entro sei settimane. Va in prima visione al Music Hall la settimana di Pasqua. E ho un titolo che  una garanzia: Monsone. Mi manca solo la storia.
Sammy espulse il sigaro dalla sua bocca, come a dare la stura a una fiumana di parole: Mari del Sud? Lei ha bisogno di una storia ambientata nei Mari del Sud?
Ma  una coincidenza incredibile!.
Tenetevi forte, ragazzi - pensai - si ricomincia...
Non mi dica che ha un soggetto pronto....
Se ce l'ho? ulul Sammy. Ho la pi grande storia dei Mari del Sud dai tempi di Pioggia, ecco che cos'ho!.
Era cos convincente che mi venne il dubbio che fosse tutto vero.
Le dir una cosa fece Collier. In tutta la mia vita non mi sono mai sbagliato, quando ho seguito il mio
istinto. Qualcosa mi diceva che lei mi avrebbe tolto d'impiccio.
Estrasse un piccolo taccuino dalla tasca e ci scrisse sopra nella calligrafia larga e precisa dell'ubriaco intento a controllarsi: Glick - Monsone.
Vi dispiace se Sammy ci racconta la storia adesso?
chiese.
Non c' problema rispose Kit. Vediamo se l'orchestra ci suona una canzone dei Mari del Sud....
Non era facile capire come si ponesse Kit nei confronti di Sammy. Anche lei, come me, era curiosa di vedere come andava a finire. Solo che io volevo vedergli sbattere il culetto per terra; lei voleva soltanto godersi lo spettacolo del salto dal trampolino del concorrente Glick, pronto a ricomporsi prima dell'impatto con l'acqua.
Io provavo un senso di panico solo a immaginare me stesso in una situazione del genere; Sammy non faceva una piega. Mentre l'orchestra attaccava un nuovo brano, il nostro eroe disse, con un candore fanciullesco nella voce: Signor Collier, lo farei con immenso piacere, ma non mi pare il momento pi adatto. Voglio che questo soggetto lei possa ascoltarlo in santa pace.
Magari potrei farle visita domenica....
Con una splendida finta aveva evitato il placcaggio, ed era pronto a riprendere la corsa. Collier non solo lo invit a pranzo, ma lo preg di farsi vivo un po' prima per un tuffo in piscina.
Non appena Collier fu abbastanza lontano, Sammy scopr le sue carte: Non  che uno di voi due conosce un bel racconto dei Mari del Sud? Si fa a met.
Fissai Sammy come se mi stessi trasformando in una macchina a raggi X. Non riuscivo a non incavolarmi.
Kit invece era fresca come una rosa, attenta ma rilassata, come se si stesse godendo una partita nella quale non era impegnata la sua squadra del cuore.
Sammy iniziai, ma dovetti fermarmi, perch mi mancavano le parole adatte alla circostanza. Perci alla fine dissi semplicemente Sammy Glick, come se fosse una parolaccia.
L'uccellino mi dice che questo invito a pranzo coster a Collier una decina di biglietti da mille disse Sammy.
Stavolta non riesco a seguirti confess Kit. Non sei sotto contratto? Lo studio ha la propriet di tutto quello che scrivi.
Su tutto quello che scrivo da quando sono sotto contratto
sorrise civettuolo Sammy. Non sarebbe giusto che lo studio avesse la propriet su quello che ho scritto prima di venire a Hollywood, dico bene? E che ne sanno loro di quando ho scritto la mia storia dei Mari del Sud?.
Bastava che Sammy ripetesse le parole storia dei Mari del Sud un'altra volta, e mi sarei convinto che l'aveva scritta davvero. Riuscii a replicare soltanto: Quale storia dei Mari del Sud?.
Non ti preoccupare mi rassicur Kit, la tirer fuori.
Sarebbe un bel guaio se dovesse scrivere la pi grande storia dei Mari del Sud dai tempi di Pioggia stanotte;
ma con tre giorni di tempo....
A proposito disse Sammy, di che parla Pioggia?.
Ges benedetto dissi, senza intenzioni blasfeme.
Sammy, questa  la prova che sei un grande disse lei. Quale altro scrittore al mondo potrebbe paragonare la sua storia, che non ha scritto, con un classico, che non ha letto?.
Non ho bisogno di leggerlo spieg Sammy. Ho visto il film. Solo che ero cos piccolo che tutto quello che mi ricordo  Gloria Swanson che dimena il suo bel culetto sotto il naso di un reverendo.
Esatto, questa  la storia disse lei. Non c' altro.
Dai, Kit, basta con gli scherzi: raccontami la trama per filo e per segno.
Sammy non aveva pi voglia di scherzare. Lei inizi a raccontare la novella di Maugham. La raccont bene.
Si capiva che Sammy la stava sezionando mentalmente.
Guardai attentamente il suo viso. Affilato, ben modellato, pregno di quel magnetismo animale che passa per virilit, la pelle resa bluastra dall'accuratissima rasatura, era quasi bello. Peccato per quello sguardo da furetto. In frangenti come quello, quando era tutto intento a fiutare qualcosa, sembrava proprio di vederlo infilare il muso nella tana di un coniglio.
Giunti al punto in cui la redenta Sadie comincia a ritrasformarsi nella Sadie vecchia scuola, Sammy sobbalz sulla sedia e la interruppe.
Aspetta un minuto! Ho un'idea! Ci sono!.
Da ragazzo conoscevo un anziano robivecchi che si faceva dare tutti i nostri vecchi giornali, e ne ricavava nuova pasta di legno per fare la carta. Sammy stava perfezionando un procedimento analogo, con la letteratura
quale materia prima. Si lanci al galoppo in una delle pi stupefacenti performance di improvvisazione narrativa cui sia mai stato costretto ad assistere.
Quello che ci vuole  il gioco dello scambione. Al posto del reverendo ci mettiamo una giovane missionaria: Dorothy Lamour. Il padre le  morto di febbre tropicale, e lei porta avanti la missione. Una Brava Ragazza dalla testa ai piedi. Al posto di Sadie Thompson ci mettiamo un laido malvivente, giunto sull'isola per nascondersi. Ed ecco a voi Dorothy Lamour e George Raft in Monsone! Non  fortissimo? Dotty si impegna a salvare l'anima di George, e lui sta al gioco.
Chiaro che se la vuole fare e basta, ma dopo un po', com' come non , eccolo l che contempla il sorgere del sole e a zomparle addosso non ci pensa pi. Tutte queste stronzate sull'anima, no? Cos le va a dire che lei  la prima damigella sulla quale non fa cattivi pensieri. Adesso concedetemi un secondo per trovare il seguito....
Gli dissi che sarei stato molto pi generoso, e gli avrei concesso alcuni decenni, ma a questo punto era gi ripartito.
Ah, ecco... sentite un po': a questo punto George  bello che pronto per fare la voce bianca nel coro della parrocchia, ma che cosa non ti va a succedere? Restano bloccati dalla tempesta su di una vicina isoletta.
Sono costretti a passare la notte insieme, l'uno accanto all'altra. Ovviamente lei non riesce a dominarsi e gliela d. Quando si rendono conto di quello che hanno combinato, danno fuori di matto entrambi.
Lui ricomincia a trincare, sentenziando che tutte le damigelle si
rassomigliano se le metti testa sotto e piedi all'aria, Dotty invece pensa di aver tradito gli insegnamenti del padre, per cui prende e si butta nell'oceano. Ma il buon vecchio George le si tuffa appresso e la salva giusto in tempo. Seguono grandi riprese nell'oceano, per dare l'idea che l'acqua li purifica. Ges, ma non  bellissimo?
George che torna a galla per la terza volta con Dotty tra le braccia e si mette a ululare: Oh, Dio, se Tu ci salvi la vita... lavorer come un pazzo per Te, per il resto dei miei giorni!. Dissolvenza finale su Dorothy e George sposati e impegnati fianco a fianco sul fronte della salvezza delle anime.
Sammy ci guard come un ballerino di tip-tap guarda il suo pubblico non appena finito il suo numero.
Segu un momento di rispettoso silenzio.
Chiaramente ci inform, facendo ricorso all'alibi ufficiale hollywoodiano, stavo soltanto pensando ad alta voce.
E il monsone che c'entra? chiesi.
Ges fece lui, meno male che me l'hai ricordato.
Che cos' un monsone?.
Il monsone  il sequel del tifone spieg Kit.
Ma con pi effetti speciali volle interpretare Sammy. Questo monsone lo facciamo durare per tutto il tempo che i due sono nella grotta. Cos il montaggio parallelo risulta spontaneo al massimo. Tutto profondamente simbolico: la scena del tuffo e del salvataggio sar una cannonata.
Hai fatto bene a metterci il monsone comment
Kit. Non era tanto credibile che un normalissimo oceano li purificasse. Ma con il monsone....
Che te ne pare, Al? chiese Sammy.
Dal punto di vista artistico non saprei risposi.
Dal punto di vista mio, fa vomitare.
Si rivolse a Kit con aria interrogativa.
Secondo me per Collier  ottimo e abbondante disse lei serissima.
Sammy mi riserv uno sguardo non privo di malizia:
Di soggetti non ne capisci un granch, Al.
Il culto della propria personalit non era ancora del tutto inscalfibile, ma senz'altro non gli piaceva per niente essere contraddetto in materia di cinema.
Non avendo ancora presentato domanda per diventare lo yes man di Sammy, mi affrettai a ribadire il concetto.
Non mi pare che Kit abbia detto niente riguardo al soggetto. Ha detto solo che potresti venderlo.
E che altro devo fare? Devo vincere il Premio Nobel per la Letteratura? ribatt Sammy.
Non hai ancora capito che  inutile discutere con Sammy dell'argomento Sammy ? E una materia sulla quale  ferratissimo disse Kit.
S, ma perch incoraggiare simili cagate?.
Credi che quello che diciamo tu ed io abbia una qualche importanza, quando c' in arrivo ben altro incoraggiamento, pagabile a vista al portatore?.
La sua voce era incisiva e sicura del fatto suo.
Decisi che questa qui era meglio averla sempre dalla propria parte.
Fintanto che si continuano a piazzare film dei Mari del Sud prima che si sappia che accidenti sono
prosegu lei, un'improvvisazione come questa di Sammy dev'essere considerata opera di genio.
Se questa  un'opera di genio, Shirley Temple  la mia donna bambina.
Ricordati di controllare la definizione di genio nel dizionario disse lei.
Sammy stava perfezionando il suo piano sulla tovaglia.
Ma come fa George ad accorgersi che lei sta annegando?
si domandava.
Mi infilai una sigaretta in bocca, e Kit fu lesta ad accenderla.
Ti va di ballare? disse.
Chiss perch, mi ricordai di quella volta, al Village, che un finocchio mi aveva invitato a ballare con lui.
Mi andava di continuare a parlare con lei, ma la prospettiva di prenderla tra le mie braccia mi imbarazzava.
Non credo di aver mai provato la stessa sensazione con una donna, prima d'allora. Tentai di sottrarmi accampando la scusa che non volevo lasciare Sammy da solo. Ma lui disse: Ma dai, ballate. Io sono come Greta Sgarbo, foglio stare zola.
Mentre ci alzavamo in piedi Sammy fece schioccare le dita: E sapete chi  la madre di Dorothy? disse.
Un'indigena delle isole, che il padre aveva convertito.
Perci quando lei si avventa su George  il sangue materno che si fa sentire!.
Questa psicologia intellettualoide... commentai un attimo prima di darmi alle danze.
Mi sentivo come un ragazzino al suo primo ballo. Avevo paura di starle troppo vicino. Perci finivo col tenerla a distanza, e non solo fisicamente. Era cos maledettamente fresca e pettinata. I vestiti, la faccia, il cervello. Mi prese il desiderio di scombinarla, scompigliarle i capelli, maltrattarla un po'. Era cos perfettina.
Per quanto riguardava la scienza dell'interpretazione di Sammy, poi, mi dava un paio di piste. Neanch'io stavo ballando tanto bene, imbarazzato com'ero dal mio stesso mutismo.
Alla fine fu lei a rompere il ghiaccio: Da quant' che sei qui?.
Non da molto risposi. Sar un mese.
Perci  presto per chiederti se ti piace o no?.
Guadagno il doppio che a New York, e il clima  tutta un'altra cosa. Perch non mi dovrebbe piacere?.
Il suo sorriso mi leggeva dentro in maniera quasi umiliante.
Non preoccuparti, all'inizio non piace a nessuno.
Scusa, e l'autore di Monsone? obiettai.
Loro sono un'altra cosa.
Le dissi che seduto al tavolo c'era un solo Sammy Glick, tranne che il whisky non mi facesse vedere dimezzato.
Voglio dire i Sammy Glick di questo mondo disse lei.
Sammy Glick ce n' uno solo dovetti insistere. Se non lo so io che lo conosco da quando aveva diciassette anni appena fatti... l'ho praticamente visto diventare adulto.
Ne dubito disse lei. Non voglio sostenere che Sammy Glick fosse gi adulto alla nascita, ma dev'esserci diventato subito dopo.
Spero che tu abbia torto. Lo spero per i suoi genitori, voglio dire dissi. Ad ogni modo, io l'ho avuto tra i piedi ogni giorno per qualche anno, e sarei pronto a giurare che si tratta di un esemplare unico.
Mi dispiace toglierti quest'illusione, ma ci sono tantissimi altri iscritti alla sua stessa corsa disse lei.
Dio non voglia! Finch non vedo non credo, comunque.
Non ho il fisico per reggere pi di un Sammy.
Io ne ho gi conosciuti degli altri disse lei. Il primo produttore per cui ho lavorato era un Glick. E lo era pure l'agente di cui mi sono appena liberata, Barney Burke.
Riposino in pace commentai.
Ovviamente, devo ammettere che Sammy  un modello speciale aggiunse, col motore truccato. Ma la fabbrica  la stessa.
L'unico possibile argomento di conversazione era Sammy, ma non volevo insisterci, perch non sapevo come stavano le cose tra loro due. Fine della conversazione.
Ballava bene. Ballava allo stesso modo in cui camminano le modelle professioniste, con arrogante naturalezza.
L'unico problema era che il suo modo di ballare su di me aveva lo stesso effetto del suo modo di parlare. Seguiva cos bene che sembrava anticiparmi.
C'erano momenti in cui non si capiva chi era che portava, se io o lei.
La musica si ferm e io feci una falsa partenza in direzione dei tavoli, ma era soltanto uno stacchetto tra un brano e l'altro, per cui ricominciammo a ballare.
Mi piace moltissimo ballare disse. Ma nessuno mi ci porta mai.
La cosa buffa dissi io,  che ballare mi  sempre piaciuto, ma sono negato.
Non sei affatto negato disse lei, sei discreto.
Non so perch, ma quelli che ballano come te in genere sono delle brave persone.
La musica andava. Billie promuoveva. Sammy architettava.
La gente in pista spingeva, e noi spingevamo loro, a tempo di musica.
Continuammo a ballare in silenzio, ed io mi chiedevo di che cosa avremmo parlato adesso. Finch all'improvviso lei disse: E cos sei il suo migliore amico, giusto?.
E dagli. Stava diventando una persecuzione. Mi torn in mente una tipica frase ebrea: Non auguro questo migliore amico al mio peggior nemico!.
Non lo so dissi. Forse. Forse lo sono. Ma non credo che l'amicizia sia il suo forte.
Il suo forte  se stesso puntualizz Kit.
A questo punto in effetti non stavamo pi ballando: ce ne stavamo l, in mezzo alla pista, a farci investire dalla musica e a fare conoscenza.
L'orchestra si concesse l'intervallo. Grazie dissi.
Torniamo a vedere come procede W. Somerset Glick.
Lei rise. Nemmeno Houdini sarebbe riuscito a capovolgere Pioggia..
Ridemmo all'unisono, pi di quanto non meritasse l'osservazione di
Kit. Le cedetti il passo, e non potei fare a meno di osservare il suo corpo mentre tornavamo in fila indiana verso il tavolo. Non cos mascolino come mi era sembrato. Atletica, ma pi Helen Wills che Babe Didrickson.
Questa musica mi sta rompendo le scatole annunzi Sammy mentre ci sedevamo. Perch non ci diamo un taglio e torniamo a casa mia? Voglio farvi sentire il soggetto.
Si ricorda di noi? dissi. Abbiamo gi visto l'anteprima.
Che c'entra, quello era un abbozzo disse lui.
Adesso ce l'ho bello rifinito.
Mezz'ora dopo Kit, Billie ed io eravamo seduti su un divano stile modernista di pelle scamosciata grigia ad ascoltare Sammy.
Diamo a Sammy quel che  di Sammy. Faceva continui progressi. Voglio dire che diventava sempre pi bravo ad essere Sammy Glick. Prendiamo il modo in cui stava raccontando questo soggetto. Non lo stava riassumendo, lo stava recitando. Quello che mancava in termini di personaggi e trama veniva momentaneamente compensato dal suo entusiasmo e dalla sua energia. Mentre lo osservavo, capii perch ce lo stava infliggendo per la seconda volta. Questo doveva essere l'unico modo in cui riusciva a scrivere: ripetendo la storia all'infinito a tizio, caio e sempronio, che suggerivano chi una battuta qui, chi un'idea l, finch il soggetto non cominciava a prendere forma, come un pupazzo di neve
messo insieme da tante mani diverse. Invece di starlo ad ascoltare, mi sorpresi ad analizzare le caratteristiche di Sammy che rendevano possibile questo genere di affabulazione.
In primo luogo, niente scrupoli. Nessun maligno ramoscello che si spezzasse rifiutando di sostenere il valore del suo lavoro. Era perfettamente in grado di convincersi che la cosa pi importante al mondo fosse il successo del film Monsone. In secondo luogo, era disinibito quanto una foca ammaestrata. Non aveva mai dubbi sul fatto che monopolizzare la conversazione fosse un suo diritto, e che lo sapesse fare in modo divertente.
E poi c'era la sua totale mancanza di senso delle proporzioni. Questa era forse la pi preziosa delle sue qualit, perch il senso delle proporzioni non sempre paga. Pu far rallentare. Mi  capitato di ritrovarmi a pensare: stamattina ci sono dodici milioni di americani disoccupati. E chi sono io per avere questo lavoro? Questo  senso delle proporzioni, ma magari per quella mattina non riesco a scrivere una riga.
Oppure mi metto a pensare a com'era il mondo cinquanta milioni di anni fa e a come potevano essere gli uomini a quell'epoca e a che cosa c'entra questo con la scena della resa dei conti di Nick Tumer - Il Ragazzo Detective che dovrei consegnare per le cinque in punto.
Anche questo  senso delle proporzioni. Ti metti a guardare i milioni di stelle che stanno in cielo la notte finch non ti senti una molecola. Il senso delle proporzioni  una bella cosa. Ti pu rendere infelice.
Non riesco a immaginare Sammy infelice. E nemmeno felice.
Chiss che emozioni provava. Forse solo una bruciante impazienza di andare avanti.
A Billie il soggetto piacque, perch gi si immaginava Raft e la Lamour nei rispettivi ruoli.
Kit spieg a Sammy come si costruisce un soggetto cinematografico. Le varie scene non sono come tante diverse persone riunite, anche se presa singolarmente ognuna di queste  interessante.  pi come un albero di famiglia. Ciascuna scena deve generare quella che segue.
I tentacoli del cervello di Sammy si andavano stringendo intorno a questo concetto. Mi sembrava di sentirlo gi spiegare la sua teoria della continuit filmica a Collier, tre giorni pi tardi.
Quando venne il mio turno dissi: Sammy, continuo a pensare che il soggetto non sia alla tua altezza, ma l'interpretazione  da ammutolire, anzi da diventare sordomuti.
Alla lettera. Infatti peggio diventava il soggetto, pi lui alzava il tono della voce.
Eppure questa tecnica deve avere i suoi meriti osserv Kit. Sono anni che Adolf e Benito la adottano, e guarda dove sono arrivati. A Hollywood farebbero furore! Non ce li vedi che monopolizzano una story conference?.
Sammy sembrava piuttosto lusingato dal paragone.
Ha ragione, Al disse. C' un motto che ha inventato il vostro Zio Sammy, una di quelle cose che si appendono negli uffici: Lavora sodo, e se non ce la fai, sii furbo; e se non ce la fai, alza la voce.
Sembri Mos che proclama i Dieci Comandamenti dal Monte Sinai.
Mos era un fesso disse Sammy. Guarda che ne  stato dei suoi Comandamenti. Sono duemila anni che lo prendono per il sedere. Perlomeno i miei comandamenti funzionano. Ad esempio, prendiamo la prima story conference a cui ho partecipato.
E prendiamola. Sammy ci fece un vivace quadretto con il produttore, un dirigente, un altro sceneggiatore e lo stesso Sammy, tutti intenti a trovare un modo credibile e sbrigativo per fare incontrare il ragazzo e la ragazza all'inizio del film.
Il dirigente ne spara una dopo l'altra, ma il produttore  incontentabile. Apre la bocca solo per dire
trito e ritrito oppure fa schifo oppure 1902.
L'altro sceneggiatore  un coniglio che ha assunto l'espressione di quello concentratissimo. Sembra che abbia urgente bisogno di un clistere. Anch'io sto pensando, ma non alla scena. Sto pensando che non ho la pi pallida idea di che cosa ci sto a fare e che da un momento all'altro il produttore, che non  l per divertimento, se ne accorger.
A questo punto il coniglio comincia a biascicare qualcosa.
Tipo, cos... Sammy cerc di farci l'imitazione di un timidone. Un ruolo difficile, per lui. Mi domando se sarebbe una cattiva idea che la padrona di casa affitti al ragazzo una stanza che crede essere libera, ma che in realt  ancora occupata dalla ragazza....
Stavolta il produttore non si degna nemmeno di dire
no. Forse non lo sente nemmeno. Tutti continuano
a pensare per i fatti loro. Il povero schlemiel si guarda intorno in attesa di una qualche reazione, e alla fine mormora tra s e s: S, immagino che sia una cattiva idea. Il povero schlemiel risult essere nient'altri che S. Henley Forster, l'uomo con pi titoli riproposti nella collana Modern Library di qualsiasi altro scrittore americano vivente.
Il minchione probabilmente nemmeno se ne  reso conto, ma mi ha fatto capire quello che dovevo fare in quella situazione. Me ne sto tranquillo per un paio di secondi, il tempo di essere sicuro che il produttore mi sta guardando.
Poi comincio a spalancare gli occhi e a inspirare, come se stessi scoprendo l'America o qualcosa del genere.
Poi comincio ad alzarmi in piedi, lentamente - cos, no? - guardandoli. Con uno sguardo significativo.
Aspettate un minuto! strillo. Ho catturato la loro attenzione.
Ges C. Sacramentato, ci sono!.
Hanno tutti e tre un'espressione come se li avessi presi a colpi di sacchetti di sabbia in testa. Il boss non dice nemmeno fantastico, oppure forza, sentiamo.
Sento che li ho gi convinti. Ges che sensazione!
Ecco il ragazzo comincio, che vaga sotto la pioggia in una citt che non conosce, alla ricerca di una stanza a pigione, la meno cara possibile.
Sammy replic a nostro beneficio la sua interpretazione, avanzando a fatica in mezzo alla pioggia, ovviamente col colletto rialzato.
La padrona di casa, una tremenda vecchiaccia, mi fa strada su per le scale traballanti. "Lei  fortunato,
giovanotto" mi dice, "la stanza era occupata, ma oggi ho detto a quella l di sgomberare. Non mi posso permettere di fare beneficenza". Ovviamente il dialogo va cambiato, sto solo improvvisando, ma qui ci stanno battute splendide. Cos abbiamo creato una certa suspense, dico bene? Il pubblico ha gi preso a ben volere il ragazzo, e noi gli mettiamo la pulce nell'orecchio a proposito di questa fanciulla che  stata appena messa alla porta.
A questo punto si apre la porta della stanza. Io entro dentro. D'improvviso resto impalato, perch ho visto...
Qui mi sono fermato ci inform Sammy. Tanto per dargli un istante per figurarsi la scena.
Movimento di macchina, e che cosa non stavo guardando?
La nostra ragazza, con addosso il meno possibile, vediamo che cosa ci lascia passare l'Ufficio Hays.
Lei solleva lo sguardo, come una tigre pronta a lottare per procurarsi un riparo. Situazione intrigante.
Grande momento. Il pubblico percepisce il mio conflitto interiore. Come posso prendere la stanza e lasciare questa poveretta in mezzo a una strada?.
Sammy si ferm di nuovo, guardandoci con atteggiamento drammatico, cos come aveva fatto con il produttore. La padrona mi sta parlando, mi sta dicendo che la butter fuori seduta stante. Io non la ascolto nemmeno. E che cosa dico, a questo punto? Senza staccare lo sguardo dalla ragazza chiedo alla vecchia:
"Quanto le deve?". E quando me lo dice, io dico soltanto
" pagato", proprio cos. "E pagato"...
E se questa non  la pi grande sequenza iniziale che abbiate mai avuto per le mani, sciogliamo il mio contratto e me ne ritorno a fare il redattore capo al Record"!.
Sammy si rimise a posto il colletto, segnalando che il sipario era calato. Ges, come li ho stesi. Il produttore  balzato in piedi e mi ha baciato. Poi mi ha fatto ripetere tutto daccapo. Poi ha chiesto al dirigente e all'altro sceneggiatore che ne pensavano. Vorrei avere una foto della faccia di quel povero schlemiel mentre diceva al produttore che era totalmente d'accordo.
Ridemmo insieme a Sammy a spese di Forster. La scusa ufficiale per questa esibizione del Nostro era l'importanza della morale della favola. Ma dalla gioia che evidentemente provava nel rivivere la sua malefatta si capiva quanto questo genere di cose alimentasse il suo orgoglio. Che era di una natura assai peculiare, perch se l'idea della sequenza iniziale fosse davvero stata sua, non ne sarebbe andato altrettanto fiero; quello che lo rendeva fiero era il metodo del suo trionfo.
Adesso ho capito cosa mi ci vuole per essere uno sceneggiatore di successo dissi. Devo prendere lezioni di dizione e di canto.
Ci scherzavo sopra, ma trovavo tutto un po' deprimente.
Perch se davvero per salire di categoria ci volevano le scimunitaggini di Sammy, io potevo cominciare a fare domanda per il sussidio della Cassa Mutua Cinematografica.
Ma Kit mi rassicur. Sei libero di non crederci, ma in questo posto ci sono anche sceneggiatori che scrivono davvero. Li ho visti con i miei occhi battere sui tasti
della macchina da scrivere, te lo giuro. Per esempio Dudley Nichols. Ha appena fatto una cosa con John Ford, Il Traditore, che mi ha fatto venir voglia di rimangiarmi tutte le cattiverie che vado dicendo su Hollywood.
Quella fu la prima volta in cui sentii qualcuno parlare di Hollywood come di un posto in cui si lavorava, e non di una terra di conquista in cui bisognava girare armati di sfacciataggine e sguaiataggine. Me ne stavo l, accanto a lei, e speravo di sentirle approfondire l'argomento;
ma ecco che Sammy le si avvicin e l'abbracci.
Una ragazza cos sveglia disse, rovinata dagli ideali.
Quest'ultima parola in bocca a Sammy aveva un suono decisamente esotico.
Lo sai che fa parte del Consiglio della Gilda degli Sceneggiatori? continu Sammy. E mi ha pure fatto iscrivere a questa sua schifosissima organizzazione.
Mi scocci non riuscire a infilare una qualche battuta sul perch se ne andavano in giro assieme. Non sembrava un'amicizia a sfondo intellettuale. D'altro canto se era amore era di un genere a me sconosciuto. Ormai avevo raccolto indizi sufficienti a concludere che l'unico amore che Sammy Glick era in grado di provare era una violenta passione nei confronti del suo avvenire.
E perch mai una donna di quel calibro volesse perdere tempo col roditore Sammy Glick sembrava un interrogativo da girare al dottor Freud.
S' fatto tardi dissi. Che facciamo, Billie? Io direi di trascinarci fuori di qui prima che questo ci faccia pagare l'affitto.
Kit accompagn Billie in camera da letto a recuperare cappello e cappotto. Non capivo perch mi dovesse dare fastidio che fosse palesemente di casa.
Sammy ed io ci versammo il bicchiere della staffa.
Dovevo essere pi andato di quanto non pensassi, perch gli raccontai dei miei problemi con Pancake.
Il pompiere Sammy rispose subito alla sirena dell'allarme.
Ora ti spiego io come te lo devi inculare
disse. C'era autentica benevolenza nella sua voce.
Se consegnate un trattamento firmato da tutti e due e quel grasso pederasta fa sapere al produttore che ha scritto tutto lui, sei finito. Io ti consiglio di scrivere un altro trattamento per i fatti tuoi senza far sapere niente a Pancake; poi vai dal produttore e gli dici che Pancake era talmente fuori strada che la soluzione pi rapida ti  sembrata quella di metterci una pezza da solo.
In questo modo ti crei una chance di far buttare fuori Pancake e beccarti un credit in perfetta solitudine.
Non mi ci vedevo, e glielo dissi. Non sapevo se avrei mai avuto successo come sceneggiatore, ma come politico non avevo speranze.
Non fare il fesso disse lui. Avrai gi sentito parlare della sopravvivenza del pi adatto.
Ammisi che sottoscrivevo anch'io la teoria evoluzionistica, ma in una forma un po' pi complessa.
Chiamalo come pi ti garba disse lui, ma in sostanza  cane mangia cane.
Sotto sotto avevo sperato che Kit venisse via con noi.
E invece lei si era messa sin troppo a suo agio. Aveva perfino sciolto i capelli. Un'espressione figurata la cui
bellezza mi era fino a quel momento sfuggita. Non pi imprigionati nel crocchio che la faceva apparire energica ed efficiente, adesso erano sciolti sulle spalle, rendendo pi dolci i suoi lineamenti, dandole un'aria rilassata, quasi fanciullesca.
A presto, tesoro mio mi disse Sammy. La settimana prossima c' l'anteprima. Ti do un colpo di telefono non appena scopro quand' di preciso, e ci andiamo tutti assieme.
Se ne stava l sulla soglia, coi suoi vent'anni superati da non molto, con le sue scarpe che costavano un patrimonio, con la giacca nuova alla moda, con la testa uscita dalle pagine di Horatio Alger, ma sembrava un monello che si era infilato in casa e si era messo addosso i vestiti trovati nell'armadio. Il mio migliore amico. Non lo auguro al mio peggior nemico.
Nella mia stanza Billie ed io vivemmo un momento di passione, poi i nostri corpi tornarono ad essere semplici conoscenti.
Pi durava il silenzio pi ci allontanavamo l'uno dall'altra.
Alla fine lei disse: A che stai pensando, tesoro?.
A tante cose, Billie dissi. Niente di importante, direi.
Sai disse lei, con te mi piace un sacco. Sei dolce.
Il sesso con Billie non aveva niente di sordido. Lei ne parlava come se si trattasse del surf o dell'alpinismo, di qualcosa in cui lei era brava e che le piaceva fare.
Billie dissi, non rispondermi se non ti va. Con quanti uomini sei stata?.
La domanda non intendeva turbarla, ma la disinvoltura della sua risposta turb me.
Be', quando avevo quattordici anni disse, tenevo il conto di tutti i ragazzi che conoscevo. E a quindici anni tenevo il conto di tutti i ragazzi che avevo baciato.
E a sedici anni... ma ormai ho perso il conto.
Ridacchi come se avesse raccontato una barzelletta su se stessa.
Billie, che ne pensi di Sammy Glick?.
Tir su il lenzuolo fino al collo. Non lo so. 
senz'altro un tipo sveglio.
S, ma, voglio dire, ti sembra una brava persona?.
Billie ci pens su. Quello che so disse lentamente,
 che andare a letto con lui mi farebbe schifo.
Un bel letto a una piazza e mezzo costituiva l'arredamento principale del cervello di Billie.
E perch?.
Lei esit, fece la risatina d'imbarazzo di chi non ha l'abitudine di mettersi a scandagliare le idee. Non lo so di preciso... disse. Mi  sempre piaciuto farlo perch  pi o meno la cosa pi divertente che esiste e perch
- adesso mi prenderai in giro - mi  sempre sembrata la cosa pi amichevole che due persone possono fare a questo mondo. Ecco perch non sono mai passata al professionismo. Ma
- lo so che sembra assurdo -
ma ho sempre avuto la sensazione che se dovessi andare a letto con lui - anche se non mi desse dei soldi -
mi sembrerebbe di farlo a pagamento.
Prima di addormentarmi continuai a rimuginare queste parole nella mia testa e pi me le ripetevo pi mi convincevo che Billie, nella sua tenera visione orizzontale, aveva detto qualcosa di pi perspicace riguardo a Sammy di quanto non fossi riuscito a tirar fuori io fino a quel momento. Ed io ci lavoravo su sin dal giorno in cui quel ragazzino era arrivato in redazione per scatenare la sua guerra non dichiarata contro il Pianeta Terra.
...
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...
Capitolo 5.
...
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...
I fasci di luce dei giganteschi riflettori illuminavano il titolo del film di Sammy, tracciando dei grandi solchi bianchi nel cielo. Eccolo l disse Sammy dopo che svoltammo dal Sunset in direzione del Village. Le parole gli uscivano di bocca come fossero pietre aguzze e dure. Ges.
Intendeva dire che quelle luci sembravano compitare il nome di Sammy Glick. Voleva esprimere orgoglio e insieme timore.
Eravamo piuttosto silenziosi. L'umore di Sammy ci condizionava sempre tutti e tre, e quella sera Sammy era nervoso. Cercava di nasconderlo con le battute, ma era nervoso.
Com' il pubblico? chiese.
Difficile rispose Kit. Ridono solo quando fa ridere, non quando dovrebbe fare ridere. E non piangono se una cosa  sdolcinata; dev'essere proprio patetica.
Ges disse Sammy.
Questi qui hanno visto una quantit tale di anteprime che si sentono tanti piccoli De Mille. E perch avete messo la macchina da presa l, e quella dissolvenza non funziona... ti dicono pure dove tagliare avvert lei.
Bastardi disse Sammy.  meglio per loro che il film li faccia ridere. Perch fa ridere. Ho contato le risate: centodiciassette risate.
All'ingresso del cinema c'era grande agitazione: donne venute per vedere l'attore protagonista, uomini pieni di risentimento o di rimpianto perch non sarebbero mai andati a letto con la stella del film, gente non importante che sublimava l'invidia in ammirazione, ragazzini che volevano avere pi autografi di chiunque altro al mondo.
In sala le luci erano accese, e tutti gli spettatori gi seduti se ne stavano girati a guardare verso l'ingresso.
L'effetto era assurdo, come se lo schermo fosse stato improvvisamente spostato alle loro spalle. Volevano vedere le celebrit accomodarsi nella parte di platea appositamente cordonata. Ecco perch Sammy ci aveva messo fretta durante la cena. Voleva essere sicuro di arrivare prima che le luci si spegnessero.
Ci avviammo lungo il corridoio centrale tutti e tre insieme, ma dopo un paio di file ci eravamo gi persi Sammy. Lo cercai con lo sguardo, e lo vidi praticamente in grembo a un distinto signore dai capelli grigi, con un viso roseo e gentile, un po' flaccido intorno alla bocca.
 il suo produttore, disse Kit anticipando la mia domanda. Sidney
Fineman. Guardai di nuovo. Fineman era uno dei nomi magici, del
calibro di Goldwin e Mayer.
In attesa che si spegnessero le luci chiacchierammo un po' di Fineman.
Era uno dei pochi pionieri di Hollywood ancora al potere.
Aveva scritto sceneggiature per gente cui adesso venivano intitolate strade, tipo Griffith e Ince. Si diceva avesse una delle pi belle collezioni di libri rari degli Stati Uniti.
E non  soltanto ostentazione disse Kit. Il suo svago preferito  chiudersi in biblioteca. Nella sua tenuta ha messo una dpendance solo per i libri.
Pi cose apprendevo sul conto di Fineman, pi mi incuriosiva il fatto che ci tenesse a lavorare con Sammy.
Non  pi quello di quindici anni fa disse Kit.
Aveva altrettanto gusto di Thalberg e pi coraggio.
Considerava Hollywood la sua fidanzata. Le riversava addosso il suo amore in continuazione. Aveva grandi progetti per lei....
Localizzai Sammy con la coda dell'occhio. Si era finalmente staccato da Fineman, ma adesso era praticamente piegato sopra due spettatori per poter stringere la mano a Junior Laemmele.
... che non si sono realizzati continuava Kit. La crisi economica ha ucciso le sue ambizioni. Ha perso un sacco di soldi, ma, soprattutto, le banche - la Chase, la Atlas - sono entrate nel consiglio di amministrazione.
Gli  venuta l'ossessione che a Wall Street gli vogliono fare le scarpe. Da allora ha giocato di sicurezza. Fa sempre parte del Gotha, ma si limita ai remake dei suoi vecchi successi, terrorizzato che lo facciano fuori il minuto che ricomincia a perdere soldi. Si  convinto che Sammy  uno che porter incassi, e io credo di sapere chi  stato ad instillargli questa convinzione.
Sammy si accucci nel posto accanto al mio mentre
i titoli di testa cominciavano a scorrere. Osservai la sua faccia mentre il suo nome riempiva lo schermo: SCENEGGIATURA ORIGINALE
di SAMUEL GLICK
La parola precisa non esiste. Potrei dire che gongolava, che sorrideva, che esultava, che ghignava, che ammiccava, ma era tutto questo ed altro ancora, era un'espressione di profondo piacere sensuale. Mi ammaliava perch era una di quelle cose che non si dovrebbero poter guardare, come la faccia del ragazzo che alloggiava di fronte a me al college, quella volta che feci la gaffe di entrare nella sua stanza senza bussare.
A questo punto Sammy mi bisbigli all'orecchio qualcosa che mi parr sempre di una perversione tale da fare impallidire tutto il Krafft-Ebing.
Fammi l'applauso, dai.
Ma la cosa pi perversa fu che glielo feci, l'applauso.
Le mie mani batterono stoltamente una contro l'altra, come le pinne di una foca. Il mio battimani fu contagioso: non dico che ci fu un'ovazione, ma comunque abbastanza da farmi arrossire le mani dalla vergogna. Non bastava che fossi diventato il compagno di sbronze di Sammy.
Dovevo essere pure il suo capoclaque. Non mi sarei prodotto in un applauso cos automatico nemmeno se Sammy mi avesse ipnotizzato prima di entrare in sala.
Fissando quei titoli di testa ebbi la sensazione che mancasse qualcosa. Soltanto arrivati al costumista e all'aiuto
regista mi venne in mente che cosa. Julian. Julian Blumberg,
l'autore della palla di neve che Sammy stava trasformando in una slavina. Ammesso e non concesso che Sammy avesse scritto la sceneggiatura da solo, avrebbero comunque dovuto degnarsi di mettere la scritta soggetto originale di Samuel Glick e Julian Blumberg, e farla comparire prima del credit della sceneggiatura. E invece no: Sammy Glick tutto, Julian Blumberg niente.
Assecondando un impulso pi onorevole del precedente, mi chinai verso Sammy e gli chiesi se non avesse notato niente di strano nei titoli di testa; lui disse di no e io dovetti illuminarlo. Fu come accendere una candelina nella Caverna dei Mammuth.
Il nostro primo soggetto  stato cestinato mi disse in tono confidenziale. Ho dovuto ricominciare da
zero.  stato un brutto colpo per il ragazzo, ma questa  Hollywood.
S, un corno replicai, questo  Sammy Glick.
Shhhhh fece Kit.
Chiss se prima di incontrarla non sarei stato d'accordo con Sammy, riguardo a Hollywood.
Il film non era certo una di quelle cose che ti ritornano in mente la sera prima di addormentarti, e in effetti nemmeno mentre fai la fila per uscire dal cinema;
era un buon esempio della tipica commedia romantica che Hollywood sforna ad occhi chiusi, puntando tutte le carte non sul contenuto ma sulla facilit della narrazione.
Veloce, scorrevole, furbacchiona: il tipo di cosa che Hollywood sa far meglio. Il Cervello di Gallina dalle Uova d'Oro, come dice Kit.
Ma al divertimento garantito dal grande schermo io preferivo lo spettacolo che andava in scena nella poltrona accanto alla mia. Non ho mai visto nessuno guardare un film con tanto impegno. Sono gi sette, mi fece dopo un paio di minuti dall'inizio, e mi resi conto che aveva un cronometro in mano, e stava contando le risate. Ad ogni risata annotava febbrile la battuta o la gag relativa. E quando non ridevano mugugnava:
Questo cane ha rovinato la mia battuta, perdio, oppure: Qui c' un tempo morto, si pu tagliare.
Me ne stavo ad osservarlo mentre imparava il mestiere di cinematografaro. Ed era proprio uno studente brillante.
In cinque mesi aveva gi imparato cose che io sto cominciando a capire dopo cinque anni. Hollywood ha sempre il suo enorme serbatoio di fasulli, ma tra questi Sammy era uno dei meglio camuffati. Era abbastanza furbo da capire che il ladro troppo assiduo viene beccato di sicuro. Il suo segreto era che metteva enorme impegno tanto nel lavoro che realmente svolgeva quanto nel rubacchiare e intrallazzare.
Alla fine del film ci fu un bell'applauso. Feci per seguire Sammy lungo il corridoio centrale, ma Kit mi prese per un braccio.
Andiamocene da questa parte disse,  meglio.
Stava indicando l'uscita di emergenza. Ci ritrovammo in un vicoletto che girava tutt'attorno al cinema.
Mentre camminavamo nel buio per raggiungere la strada, Kit disse:
Preferisco sempre dileguarmi prima che mi chiedano come mi  sembrato il film.
Anche se ti  piaciuto?.
Il discorso non  cos semplice. Queste anteprime hanno tutto un loro rituale. Quando si rendono conto che il film fa schifo vogliono essere rassicurati. Ma quando  passabile pretendono i superlativi.
Mi raccont la vecchia leggenda hollywoodiana dei tre yes man che dovevano dare un parere su di un'anteprima.
Il primo dice che si tratta senza alcun dubbio del film pi grandioso che sia mai stato realizzato. Il secondo dice che  eccezionale, un film stupendo. Il terzo viene licenziato perch scuote il capo e dice: Non saprei, per me  grandioso e basta.
Il film era buono, ad ogni modo dissi. A dire la verit Sammy mi ha sorpreso.
Non mi fraintendere disse lei. Anche secondo me il film  pi che buono. La cosa che non sopporto di questi tizi  che sono come gli imperatori dell'antica Roma: ogni piccolo meschino successo diventa la scusa per inscenare una parata trionfale. E sinceramente non mi va di sfilare anch'io, legata al cocchio.
Ma una volta sbucati in strada ci imbattemmo proprio in un capannello di persone tra le quali c'era Sammy. Sembravano parlare tutti contemporaneamente, ma il Nostro faceva del suo meglio per
sovrastarli tutti con la voce. Oltre a Sammy e Fineman, mi spieg Kit, c'erano il regista, il montatore, alcuni dirigenti e l'operatore. Altri due tizi gironzolavano intorno al capannello, ascoltando e commentando. Fineman e il regista stavano discutendo animatamente. Il regista si mise a urlare che se toglievano la tale scena dal film
potevano togliere anche la sua firma. Sammy dava man forte a Fineman.
Arriv un ragazzo con una scala, che utilizz per arrampicarsi e cambiare il titolo del film, e Kit disse:
Queste riunioni del marciapiede possono durare tutta la notte. Andiamocene a bere qualcosa. Lui ci raggiunge dopo.
Continuava a tornarmi in mente quella sera da Sammy, quando mi era sembrata del tutto a casa propria.
Era assurdo che la cosa mi dovesse dare fastidio, dacch non avevo nemmeno deciso se Kit mi piaceva o meno. Mi affascinava il suo modo di ragionare, ma trovavo sconcertante il fatto che fosse cos difficile entrare in confidenza con lei.
Mentre ci avviavamo verso il parcheggio, si gir verso Sammy e pronunzi uno spiccio Al Celiar.
Alla macchina trovammo ad aspettarci un anemico giovane che indossava un soprabito logoro. Questo qui lo conosco, pensai, ma solo quando apr bocca riuscii ad associare un nome a quel volto. Julian Blumberg.
Non riusciva a nascondere il fatto che avvicinarmi gli costava uno sforzo terribile. Era uno che stava giocando la carta della disperazione.
Signor Manheim, non credo che lei possa ricordarsi di me....
Sembrava uno che piange in continuazione. Faceva crocchiare le dita, dondolava spostando il peso del corpo da un piede all'altro e guardava dovunque tranne che verso di me. Noi ebrei abbiamo la parola esatta per gente come Julian: nebbish. Nebbish non significa propriamente
impiastro, minchione o pappamolle. Il nebbish  quello che, in
societ, ti dimentichi sempre di presentare agli altri.
Certo che mi ricordo dissi. Che piacere rivederti.
Cercai di sembrare caloroso. Allung cautamente la mano verso di me, come dando per scontato che io volessi colpirla con il righello. Il palmo della mano era sudato.
Quando lo presentai a Kit le fece un preoccupato cenno col capo, poi di colpo - come se fosse stato in apnea per un bel pezzo - sput il rospo. Come spesso capita ai timorosi, le sue parole finirono col suonare brusche e impudenti.
Signor Manheim, devo parlarle immediatamente.
Ma certo, Julian, di che si tratta?.
Guard Kit con sospetto. Da solo disse. Voglio parlare solo con lei.
La sua voce mendicava e pretendeva allo stesso tempo.
La maleducazione di Julian avrebbe dovuto irritarmi, ma era impossibile non percepire cosa c'era dietro.
E va bene dissi,  un discorso lungo?.
Improvvisamente sembr che la valvola della decisione si allentasse, facendogli perdere tutta la tracotanza.
Diamine, signor Manheim, lo so che sono una vera scocciatura, e non mi passerebbe per la testa di disturbarla se non fosse....
Quanto pensi che ci vorr? lo interruppi spazientito.
Ci sono parecchie cose da raccontare... direi un paio d'ore.
Guardai Kit. Fate pure disse lei. Non mi dispiace stare da sola.
Proprio questo  il problema, pensai, che non le dispiace stare da sola.
Facciamo una cosa, Julian. Ne parliamo domani a pranzo, va bene? Passi tu allo studio alle dodici e trenta, d'accordo?.
Mi fu talmente grato da risultare fastidioso. Se ne and con quel suo fare da cortigiano imbranato, ringraziandomi e augurandosi di non avermi disturbato troppo.
Chi  quel poveretto? chiese Kit mentre metteva in moto.
Pensai che non la conoscevo ancora abbastanza bene da raccontarle la vera storia di Rapimento d'amore.
Perci le dissi soltanto che era uno scrittore di New York, un conoscente mio e di Sammy, arrivato a Hollywood in cerca di lavoro.
Ecco perch ha quell'aria ansiosa disse lei. Gli sceneggiatori con un contratto di lavoro a Hollywood oggi erano esattamente duecentocinquanta. Statistiche della Gilda. E sai quanti ce ne sono in tutto? Quasi mille.
E ogni settimana arriva una carrettata di ragazzetti freschi di college disposti a lavorare per la WorldWide per trentacinque dollari la settimana.
Non ritengo che i superalcolici costituiscano la panacea per i mali della nostra societ. Per due o tre bicchierini servono a curare l'incapacit ad entrare in confidenza l'uno con l'altro. Altrimenti,
se non ci si conosce bene, si sta l seduti, con le parole e i cervelli inamidati, non osando essere se stessi per paura di spiegazzarli.
Al Celiar, dopo un paio di bicchieri, mi sembr che ci sciogliessimo un po'. Non che si prendessero chi sa quali discorsi; era solo che cominciavamo a piacerci e la cosa era abbastanza chiara.
All'inizio ci divertimmo ad osservare il modo in cui i vari avventori scendevano gi dalle scale e si mettevano in posa sull'ultimo gradino, prima di entrare nel locale vero e proprio.
Poi ci stufammo e si pass al gioco seguente, Come Ho Conosciuto Sammy. Fu lei la prima a formulare la fatidica domanda. Per dieci o quindici minuti la intrattenni con la lettura di brani scelti da Mein Kampf, di Samuel Glick. Ebbi per l'accortezza di applicare il Codice Hays ai passaggi pi stravaganti di quest'opera.
L'ho conosciuto durante la mezza rivoluzione che c' stata l'anno scorso raccont a sua volta Kit, quando Upton Sinclair era candidato a Governatore.
Dissi che pur avendone sentito parlare, non avevo approfondito quest'episodio della storia patria.
E hai fatto male ribatt lei. Quando Sinclair ha ottenuto la nomination per i democratici annunziando che avrebbe Abolito la Povert in California si  scatenato il panico.
Credevo che Upton Sinclair fosse l'ennesimo picchiatello californiano.
Certo, la sua sceneggiatura faceva un po' acqua ammise lei,
ma sempre meglio di Merriam, che non ha cambiato una virgola rispetto a Nascita di una Nazione.
E Sammy che c'entra?.
Entra in scena tra un attimo disse lei. Al culmine della campagna elettorale la World-Wide cominci a soffrire di amnesia.  buffo come una cosetta come il Bill of Rights possa uscire di mente, a volte. Pretendevano che tutti i dipendenti devolvessero un giorno di paga alla raccolta di fondi per Merriam. Mi  sembrata una cosa che avrebbe dovuto fare schifo anche ai repubblicani onesti, per cui ho detto a quelli della World-Wide dove potevano andarsene, aggiungendo una serie di bestemmie.
Un paio di giorni dopo me ne stavo a pensare agli scritti miei, quando entra nel mio ufficio un perfetto sconosciuto, che sembrava invasato.
Sono Sammy Glick disse lui.
E rest l in attesa, come se non ci fosse bisogno di ulteriori presentazioni.
Qualsiasi cosa lei venda non mi interessa disse lei, sono molto occupata.
Non ci siamo capiti rise lui. Sono il nuovo sceneggiatore, mi sono appena trasferito qui di fronte.
Che cosa simpatica disse lei. Se le capita di restare senza dialoghi non si faccia problemi, venga pure a bussare da me.
Non avendo mai sentito parlare di Sammy Glick, tent di scoraggiarlo rimettendosi al lavoro.
Questa  proprio carina ridacchi Sammy, insinuandosi nell'ufficio. Me la devo ricordare.
Lei si gir e se lo ritrov vis--vis.
Signor Glick fece lei, dapprima con dolcezza, mi sembra giusto essere ospitale e darle il benvenuto presso la Sezione Sceneggiatori, Edificio C. E adesso che l'ho fatto, perch non esce dal mio ufficio e mi lascia lavorare?.
Le era gi capitato di dover mettere in fuga un bel po'
di sfacciatoni, venditori di spazi pubblicitari, agenti da quattro soldi e fauna degli studios assortita. Se non bastava il sarcasmo, ricorreva a una parolaccia che facesse all'occorrenza.
Ma questo era un osso duro. Si accomod su di un angolo della scrivania dando un'occhiata in giro.
Ho sentito dire che stai lavorando su Debuttanti alla Riscossa fece. Un incarico di prestigio.
Lei si alz in piedi, mise la custodia sulla macchina da scrivere, infil dei fogli in una grossa busta e prese la giacca.
Dove stai andando?.
Dove posso lavorare rispose lei.
Ehi, non volevo farti scappare disse lui. Sono solo passato per fare quattro chiacchiere in amicizia. E poi volevo dirti che lo sanno tutti che sei l'unica qui dentro a non essersi schierata per Merriam.
Questa era la maniera in cui si esercitavano le pressioni politiche. Nessuno veniva convocato nell'ufficio di questo o quell'altro dirigente e pregato di scucire i soldi per Merriam pena il licenziamento. Questo compito veniva lasciato ai tirapiedi. Gli yes man potevano sbizzarrirsi a colpi di
te-lo-dico-solo-per-il-tuo-bene-vecchio-mio, la coercizione allusiva
nel classico stile di Hollywood, versata nell'orecchio della vittima come se gli stessero raccontando il pi recente pettegolezzo.
Il giorno dopo Kit arriv al lavoro poco dopo le nove e trenta, e pass in mensa a prendere un caff.
Sammy era l, intento a consumare la prima colazione e fare colorite avance alla cameriera. Non appena avvistata Kit, le si fiond addosso come se il loro primo incontro fosse stato amore a prima vista.
Che strada fai per venire al lavoro? le chiese. Magari potresti darmi un passaggio.
Prendo da Las Vegas disse lei. Sicuramente non sei sulla mia strada.
Lui rise e si mise a leggere il Megaphone insieme a Kit. Ovviamente l'editoriale parlava di Merriam e di Sinclair.
Sammy cominci a leggere ad alta voce. Kit si riprese il giornale e pag il conto. Lui la segu fuori della mensa.
Lei si mise a camminare pi svelta, ignorandolo. Lui le trotterellava accanto disperatamente.
Senti, tu sei una ragazza intelligente, leggi i giornali, lo sai che questo squinternato di Sinclair non ha speranze....
Riusc a liberarsene infilandosi nel bagno delle signore.
Poco dopo, mentre Kit stava per entrare nel suo ufficio, ecco riapparire Sammy. Lei cerc di chiudergli la porta in faccia, ma quello sgusci dentro come un gatto.
A parte lo scherzo, Katie... ti chiamano Katie, vero?
Sono in pensiero per te. Perch non facciamo una bella telefonata a Dan Young... - Dan Young era il direttore dello studio, quello che aveva firmato la circolare sul giorno di paga da devolvere a Merriam. Sammy fece per impadronirsi del telefono.
Kit lo guard, incuriosita.
Da quant' che sei in California? gli chiese.
Quattro giorni.
E dopo quattro giorni gi ne sai cos tanto su questa campagna elettorale che te ne vai in giro a dare consigli su chi votare....
Quanto ci vuole per sapere che il sole sorge a oriente?
ribatt Sammy. Basta guardare con attenzione.
E di Merriam che ne sai?.
La replica di Sammy giunse rapida e perentoria.  per la legge e l'ordine. E un amico dell'industria cinematografica.
 l'uomo giusto.
Se ci si decidesse a scoperchiare il pentolone di Merriam
afferm imperturbabile Kit, salterebbe fuori tanta di quella corruzione da tenere occupati tutti gli avvocati della California per il resto dei loro giorni.
E con questo? disse Sammy. Prendi Jimmy Walker.
 il miglior sindaco che abbiamo mai avuto.
Ma a scuola non ti hanno fatto studiare Educazione Civica?.
Certo che s disse lui. Una materia divertentissima, con tutte quelle stronzate scritte sul libro. Quando dietro l'angolo c'era Tammany Hall, se volevi studiare come funziona davvero la politica.
Lei lo guard. Sapeva che stava per perdere la pazienza, ma per un momento o due ancora voleva restare calma.
Tutto ci che  enorme, persino un enorme rompiscatole, ha il potere di catturare l'attenzione.
E di Upton Sinclair che mi dici? Cosa ne sai? gli chiese.
 un bolscevico recit Sammy. Vuole livellare i redditi in tutto lo Stato della California. Vuole chiudere gli studios e far scoppiare la rivoluzione.
Lo sai che  anche il candidato dei Democratici? chiese lei.
Mi vuoi prendere in giro? fece Sammy. Merriam  il candidato sia dei Democratici che dei Repubblicani. Sinclair  il candidato dei Comunisti.
Questa volta hai studiato la politica dietro l'angolo sbagliato
disse lei. Sinclair ha avuto l'investitura pi larga nella storia delle primarie dei Democratici. La macchina del partito  con lui. I Comunisti presentano un proprio candidato.
Sammy la guard come si guarda una pazza. Okay, okay disse. Quello che so io  che qui dentro o sganci per Merriam oppure hai chiuso.
A questo punto la pazienza di Kit si esaur. Quando scoppia la rivoluzione si mise a urlare, voglio un solo favore dal compagno Sinclair, perdio! Che ti mettano al muro e mi lascino sparare. E se non te ne vai subito non aspetto nemmeno la rivoluzione.
Il suo racconto era stato particolarmente vivido, e soprattutto credibile. Sammy era stato paracadutato su Hollywood nel bel mezzo di una violenta lotta intestina, ma il suo istinto di sopravvivenza gli aveva subito suggerito dove effettuare un morbido atterraggio.
Ho veramente perso la pazienza disse Kit. Si sarebbe detto che con Sammy dovesse finire l.
Io non l'avrei detto proprio dissi, perch Sammy  come il boomerang: pi forte lo scagli lontano pi velocemente ti ritorna indietro.
Mai visto niente del genere conferm Kit. Due
ore dopo era gi l che tentava di invitarmi a pranzo.
Di pomeriggio mi chiama al telefono, di nuovo per la storia di Merriam. Gli sbatto il telefono in faccia e lui richiama subito dicendo che era caduta la linea. Alla fine sono dovuta andare da Sidney Fineman, che allora era il mio produttore, e dirgli che non mi pagavano per votare Merriam ma per scrivere copioni. E che c'era una mignatta che si presentava come Sammy Glick che mi perseguitava a tal punto con la storia del giorno di paga per salvare l'industria cinematografica da compromettere la riuscita di uno dei nostri film. Sidney si dimostr comprensivo. Mi fece capire chiaramente che sarebbe piaciuto anche a lui potersi opporre a queste pressioni politiche.
Ovviamente mi sentivo un po' in colpa a fare la spia in questo modo ai danni di un collega. Anche se il collega si chiamava Sammy Glick. Ma il giorno dopo Sammy mi fece un sorriso che andava da un orecchio all'altro, anzi faceva tutto il giro intorno al collo.
Grazie mille per la pubblicit, baby.
Lei rimase sbalordita.
Devi aver detto a qualcuno dei capoccia che volevo farti mollare i quattrini per Merriam. Questo  quello che mi ci voleva. Li hai fatti parlare di me, non so se mi spiego.
Voglio dire, qualsiasi mezza cartuccia qui dentro ha appoggiato Merriam, perci non avrebbe fatto nessuna differenza.
Ma in questo modo hai attirato l'attenzione su di me, e la prossima volta il nome Sammy Glick '' suoner loro familiare.
Scommetto che se la faceva addosso al solo pensiero che il suo nome potesse non suonar loro familiare dissi.
Ne dubito disse lei. Non penso che Sammy sappia come si fa ad avere paura. Probabilmente lo imparer quaggi, perch in questo posto la paura abbonda.
Ma quel giorno avr davvero perso qualcosa. Come un micio che una volta ho fatto castrare.
E tu avevi paura?.
A resistere sulla faccenda di Merriam? Ma certo.
Ero terrorizzata. Il mio eroismo era assolutamente esteriore. Come forse tutti gli eroismi.
E Sammy aveva ragione, sul fatto che facendo cos avevi chiuso?.
No rise lei. Era tutto un gigantesco bluff.
Bel modo per iniziare un'amicizia dissi. Pensavo che quella tra me e Sammy fosse strana, ma la vostra  veramente da manicomio.
Forse amicizia non  la parola giusta disse lei.
Comunque dopo la conclusione dell'affaire Merriam ho cominciato a frequentarlo, e non capivo nemmeno io il perch. Sar l'atmosfera di esaltazione che si respira intorno a lui. Sembra intensificare l'aria che respiri, non so se sei d'accordo. Lo sai a cosa mi fa pensare, certe volte? A un acuto che dura troppo a lungo.
Ti fa venire voglia di gridare.
Non credevo che ci fosse qualcosa capace di sconvolgerti
dissi.
Lo dissi con una certa irritazione, e lei sorrise. Ti scoccia. Aveva la sconcertante abitudine di trasformare una domanda retorica in una constatazione di fatto.
Mi scocciava, e me ne resi conto mentre cominciavo a parlarne. Tutta questa faccenda di te e di Sammy mi scoccia. Quella sera che sei rimasta da Sammy, ad esempio. Mi  scocciato parecchio.
Ci guardammo finch non fummo pi semplici conoscenti.
Dopo questa pausa lei non cambi argomento, ma cambi angolatura.
Mi dispiace per lui.
Ti dispiace per lui! Ti dispiace per Sammy Glick?.
Ho una strana teoria in proposito disse lei. Hai presente lo storpio che vende i giornali davanti al Derby? Ci dispiace per lui, perch un virus con il quale non aveva niente a che fare gli ha distorto il fisico.
Forse dovremmo provare la stessa cosa per quelli con l'ego distorto.
Ma il tizio dei giornali  un caso disperato.
Anche Sammy disse lei, a modo suo. Ti ha mai raccontato niente della sua infanzia?.
Sammy Glick bambino era una cosa alla quale non avevo mai pensato prima.
Mettiamola cos sugger lei, diciamo che c' stata un'epidemia che impazzava nel rione di Sammy, peggio della poliomielite, e lui  uno dei casi pi gravi di contagio.
Ebbi solo il tempo di archiviare il suggerimento a futura memoria, perch Sammy stava scendendo lungo le scale alla testa di un corteo
comprendente Sidney Fineman. Sammy si ferm gi al primo tavolo per
stringere la mano a qualcuno. Dalle facce si capiva che stava
ricevendo le congratulazioni. Per un qualche fenomeno di telepatia, la notizia del successo di Sammy lo aveva preceduto. Praticamente magia nera, perch quelli che si stavano congratulando erano gi al Celiar quando eravamo arrivati noi. Anche Kit rimase interdetta.
Disse che la caratteristica del vecchio Brown Derby era che chi stava seduto a un capo del locale riusciva a sentire parola per parola quello che diceva la gente seduta dalla parte opposta, un effetto dovuto alla copertura a cupola del locale. Evidentemente l'intera Hollywood era sovrastata da una cupola come quella del Derby.
Fineman e comitiva trovarono un tavolo, mentre Sammy continu la sua marcia trionfale finch non ci ebbe raggiunto. Dal momento in cui si sedette, la conversazione continu ad avere per tema Sammy Glick, ma in chiave diversa. Era una Variazione su di un Vecchio Tema di Glick, allegro con spirito.
Sammy aveva fatto un'overdose di successo. Ci ricopr di parole come una mitragliatrice verbale. Ripercorse ogni momento della serata, come se noi non fossimo stati presenti.
 fatta diceva. D'ora in poi posso chiedere quello che voglio. Ma per il momento non esco allo scoperto, fossi scemo. Aspettiamo la terza settimana di programmazione al Music Hall e vi faccio vedere io. A quel punto posso sputare in un occhio al produttore e farmi dire che gli  piaciuto.
Non lo avevo mai visto in tale agitazione. Sembrava avere memorizzato ogni parola di elogio ricevuta quella sera. Ci rifer di come il montatore avesse detto che
nonostante riempisse duecentosessantamila metri di pellicola, il film scorreva cos veloce da reggere in pieno l'elevato metraggio. Ci rifer anche quello che aveva detto il direttore del cinema. Continu a parlare di Sammy Glick con un'eccitazione tale che anch'io - Dio mi perdoni - cominciai a sentirmi montare dentro un certo entusiasmo.
L'effetto era ipnotico, come un disco ascoltato all'infinito: Allora ho detto a Fineman...  un grande momento...
Questo mio film... Io gli ho detto... Io...
Ti parlava con tale veemenza che mangiare risultava difficile. Sembrava ficcarti la sua faccia nel piatto e le sue parole in bocca. Se avete visto un combattimento di Henry Armstrong potete farvi un'idea di come Sammy stesse imparando a parlare, appiccicartisi addosso, non mollarti mai, riempirti di botte e farti arretrare sempre pi.
Trovai uno spiraglio mentre Sammy masticava l'ultimo pezzo di steak sandwich, e ne approfittai per proporre di trasferire la seduta da un'altra parte.
Devo aspettare le recensioni disse Sammy. Sono molto importanti.
In quella vedemmo arrivare ai piedi delle scale un robusto signore di mezza et, elegante nel vestire se non nella figura. I nove decimi del suo fazzoletto di seta pendevano dal taschino. Gli occhi sembravano troppo piccoli per quel faccione, e troppo vicini tra di loro. Aveva l'aspetto di un truffatore, ma un truffatore che ha fatto carriera e adesso  il datore di lavoro di altri truffatori.
Notai che Kit e Sammy avevano smesso di parlare per guardarlo, e cos qualche altro avventore. Kit si mise ad osservarlo attentamente. Puoi smettere di preoccuparti per quella recensione, Sammy disse. Semaforo verde.
Ges disse Sammy. Devo leggerla.
Quella punta di angoscia di prima della proiezione aveva fatto nuovamente capolino. Sammy si fiond al tavolo di Fineman.
Ero disorientato. Ho sentito parlare di telefoni portatili
dissi. Ma questo cos', il telegrafo senza fili?.
Come per tutti i fenomeni paranormali disse Kit,
il trucco c' ma non si vede.
Vediamolo dissi.
Kit mi fece da Cicerone in una visita guidata attraverso i Misteri di Hollywood.
Mi  bastato guardare il tizio che  appena arrivato.
Gabby Hanigan, il direttore del Megaphone.
Che vuol dire guardare ? Hai i raggi X incorporati?.
Ci vuole solo esercizio disse lei. Sono anni che vedo Hanigan entrare qui dentro dopo le anteprime.
Quando ha scritto un peana al film scende le scale
salutandoti calorosamente. Se invece te l'ha stroncato si limita a questo... fece due mossette impercettibili con la mano. Stasera il film gli  piaciuto, perch si  messo a salutare Fineman tipo Giovane Esploratore non appena l'ha intravisto.
Aveva ragione. Sammy ritorn trotterellando con una bozza della recensione. La srotol lungo il tavolo tra squilli di tromba.
Leggete un po' disse, scuotendo la testa come a dire che gli mancavano le parole. Straaaordinaria.
Proprio cos. Sembrava di sentire il titolo strillare: UN RAPIMENTO CHE SBANCHER IL BOTTEGHINO. Kit cominci a leggere ad alta voce, con un tono ironico che l'ebbrezza del successo non permise a Sammy di riconoscere. Sembrava un comunicato dell'ufficio stampa.
Sbavava sul grande senso dello spettacolo di Fineman,
sugli attori, sulla regia, sulla fotografia. Tutto semplicemente meraviglioso. A Sammy era dedicato un intero capoverso. Veniva salutato come un grande acquisto per la scuderia degli sceneggiatori di Hollywood. Notevoli erano in specie la sua perizia artigianale e la sua originalit.
Sammy, dimmi la verit. Gabby Hanigan  tuo padre?
chiesi.
Mio padre un corno fece lui. Sono duecento carte che se ne vanno.
Dissi che non avevo realizzato che il Megaphone fosse quel genere di foglio. Pronunziai la parola bustarella.
Che vuol dire bustarella? ribatt Sammy. L'altro giorno arrivano questi per vendermi una pagina intera di pubblicit. Gli ho detto che ci avrei pensato, che prima volevo leggere la recensione, e loro mi hanno assicurato che potevo dormire sonni tranquilli.
Oh, allora ti chiedo scusa dissi. Ho questo vizio di saltare alle conclusioni.
Ma non tutto mi era chiaro. Perch Sammy si era agitato tanto per una recensione che aveva gi in cassaforte?
Hai messo il dito sulla piaga di Hollywood che mi diverte pi di tutte le altre disse Kit. Non so quante volte qui dentro ho visto produttori contorcersi nell'attesa di una recensione positiva della quale erano assolutamente sicuri. E alla fine se la guardano e se la stringono al petto, come un figlio lungamente atteso.
Dissi che stentavo a crederci. Non  cos assurdo come sembra mi spieg Sammy. Questo Hanigan non  un fesso. Una volta ogni tanto ti d la fregatura, altrimenti il gioco sarebbe troppo facile.
E perch queste cose sono tollerate? dissi.
Perch qui c' un sacco di gente pi preoccupata di far salire le proprie quotazioni che di produrre i film disse Kit. E fino a quando funzioner cos ci saranno Hanigan e le recensioni preconfezionate, anzich la critica che fa male, che alla fine farebbe solo del bene.
Sammy stava pagando il conto. Diamoci una mossa, saputelli disse. L'industria del cinema la riformiamo domani. Stanotte si festeggia.
Il Triangle Club non era Montecarlo, ma era il massimo che Hollywood potesse offrire. C'era il brivido di essere guardato da un qualche buco della serratura e di sentirsi un privilegiato quando ti si spalancava davanti quella porta. Parte dell'atmosfera era dovuta al fatto che a Los Angeles il gioco d'azzardo era illegale ed era chiaro che i proprietari pagavano per non essere toccati.
Dopo la mezzanotte arrivavano i produttori che avevano appena finito
di lavorare, speranzosi di rilassarsi tra uno champagne cocktail, una
bistecca da cinque dollari e un paio di bigliettoni persi alla roulette, prima di un breve sonno riposante quanto il montaggio di Vorkapich.
Anche qui Sammy era conosciuto. La gente si alzava in piedi per stringergli la mano. Sembrava che tutti sapessero che aveva fatto successo. Il telefono senza fili di Hollywood era la cosa che mi stupiva pi di tutte: quest'industria gigantesca che dava lavoro a migliaia di persone era concentrata in un posto con la psicologia sociale di un paesino. Togli i drappeggi color ciclamino, il sontuoso tappeto, il bar con gli specchi e tutti gli altri ornamenti e quel che rimane  la taverna del villaggio. Perch in nessun altro genere di locale Sammy e le sue imprese avrebbero potuto diventare cos celebri e cos in fretta.
Di quella notte non ricordo un granch tranne che Sammy continuava a ordinare champagne e perse cinquecento carte giocando a dadi (e diceva a tutti di averne perse mille) e Kit ci spieg che non era una vera perdita perch c'era un certo Veblen che diceva che uno si fa una reputazione in ragione di quanti soldi pu buttare dalla finestra pubblicamente, e io cercai di convincerla a tornare a casa con me il che mi fece rendere conto di quanto champagne doveva avere ordinato Sammy, e persi la mia paga settimanale a blackjack che  un gioco strettamente riservato agli idioti, e cominciai a vedere la faccia di Sammy che scoppiettava intorno a me come una girandola di fuoco, e
quando mi chiesi Perch corre Sammy? una voce di donna mi rispose Ma
quante volte me lo devi chiedere? ed io dissi
Mi scusi, ma non credo di conoscerla e la risposta fu Ma certo che mi conosci, sei venuto a cena a casa mia e perfino allora me lo dovette ripetere varie volte prima che mi rendessi conto che la donna tra le mie braccia era la consorte di Henry Powell Turner e che chiss come il Triangle Club era sparito e che le pareti che mi ruotavano intorno erano quelle della mia stanza a Villa Espana.
...
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Capitolo 6.
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...
Con quindici minuti di anticipo, la voce tremolante di Julian mi raggiunse dalla portineria. Mi dispiacque farlo aspettare, perch so com' quando uno  gi di morale: la minima mancanza di riguardo viene vissuta come persecuzione. Ma non volevo lasciare l'ufficio prima del dovuto, in caso passasse il produttore. In genere ci si copre a vicenda, ma di quella troietta di Pancake non potevo fidarmi.
Quando finalmente lo raggiunsi dabbasso, trovai Julian ancora pi avvilito della sera prima. E veramente gentile da parte sua... cominci.
Vediamo un po' dissi, dove andiamo a mangiare?.
Passai mentalmente in rassegna le solite possibilit.
Ti piace il cinese?.
Qualsiasi cosa, per lui andava bene qualsiasi cosa.
D'accordo dissi, c' un bel cinesino proprio dietro l'angolo.
Il ristorante cinese in genere  un ottimo posto per parlare, perch  quasi sempre vuoto e il cameriere  talmente impegnato a leggere il giornale nel retrobottega che scappa via non appena deposti i piatti
sulla tavola. E parlare risulta pi facile, se i camerieri non sono interessati alla tua conversazione.
Io ordinai uova foo yong e maiale freddo, Julian ci pens su un poco e alla fine decise di prendere le stesse cose.
Strillai appresso al cameriere di portare una bottiglia di sak. Poi aspettai che Julian cominciasse a parlare.
Palesemente a disagio, si allung verso di me, facendosi crocchiare le dita.
Guarda che ti rovini le mani lo avvertii.
Per l'imbarazzo le ritir in grembo.
Lo so, Blanche me lo dice sempre fece.
Chi  Blanche?.
Accidenti, mi dispiace moltissimo starla a seccare con questi discorsi, signor Manheim disse Julian. Ma era proprio di questo che volevo parlarle. Blanche  mia moglie. E sta per lasciarmi.
Non avevo idea che fosse sposato. Perch i poveri piccoli nebs come Julian devono sempre essere i primi a sposarsi?
Siamo sposati da tre anni continu. Blanche ed io eravamo fidanzati gi alle superiori. Siamo sempre stati pazzi l'uno dell'altra. E adesso....
La sua voce si affievol come una lontana stazione radio di cui si perde il segnale, ed io dovetti attendere che il collegamento fosse ripristinato. Adesso dice che se ne torna a New York.
Mi dispiaceva molto. Ma mi dispiaceva molto di tante altre cose, e non potevo farci niente lo stesso.
Ma lei pu obiett lui. Potrebbe parlare con il signor Glick: siete buoni amici.
Per favore Julian, pensai. Quando dici questa cosa, sorridi.
Ma questo, al momento, era chiedergli troppo. Pensai che Julian e Sammy dovevano avere pi o meno la stessa et - ventidue, ventitr anni - e verosimilmente provenivano dallo stesso genere di famiglia ebrea, dallo stesso tipo di quartiere, dalle stesse scuole; e avevano cominciato praticamente con lo stesso lavoro. E tuttavia non avrebbero potuto essere pi diversi se uno fosse nato tra gli eschimesi e l'altro fosse stato il Principe di Galles. E ce ne sono cos tanti di Julian Blumberg, a questo mondo. Ebrei senza soldi, senza grinta, senza intrighi, senza nessuna delle caratteristiche che esperti di
genetica quali Adolf Hitler, Henry Ford e Padre Coughlin
cercano di far passare per tratti razziali. Ho visto troppe di queste facce di uomini soli e spaventati ammucchiarsi nella metropolitana, o affacciarsi alla finestra di una squallida stanza, troppi ebrei nebs e poeti e sarti morti di fame e piccoli uomini della strada per poter prendere sul serio la risposta fascista alla domanda Perch Sammy corre? E allo stesso tempo, se lo stesso retroterra che ha prodotto un Sammy Glick pu darmi anche un Julian Blumberg, neanche la facile spiegazione sociologica regge. Presi mentalmente nota di approfondire l'idea di Kit secondo la quale il virus predatorio, responsabile di quell'epidemia di cui lui era ormai uno dei casi pi gravi, Sammy se l'era beccato nel corso dell'infanzia.
Sammy Glick! proruppi. Non vorrai dirmi che tua moglie e Sammy....
No, non intendevo questo rispose Julian. Ma le giuro, signor Manheim, che le cose stanno ancora peggio.
Glick non mi ha rubato la moglie, mi ha rubato la mia... la mia stessa vita.
Avrei voluto vedere rabbia nei suoi occhi, ma non ce n'era. C'erano solo lacrime.
Aspetta un momento dissi, se parli dei credits di quel soggetto, ti do pienamente ragione. Ma non vedo cosa posso farci, Julian.
Non  quello rispose. Il problema non  quel soggetto, signor Manheim.
Mi chiamo Al dissi.
Mi dispiace disse, ma quello  stato soltanto l'inizio.
Ges, se solo potessi riavere il mio lavoro all'ufficio pubblicit, e riprendere a scrivere il mio romanzo di notte.
Non riesco pi neanche a scrivere, signor Manheim.
Onestamente parlando, se avessi un po' pi di coraggio mi butterei gi da quel ponte che c' a Pasadena.
La sua voce minacciava di abbandonarlo del tutto.
Fermati un attimo dissi. Mangia finch  caldo.
Non c' cosa peggiore del cinese freddo. E comincia a raccontare dall'inizio, con calma. Se continui a ripetermi quanto sei sconvolto non concludiamo niente. Cerca di attenerti ai fatti.
Versai il sak, con il quale si bagn appena le labbra.
Quando ricominci a parlare adott un tono basso e uniforme, per evitare che la voce venisse meno.
A quanto pareva, Rosalie Goldbaum non era la sola ad aspettare una lettera di Sammy dal West. Sammy avrebbe
dovuto fare da rompighiaccio per Julian, e chiamarlo quando si sarebbe aperto un varco. Cos Julian continuava a lavorare all'ufficio pubblicit, aspettando der Tag.
Ma le sole notizie che ebbe di Sammy le lesse nella rubrica di Louella Parsons. Alla fine Blanche lo costrinse a sedersi e scrivere a Sammy una lettera lunga, lamentosa e che non ebbe risposta.
Una sera Julian torn a casa dal lavoro e trov Blanche che faceva i bagagli. Si va in vacanza? No, s va a Hollywood.
Ma Blanche! fa lui. Sammy Glick non ha ancora chiamato. Come facciamo ad andare a Hollywood?.
Blanche era piccola e snella, temprata dallo stesso quartiere operaio che su Julian non aveva sortito alcun effetto.
Siediti e mangia prima che la cena si raffreddi, Julie
disse la ragazza. Andiamo in California con una macchina di seconda mano. L'ho comprata oggi pomeriggio con parte dei soldi del soggetto. Andiamo a fare una visitina al tuo amico Glick, visto che come dici sempre sta facendo cos tanto per te.
Blanche, mi sembri furiosa. Non te la prendere con me
fa lui.
Non essere cretino adesso era furiosa sul serio. Il fatto  che ti amo, altrimenti non sarei cos incavolata a vederti prendere in giro da quel gonof di Glick, quando so che potresti essere un bravo scrittore. Adesso siediti e mangia, che poi mi aiuti a fare i bagagli.
Durante il viaggio scoppiarono le ruote, bruci un fusibile, si spacc il radiatore; una notte, mentre Blanche dormiva,
Julian fece una deviazione sbagliata di centocinquanta chilometri-, e quando arrivarono a Hollywood Sammy non voleva riceverli.
Andarono allo studio ogni giorno, per una settimana di seguito, ma Sammy era sempre fuori stanza. Non potevano andarlo a trovare a casa, perch allo studio non davano l'indirizzo.
Si misero a frequentare posti che non potevano permettersi, sperando di incontrarlo. Gli erano rimasti soltanto i soldi messi da parte per l'eventuale ritorno a casa, quando finalmente Julian riusc a farsi passare Sammy al telefono.
Con voce stridente, Sammy salt i convenevoli: Senti, shtunk, Cristo santo, ma chi  che ti ha detto di venire qui?.
Ma signor Glick, pensavo....
Pensavi un corno. Se pensavi te ne restavi a casa. Non ti ho detto che ti avrei mandato a chiamare al momento opportuno?.
S, ma non pensavo che ci volesse....
Ascolta, ragazzo mio la voce di Sammy s'era improvvisamente addolcita. Non credere che mi passo le giornate a ballare il cha cha cha. Non appena la mia situazione diventa pi stabile ti posso aiutare, ma al momento non fanno altro che pigliarmi in giro. Fece una pausa, tentando di trascinare Julian in una risata. Chi lascia la via vecchia per la nuova... eh, Julian?.
Julian pens che lo aspettavano il viaggio di ritorno, il suo schifoso lavoro e... Blanche. Signor Glick, ho promesso a Blanche che non sarei tornato a mani vuote. Ci dev'essere un modo per tirarmi dentro. Non necessariamente come sceneggiatore. Magari l'Ufficio Soggetti....
Senti, fai una cosa furba: scappa da questo posto di schifo e tornatene a New York. In ogni caso prima di settembre non hai speranze: d'estate non si batte chiodo...
poi la sua voce si fece pi rapida e tesa: E allora, amico mio, mi chiamano per una riunione. Ti mando un telegramma non appena si muove qualcosa. E adesso fai come ti dico io, da bravo. Buon viaggio. E riappese.
Non so esattamente che faccia avesse Julian a quel punto, ma la replica che vidi in quel ristorante cinese mi basta e avanza. Gli occhi cerulei erano cerchiati e arrossati, e la pelle sembrava troppo sottile per reggergli la faccia. Una faccia ipersensibile, pi che debole, caratterizzata dalla leggera curva del naso delicato.
Per alcuni giorni non ebbi nemmeno il coraggio di dire a Blanche che ci avevo parlato riprese Julian. Sapevo che cosa mi avrebbe detto, e mi sentivo gi un gran salame per conto mio. L'amore  una cosa strana, signor Manheim. Blanche non ha niente di meschino o di egoista, ma  certo che le cose tra noi due sarebbero andate molto meglio, se fossi tornato da lei con un contratto in mano.
Pass perci altre tre settimane ad andare avanti e indietro su tram e autobus, e a cercare di superare lo sbarramento alla portineria dello studio. La sua Hollywood non era l'esclusivo nghtclub dove tutti si conoscono fra loro. Impar a sue spese che di Hollywood ce n' pi d'una.
Scopr l'altro lato di Hollywood, il lato dei dieci-uomini-per-un-posto-di-lavoro, degli stagionali, il lato del
provi-a-ripassare-fra-un-mesetto. Il lato-fabbrica. Si rese conto di quanti Julian Blumberg c'erano (per i quali avevano inventato la scritta VIETATO L'ACCESSO), a fronte dei pochi Sammy Glick (che accedevano usando il sigaro come una bacchetta magica).
Buss vanamente alla porta di tutte le majors; perch gli si aprisse uno spiraglio dovette avventurarsi nella Hollywood dei poveri. Un produttore di film dal budget ridottissimo aveva acquistato un bel po' di riprese di Gli Angeli dell'inferno e Ali, e aveva bisogno di un soggetto ambientato nel mondo dell'aviazione, che prevedesse non pi di tre personaggi principali e meno interni possibili.
Julian lavor tutta la settimana, e quando il produttore gli disse che gli sembrava messo sulla strada giusta, scrisse febbrilmente per un'altra settimana, producendo un trattamento di trentacinque pagine: un piccolo melodramma a basso costo. La segretaria - e unica componente dello staff - del produttore gli disse di lasciare pure il manoscritto:
le faremo sapere. Due settimane dopo il manoscritto gli fu restituito per posta, accompagnato da una breve lettera di rifiuto.
Uno scrittore disoccupato che stava nello stesso albergo gli apr gli occhi. Julian era stato vittima di un classico trucchetto della Hollywood per i meno abbienti. Il produttore incoraggia una dozzina di aspiranti sceneggiatori a mettersi al lavoro sul suo spunto. Per due o tre settimane questi lavorano ventre a terra, ricevendo in cambio promesse che pi vaghe non si pu. Alla fine il produttore ha rimediato gratis abbastanza idee da passare all'unico sceneggiatore che ha davvero intenzione di pagare.
A questo punto Julian cap che non c'era altro da fare che rendere piena confessione a Blanche, e ripartire alla volta di New York.
Il viaggio di ritorno dur tre giorni pi del previsto, causa esaurimento della batteria e logoramento della fascia elastica dello stantuffo. Il loro budget era calcolato con tale precisione che raggiunsero l'appartamento dei genitori di Blanche nel Bronx con in tasca esattamente quarantatr centesimi.
Perci si pu immaginare la nostra sorpresa nel leggere questo telegramma continu Julian. Mia madre disse che era arrivato gi da diversi giorni. Decisi di conservarlo come souvenir della mia carriera hollywoodiana.
Fece un sorriso con la bocca, che gli occhi non riuscirono ad assecondare. A quanto pare  l'unico pezzo della collezione.
Mi pass quel foglio di carta spiegato e ripiegato troppe volte. Lo lessi, poi lo rilessi, poi lo lessi ancora. Era come sentire la voce di Sammy l, in quella stanza del ristorante.
CARO JULIAN. ANNUNZIOTI MASSIMA OCCASIONE TUA
VITA. HO LAVORO SCENEGGIATORE PER TE. ACCLUDO DENARO
PER IMMEDIATO VOLO LINEA PER HOLLYWOOD PER
TE E SIGNORA. TELEGRAFA CARICO DESTINATARIO DATA
E ORA ARRIVO. TUO AMICO
SAMMY
Fu cos che i Blumberg, appena rientrati da Hollywood nel loro macinino scassato, ci tornarono immediatamente con un volo TWA.
Sammy li aspettava all'aeroporto.
Gett le braccia al collo di Julian manco fosse suo fratello.
Cinque minuti dopo eccoli nell'auto affittata da Sammy per l'occasione.
Julian aveva il cuore in gola per l'emozione. Credeva stessero andando direttamente allo studio.
Venti minuti pi tardi si ritrov nell'appartamento di Sammy. Senza perdere un istante, Sammy fece sedere Julian, gli mise in mano un copione e gli disse di mettersi al lavoro.
Julian, ubbidiente, si mise subito a leggere, troppo concentrato per prestare attenzione ai sospetti di Blanche.
Che razza di lavoro era, fuori dallo studio? - voleva sapere la ragazza.
Un sacco di scrittori lavorano a casa disse Sammy.
Pensavo che qui dentro avremmo fatto pi in fretta. E
per dirti la verit... Julian... non sei ancora propriamente sul libro paga.
Ah fece Julian.
Non propriamente? fece Blanche.
Voglio essere chiaro con te disse Sammy. Quelli dello studio hanno sollevato dall'incarico lo scrittore con cui collaboravo, perch avevano l'impressione che avrei lavorato meglio da solo. Ma ho cos poco tempo a disposizione che da solo non ce la faccio, ragion per cui mi  sembrata un idea fantastica farti venire qui a darmi una mano. E non appena mi tiri fuori un paio di scene, per me sar un gioco da ragazzi mostrargli di cosa sei capace e procurarti un contratto. Nel frattempo puoi stare qui da me; ti faccio un prestito di ventcinque
dollari la settimana finch non sei in grado di camminare con le tue gambe.
Tutt'altra canzone di quella del telegramma. Ma almeno era un osso da gettare in pasto a Blanche.
Julian si rimbocc le maniche, e ancora non sapeva nemmeno che differenza c' tra un controcampo e una controfigura.
Rimase sveglio tutta la notte a leggere una sceneggiatura dopo l'altra per chiarirsi le idee. Al mattino era gi in grado di individuare una serie di buchi narrativi causati dalla bizzarra collaborazione tra S. Henley Forster e Sammy Glick. Ventiquattr'ore dopo essere sceso dall'aereo stava gi riscrivendo la prima scena, e durante quella settimana continu a sfornare scene su scene, lavorando diciotto ore al giorno senza fermarsi. L'idea era di scrivere una sequenza lui e una Sammy. Ma Sammy veniva continuamente risucchiato in riunioni allo studio che lo impegnavano per gran parte della giornata. Spieg comunque a Julian che non aveva smesso di tirare la carretta, perch andava avanti con la storia e creava le varie scene che dovevano susseguirsi. Nella sua testa. Tutto preso dal sacro fuoco di quei primi giorni, a Julian sembrava di non aver fatto altro che scrivere sceneggiature in tutta la sua vita. Quando Sammy leggeva il suo lavoro si limitava a dire: Questa roba sembra okay, ma Julian not che non perdeva un istante a portarla allo studio.
Blanche e Julian si concessero un giorno di vacanza, e scoprirono che Hollywood era in effetti una cittadina di provincia, disseminata di modeste casette con il loro bravo giardino. Il giorno dopo Julian avrebbe dovuto essere accolto in seno allo studio. Se ne andavano a
spasso mano nella mano, scoppiando a ridere come due ragazzini. Per la prima volta da quando erano arrivati a Hollywood si stavano godendo un po' di riposo. Con il sole ed il verde degli alberi, era buffo pensare che in effetti era inverno inoltrato. Blanche si chiedeva tutta contenta quanto ci sarebbe voluto perch il clima della California curasse la sinusite di Julian. Si informarono persino sul prezzo dell'affitto di un bungalow decorato a stucco in Orange Grove Avenue. Erano cinquanta dollari al mese, compreso un piccolo giardino attorno al bungalow, con due aranci piccoli ma fruttiferi.
Quando tornarono a casa trovarono Sammy che li stava aspettando. La sua faccia era piena di brutte notzie.
Mi dispiace, ragazzo mio disse. Purtroppo le tue scene non sono piaciute come speravo.
Lasci che Julian si macerasse un po' nella frustrazione, poi aggiunse:
Ma io non ho perduto la mia fiducia in te. E per dimostrartelo ti aumento il mio prestito settimanale di altri dieci dollari.
Julian non aveva mai guadagnato tanto, e quella cifra bastava ad affittare un appartamento in uno dei condomini oltre lo Hollywood Boulevard.
A questo punto Sammy inizi a chiamare Julian il suo
segretario. Ora Julian svolgeva il suo lavoro allo studio, e Sammy disse che per il ragazzo sarebbe stato un ottimo esercizio completare comunque la sceneggiatura, cos ci sarebbero tornati sopra insieme: Sammy gli avrebbe dato delle dritte e Julian avrebbe appreso i rudimenti del mestiere.
Finita la sceneggiatura e in attesa di un nuovo incarico, Julian decise di non stare con le mani in mano e cominci a scrivere un soggetto originale, Il Medico del Paese, pensando che questo avrebbe aiutato Sammy a perorare la sua causa. Era terrorizzato dalla possibile reazione della brutalmente sincera Blanche, ma lei lo sorprese dicendogli: Julian, mi basterebbe che tu fossi altrettanto furbo di quanto sei bravo a scrivere! Non importa quanti soldi ti danno per questo soggetto, basta che esca come di Julian Blumberg. Cos i pezzi grossi finalmente scopriranno che il mio cucciolo  uno scrittore.
A Julian scrivere veniva facile, e poi questo era proprio il suo genere di cosa, semplice e ricco di umanit: fin nel giro di una settimana. Poi pass tre giorni a domandarsi se era roba abbastanza buona da mostrarla a Sammy. Non aveva ancora deciso quando fu Sammy ad andare da lui e a dirgli: E allora, Blanche mi ha fatto leggere questo tuo soggetto. E discreto: ci sono un paio di momenti carini.
Vediamo se riesco a cavarne fuori qualcosa.
Pass qualche settimana continu Julian e sembrava che del soggetto si fosse completamente dimenticato, perci cominciai ad aiutarlo con la sua prossima sceneggiatura, visto che altro da fare non c'era. Un bel giorno Blanche legge questo su uno dei giornalini specializzati.
Mi pass un piccolo ritaglio di giornale tutto sgualcito.
Cominciavo a sentirmi in tribunale. Reperto B dissi.
Mentre leggevo mi sembrava di nuovo di vedere Sammy che correva per la
stanza: Sammy Glick concede il bis con il suo nuovo soggetto
originale, Il Medico del Paese....
Che duetto che deve essere stato, Julian che chiede spiegazioni balbettando, Sammy che contrattacca martellando:
Senti, Julie, non essere uno schlemiel per tutta la vita.
In questo momento allo studio io vado per la maggiore. Perci posso fargli mollare il doppio di quello che pagherebbero a un Julian Blumberg. Fece risuonare quel nome come se fosse una parolaccia. Ges Cristo, ma di che cosa ti vai lamentando, con i soldi che ti faccio guadagnare?.
Ma non  giusto....
Non  giusto lo dicono alla scuola dei signorini! Non  giusto... Cristo santissimo, vedi di crescere! Non siamo pi al giardino d'infanzia, siamo nel mondo reale.
Questa fu una delle osservazioni pi filosofiche mai fatte da Sammy.
Cominciavo a sentirmi come un pugile suonato che aspetta soltanto che il suo secondo getti la spugna, e Julian sembr accorgersene, perch disse: Non c' molto altro da raccontare, signor Manheim....
Dio mio, dell'altro? pensai. Se quello che mi aveva appena raccontato fosse stato presentato come letteratura, lo avrei interrotto gi da dieci minuti per dirgli che queste esagerazioni non erano credibili. Ma si capiva benissimo che Julian stava dicendo la verit. 
strano che uno scrittore dotato come Julian possa essere cos stupido
da non essere in grado di dire nient'altro che la verit. Gli credevo
perch la verit non  mai difficile da riconoscere. Niente  cos noioso e ripetitivo e miserando e ridicolo come la verit.
Avr notato che ieri sera dopo l'anteprima ero un po' sottosopra. Il fatto  che quel film  stato davvero il pi grande shock della mia vita, signor Manheim.
Come si sentirebbe lei se andasse a vedere un film e all'improvviso si rendesse conto che  pieno di scene scritte da lei?.
Oh Dio, pensai, sto per esplodere. Sammy Glick  una bomba a orologeria nel mio cervello e da un momento all'altro scoppia e mi riduce a brandelli.
Tutto quanto il film stava dicendo Julian. Tutte quelle scene che pensavo di avere scritto tanto per impratichirmi erano l sullo schermo... tutte mie: ogni battuta era mia. Lo sa cosa avrei voluto fare, signor Manheim? Avrei voluto saltare l in mezzo e mettermi a gridare. Avrei voluto gridare che l'unica riga di Rapimento d'amore scritta da Glick era quella che diceva
di Sammy Glick. Avrei voluto dire a tutti quanti che adesso sapevo perch mi aveva fatto venire quaggi in fretta e furia: perch una volta che era riuscito a far buttare fuori l'altro sceneggiatore sapeva di non potere scrivere il film da solo. Non osava.
Perch non lo hai fatto? dissi. Certo, ti avrebbero ricoverato d'urgenza al reparto psichiatrico, ma ne sarebbe valsa la pena.
Stavo male disse Julian. Nel senso letterale dell'espressione: ho vomitato alla toilette. Quando sono riemerso Blanche mi ha imposto di
chiedere immediatamente spiegazioni a Sammy. Ho visto Blanche
arrabbiata, ma come ieri sera mai. Io pensavo fosse meglio aspettare fino a stamattina. Ma lei ha detto che o ci parlavo subito oppure andava a fare i bagagli e se ne tornava a casa. Blanche  fatta cos, signor Manheim.
A guardarla sembrerebbe soltanto una brava, fragile ragazza ebrea. Ma....
Dunque hai dovuto parlare a Sammy ieri sera? lo interruppi.
Sono riuscito ad avvicinarlo all'uscita disse Julian tristissimo.
Sammy, devi ascoltarmi! Come hai potuto farmi questo, Sammy? Mi hai detto che le mie scene non erano piaciute e invece le hanno girate....
Sammy continuava a guardarsi intorno, finch non ebbe avvistato il gruppetto intorno a Sidney Fineman.
Non voglio parlarne qui.
Ma Sammy, non posso andare avanti cos. Blanche....
Ho detto chiudi il becco.
Poi aggiunse: Grazie milk. Sono lieto che le sia piaciuto.
Julian vide che un gentiluomo dai capelli bianchi con una faccia rosea e sorridente li stava raggiungendo. Questi mise il braccio intorno alle spalle di Sammy con un gesto di affetto paterno.
A quanto pare abbiamo per le mani un successone, figlio mio disse. E tutti dicono un gran bene della sceneggiatura.
Grazie, signor Fineman. Julian, credo che tu sappia gi chi  questo signore... Sidney Fineman?.
Lietissimo di conoscerla disse Julian.
Fortunatissimo disse Fineman. A Julian sembrava cordiale e allo stesso tempo con ben altri pensieri per la testa. Le  piaciuto il
film?. Non era una domanda, ma l'equivalente del superficiale Come sta? rivolto a un conoscente in mezzo alla strada. E richiedeva che la risposta fosse Bene grazie.
Ci fu un momento di silenzio. Julian esitava. Si chiedeva se Blanche lo stesse guardando. Ripeteva a se stesso quello che avrebbe dovuto dire. Fineman aspettava. Sammy lo stava fissando come il prepotente della classe i cui occhi dicono Ci vediamo fuori.
Mi  piaciuto molto disse Julian.
Bene disse Fineman. Ci sono un paio di cose di cui vorrei discutere con te, Sammy. Vuole scusarci?.
E lo lasciarono l, in piedi sull'ingresso e non sapeva che cosa fare finch non scorse in mezzo alla folla l'amico di Sammy, Al Manheim. E perfino a questo punto, se Blanche non avesse insistito Julian non si sarebbe fatto riconoscere e non gli avrebbe raccontato tutta la storia.
E Dio solo sa se non me l'hai raccontata tutta dissi.
E come mai hai avuto un'altra discussione con la tua signora?.
Questa  la parte che non le ho raccontato disse.
Quello che  successo stamattina.
Oi wehl dissi.
Vede, questa mattina alle otto e mezza Sammy  venuto a trovarmi.
Mi ricordai di un'altra volta in cui Sammy si era alzato
alle prime luci dell'alba dopo un party durato tutta la notte perch aveva un appuntamento con Julian, lasciandomi nel suo appartamento a rimuginare sulla mia acredine e sull'improvviso riaccendersi del suo interesse per Julian.
Ha fatto la parte dell'amicone. Ha detto che rimane
convinto del fatto che i nostri destini sono strettamente legati e che intende aumentarmi il prestito a cinquanta la settimana. Ha detto che ha appena venduto al signor Collier un soggetto intitolato Monsone senza avere scritto niente. Ma la prossima volta che lo vede deve avere qualcosa nero su bianco, e pensa che potremmo buttarlo gi insieme nel weekend. Ah, s... poi ha detto che in questo posto ci sono un sacco di ghost writer, di scrittori fantasma che fanno pi soldi di tanti ben noti sceneggiatori di B movies. L'idea non mi fa impazzire, ma cinquanta carte sono cinquanta carte, e cos  riuscito a farmi promettere che oggi pomeriggio alle tre sarei passato dal suo ufficio a dargli una risposta.
L'ho detto a Blanche e lei  diventata una furia.
Le ho detto che con cinquanta carte la settimana potremmo affittare quel cottage a Orange Grove che ci piace tanto. Avrebbe dovuto sentirla.
Al diavolo te e il cottage! Tanto vale che io vada a battere il marciapiede. E quello che ti vuole far fare questo tuo grande amico  anche peggio. Mi sembra di vivere con un fantasma. Guardati, ormai hai pure l'aspetto di un fantasma, sei pallido e stai dimagrendo e balbetti pi che mai.
Questa proposta fa schifo. Vuoi passare un altro quarto
d'ora come ieri sera? Vale la pena di vomitare la cena nel gabinetto per cinquanta dollari?.
La prossima volta non la prender cos male disse Julian.
Adesso almeno so che cosa sono. Sono un ghost writer, e intanto....
E intanto disse Blanche con una voce che fece venire i brividi a Julian se tu lasci che lui ti shmeikle in questo modo, io sar a New York. Prendo la corriera stanotte.
Il cameriere venne a portar via i piatti.
Non hai mangiato nulla dissi.
Non ho fame disse. Non ce la faccio a mangiare.
Mi accorsi che anch'io non avevo quasi toccato cibo.
Mi aiuter... disse, Al?.
Ci prover dissi.
Ho pensato che visto che siete amici... inizi a dire.
Prendi questo nichelino dissi. Chiama Blanche.
Dille che aveva ragione. Dille che qualsiasi cosa succeda voi due resterete insieme. E dille che qualcuno che non ha mai visto ma che la conosce molto bene le invia i suoi omaggi.
Poi chiamai Pancake, del quale non ero riuscito a liberarmi nonostante le istruzioni di Sammy, e gli dissi che quel pomeriggio non potevo assolutamente recarmi allo studio. Mi rendevo conto che questo equivaleva a concedergli licenza di calcio nel mio posteriore, ma se uno non  padrone di impiegare un'ora per dare una mano a un tizio che ha problemi seri, allora inizi a domandarti
che cosa stai dando via il culo a fare. E altre domande non meno penetranti.
La penna della segretaria era sospesa a mezz'aria sul blocchetto dei lasciapassare. Il signor Glick. Chi devo dire?.
Dato che Sammy aspettava la visita di Julian c'erano ottime probabilit che con me si facesse negare. Mio malgrado, dovetti immaginare che cosa avrebbe fatto Sammy nella mia situazione.
Il signor Blumberg risposi.
Giunto in prossimit della sua porta rallentai, perch ero spaventato. Stavo per fare la cosa che meno mi piace al mondo. Evitare i conflitti era sempre stata la mia ossessione. Se proprio ci ero costretto, quantomeno dovevo avere la massima stima delle parti in causa. Per favore, mi spieghi chi te l'ha fatto fare? dicevo a me stesso. Ma chi sei, la coscienza di Sammy Glick? Forse s, forse lo ero. Mentre giravo la maniglia della porta pensai che la scusa pi credibile che potevo raccontarmi per la mia frequentazione di Sammy Glick era che io ero una specie di pronto soccorso, di reparto di rianimazione delle vittime che quel pirata della strada si lasciava alle spalle nella sua corsa.
Quando mi vide mi fece un vacuo Ciao-Al, cerc Julian con lo sguardo, mi rivolse la domanda con gli occhi e cominci a capire che qualcosa non andava.
Il tuo collaboratore non verr dissi. Sta andando da sua moglie. Per dirle che non deve lasciarlo.
Perch tu gli prometterai che il prossimo film che
scrive non solo sar remunerato, ma uscir con il suo nome.
Il modo in cui Sammy mi guardava era sempre interessante, ma stavolta super se stesso. Non ho mai visto un gangster condannarmi a morte con lo sguardo, ma quel giorno ho visto l'iride di Sammy dirmi che non solo non eravamo amici ma che non sapeva nemmeno chi fossi. Le sue pupille si contrassero e si indurirono fino a sembrare due proiettili pronti ad essere esplosi.
Non ti basta essere Lupetto dei Boy Scout? Vuoi pure la Coccarda?.
Il Sammy Glick che mi aveva accolto a Hollywood era un bign alla panna, a confronto di quello con cui adesso mi trovavo chiuso in gabbia. I vent'anni non li aveva passati da molto, ma della sua giovent non era rimasto niente. I piccoli coltelli dell'ambizione avevano gi cominciato a tracciare delle rughe nella sua faccia e il modo in cui si ingobbiva sul suo sigaro sapeva parecchio di mezz'et.
Sammy dissi, di questo passo morirai di vecchiaia prima dei trent'anni.
Mi si venne a piantare cos vicino che istintivamente arretrai. La sua voce mi sputava in faccia. Senti, figlio di rabbino che non sei altro. Se ho voglia di ascoltare un sermone non mi interessano i dilettanti, compro il biglietto per i grandi, Wise o Magnin.
Per ridurlo a pi miti consigli tirai fuori di tutto: l'adulazione, la nostalgia, la fratellanza umana, la solidariet fra ex giornalisti, e,
come carta della disperazione, la necessit che gli ebrei si aiutassero tra loro per autodifesa.
Questa grande stronzata degli ebrei con me non attacca
disse Sammy. Che cosa hanno mai fatto gli ebrei per me? A parte farmi spaccare il cranio da ragazzo.
Perch Sammy corre? L'infanzia, aveva detto Kit, la chiave  nell'infanzia.
Per un istante soltanto Sammy mi stacc gli occhi di dosso, e provai sollievo. Ora sembrava passarmi attraverso con lo sguardo, pensieroso, tanto pensieroso quanto pu esserlo un corridore della vita come Sammy.
Ebrei disse, amaramente e distrattamente.
Ebrei ripet, pronto per un assalto all'arma bianca.
Non disse altro, ma io sapevo che intendeva dire molto di pi. Stava esprimendo il suo odio e la sua paura e il suo furore nei confronti di qualsiasi cosa avesse interrotto o volesse interrompere la sua corsa.
Ora mi girava intorno impaziente. Lascia che ti dica qualcosa per il tuo bene disse. Vuoi sapere perch non hai successo, qui a Hollywood? Perch, perdio, sei troppo preso dai fatti degli altri. Da ragazzo mi sentivo defraudato, perch non potevo andare al college e giocare nella squadra di basket. Ed ero veramente bravo a giocare a basket. Ma quando ti sto a sentire, mi convinco che  stata una fortuna non farmi confondere le idee con tutte quelle stronzate. Adesso forse non conosco tante belle parole, ma conosco la vita, Ges Cristo... Prendiamo Darwin, per esempio. Non ho bisogno di leggere nessun libro per sapere tutto sulla sopravvivenza del pi adatto.
Mi sentivo di schifo. Ci trovavamo nella stessa stanza, ma non c'era modo di comunicare. Capivo di avere combinato un casino, riuscendo soltanto a convincerlo che ero un pazzo. E nemmeno un pazzo pericoloso...
Per giunta Sammy era convinto di stare facendo il massimo sforzo per trattarmi gentilmente. E lo stava facendo davvero, per quello che era il suo modo di vedere le cose, quel suo folle accecante modo di vedere le cose.
Che vuol dire il pi adatto? obiettai. Chi  pi adatto a scrivere sceneggiature, tu o Julian?.
La sua mano si strinse intorno al sigaro, la sua voce intorno alle sue parole.
Ascolta, amico mio, ti conviene uscire subito da questa stanza. Perch  possibile che un domani io mi trovi nella posizione di poter fare qualcosa per te. E quel giorno non voglio dovermi ricordare la figura da cretino che stai facendo.
Non me ne vado finch non si provvede per Julian
dissi.
Questa affermazione non risult eroica come suona sulla carta, perch la mia voce non fu pari alla bisogna.
Non fu la paura a soffocarla, ma un enorme senso di inadeguatezza.
Queste difficolt Sammy non le conosceva. La sua voce era sostenuta da tutto il suo corpo. Persino nel silenzio generale, lui strillava come se dovesse farsi sentire in mezzo a una folla.
Puoi dire a Julian da parte mia fece, che se non gli stanno bene i
cinquanta dollari  padrone di cagare nel cappello, metterselo in
testa e dire che sono i suoi riccioli d'oro.
Pensai che anche quella frase aveva il suo ghost writer, perch l'avevo gi sentita per la strada a New York. Ma Sammy la diceva tremendamente bene.
Dissi tutti i tipi di parolacce che riuscii a ricordarmi, la maggior parte nel corridoio, dopo essere uscito sbattendo la porta. Rimasi l, cercando di capire che cosa potevo fare. Non so se prima pensai a Kit e dopo vidi il suo nome sulla porta di fronte o viceversa. Probabilmente l'impulso segu lo stimolo cos rapidamente da sembrare un'ispirazione celeste. Non so perch non avevo pensato a Kit prima. A modo suo, sapeva essere altrettanto dura di Sammy. Proprio quelle caratteristiche che mi rendevano perplesso nei suoi confronti erano quelle che meglio potevano servire la causa di Julian.
La segretaria mi disse che le dispiaceva molto, ma Miss Sargent aveva lasciato detto di non fare entrare nessuno quel pomeriggio, e di non passarle neppure le telefonate.
Dissi che era un'emergenza, e dovetti essere abbastanza convincente, perch la segretaria chiese: 
una questione di vita o di morte?.
Di entrambe risposi.
Questo sembr sufficiente a metterla in azione. Un momento dopo la porta dell'ufficio interno si apr e apparve Kit, in pantaloni di sartoria, con una matita infilata nei capelli e niente trucco.
Scusa per il filtro, ma se lascio la porta aperta qui dentro diventa un salotto mondano.
Ci stringemmo la mano ed entrammo nel suo ufficio.
Era pieno di fumo e sembrava decisamente vissuto. La scrivania era ricoperta di fogli dattiloscritti, e la stenografa era ancora intenta a scrivere sul suo taccuino.
Mentre noi parliamo potresti cominciare a battere a macchina quest'ultima scena, Ellen disse Kit alla steno.
Tra un quarto d'ora sono di nuovo tua.
Mi disse di sedermi sul sof.
Non seccarti se rimango in piedi disse.  tutto il giorno che vado avanti e indietro, e non posso fermarmi adesso. Mi sento come Charlie Chaplin che continua a ripetere quei gesti dopo che  uscito dalla fabbrica in Tempi Moderni.
Mim la gag di cui sopra.
Le chiesi a che cosa stava lavorando.
A qualcosa di decoroso, una volta tanto disse.
Aurora di Gloria, un soggetto sulla giovinezza di Thomas Jefferson. Ti confesso che ho una passione segreta per Tom.  dal giorno che sono arrivata che sto dietro a questi qui per fargli fare un film su Jefferson, ma non erano convinti per via del mercato britannico. Poi mi  venuta l'illuminazione di prendere una stella inglese, tipo Leslie Howard. Quindi a questo punto la cosa si dovrebbe fare, sempre se - a Dio piacendo - riesco a tirare fuori il soggetto.
Diede uno sguardo all'orologio, e cambi subito tono.
Ma non  di questo che dobbiamo discutere disse,
perci ti cedo la parola. Anche perch tra un quarto d'ora dovr buttarti fuori sul serio.
Mentre parlavo continu ad andare avanti e indietro.
Volevo vedere come avrebbe reagito alla scioccante rivelazione, ma il suo unico commento fu: Mi domandavo chi scrivesse le cose di Sammy. Quel Blumberg sembra abbastanza triste da essere un vero umorista.
Ho finito adesso di parlare con Sammy dissi.
Niente da fare.
Tu sei troppo un bravo ragazzo per concludere qualcosa a questo mondo disse lei. Con quello l ci vuole una cinica stronza come me....
Non dico questo protestai.
Lo so che non lo dici. Lo pensi soltanto.
Mi sorrise come se stesse per scoppiare a ridere, poi si ricord di avere fretta. Quanto tempo ho per fare un uomo onesto del signor Blumberg?.
Da un momento all'altro Blanche lo pianter, in quanto caso disperato risposi. Ce la fai a parlare con Sammy oggi pomeriggio?.
Mi dispiace, la mia regola  che niente deve interferire nel mio lavoro disse. Non rispondo neanche alle chiamate del sindacato. L'unico modo di andare avanti in questo posto  fare una cosa alla volta.
Mi sembra di ascoltare Sammy osservai.
Una piccola dose di Glick ci farebbe bene a tutti quanti, disse. Vide la mia faccia, e sorrise. Una piccolissima dose, lo so.
Magari ti chiamo a casa domani dissi. Mi dai il tuo numero?.
Domani  troppo presto disse lei. La missione 
difficile. Di' a Blanche di darsi una calmata e aspettare un poco. Ti telefono io quando la cosa si risolve.
Mi accompagn alla porta senza gli imbarazzanti convenevoli di rito, avvert Ellen che era pronta e ci stringemmo nuovamente la mano.
Arrivederci, Al disse. Scusami per la fretta. Non perderci il sonno, per questa storia di Julian.
Un attimo dopo si era chiusa la porta alle spalle, e aveva ripreso a dettare con voce rapida e bassa.
Aiutai Julian a convincere Blanche a disfare i bagagli, poi ritornai alle mie guerre con Pancake.
Kit non si fece sentire per dieci giorni. Ma quando finalmente chiam, disse: Prega quella verginella del tuo geniale amico di presentarsi allo studio domani mattina alle nove, pronto a togliersi il cappotto, appendere le sue inibizioni dietro la porta e mettersi al lavoro.
Come hai fatto? Hai dovuto promettere di sposarlo?.
Non dire cose assurde ribatt lei. Sammy  soltanto infatuato, e nutre un certo rispetto nei miei confronti.
La carta del matrimonio se la giocher quando trova una con i soldi.
E Julian avr un vero contratto? chiesi. Sar pagato bene? E non dovr lavorare come se fosse un apprendista della Carboneria?.
Cento dollari alla settimana rispose lei. Niente contratto,  un incarico che si rinnova di settimana in settimana; ma non importa, perch far coppia con Sammy. Il contratto di Sammy  stato prolungato
di un altro anno, e qualcosa mi dice che gli converr avere Julian a portata di mano.
Cento carte la settimana! esclamai. Niente male.
Anche se Sammy prende tre o quattro volte tanto.
Se la millanteria adesso viene pagata soltanto quattro volte il talento, vuol dire che la quotazione del talento sta salendo replic lei.
Mi sa che hai ragione dissi. Sar pur sempre un piccolo miracolo poter leggere sullo schermo di Sammy Glick e Julian Blumberg. Come ci sei riuscita?.
La Gilda difende gli scrittori da tutte le forme di sfruttamento disse lei. Non solo da parte dei datori di lavoro, ma anche da parte di altri scrittori.
Questi sono nobili sentimenti commentai. Ma da quando in qua interessano a Sammy?.
Da quando gli ho assicurato che alla prossima riunione plenaria Julian avrebbe chiesto la parola e rivelato tutto quanto. Uno dei capisaldi del nostro programma  farla finita con i ghost writer, gli scrittori fantasma.
I fantasmi stanno peggio dei morti.
S, ma la Gilda non  riconosciuta, giusto? obiettai.
Non avete alcun potere. Perci a che cosa servirebbe questa rivelazione?.
Hollywood  fatta di mezza dozzina di studios e di mezza dozzina di ristoranti disse lei. E come probabilmente sai gi, gli scrittori sono tipi loquaci. E se seicento scrittori cominciano a parlare della stessa cosa....
Capisco dissi.
Ha capito anche Sammy disse lei.
Dissi che mi sembrava strano che lei mettesse Sammy con le spalle al muro, dopo che solo una settimana prima aveva espresso comprensione nei suoi confronti.
Sarebbe come dire che siccome conosco la causa di una certa malattia e mi dispiace per l'ammalato, allora non lo devo mettere in quarantena disse lei.
Pensai che quello cui stava a cuore Julian ero io, ma quella che lo aveva beneficato era Kit.
E va bene, hai ragione tu dissi.
Iscriviti alla Gilda allora. Mi sembra che dopo questa dimostrazione a domicilio....
Non ho niente contro la Gilda. Ma, come dire, mi sa che sono un individualista.
Anche Al Smith lo  ribatt lei, e fa parte di qualsiasi cosa, dai Grand Street Boys alla Lega della Libert.
Pancake sostiene che gli sceneggiatori non dovrebbero formare una Gilda, perch non sono impiegati.
E per caso non ha detto che cosa sono, invece?.
Artisti.
Vallo a dire ai produttori disse lei scoppiando a ridere.
Quando ci vediamo? dissi.
Ti do un colpo di telefono prima della prossima riunione della Gilda disse lei. Magari ci possiamo andare insieme.
Ges protestai, ma qui mi capitano tutte mercenarie!.
Lei rise. Ci sar un motivo se siamo tutte mercenarie.
Bene, ti ringrazio moltissimo per avere dato una mano al ragazzo dissi.  stato veramente carino da parte tua.
Non parliamone pi disse. Quel tono di voce un po' mi faceva sentire stupido e un po' mi irritava. La Gilda  sempre al vostro servizio. Ci vediamo, Al.
Non appena riappese, feci il numero di Julian per annunziargli la lieta novella.
Julian? dissi.
Ciao, tesoro mio, perch non vieni anche tu a brindare al futuro della coppia di autori al cui confronto Hecht e MacArthur sono due principianti?.
Che ci fai l?.
Sono venuto da Julie per dirgli che ho deciso di dargli la sua grande occasione rispose Sammy. Da adesso in poi sar il mio collaboratore. Dovresti vederlo,  contento da morire.
Vacci piano dissi. Prima o poi ti rovina, questa tua generosit.
Dopo avergli detto che avevo troppo da fare per andare a cena con loro (Sammy li stava portando a festeggiare al La Maze), me ne andai alla Barney's Beanery, dove ascoltai un duetto del vaudeville che una volta era famoso cantare canzoni che una volta erano famose per poi fare il giro del locale col cappello in mano e cercai di annegare il mio disgusto per l'improvvisa filantropia di Sammy nella zuppa di cipolle di Barney.
...
.
...
Capitolo 7.
...
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...
Nei mesi che seguirono Sammy ebbe scarse possibilit di turbare i miei sogni, perch lo studio aveva indetto una delle periodiche crociate volte all'abbattimento delle spese generali; il che si traduceva nel tagliare la paga delle stenografe, seguito dal tentativo di licenziare qualche pesce piccolo tra gli sceneggiatori: ad esempio me, che perci lavoravo come un pazzo per salvarmi. Il Megaphone aveva etichettato la mia opera prima come un discreto melodramma, e nonostante avessi rifiutato la pubblicit a pagamento, ci sembrava concedere il beneficio del dubbio.
La situazione era cos tesa che avevo i nervi a fior di pelle ogni volta che arrivava una circolare, per paura che si trattasse della notifica del mio licenziamento.
Kit mi chiamava due o tre volte al mese, ma non c'era niente di cui fregarsi le mani, perch era sempre per parlare della sua stramaledetta Gilda. Io avevo la tessera in tasca, ma non l'avevo ancora firmata. L'avevo fatta incavolare di brutto dicendole che mi piacevano un sacco di persone, ma mi piacevano una alla volta, non tutte ammassate insieme.
Come avrete gi immaginato, alla fine abboccai. Partecipai a una riunione di cinque ore, seduto insieme ad
altre tre o quattrocento persone in una palestra scarsamente areata, senza nemmeno la consolazione di stare seduto accanto a Kit, perch lei doveva stare sul palco.
La mia sensazione era che se la Gilda aveva una qualche funzione a Hollywood, doveva ancora scoprire qual era. Gli scrittori mal pagati volevano che la Gilda diventasse un vero e proprio sindacato, mentre i tizi da cinquecento dollari la settimana lamentavano la mancanza di una sede sociale tipo Club degli Scrittori, dove fare salotto e potersi conoscere meglio tra di loro.
Infine i grandi nomi da duemilacinquecento dollari a settimana volevano in sostanza avere pi voce in capitolo in sede di produzione, e facevano discorsi belli, coraggiosi e astratti sulle possibilit del mezzo filmico e la dignit della scrittura cinematografica. La situazione mi fece pensare ad un bruco separato in vari tronconi, che brancolano invano l'uno alla ricerca dell'altro.
Quando, sei settimane dopo, Kit telefon di nuovo, dissi subito: Non dirmelo, fammi indovinare: un'altra riunione?.
Lei disse: La situazione si  fatta complicata. Chi critica la Gilda perch  un po' troppo come un sindacato, chi perch lo  troppo poco.
Io dissi che di sorbirmi una riunione non me la sentivo, lei propose di vederci da Musso alle sette, cos da poter arrivare alla riunione verso le otto e mezzo. Kit aveva invitato anche Sammy, ma al momento di sederci al nostro tavolo il capocameriere ci inform che il nostro amico si scusava ma era trattenuto in una riunione su Monsone con Frank Collier.
Come se la cava Sammy? chiesi.
Era dai tempi dell'ascesa di Irvin Thalberg che non si vedeva niente di simile rispose lei. Ma lui  molto scontento.
Mi si spezza il cuore dissi.
Lui e Julian possono continuare a fare successo ancora per un sacco di tempo, e penso che se si mettesse a risparmiare potrebbe andare in pensione prima dei trent'anni. Ma per lui questo non  abbastanza.
Non pu fermarsi qui. Il solo fatto di essere automaticamente associato a Julian lo sta facendo diventare pazzo.
Dove vuole arrivare?.
Proprio questa  la sua croce rispose lei. Pensa che l'appagamento sia sempre dietro il prossimo angolo.
Come un levriero dietro alla lepre meccanica.
Questa  buona dissi. Me la devo ricordare.
Un levriero ribad lei. Mi ci ha sempre fatto pensare, sin dal momento in cui  venuto a fare campagna elettorale per Merriam.
Che cosa buffa, anche a me ha sempre fatto pensare ad un animale. Un furetto, per.
Sar che tu sei un uomo e io sono una donna? fece lei disinvolta.
Tu pensi come un uomo pi di qualsiasi altra donna abbia mai conosciuto. E pi della maggior parte degli uomini.
Se questo  inteso come un complimento sei un pazzo
disse lei. Quando scoprite che una donna pensa, riuscite a spiegare questo fenomeno solo dicendo che
pensa come un maschio. Tu proprio non mi conosci, Al. Diavolo se sono femminile....
Mi sa che per riuscire a conoscerti ci vorrebbe una riunione della Gilda ogni sera dissi.
A proposito...  meglio che ci avviamo disse lei.
Tentai di pagare il conto, ma lei fu pi svelta. Le dissi che non mi andava l'idea di farmi offrire la cena da una donna, ma questa mia difesa delle vecchie maniere parve divertirla e basta.
Ma perch dovresti pagare tu? disse. Ti ho invitato io, no?.
Alla riunione della Gilda la tensione si fece palpabile quando il presidente cominci a parlare della necessit di condurre una politica delle alleanze nell'ambito della lotta per il riconoscimento: logica voleva che il prossimo passo fosse l'affiliazione alla Societ degli Autori d'America.
Fino a quel momento i membri della Gilda si erano raccontati di essere una grande famiglia felice. Ma adesso in sala c'erano distinti signori arrabbiatissimi, che gridavano per farsi sentire prima che il presidente avesse finito di parlare. La loro rabbia mi sembrava incomprensibile.
Nemmeno il presidente avesse proposto l'affiliazione all'Internazionale Comunista, invece che alla conservatrice Societ degli Autori. Dobbiamo rimanere un'organizzazione di Hollywood, strillavano.
Non dobbiamo farci strumentalizzare da nessuno.
Non vogliamo essere comandati dai gangster dell'Est e dai Rossi.
Uno degli attacchi pi violenti contro la proposta dell'affiliazione venne da un tizio panciuto, con una faccia panciuta. Riconobbi Harold Godfrey Wilson, segnalatomi da Sammy la prima volta che eravamo andati insieme al Vendme. Il presidente si era limitato a proporre che la Gilda valutasse i pr e i contro dell'affiliazione alla Societ degli Autori. Ma ci sembrava far rischiare al signor Wilson un colpo apoplettico. Wilson cominci a raccontare la storia della sua vita, arrivo a Hollywood nei primi anni Venti, lavoro come comparsa, poi come inventore di gag, fino all'attuale status di firma di spicco dell'industria cinematografica, e adesso, per Dio, non sarebbero stati quattro snob di Broadway, che guardano Hollywood dall'alto in basso, a sedersi a tavola all'Algonquin e a dire a lui che cosa doveva fare e che cosa non doveva fare.
Non riuscii ad ascoltare un granch della replica di Kit, perch pi o meno in quel momento arriv Sammy, cappotto di cammello e foulard giallo d'ordinanza.
Si ferm un attimo sulla soglia, poi, avvistatomi, si accomod sulla sedia che mi aveva pregato di tenergli occupata.
La sedia di fronte alla sua era libera, e lui la gir verso di s e ci mise i piedi sopra. Non potei fare a meno di notare le scarpe. Nuove anche stavolta. Un modello che non avevo mai visto prima, senza lacci.
Fattene un paio pure tu, Al disse. Cromwell. Qui non si trovano, ma puoi comunicar loro le tue misure e fartele spedire da New York. Io ne prendo due paia l'anno.
Gli feci cenno che Kit stava parlando dal palco.
Finch la Gilda rimane un'organizzazione democratica
stava dicendo, non ci sono divergenze di cui non si possa discutere tutti insieme. E continueremo ad essere un'organizzazione democratica soltanto fino a quando rimaniamo tutti uniti; non possiamo accettare n allarmismi n facili scorciatoie.
Sembrava aver colto gli umori della sala, perch il suo appello all'unit ricevette l'applauso pi caloroso della serata.
Kit  la nostra Giovanna d'Arco, a quanto pare
dissi.
Sammy si guard intorno, scarsamente animato dall'amore fraterno. Certo disse, sa come prenderli.
Ma sono soltanto una massa di pecoroni. Basta fare bu
all'improvviso e li vedi correre fuori di qui manco ci fosse un incendio.
Con un paio di Cromwell in testa al gruppo puntualizzai.
Fino a quel momento, con tutto il rispetto per le intenzioni di Kit, e nonostante io ritenga che in generale i sindacati siano un bene, questa idea di organizzare gli sceneggiatori non mi era sembrata granch. Ma adesso ero pronto a difenderla. Penso che se Sammy si fosse espresso in favore del Paradiso, mi sarei lanciato in un'apologia dell'inferno.
Il giorno del mio licenziamento dallo studio mi sentivo cos gi che decisi che dovevo vedere Kit. Chi rispose al telefono di casa sua mi disse che si trovava dal
signor Glick, e quando il Nippo di Sammy mi inform che il signore era andato a Palm Springs per il weekend mi sentii ancora pi gi. Chiamai Billie.
Non avevo mai visto la parte vecchia di Los Angeles, perci ce ne andammo a Olivera Street, il mercato pieno di bancarelle per i turisti che oramai  tutto quello che rimane della citt spagnola, dove le orchestrine di marimba suonano motivi allegri e malinconici, i tamales si vendono come hot-dog e ti sembra che tutti i messicani del mondo si siano dati convegno per venderti souvenir.
Sembrava un po' troppo un set per riuscire a mettermi allegria, ma un paio di bicchierini di tequila diedero una svolta alla serata. Billie, che sembrava innamorata di tutti gli uomini nessuno escluso, si impegn a insegnarmi la rumba, poi decise di adoperare il suo limitato spagnolo con il cameriere, e dopo essermi bruciato lo stomaco a colpi
di enchiladas e il cervello a colpi di tequila
eccomi che le prendevo la mano e dicevo:
Billie, Billie, ascoltami Billie, mi ami?.
Ma certo, tesoro rise lei. Sei carino quando sei ubriaco.
Non sono ubriaco, Billie protestai. Sono consapevole di tutto quello che sto dicendo. Se non ci credi ti ripeto parola per parola tutto quello che abbiamo detto dal momento che ci siamo seduti. Okay. Quindi non sono ubriaco. Sono soltanto serio, questo  tutto.
Io ti amo Billie, seriamente, e se non mi credi ti chiamo domani e ti dico la stessa cosa da sobrio.
Non essere serio, tesoro disse lei. L'amore  molto pi bello se non  serio.
Ma per Dio, io ti amo, dissi ad alta voce. Voglio sposarti.
Nell'allungare la mia mano sulle sue per rendere il tutto pi convincente, rovesciai il mio bicchiere mezzo pieno.
Guarda qui, dissi ridendo mentre il liquido denso allagava lentamente il tavolo. Sembra lava. Ecco perch sento caldo. Sto bevendo lava.
Sei innamorato, Al disse lei. Sei innamorato di qualcuno, questo  certo.
Che vuoi dire? feci. Che significa innamorato di qualcuno?.
 strano, ma ogni volta che un tizio prende e decide che vuole sposarmi, capisco che  innamorato di qualcuno.
Come fa a saperne tanto sull'amore, mi chiedevo. Magari non scriver mai un libro sull'argomento, ma dal punto di vista strettamente fisico, strettamente spirituale, strettamente romantico, strettamente psicologico, ne sa pi di Havelock Ellis e Bertrand Russell messi assieme.
Io non sono innamorato di nessuno dissi. Ma se fossi innamorato di qualcuno lo sarei di te. Perch sei... sei all'antica. Magari non te ne rendi conto, ma sei il modello millenovecentotrentasei della
ragazza all'antica... il modello millenovecentotrentasesso e scoppiai a ridere.
Mmmm, un tango... fece lei con tutto il corpo.
Io passo dissi. Vai pure, Billie, ti sarei soltanto d'impaccio. Resto seduto e guardo.
Pi tardi, una voce dietro le mie spalle disse: Al, dovresti pagare il conto. Stanno chiudendo.
Dio mio dissi, Billie, mi hai spaventato. Ges, stavo dormendo. Devo aver dormito per ore!.
Abbiamo finito di ballare un secondo fa disse.
Avevi appena iniziato a chiudere gli occhi.
Eppure stavo sognando dissi. E sai che cosa?
Sammy Glick. Si stava arrampicando lungo una fune e io lo inseguivo, solo che la fune non sembrava essere legata a qualcosa... era come sospesa in aria. E
quando pareva che stesse arrivando alla fine, ecco che si allungava ancora. E poi cadevo....
Il conto, senor disse il cameriere con voce indulgente ma allo stesso tempo desiderosa di andarsene a casa.
Mentre aspettavo il resto, chiesi a Billie: Non ricordo di avertelo mai chiesto prima. Lo sai perch Sammy corre?.
Billie mi guard spiazzata. Non sapeva se doveva rispondermi sul serio o solo assecondarmi.
Non ti preoccupare, non devi rispondere subito dissi.
Io mi ci rompo il capo da anni.
E adesso lo sai? chiese lei.
Certo che no. Ma ci sto lavorando. A poco a poco...
Lo sai che ci vorrebbe? Una borsa di studio della Fondazione Carnegie. Cos mi farei aiutare da un'intera quipe di ricercatori. Perch  un compito immane, Billie. Quando scopriremo perch Sammy corre sar un gran giorno per l'umanit, sar come scoprire la causa del cancro.
Andiamo a casa disse Billie.
Posso confidarti un segreto, Billie? Secondo me l'unica persona al mondo che sa perch Sammy corre  Kit. Ma quella cinica stronza non parla.
Quando Kit mi chiam per invitarmi alla riunione successiva, o ero fuori di me o ero sin troppo in me. Infatti dissi: Eppure alla Gilda ci sar pure una ragazza che ti possa aiutare con il lavoro di segreteria, Kit.
Che c', Al? replic lei. Ce l'hai con me?.
Non ce l'ho con te, pensai. C' una sottilissima differenza.
No,  che oggi sono di cattivo umore dissi. Se non ti dispiace per questa volta passo, Kit.
Trascorsi un po' di tempo da Stanley Rose, finch non mi venne fame e mi trasferii da Musso.
Buonasera, signor Manheim mi salut il cameriere.
Va alla riunione della Gilda, stasera?.
Amelio era a sua volta un militante sindacale, e non avrebbe avuto requie finch tutti i lavoratori di Hollywood non si fossero organizzati. Risposi che ci sarei andato, onde evitare che le cosce di pollo mi andassero di traverso mentre affrontavo uno dei famosi controinterrogatori di Amelio.
Al momento di andar via dal ristorante la scena si ripet.
Mi fermai a salutare tre sceneggiatori che mangiavano sempre allo stesso tavolo accanto alla porta. Bevi qualcosa con noi, che poi ce ne andiamo alla riunione insieme.
Risposi che probabilmente ci saremmo visti l pi tardi.
Mi incamminai lungo il Boulevard, poi mi infilai nel vicoletto che portava alla Galleria d'Arte Henkel. La galleria si trovava in un buffo, piccolo bungalow in cui si respirava un'atmosfera rilassata, un po' fuori dal mondo, dominata da lavori surrealisti e astrattisti e dal signor Henkel, biondo, di mezza et, tarchiato e svagato, che parlava di arte con la sigaretta in bocca, cos rapidamente e indistintamente che solo di rado riuscivo a capire quello che stava dicendo, anche se le frasi che riuscivo a decifrare mi sembravano sempre piuttosto significative.
Era da poco che stavo a Hollywood, ma gi cominciavo a incontrare persone che conoscevo ovunque andassi.
Questa fu la volta del mio collaboratore di un tempo, Pancake.
Bene disse, pare che ci sia ancora qualche scrittore pi interessato alle cose belle che a formare un sindacato, neanche fossimo gli idraulici municipali.
Guardai l'orologio. Se mi sbrigavo potevo ancora farcela.
In effetti dissi, pensavo di fermarmi un paio di minuti, prima di raggiungere tutti gli altri idraulici.
Dovevo essere in ritardo solo di una mezz'ora, perch quando arrivai la seduta non era ancora incominciata.
Erano tutti in piedi, intenti a parlare in piccoli capannelli. Scorsi immediatamente Sammy. Doveva avere ingoiato una calamita da piccolo. Era con Harold Godfrey Wilson e con un tizio alto e snello che avrebbe avuto la tipica faccia di quello che ha studiato a Yale, non fosse stato per la carnagione pallida, malsana, e per delle chiazze sotto gli occhi.
Li raggiunsi, e Sammy fu orgoglioso di presentarmi Lawrence Paine, il cui nome figurava in alcuni dei migliori film partoriti da Hollywood. Mi ricordai che l'anno prima aveva vinto l'Oscar per la miglior sceneggiatura.
Stavano parlando della Gilda. Io sono assolutamente a favore della Gilda disse Paine. Quella che non mi piace affatto  la strategia di quelli del Consiglio.
Stanno facendo entrare troppa gente. E che cavolo, non  che ogni Pinco Pallino che ha la fortuna di vendere un soggetto diventa uno sceneggiatore... I
produttori non ci prenderanno sul serio finch non si decide di ammettere soltanto gli scrittori che hanno un contratto da almeno un anno, o che prendono almeno mille dollari la settimana.
Se la diamo vinta a questa manica di Rossi, finiremo a sfilare per il Boulevard il prossimo Primo Maggio
disse Wilson.
In che senso Rossi? chiesi.
Va bene, forse non proprio Rossi disse Paine.
Harold tende un po' all'esagerazione. Diciamo Rosa Salotto, che forse  peggio ancora. Bisogna che la gente con la testa sulle spalle salvi la Gilda.
Mi scusi, signor Paine dissi. Nella Gilda sono l'ultimo arrivato, e ammetto di non saperne un granch.
Ma mi sembra che lei voglia salvare la Gilda buttando fuori i pesci piccoli come me. Proprio quelli che la Gilda dovrebbe aiutare.
A quanto pare non tutti gli sceneggiatori di fascia inferiore la pensano come lei. Il giovane Sammy condivide il nostro punto di vista, non  vero?.
Il giovane Sammy condivideva eccome. Il giovane Sammy aveva presentato domanda per arruolarsi come tamburino nella piccola ma fiera compagine che marciava sotto la bandiera dei duemilacinquecento dollari la settimana.
Dopo che i due figuri si furono allontanati Sammy scosse il capo: Al, in questo modo non arrivi da nessuna parte. Quei due sono tutta una cosa con i massimi produttori di Hollywood. Hanno le idee molto chiare, loro. Non beccano duemilacinquecento dollari la settimana per niente.
Li beccherai anche tu dissi.
Duemilacinquecento la settimana disse lui.
Sentivo l'esaltazione impadronirsi di lui mentre lo diceva.
Quanto prendi al momento, Sammy? chiesi.
Cinquecento schifosissime carte rispose. Ma non  un problema di soldi. Finch rimango scapolo con questi cinquecento posso andare avanti. Il fatto  che i produttori con quelli da cinquecento-la-settimana ci si puliscono il sedere, Al.
Aveva ragione Kit, pensai. Non si pu biasimare un uomo perch ha il piede equino, e nemmeno perch ha il verme tenia nel cervello.
Sei ancora un ragazzo, Sammy dissi. Li prenderai, i tuoi duemilacinquecento, pazzo figlio di un cane.
Scommetto che li prenderai prima dei trent'anni.
In questo posto puoi andare avanti una vita a infilare un credit dietro l'altro, senza arrivare al guiderdone
disse Sammy. Ma ho fatto i miei studi. Ho dato una sbirciatina ai
fortunati vincitori del montepremi. Lo sai come fanno? Fanno qualcosa
al di fuori del cinema. Una commedia di successo, ad esempio.  cos che ragionano i produttori.
Vedono il libro, o la commedia, e corrono a pagare l'autore tre o quattro volte tanto il poveraccio che sta lavorando per farsi la sua reputazione a Hollywood.
Cosa ti fa pensare di essere in grado di scrivere una commedia? dissi.
Ci sono un sacco di minchioni che scrivono commedie
ribatt lui.
Minchioni di talento dissi.
Il talento serve fino a un certo punto disse. Poi devi iniziare a usare il cervello.
La riunione stava per cominciare. C'era pi gente della volta prima. Sembrava che la Gilda stesse prendendo piede.
E tu che combini? chiese Sammy.
Evitai di rifilargli le solite stronzate ottimistiche, perch mi interessava sentire il suo parere. Gli raccontai di come ero rimasto senza lavoro per due mesi per poi finire alla National, una piccola compagnia di film d'azione, con un contratto a forfait di mille carte a copione.
In altre parole lavoravo ventisei ore al giorno, cercando di incassare il pi presto possibile.
C' un limite di tempo per la riscrittura? disse Sammy.
Non che io ricordassi.
E allora ti tengono per le palle, ma sul serio disse Sammy. Una volta che incassi il tuo bigliettone possono continuare a farti lavorare sul film per tutto il tempo che vogliono.
Lo so dissi, ma che cosa ci posso fare? Forse  per queste cose che servirebbe la Gilda.
Se ti interessa la mia opinione disse Sammy, la Gilda ha un piede nella fossa, e con l'altro si d calci nel sedere. Perch non scrivi una commedia pure tu?.
Il bello era che la stavo scrivendo davvero. Erano tre anni che la stavo scrivendo. C'era un rabbino come mio padre e c'era l'antisemitismo di una piccola citt e c'era la fondamentale aspirazione dei semplici alla dignit, alla fraternit, alla pace e a una birra il sabato sera. E non ne avevo parlato con nessuno, in attesa che cominciasse a prendere forma sul serio. Perch ho l'impressione che troppi scrittori riversino tutto l'entusiasmo e l'energia nel parlare di quello che devono scrivere.
In effetti ne sto scrivendo una da un paio d'anni
dissi.
Non ti ci trastullare troppo, per disse Sammy.
Vedi di piazzarla. Questi qui non fanno altro che acquistare i diritti di commedie che fanno schifo. E in capo a sei mesi nemmeno si ricordano di che dreck si tratta. Ma si ricorderanno che tu sei un commediografo, e guarda qui quanti ce ne sono, di commediografi di schifo pieni di soldi.
Non saprei dirvi se quella sera Sammy la commedia l'aveva gi scritta, o se dopo la riunione corse a casa a buttarla gi, ma non dovevano essere passati pi di due mesi allorch ricevetti nella posta un invito stampato a caratteri in rilievo. Samuel Glick aveva il piacere
di invitarmi alla prima della sua commedia in tre atti Bassa Frequenza, presso la Hollywood Playhouse.
Sammy Glick, scnariste e commediografo illustre, pensai con tenerezza e con odio, il mio piccolo Sammy Glick.
Stavo ancora ammirando il buon gusto tipografico del biglietto quando Sammy chiam.
La sua voce era un suono di campane a festa rauche e stonate.
Ciao, amore, come ti butta? Sei pronto per il pi grande evento della storia del teatro americano?.
Dissi che avevo ricevuto l'invito.
La serata si preannunzia straordinaria disse. Tutti dicono che sar la pi grande prima che ci sia mai stata in citt. Ho dato una fila l'uno a Fineman e a Frank Collier e mi hanno promesso di intervenire al party al Troc dopo lo spettacolo. Ho mandato un paio di biglietti omaggio anche a Irving Thalberg e Norma Shearer e non li hanno rimandati indietro, per cui dovrebbero venirci.
Ma come fai a dar via tutti questi biglietti? Hai affittato l'intero teatro?.
Per dirti la verit disse lui, ho investito un po'
anch'io in questo spettacolo. Ho convinto i miei agenti a finanziarlo in societ con me. E stata un'ispirazione, capito? Ho detto loro che il modo pi sicuro perch io possa arrivare alle cifre a cinque zeri  quello di sbattere uno show in pompa magna sotto il naso dei produttori, perdio. E i miei agenti sanno fiutare un buon investimento
nel raggio di alcuni chilometri. Si sono messi in moto e hanno trovato uno stimato produttore di Broadway pronto a fare da prestanome.
Sammy dissi, tu sei un ragazzo intelligente. O perlomeno, se finora hai commesso qualche errore io non me ne sono accorto. Quindi perch mi vai raccontando queste cose?.
In primo luogo disse, tu sei un bravo ragazzo.
Lo disse con assoluta derisione. Non te ne voglio per essere venuto da me a fare il paladino di Rosalie o di Julian. Se  una cosa che ti diverte, fai pure. Certo, io penso che sei un po' fesso, ma non ci sono problemi.
Mi sei simpatico e ti voglio bene lo stesso. E so che se ti racconto qualcosa in confidenza tu non te la vai a rivendere al primo pezzo grosso che incontri per la strada.
Se almeno avesse nutrito dell'odio nei miei confronti avrei potuto trarne una qualche soddisfazione. Ma lui aveva persone pi importanti da odiare.
E in secondo luogo, chi se ne frega se lo scoprono?
Gli dico che questo dimostra che ho una grande fiducia nel mio lavoro.
E in terzo luogo sei talmente contento di quello che hai combinato che devi dirlo a qualcuno, e io sono il miglior ascoltatore che conosci aggiunsi io.
Ridacchi. Ti amo, impudente bastardo! disse.
A proposito dissi, cos' questa commedia che ti sei tirato fuori?.
Una cosa da morire dalle risate, disse. L'ho messa insieme in quattro settimane esatte e dicono tutti che  sensazionale. C' una tale attesa che Stan Dickey, il
mio addetto stampa, dice che gli riesce pi facile trovare spazio di quando ha promosso Una volta nella vita.
Tu hai bisogno dell'addetto stampa quanto Fred Astaire ha bisogno di prendere lezioni di ballo.
Dickey potrebbe essere utile anche a te, Al disse Sammy.  uno che ci sa fare. La carta stampata ha un potere ipnotico, Al, e questo vale pure per quelli che comandano. Credono a quello che leggono, anche quando immaginano di stare sul chi vive. Basta che lo leggano abbastanza spesso. Dickey lavora per me gi da quando ho preso Julian allo studio. Patti chiari, amicizia lunga: gli ho detto che lo tengo finch riesce a farmi uscire sui giornali almeno tre volte la settimana.
I discorsi di Sammy a volte mi facevano incavolare, a volte mi portavano a chiedermi che cos'era capitato all'homo sapiens, a volte mi facevano riflettere fino a stare male sull'ambizione, una luce ardente e accecante quando c' qualcosa dietro, un meschino fuoco di paglia quando dietro non c' niente. E la fiamma di Sammy? Era un che di ingannevole, perch la guardavi sempre attraverso la potente lente d'ingrandimento del suo ego. Ma quando i fili del telefono non riuscivano a trasmettere quella corrente magnetica, era come guardare in lontananza una stella piccola e fredda.
Adesso un po' ascoltavo quello che Sammy stava dicendo, un po' ascoltavo tutto quello che mi aveva detto prima, e immaginavo Sammy, illustre e morto a cinquantanni, un coccodrillo in prima pagina scritto da Stan Dickey e preventivamente approvato da Sammy, e
governatori e banchieri e gente importante a portare il feretro a
spalla e tutti a piangere la scomparsa di un capitano d'industria, un Pilastro della Societ, uno che si era fatto da solo nonch un Grande Americano.
Al disse lui. Ti ho chiamato per chiederti un favore.
Me lo faresti?.
Che devo fare? dissi.
Occupati tu di Kit stasera
D'accordo dissi, a me sta bene. Ma come mai?.
Io vengo con Rita Royce disse.
Lo disse con lo stesso tono di voce della prima volta che aveva ordinato il whisky Saint James. Rita Royce era uno dei pi noti tra i nuovi afrodisiaci, una specie di The da Bara aerodinamica.
Kit apr lo sportello della sua Ford decappottabile.
Portava un giacchino di pelliccia su di un abito da sera bianco che enfatizzava la sua abbronzatura. Aveva cambiato acconciatura, raccogliendo i capelli in alto in un morbido chignon, ed era sorprendente vedere quanto potesse apparire femminile, quando voleva.
Ciao disse lei.
Cos' successo con Sammy?.
Mi rispose facendo l'imitazione dei probabili commenti del pubblico della prima. Rita Royce  semplicemente divina, non  vero? E il giovanotto che la accompagna non  per caso Sammy Glick, quel ragazzo cos pieno di talento?.
Non c'era amarezza nell'imitazione. Ti mostrava la situazione per quello che era, divertente e appena un po' patetica.
Mi sorprende che il tuo cavaliere non sia Gary Cooper dissi. Sarebbe stata un'ottima pubblicit.
In effetti voleva appiopparmi un giovane emergente della Metro disse lei. Ma sono un po' razzista nei confronti degli attori. E quelli intelligenti sono pure peggio, perch hanno un vocabolario pi vasto col quale parlare di se stessi. Perci ho preteso te.
Le sono profondamente grato, signora dissi. Altrimenti rischiavo di mancare la nuova pietra miliare della carriera del mio migliore amico.
Le sue pietre miliari si susseguono con la frequenza dei pali del telefono visti dal treno disse lei.
Eravamo invitati da Sammy per un cocktail prima di andare a teatro. Non ho mai avuto la minima inclinazione per le arti figurative, ma quando Sammy arriv pavoneggiandosi nel suo nuovo abito da sera, pancia in dentro e petto in fuori come un piccione dal gozzo, con i capelli impomatati, un'orchidea rosso sangue all'occhiello e una faccia come se avesse appena ingoiato un produttore, sperai per un attimo che la fatina mi tramutasse in Toulouse-Lautrec. Le solite scarpe da soire di pelle verniciata stavolta non erano abbastanza. Aveva scoperto le ballerine, raffinate pantofole ultraserali
a punta, con dei piccoli lacci neri.
Il cocktail fu uno spasso. Era buffo vedere Sammy che tentava di usare le belle maniere per fare da pendant coi suoi abiti da cerimonia. Era fantastico sentirlo mentre cercava di formulare delle frasi senza parolacce, il che rendeva la sua conversazione ridicolmente innaturale.
La povera Rita dava l'impressione di essere
una brava ragazza ricoperta da una serie di strati di glamour.
Il problema era che doveva sforzarsi di essere all'altezza di quel suo corpo stupefacente.
Rita sollev il calice e pronunci la sua battuta come se fosse l'unica che le avevano dato in questo film e lei dovesse renderla memorabile. Al successo del nostro giovane genio.
Colsi lo sguardo di Kit e ci sorridemmo con aria colpevole.
Mentre beveva, Rita ricorse al numero trito e ritrito di sorridere sbattendo le palpebre. Si poteva provare dispiacere per lei e apprezzarla, o provare imbarazzo per lei e disprezzarla, a seconda dell'umore.
Sammy rispose al brindisi con un altro di suo conio.
Non possiamo brindare al tuo successo, perch  ormai un fatto acquisito. Brindiamo al suo perdurare.
Gli anni che ci separavano da quando insegnavo al giovane genio a non dire non gli  che si potevano contare sulle dita di una mano.
Appollaiato su un angolo della scrivania di Sammy a sorseggiare lo champagne, non potei fare a meno di notare i ritagli di giornale. C'erano articoli su Sammy provenienti dalla stampa di tutta l'America, che un'agenzia specializzata gli spediva a casa.
Quando Sammy mi vide intento a guardarli si avvicin e mi spiattell un giornale sotto il naso.
Hai visto? disse civettuolo.
Era lo Hollywood Megaphone. Iniziai a leggere l'editoriale.
Ancora una volta il direttore sparava all'impazzata contro la Gilda. Come mai i membri della Gilda degli sceneggiatori ritengono di potersi permettere
di sputare nel piatto in cui mangiano? si chiedeva. Noi non siamo contro la Gilda. Noi siamo a favore dell'industria del cinema. Se lo fosse anche la Gilda, che invece cerca di portarla alla rovina associandosi ai commediografi newyorchesi che disprezzano Hollywood, noi saremmo a nostra volta favorevoli alla Gilda.
Che cos' tutta questa cagnara sulla Societ degli autori? dissi. Che interesse potrebbe avere la Gilda a portare alla rovina l'industria del cinema?.
Ma dove stai leggendo? disse Sammy. Guarda in fondo alla pagina, l'articolo col cerchio rosso intorno.
Era una mezza dozzina di righe col titolo: GLICK RIFIUTA
75.000 $.
Secondo attendibili indiscrezioni Sammy Glick, il Ragazzo Meraviglia della scrittura, ha fatto pollice verso all'offerta di una major di 75.000 $ per la sua commedia Bassa Frequenza. Glick intende rimandare la discussione dei diritti cinematografici fino alla prima di venerd sera alla Hollywood Playhouse.
Adoro queste formule giornalistiche: stando ai bene informati, da ambienti vicini a, secondo attendibili indiscrezioni. Quindi tu e Stan Dickey siete attendibili?
chiesi.
Sammy mi diede una pacca sulla spalla, scherzosa ma che mi fece sobbalzare, e la sua risata suon un po' troppo forte per l'atmosfera da soire.
Ricordami che devo eliminarti uno di questi giorni
fece imitando un gangster. Ormai sai troppe cose.
Raggiungemmo il teatro a bordo di una lucente Lincoln nera che Sammy aveva affittato per l'occasione. Non appena scesi dalla macchina, attorno a Rita si strinse una piccola folla, capeggiata da una robusta signorina in pantaloni e da una ragazzina allampanata con le ginocchia sbucciate che le sbatterono il blocchetto degli autografi in faccia mentre Sammy se ne stava a guardare assaporando la scena. Un'altra frenetica piccola fan, che non voleva correre rischi, chiese l'autografo perfino a Kit.
Non ti serve il mio autografo le disse Kit.
La bambina insistette. Kit mi guard rassegnata, prese la penna e scarabocchi il suo nome. La bambina guard la pagina, rimase interdetta, poi grid in preda all'esaltazione: Non era nessuno! strapp la pagina, l'appallottol e la gett via per poi scaraventarsi nel capannello pi vicino.
Mentre prendevamo posto i fotografi vagavano famelici a caccia di celebrit. Sammy e Rita facevano del loro meglio per sembrare interessati a quello che l'altro stava dicendo cercando allo stesso tempo di localizzare i fotografi con la coda dell'occhio. Quando i ragazzi del flash finalmente li avvistarono, Rita si limit a inclinare la testa col sorriso invitante di prammatica, come se non si rendesse conto che la stavano fotografando. Tutt'altro discorso per Sammy. Lui guardava la macchina fotografica come un innamorato. L'uomo che lo stava immortalando sar anche stato un mediocre fotografo, ma quell'immagine valeva la pena di conservarla per il suo valore scientifico. E infatti io la ritagliai dal giornale del mattino dopo per aggiungerla alla collezione di sammy
- glickia che intendo donare allo Smithsonian Institute quando la specie si sar finalmente estinta. La cosa pi notevole di questo reperto  che non si tratta della fotografia di due persone che vanno insieme a teatro, bens di due ritratti individuali casualmente posti l'uno accanto all'altro. Rita sta guardando fuori campo verso un immaginario partner dello schermo, con un'espressione di meditabonda speranza. Sammy invece vi guarda dritto in faccia, quasi ridendo di voi. La testa  leggermente piegata, come uno sveglio bull-terrier di Boston.
Gli occhi esultano, pieni di cupidigia. Lo scherno risulta evidente soltanto dalla bocca, appena appena fuori asse.
La didascalia recitava: La Stupenda Rita Royce con Samuel Glick e un Amico alla Prima della Commedia del Giovane Drammaturgo Bassa Frequenza.
Ovviamente l'Amico non identificato, voltato a guardare Sammy Glick, sono io.
La commedia era esattamente quello che serviva a Sammy. Era una di quelle pice con i due ragazzoni che stanno sempre a litigare ma si vogliono un gran bene, nella fattispecie due annunciatori di una stazione radio intenti a mettersi nei pasticci e tirarsene fuori a vicenda, e c'erano abbastanza gag e sorprese e parapiglia generale da divertire a sufficienza il pubblico. Stavo pensando a quanto la commedia somigliasse al suo autore, non aveva niente da offrire ma piegava la resistenza degli spettatori con il frastuono e con la rapidit, e contemporaneamente qualcosa mi diceva questa cosa mi suona familiare e poi lo spettacolo fin e qualcuno in
sala, verosimilmente Stan Dickey, si mise a chiamare
Fuori l'Autore, Fuori l'Autore ed altre voci si unirono alla prima e Sammy si inchin al pubblico e d'un tratto  un grande successo e io sono seduto accanto a un drammaturgo che ha fatto centro e tutti mi pestano i piedi per stringergli la mano, e lui tutto modesto sta negando di averci lavorato poi cos tanto, gli  venuto di getto, cinque o sei nottate di lavoro e tutti sono stupiti e compiaciuti e qualcuno, ma stavolta non  pi Stan Dickey, perch adesso l'entusiasmo  spontaneo, dice che a Hollywood c' un nuovo genio e Sammy dice Non esageriamo.
Noi aspettammo in macchina mentre Sammy si recava nei camerini a congratularsi con gli attori e ad essere congratulato, e quando ritorn non era lo stesso di quando si era separato da noi pochi minuti prima.
Che io sia maledetto se persino la sua voce non era cambiata. Sembrava pi bassa e pi nobile. Non era pi soltanto uno dei brillanti giovanotti da cinquecento dollari la settimana. Non lo si poteva pi collocare nella stessa categoria di Julian. Non doveva pi sbattersi per farsi invitare alle grigliate a casa di Harold Godfrey Wilson. Quanto prima sarebbe stato lui a fare da anfitrione a Wilson e Paine e McCarter e gli altri notabili.
Ovviamente Sammy non aveva alcuna intenzione di perdere tempo per calarsi nel suo nuovo ruolo. Perci puntammo dritti verso il Trocadero, dove Sammy dava un party in onore di se stesso. Sembrava
quasi pi contento della partecipazione dei Fineman e dei Collier
ai festeggiamenti che del successo della commedia in s e per s. Per lui era altrettanto importante.
Arrivammo per primi e ci piazzammo al bar ad aspettare.
Sammy ordin uno champagne cocktail e Rita disse:
Scusate, devo darmi una pettinata per poi dirigersi verso il bagno delle signore. Avrebbe potuto dire
Passami il sale e farlo suonare esotico. Ti faccio da chaperon fece Kit seguendola a ruota.
Era buffo osservare Rita sfilare per la sala come un pavone e sapere che stava solo andando al cesso. Ancora pi buffo era osservare Kit camminarle accanto. Il suo era un passo pi adatto ai pantaloni che agli abiti da sera.
Ma io preferivo la figura di Kit. Le forme piene di Rita potevano un giorno trasformarsi in grasso, se non avesse fatto attenzione. Kit invece dava la sensazione che sarebbe stata sempre cos, soda e snella.
Sammy le guardava con approvazione. Ecco la differenza tra bella e sensuale disse.
Non volevo dargli la soddisfazione di fargli sapere che ero d'accordo con lui. Mi limitai a starmene l col mio bicchiere di vino, sentendomi virtuoso e geloso.
Sammy disse: Ehi, Al, sei l'unico che non mi ha ancora detto che gliene pare della commedia.
Mi ricorda molto qualcos'altro dissi.
Lui part in quarta: Questa  una grande stro..., poi si ricord di essere un drammaturgo emergente.
Dopo tutto nessuna commedia pu essere del tutto originale.
Questo  vero dissi. Pu essere solo del tutto non originale.
Sei completamente fuori, Al insistette Sammy.
Solo perch non ho materialmente scritto niente di quella cosa con Julie, hai deciso che non so scrivere.
La mia mente vagava da Julian alla redazione del giornale al concetto di plagio; alla fine ci arrivai.
Dio misericordioso! Prima pagina!.
Non si arrese finch non gli feci il confronto scena per scena.
Okay, amico mio disse. Forse in effetti ho seguito la costruzione di Prima pagina. Per ho cambiato i personaggi.
E l'ho reso pi vivace, direi.
E non se ne rendono conto, di che genio hanno per le mani dissi.
Si guard intorno furtivo. Ascolta, Al disse. Prima la cosa non aveva importanza. C'erano in ballo solo spiccioli. Ma se adesso te ne vai in giro a fare questi discorsi ti ammazzo: Cristo, se non ti butto fuori da questo posto una volta e per sempre.
Poi abbass il tono della voce e mi sorrise, fin troppo intensamente.
Ges Cristo fece, lo so che non sono un angelo.
Non sono perfetto. Ma se mai divento uno dei capoccia qui dentro, vedrai che non mi dimentico degli amici come fanno questi bastardi.
Sembravi pensare che sono troppo fesso per poterti nuocere dissi. Perch diavolo dovrei andarmene in giro a raccontare che bastardo sei? Lasciamoglielo scoprire da soli.
Si rilass, e mi diede perfino una pacca di rassicurazione sulla mano.
Okay, amico mio fece. Mi fido di te come di mia madre.  solo che questo posto  strano: pi sei importante pi diventi nervoso. Ricordati solamente che quello che ho detto sulla lealt  sempre valido.
Me lo ricorder di sicuro, pensai. Come si potrebbe dimenticare un audace accostamento come quello tra la lealt e Sammy Glick?
Rita torn da noi, non prima di essersi fermata a tre diversi tavoli.
Sammy disse, quand' che scrivi una commedia per me?.
Non appena la trova dissi io.
Per te non scrivo finch non mi viene qualcosa di veramente grande disse Sammy, qualcosa che faccia per te.
Lei gli si avvicin ancora di pi.
Grande lo sar senz'altro, pensai, ma non sar una commedia.
Kit giunse in nostro soccorso annunziando l'arrivo degli ospiti di Sammy.
Quell'anno il Trocadero era il posto dove farsi vedere: un night club chic, ben disegnato, con pareti color crema e delle luci che rendevano ai visi femminili un servizio migliore dei fotografi alla moda. C'era una parete tutta di vetro, con vista sulle luci delle case, dei lampioni, dei neon rossastri di Hollywood, Los Angeles, Beverly Hills, Culver City e le altre comunit della lunga vallata che va dalle Hollywood Hills, a nord, sino al crinale dei pozzi petroliferi alle spalle della MGM, venti chilometri pi a sud.
Sammy sedette a capotavola, forte di Rita, dei vari Fineman e Collier, e della nuova autorevolezza che aveva acquisito. Fu spiritoso, affascinante, intelligente. Non vorrei sbagliarmi, ma a un certo punto mi sembr di sentirlo parlare di libri rari con Fineman. Probabilmente aveva incaricato la segretaria di preparargli un dossier sull'argomento. Un attimo dopo eccolo rivolgersi a Collier, pronto a discutere dei problemi tecnici incontrati da questi nel fotografare i pinguini nel loro ambiente naturale. L'arsenale di Sammy era sempre pi sofisticato: bando ai colpi di mazza. La mazza era sempre l, beninteso, ma lui stava imparando a mimetizzarla.
Stava sviluppando una stupefacente destrezza nel recepire e trasmettere idee e atteggiamenti culturali che non prendeva mai sul serio abbastanza a lungo da farli davvero suoi. Lo sentii discutere di un best-seller del momento con la signora Fineman: avrei scommesso qualsiasi cosa che lei lo aveva letto e lui non lo aveva letto, ma lui parl per quasi tutto il tempo, compiendo tali acrobazie verbali in materia di letteratura da sbaragliare la povera Fineman.
Fui lieto di apprendere che nemmeno a Kit piacevano questo genere di serate.
La cosa veramente incredibile disse,  che con tutto il ricambio che c' a Hollywood da un anno all'altro, per non dire da un mese all'altro, qui dentro le facce sono sempre le stesse. Mi guardai intorno per capire in che compagnia mi trovassi. Kit attir la mia attenzione su Katz, il famoso fotografo freelance di Hollywood, un febbrile nanetto che senza la sua Graflex
sarebbe sembrato nudo, e il cui grado di interesse per un individuo quale soggetto fotografico era diventato un indice affidabile della quotazione dello stesso all'interno dell'industria cinematografica. L'ultima volta che sono stata qui disse Kit, qualcuno fece notare a Katz che era presente il Maggiore Adams: praticamente uno dei fondatori di Hollywood, che ha lavorato per anni con Griffith ed  stato il produttore pi importante prima di Thalberg; si dice che adesso non abbia pi un soldo e lo mantengano i suoi vecchi amici. Ad ogni modo, Katz ha cambiato il rullino senza degnarlo di uno sguardo. Adams? fa. Non  nessuno. In ogni caso devo risparmiare i flash per la comitiva di Tom Brown e Anita Louise pi tardi e lo ha detto cos forte che il povero vecchio Adams si  voltato a guardarlo. Ci mettemmo ad osservare la gente, facendo ovviamente commenti malevoli sulla piccola ingenua con le stelline dorate appiccicate sulle spalle scoperte.
E sul bel giovanotto che le cantava nell'orecchio le parole della canzone alla moda che stavano ballando.
E sull'aria di indifferente superiorit stampata sulla faccia di quelli che ballavano la rumba, esperti nel dardeggiare la testa da un lato all'altro, perfettamente consapevoli della bella figura che stavano facendo.
E sull'ex guardarobiera in marcia verso la celebrit grazie alla sua bellissima faccia da scema, impegnata a volteggiare per la pista con un cattivo dello schermo tutto fascino e denti, la cui espressione del viso pareva bloccata in un perenne sogghigno. E sulla coppia naif, lui mezzo pelato, paonazzo, evaso dalla mezza et; lei una
bionda giovane, pienotta e carina, con un sorriso stupido da champagne e una grande capacit di lasciarsi andare. E sulla quasi-matrona che aveva preso lezioni di rumba, di tango e di charme e sulla quattordicenne che invece di starsene a letto tentava una goffa simulazione del ritmo della rumba. E su...
Che speranze abbiamo di eclissarci? chiesi.
Lei guard la tavolata e sorrise. Colui che esita disse,
rimane fino a domani mattina nel Buco Nero del Trocadero.
Ci alzammo contemporaneamente, come due cospiratori.
Evitiamo di dare il saluto della buonanotte disse Kit. Sembrerebbe che vogliamo sciogliere la compagnia.
Diciamo solo che usciamo a prendere un po' d'aria.
Fuori, il vento che soffiava dal mare sgomberava la testa dall'alcol e dal fumo e dalle chiacchiere.
Un taxi ci riport fino alla Colonial House, dove recuperammo la Ford.
All'imbocco del Boulevard, Kit si ferm. Dove si va?.
Dovunque ci siano tranquillit e superalcolici e non ci sia Sammy Glick dissi.
Ho quello che fa per lei disse Kit, e ci lanciammo nel traffico notturno.
Arrivammo alla strada ripida e tortuosa che portava a casa sua, quasi in cima alle Hollywood Hills.
La notte era chiara e sembrava che il mondo fosse pieno soltanto di piccole luci pulsanti sopra e sotto di
noi. Era talmente bello che pensavi di dover dire qualcosa, ma non c'era niente di altrettanto bello da dire.
Mi sentivo come se fossimo sospesi tra due cieli stellati che si fondevano l'uno con l'altro all'orizzonte.
Mmmmm dissi.
Aspetta di vederlo dalla finestra del mio studio con la luce spenta disse. Meglio del Trocadero, e non devi pagare il coperto.
Era una casetta intima e accogliente, con un grande soggiorno-sala da pranzo con travi a vista sull'alto soffitto a spioventi, e due stanze pi piccole, una camera da letto e uno studio, oltre alla cucina.
In realt l'ho affittata per la veranda disse Kit. Tra un mese dormir l fuori. Questa veranda ti riconcilia con Hollywood.
Kit prepar due whisky e soda con ghiaccio e ce ne andammo a bere nella veranda, appoggiati al parapetto.
Era meglio della vista dal Troc. Riuscivamo a malapena a distinguere le lettere al neon che un chilometro pi in basso compitavano Trocadero.
 triste sapere che lui  sotto quelle luci e non poterlo n vedere n sentire dissi.
Sssh fece lei sorridendo, mi sembra di sentirlo.
Ci mettemmo ad ascoltare sul serio.
Credo che fosse il vento dissi. Ma potrebbe anche essere lui.
Lui e Rita ballano disse lei, guardando il Troc come se potesse vederli davvero. Stanno facendo il giro della pista, per un tacito accordo, in modo da essere visti da pi gente possibile.
Eravamo gomito a gomito, come due passeggeri di una nave che si sporgono a guardare l'oceano.
Che te n' parso della commedia? dissi.
Invece di rispondere direttamente alla mia domanda, lei disse: Mi domando che succederebbe se Sammy decidesse di usare tutta la sua energia e la sua immaginazione per creare qualcosa, anzich limitarsi a inventare scorciatoie per raggiungere la vetta senza creare niente.
Facevamo continuamente la spola dalla veranda al soggiorno per riempirci i bicchieri. Pi che di ciucca parlerei di un'ebbra intimit.
Kit dissi, ci conosciamo da quasi un anno. Direi che siamo buoni amici. Ma tutto quello che conosciamo l'uno dell'altra  Sammy Glick. Non credo che abbiamo mai parlato di qualcosa che non fosse Sammy Glick. Per me  un'ossessione - e un sacco di cose sul suo conto non le saprei se non fosse per te - ma comincio a pensare che  una specie di scudo che usiamo per non parlare di noi.
Era una bella serata e la luna sembrava un accessorio della veranda e parlare veniva facile.
Le raccontai di quando avevo lasciato Middletown dopo la morte di mio padre e me ne ero andato a New York con i soldi che mi bastavano per un mese, e facevo avanti e indietro ad elemosinare un lavoro, infestando tutte le redazioni della citt perch avevo enorme bisogno di quindici dollari la settimana. Le raccontai di quando mi alzavo la mattina alle cinque per addestrare i piccioni prima di andare a scuola e di come, se
mai avessi fatto qualche soldo a Hollywood, mi sarebbe piaciuto comprarmi una piccola casa da qualche parte nella valle dove tenere di nuovo una piccionaia.
Le raccontai di come mi sentissi incasinato perch c'erano volte in cui volevo dire quello che dovevo dire il pi onestamente possibile e volte in cui mi sentivo ambizioso come Sammy ma non riuscivo a liberarmi dal senso di fratellanza con gli altri uomini, il che mi rendeva difficile fare qualsiasi cosa che potesse infliggere loro dolore.
Probabilmente la investii a tal punto con il mio sproloquio che per difesa dovette aprirsi anche lei.
Parlava con tono uniforme, tenendo la sua testa di profilo rispetto alla mia, e sentivo che quello che stava dicendo non proveniva soltanto dal suo cervello e dalla sua bocca ma aveva radici profonde dentro di lei.
L'obiettivo di mio padre era la Corte Suprema degli Stati Uniti. E direi che ci arriv vicino, perch alla fine entr a far parte della Corte Suprema dello Stato.
Lo dovette al suo lavoro ma anche alla politica. Non credo che una sola delle due cose sarebbe bastata. La vita di mio padre e quella di mia madre sono state una sola, il che suona molto romantico, eccezion fatta per il piccolo particolare che questa vita era quella di lui, punto e basta. La vita di mia madre consisteva nel fargli rispettare la sua dieta e nel far s che non venisse disturbato mentre lavorava e che la gente che poteva aiutarlo fosse adeguatamente omaggiata e che le mogli dei suoi collaboratori fossero invitate a prendere il t. In altre parole lei svolgeva i suoi compiti automaticamente, come
un soldato. Se ha mai avuto un pensiero suo o una occupazione sua o anche solo una conversazione sua, io non me ne sono mai accorta. Povera mamma. Il loro matrimonio mi ha fatto sempre pensare a una motocicletta con pap alla guida e la mamma nel sidecar, non per fare da navigatore ma soltanto per chiedergli se voleva l'altra sciarpa che aveva portato dietro.
Il tipico matrimonio felice dissi.
Tipico senz'altro disse lei. Felice non direi. Perlomeno per la persona nel sidecar.
Poi mi raccont di quello che successe dopo la morte del padre. Avevo sedici anni. Il funerale di mio padre fu l'ultima missione portata a compimento da mia madre.
Poi dovette andare in congedo. Non le era rimasto nulla da fare. E quando non parlava di lui, sembrava che non le fosse rimasto nulla da dire. Le volevo veramente bene. Ma era sempre un enorme sollievo trovarsi di nuovo sul treno che mi riportava a scuola. La compativo, ovviamente, ma ci non le impediva di farmi impazzire.
Dopo il college la mamma voleva che studiassi legge. Aveva programmato tutto. Avrei lavorato nello studio di mio padre e avremmo vissuto insieme e lei si sarebbe presa cura di me. Per dirla tutta, voleva trasformarmi in mio padre, in modo da avere nuovamente un ruolo. Decisi di essere spietata. Avevo gi iniziato a scrivere il mio libro e volevo andarmene lontano da lei, e da sola. Non capivo perch mai i maschi dovessero continuare a detenere il monopolio sulla mia vita. Nel sidecar non ci volevo stare. Hai mai pensato alla differenza tra le parole zitella e scapolo? La parola zitella la associ a
solitudine, frustrazione e amarezza. E invece scapolo: gi il suono stesso non ti d un senso di avventura e di libert?
Perci ho deciso di essere uno scapolo. Non voglio dire che faccio le orge, anche se la gran parte delle ragazze attraversa di questi periodi, col pensiero se non nei fatti; dopo un po' tendenzialmente si danno una calmata.
Voglio dire che se incontro un uomo che mi piace...
faccio quello che faresti tu con una donna. Non sono facilissima, altrimenti la cosa perde di significato: guarda i conigli... Ma non voglio nemmeno creare barriere di finta civetteria.
Si ferm e fin il suo drink. Se ti sembra troppo immorale, pensa pure che sono sbronza... il che probabilmente  vero.
A me sembra alquanto morale dissi.
Anche a me disse lei. Non la moralit dell'Ufficio Hays, chiaramente. Ma la moralit organizzata sotto sotto  una cosa veramente laida.
Rientrammo a fare rifornimento, poi tornammo in veranda.
Quando poco fa parlavi... voglio dire, degli uomini che ti piacciono, no? Non ho potuto fare a meno di pensare a Sammy.
Lei rise: Cio la persona di cui non dovevamo parlare?.
Ribattei che un'intera conversazione senza nominarlo era chiedere un po' troppo. E adesso che il discorso era saltato fuori, volevo sapere come stavano le cose.
Adesso eravamo del tutto ciucchi, ma allo stesso tempo lucidi nel continuare a seguire il filo del discorso.
Non mi aveva risposto, per cui dovetti ripetere:
Come stanno le cose tra te e Sammy?.
Non mi pare il caso che te lo racconti disse lei. Lo sai che finirei col metterti a disagio.
A disagio? feci. E perch?.
E va bene, amico mio. Ma se poi ti d fastidio non prendertela con me. Come probabilmente avrai intuito, il nostro Napoleone a letto  proprio bravo. Il sesso ha ben poco a che fare con l'amicizia o con l'amore o con altre relazioni di tipo virtuoso. Tutti lo sanno ma pochi lo ammettono. Perci, quel giorno che Sammy entr nel mio ufficio per salvare la California dall'annessione alla Russia, da un lato lo avrei squartato pezzo a pezzo, dall'altro provavo questo assurdo desiderio di scoprire cosa avrei provato a sentire tutta quella carica e frenesia e violenza dentro di me.
Si interruppe, lo sguardo fisso verso il basso, la sua compostezza infine incrinata.
Ges, arrivi a conoscere un uomo, in questo modo
disse con ritrovata calma. Ed  strano vedere lo stesso egoismo, la stessa crudelt, la stessa energia all'opera in quell'ambito.
Ci fu una lunga pausa, dovuta non ad un suo imbarazzo ma al fatto che aveva finito.
Alla fine disse: Sei arrabbiato?.
Non lo so risposi. Ma sono contento che tu me l'abbia detto.
Sono contenta anch'io disse lei. Sei un bravo ascoltatore. Pausa. Mi sembra di avere aperto una finestra e aver sciorinato il mio cervello.
Il vento fresco prorompeva come un torrente di montagna, e smettemmo di parlare per godercelo.
La Camera di Commercio sta sempre a reclamizzare il sole, le palme e il Teatro Cinese osserv lei, e rimane sulla difensiva riguardo alle cose che hanno pi vita: le lunghe piogge e il vento della notte.
Il suo abito da sera bianco mi fece pensare ad una vela, allorch si mise a ruotare su se stessa per farsi investire in pieno dal vento. Reclin la testa all'indietro, e i miei occhi furono attratti dal suo collo, come se fosse una intima nudit svelata d'improvviso.
Kit dissi, e mi chinai per baciarla. Lei sembrava presa da qualcosa in lontananza, e dimentica di me. Ma non appena la mia bocca raggiunse la sua, lei gir la testa, distrattamente, come fosse per caso, e le mie labbra finirono ingloriosamente contro la sua guancia.
Non ci fu nessun commento in proposito, n allora n mai.
Ispezion il suo bicchiere e disse: Andiamo a fare il pieno e tornammo dentro.
Sono preoccupata per la Gilda fece lei, come se non avessimo parlato d'altro tutta la sera.
Accennai al segnale dell'attacco nel Megaphone di quella mattina.
Ma quale segnale dell'attacco disse lei. Quello era il pernacchio del ballon d'essai di Hanigan che si sgonfiava.
Dato per che Hollywood non ama fare le cose in piccolo, qualcosa mi dice che quando decideranno di attaccare sul serio sar una megaproduzione.
E che succeder?.
Non lo so rispose lei. Magari lo sapessi con precisione.
Di sicuro, se si va alla resa dei conti sul problema della Lega degli Autori, parecchia gente dovr dimostrare di avere fegato, oltre che una bella testa o una bella voce.
Ma andare allo scontro non ha senso obiettai.
Fare incavolare la gente a cui Sammy va leccando il culo non ci porta da nessuna parte.
Non lo so fece lei. Comincio a domandarmi se l'unico modo in cui la Gilda pu farli contenti  quello di sparire del tutto.
Se l'abito da sera poco le si addiceva, mascara, cipria e rossetto sembravano del tutto fuori posto adesso che aveva serrato le labbra e contratto la mascella.
D'altra parte abbiamo un corpo militante senza precedenti nella storia del movimento dei lavoratori.
Prendi Fratello Glick, che adesso sguazza in quella vasca dei pesci piena di champagne.
Le luci si spegnevano su Hollywood. Mentre guardavo, il coprifuoco delle due di notte cancell il neon a stampatello del Trocadero. Sammy Glick in questo momento era probabilmente adagiato sul sedile della Lincoln che aveva affittato, a sbuffare il fumo del sigaro in faccia alla dea con la quale milioni di ragazzi americani di tutte le nazionalit stavano facendo l'amore mentre si addormentavano nei loro ostelli, motel e dormitori.
Kit dissi, facciamoci un altro bicchiere. Brindiamo a questo nostro meraviglioso paese, e alla nostra sbronza.
...
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...
Capitolo 8.
...
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...
Quello fu il mese in cui successe tutto quanto. Un mese pazzesco fin dall'inizio. Mi fu affidato il miglior lavoro che mi fosse mai capitato. Merito di Kit. Dopo la morte di Masaryk, mi era venuta l'idea che dalla storia della sua vita si sarebbe potuto fare un gran bel film. I suoi legami con la democrazia americana lo rendevano una figura ancora pi interessante, e con Mussolini che sparava col cannone in Etiopia e Hitler che ne sparava di tutti i colori in Germania, un film antifascista sembrava proprio una buona idea.
Ne parlai a Kit, e come al solito lei non si mostr troppo entusiasta; ma un paio di settimane pi tardi mi stup con la notizia che ne aveva
parlato a Sidney Fineman, e che lui aveva reagito positivamente e
voleva vedermi.
Fineman mi disse che aveva gi pensato a Masaryk, e addirittura aveva registrato il soggetto, ma il mio punto di vista sul personaggio gli sembrava interessante, perci che mi mettessi all'opera. Fineman era la smentita vivente di tutto quanto avessi mai sentito dire sul conto dei produttori. Il suo ufficio era grande, ma di ottimo gusto, con
veri libri sugli scaffali e locandine teatrali alle pareti. Era in grado di formulare un pensiero senza che fosse l'interlocutore a dover trovare le parole precise, e di esprimere un'emozione senza ricorrere alle bestemmie. Di Masaryk ne sapeva molto pi di me. Non voleva sentirsi dire sempre di s. Mi disse che poteva assicurarmi soltanto un contratto da rinnovare settimana per settimana, ma di non farmi prendere dal panico, perch almeno per le prime quattro settimane non mi avrebbe neppure chiesto di vedere che cos'avevo scritto.
E anche allora prosegu, non importa se lei avr scritto solo qualche pagina, basta che sia roba che vale.
Il rischio di questo soggetto  quello di trasformarsi in una serie di conferenze sulla democrazia. Nei film i sermoni non funzionano: cerchi di abituarsi a pensare in termini visivi.
Mi fece un esempio che ricorder sempre. Una volta Fineman aveva importato un famoso commediografo da Broadway, a cinquemila dollari la settimana.
Il primo incarico affidato al drammaturgo fu quello di produrre una scena iniziale dalla quale risultasse chiaro che un certo tizio si stava stancando della moglie.
Quindicimila dollari pi tardi il commediografo si present con una scena di venti pagine. Fineman giudic il dialogo brillante, ma sin troppo lungo per servire come sequenza di apertura del film. Il commediografo obiett che non si poteva tagliare una sola battuta senza rovinare tutto. Fineman mand la scena al regista Ray MacKenna, uno dei pochi superstiti dell'era delle comiche scuola Mack Sennett.
MacKenna gli risped la scena insieme ad un'altra scritta da lui: mezza pagina battuta a macchina.
INT. ASCENSORE CAMPO MEDIO
Marito e moglie in abito da sera. Il marito porta il cappello a cilindro.
CONTROCAMPO
Si apre la porta dell'ascensore ed entra una signora di gran classe.
PIANO RAVVICINATO MARITO E MOGLIE
Reazione del marito all'apparizione della signora. Si toglie il cappello platealmente. Lo sguardo della moglie va dalla signora al cappello al marito. Poi lo fissa con occhio torvo e...
STACCO
Fineman ridacchiava, la pipa ricurva in mano.
Mac non  in grado di scrivere un periodo di senso compiuto disse. Ma quello l era un capolavoro di scrittura... per lo schermo.
Non vedevo l'ora di uscire da quell'ufficio e andare a scrivere la pi grande sceneggiatura della storia del cinema. Non mi sentivo cos dai tempi del college, quando l'insegnante di inglese ci faceva l'effetto di un lassativo letterario. Nel senso che veniva voglia di scappar via prima che finisse la lezione per andare a mettere sulla carta tutto quello che avevi dentro. Mi era sempre riuscito difficile condividere l'entusiasmo di Kit per il cinematografo, ma ora mi tornava in mente una cosa che aveva detto una volta, del tipo:
La macchina da presa  il mezzo pi eccitante per raccontare una storia che sia mai stato inventato. E adesso non vedevo l'ora di cominciare a raccontarla.
Sammy Glick si beccher tutto il resto, pensavo, ma per Dio questo  un piacere che lui non conoscer mai, la gioia di scrivere quella prima riga, che oggi ti sembra meravigliosa e domani ti far schifo, il terribile piacere e la fatica di creare qualcosa in cui credi.
Sammy pass a trovarmi verso ora di pranzo. Non era vestito come uno scrittore. Piuttosto come un campione di lotta, o uno che aveva vinto al toto ippico.
Le suole di gomma delle sue scarpe di pelle di vitellina sembravano alte quindici centimetri e il fiore che portava all'occhiello spiccava come un semaforo rosso contro la giacca di camoscio bianca.
Sembri un evaso da Esquire.
Rise perch era una battuta, ma non mi sembrava ridesse di cuore.
Benvenuto in Prima Divisione disse. Sento dire che stai piazzando della merce a Fineman. Voglio metterci una buona parola. Il soggetto  una cannonata, a quanto si dice.
Sarebbe stato capace di rivendere un soggetto al suo autore.
Il soggetto non c' ancora. C' soltanto l'idea.
Ma  magnifico, tesoro ribatt. Spero che ti frutti un milione di dollari. Tacque e mi guard con compassione. E tuttavia sento dire che ti accontenti di un piatto di lenticchie. Trecentocinquanta la settimana.
Ammisi la verit, domandandogli come facesse a sapere gi tutto.
Ho i miei canali rispose. Io e la segretaria di Dan Young siamo cos... e fece un gesto osceno con le mani.
Voglio dire la segretaria di Young ed io. Me la sono fatta all'ultimo party di Natale e ancora pensa che io sia innamorato di lei.
Sammy dissi, sto cercando di lavorare.
E basta Al, finiscila si mise a scherzare Sammy.
Con la tua seriet ci stai rovinando la piazza a tutti quanti.
Mi fece alzare in piedi con un gesto molto affettuoso.
Stacca un minuto che ce ne andiamo a pranzo. Ti presento un po' di gente alla mensa. Se stai tutto il giorno rinchiuso qui dentro non arrivi da nessuna parte.
Devi spiegare le ali un pochetto.
Esitavo. Volevo pensare un po' a Masaryk. E quando uno va a pranzo con Sammy Glick, sul men c' una cosa soltanto: Sammy Glick.
Se per venire hai bisogno dello zuccherino disse Sammy, ti dir che ho pregato Julian di tenerci un paio di posti al tavolo degli sceneggiatori.
Julian non era cambiato. Sembrava pi in salute, aveva un completo nuovo - peraltro uguale al vecchio - e la sua stretta di mano sembrava meno spaventata, ma non lo avreste mai scambiato per uno degli sceneggiatori di punta di Hollywood, che invece era esattamente quello che stava diventando. L'ambiente dello studio non sembrava aver inciso su di lui pi di quanto avesse inciso il quartiere proletario nel
quale era cresciuto. Lui e Blanche non erano mai stati cos felici, mi annunzi. Avevano affittato un cottage con vista sull'oceano vicino al Topanga Canyon e in autunno era in arrivo un beb. Stava persino finendo di scrivere il suo romanzo.
Dissi che non riuscivo a crederci. Tutti quanti non facevano che ripetere che a Hollywood era assolutamente impossibile riuscire a scrivere per i fatti propri.
Lo so, lo dicono tutti disse lui. Ma io non capisco perch. Ogni sabato, a meno che non ci sia lavoro urgente, me ne vado di qui a mezzogiorno. Faccio una passeggiata lungo la spiaggia con Blanche, poi una nuotata, dopo di che mi metto a scrivere fino a quando non vado a letto. Non c' posto migliore per lavorare che proprio di fronte all'oceano.
Sammy non si era ancora seduto con noi. Girava di qua e di l neanche
fosse il maitre. Lo sentivamo vociazzare in direzione di qualcuno
seduto dall'altra parte della sala.
Passa due ore al giorno qui dentro disse Julian.
Praticamente  il suo vero ufficio. E il genius loci della sala mensa. Non so se hai fatto attenzione ai nostri credits o meno, ma  sempre la stessa storia: Soggetto di Sammy Glick - Sceneggiatura di Sammy Glick e Julian Blumberg. Tutti questi suoi soggetti nascono proprio qui, in mensa.
In che senso? La spiegazione fu cos intrigante che ci dimenticammo di ordinare. In sostanza Sammy si parava davanti a un regista e faceva: Spencer Tracy e Marlene Dietrich in Titanio. Devo dire altro?.
A questo punto se ne andava - pi eloquente di cos...
- lasciando la patata bollente in mano al regista.
Questo tizio stava cercando una storia di successo da mesi e mesi. Tracy e la Dietrich in Titanio. Ges, suona bene. C' la suspense e ci sono due grandi personaggi.
Magari Spencer  un virile sacerdote che cerca di riportare Marlene sulla retta via. Ovviamente Marlene  una poco di buono. Lui fa sul serio. Lei non prende niente sul serio. Alla fine, anche se la nave va gi, il pubblico lo tiri su, perch Marlene improvvisamente ricever l'illuminazione.
Nel frattempo Sammy si imbatte in un dirigente di alto livello. Stavo raccontando il mio nuovo soggetto a Chick Tyler gli fa. Ne va pazzo. Spencer Tracy e Marlene Dietrich in Titanio. Devo dire altro?.
Altra patata rifilata, e di nuovo taglia la corda. Il tizio sa che finora Sammy non ha mancato un colpo. Ed  da quando  diventato dirigente che cerca di farsi assegnare un simile cast. Eccolo al tavolo di Tyler.
Sammy Glick mi dice che vai pazzo per il suo Titanio
esordisce.
S... fa Tyler questo ragazzo mi pare in gamba.
E questa  una cosa nelle mie corde.
A questo punto Tyler sta gi formulando mentalmente il discorso che pronunzier in occasione della cerimonia degli Oscar. Potrei tirarci fuori un gran film continua ad alta voce. Ti ricordi che ti ho combinato con La nave infernale? Questa  roba mia!.
Contemporaneamente Sammy sta saltellando da un tavolo all'altro, spargendo il polline del suo soggetto,
attaccando discorso con chi entra e con chi esce, chiedendo un parere a chiunque possa risultare utile e andandosene prima che possa rispondere. Tutti si chiedono l'un l'altro notizie sul Titanio di Sammy Glick.
Grazie all'inconsciamente generoso contributo generale, arrivati a questo punto il soggetto si  arricchito di due personaggi, di un inizio, di uno svolgimento e di un finale.
Adesso Sammy riesce a intercettare il Direttore Generale della Produzione. Sammy sa che ultimamente  di cattivo umore perch in giro si dice che ha perso il polso della situazione.
Come va? fa Sammy. Immagino che Tyler e Hoyt le abbiano parlato del mio soggetto per la Dietrich e Tracy. Titanio... ho avuto degli ottimi riscontri sinora.
Ovviamente il tizio ha sentito parlare di Glick, e non gli piace apparire all'oscuro di qualcosa: Certo, Glick.
Mi sembra una cosa molto interessante. Vi convocher tutti in settimana per una riunione in merito.
Alla riunione, ognuno sa soltanto che a tutti gli altri l'idea pare grandiosa. E dato che tutti hanno espresso pubblicamente il loro parere, nessuno vuol far capire quanto poco ne sappia in realt di questo soggetto.
Si prega perci Sammy di buttar gi qualcosa, il che significa che Julian deve cominciare a immaginarsi una storia intitolata Titanio, mentre le riviste specializzate e Louella Parsons ammanniscono ai propri lettori la propaganda di Sammy, e cio che a detta di tutti il suo Titanio sar un grande film tagliato su misura per due grandi stelle.
Nel racconto di Julian non c'era amarezza n rabbia.
C'erano un po' di stupore e tanta rassegnazione.
Finalmente Sammy ci raggiunse. Mi present a tutti quelli che sedevano al nostro tavolo, reclamizzandomi e reclamizzandoli.
Diceva cose del tipo: Ti presento un bravissimo ragazzo
e Ti presento un ragazzo eccezionale.
La conversazione consisteva quasi esclusivamente di battute. Sembrava che tutti avessero paura ad aprire bocca senza far ridere. Uno degli sceneggiatori aveva ordinato del vino, e un giovane produttore che era stato sceneggiatore fino a poco prima: Annata buona per il sangue dei produttori, eh? Ehi, Joe, lo sai che sta bevendo Brown...?.
La Gilda era il bersaglio satirico del momento, ma si capiva che le battute erano la lingua ufficiale di corte, e che sotto covava la tensione.
Uniamoci alla Societ degli Autori, compagni! gridava Sammy. Soltanto allora noi sceneggiatori oppressi potremo diventare produttori, e punire i vecchi produttori facendoli mettere a quattro zampe... a scrivere!.
Seguivano risate automatiche, risate spaventate, risate reazionarie.
Quello fu il mese che non dimenticher mai, la summa di tutto quanto a Hollywood c' di splendido, di pazzesco e di terrificante.
Lascio a voi la scelta dell'aggettivo che possa definire il titolo che una mattina vidi campeggiare sulla prima pagina del
Megaphone (perch anch'io non potevo iniziare la mia giornata senza prima aver letto i giornalini specializzati fino all'ultima notizia).
GLICK: 80.000 $ DALLA WORLD-WIDE
PER BASSA FREQUENZA
Ritorna alla Casa Madre per Adattare la Sua Commedia a 1.250 $ la Settimana Se ci fosse bisogno dello zuccherino, per dirla con Sammy. Mi convinsi che la storia di Hollywood non era altro che venti anni di febbrili preparativi per l'avvento di Sammy Glick.
Ovviamente poco pi tardi pass Sammy, che se ne andava in giro a raccogliere gli applausi. Portava un nuovo completo grigio a scacchi di diversa grandezza per la giacca e per i pantaloni. Il fiore all'occhiello ormai era un marchio di fabbrica. Sammy dissi, ho saputo.
Condoglianze.
Rise, prendendola per una gag. Gli assicurai che invece ero serissimo. Pensavo che questa commedia ti avrebbe fatto entrare nel club dei duemila a settimana
spiegai. Che sono sti milleduecentocinquanta?.
Avevo colto nel segno. L'entusiasmo per l'ingaggio astronomico era gi finito. Gli rodeva sul serio il fegato per quei settecentocinquanta. Dei mille sceneggiatori presenti a Hollywood, ce ne saranno stati una quarantina che beccavano quei milleduecentocinquanta. Ma i ragazzi da
due bigliettoni la settimana erano il vero circolo degli ottimati.  la stessa differenza che c' tra la Big League e la Prima Divisione.
Volevano che firmassi un nuovo contratto disse,
ma ho detto di no. Perch dovrei legarmi?.
La Gilda stava chiedendo a tutti i suoi membri di non firmare contratti che li legassero per pi di due anni, trascorsi i quali saremmo stati tutti liberi di scioperare per il riconoscimento dell'organizzazione. Questo veniva chiamato l'Articolo XII, e nei giorni che seguirono venne chiamato in modo ben pi colorito. Kit aveva il dono della persuasione, ma dato che tutto mi sarei aspettato nella mia vita tranne che di vedere Sammy agire lealmente nei confronti di sua madre, figuriamoci un po' nei confronti di novecento colleghi cui ogni giorno si sforzava di far mordere la polvere a rischio dell'infarto. Gli comunicai il mio stupore.
Ma no disse, non  quello il motivo. Se ti interessa il mio parere, ci vuole un bel coraggio da parte della Gilda per dirci di fare una cosa del genere. Se firmassi questo contratto probabilmente raggiungerei la meta passo dopo passo: millecinquecento, poi
millesettecentocinquanta... Ma adesso io prendo il diretto, baby. Arrivo a destinazione con una sola fermata.
Nella mia ingenuit, mi convinsi che la lotta di classe della Gilda e il viaggio in prima classe di Sammy fossero due cose distinte e separate. Ne avevo da imparare...
Qualche giorno dopo quelli del Megaphone fecero un titolo di cui
erano talmente felici, che non si capiva come avessero fatto a
trattenersi dal metterci URR alla fine.
SPACCATURA NELLA GILDA!
Facendosi interpreti della crescente ondata di malcontento nei confronti del Consiglio Esecutivo della Gilda, reo di svendere la propria autonomia alla banda di Malvagi Orientali e di Rossi che controlla la Societ degli Autori - gongolava l'articolo - gli elementi con la testa sulle spalle hanno formato il Comitato dei Cinque, il cui obiettivo  liberare il vascello degli sceneggiatori da pazzoidi e avventurieri e ricondurlo nel porto della ragione. I cinque gentiluomini che hanno altruisticamente messo a disposizione il loro impegno e il loro prestigio per salvare i propri colleghi dalla catastrofe sono Lawrence Paine, Harold Godfrey Wilson, John McCarter,
Robert Griffin e... Sammy Glick.
Era successo tutto cos in fretta che ormai non mi sembrava pi strano che questo stronzetto di ragazzino di redazione si considerasse un portavoce dell'lite degli sceneggiatori, senza che - per quanto mi fosse riuscito di appurare - avesse mai scritto una riga.
Osservandolo al tavolo dei notabili in mensa, quel giorno, continuavo a chiedermi come diavolo sarebbe andata a finire e quante paia di scarpe avesse collezionato finora e se avesse ventiquattro o venticinque anni.
Andando via mi ritrovai a camminare a fianco di Kit.
Facciamo una passeggiata disse lei.
Passammo per il laboratorio del sonoro e per gli altri capannoni, per la Strada di New York e per il Quartiere Latino di Parigi, finch non arrivammo all'isola dei Mari del Sud, dove c'era una piccola spiaggia con dell'acqua vera. Attraversammo un ponticello e ci mettemmo seduti di fronte a una capanna indigena. Il sole di aprile era caldo come lo scenografo comanda.
Conficcai le mani nella sabbia e poi mi misi disteso sulla schiena, a guardare il cielo senza nuvole attraverso una palma sorretta da filo armonico.
Dove siamo?.
Questa era Hollywood fece lei con la faccia seria.
Prima della Depressione.
Se ci vengono a salvare, nasconditi dissi.
Lei fece una risatina che sembr aiutarla ad allentare la tensione.
Si distese anche lei e ci facemmo quattro risate, non tanto per quello che dicevamo quanto all'idea di essere insieme su di un'isola deserta. Lei cominci a dire qualcos'altro, ed io ero pronto a ridere di nuovo, ma rimasi spiazzato.
Questi figli di troia.
Chi? dissi. Ero ancora sull'isola deserta.
Il Comitato dei Cinque.
Che ne pensi?.
Sono in preda al panico rispose lei.
C' chi dice che stanno solo leccando il culo per avere la promozione dissi. E c' chi dice che questo  il risultato dell'oltranzismo del Consiglio Esecutivo. Non so che pensare.
Io invece s disse lei.
Ma perch lo fanno? Che ci guadagnano?.
Non c' una risposta che valga per tutti e cinque.
Stanno facendo tutti la stessa cosa per motivi diversi.
Cominciamo da Larry Paine, ad esempio.
Starla ad ascoltare mi dava la sensazione di osservare un fiume che scorreva troppo rapidamente, senza riguardo alcuno per il paesaggio circostante.
Larry  uno bravo. Ma  un tipo complicato. Non c' niente di peggio che il figlio di pap che a un certo punto si ritrova a soffrire la fame, si prende un bello spavento e decide di farsi da solo. Sta sempre chiuso in casa e comincia a bere non appena sveglio la mattina.
Qualcosa  andato storto. Prendiamo la sua risata. Diventa sempre pi forte e sempre pi aspra e sempre pi non so cosa, solo che in realt non  una risata. E quegli occhi incavati, feriti. E da anni che si coltiva la sua paranoia. Secondo me lui pensa davvero che la Gilda sia stata formata per togliergli la sua individualit!.
L'esame degli altri quattro fu meno approfondito.
Harold Godfrey Wilson  un vecchio ubriacone che non ha pi un'idea da dieci anni, e Jack McCarter  un giovane ubriacone che idee non ne ha mai avute e va nella scia di Wilson.
Bob Griffin era uno dei pi competenti sceneggiatori di Hollywood, un conservatore nato ma franco e onesto. Il problema di Bob  che ha letto troppi editoriali del Megaphone, quelli in cui dicono che ci vogliamo mangiare i produttori a colazione e sostituire Louis B. Mayer con Giuseppe Stalin.
Le motivazioni del signor Glick mi sa che le puoi indovinare da solo concluse Kit. E questi sono i Cinque Saggi, che condurranno gli sceneggiatori fino alla Nuova Gerusalemme.
Quanto seguito pensi che abbiano? chiesi.
 presto per poterlo dire rispose. Hanno ancora dieci giorni per fare proseliti prima della riunione generale.
Nessuno di noi ha esperienza di sindacato. 
difficile dire come incasseremo il colpo.  da un anno che osservo le reazioni degli iscritti mentre me ne sto seduta sul palco. Sono molto umorali. Sar il nervosismo, sar l'individualismo; e comunque - eccezion fatta per la pattuglia dei sinistrorsi - non sono in grado di distinguere una mozione da un'agnizione.
N hanno mai imparato a lavorare insieme sul serio.
Probabilmente agli scaricatori di porto organizzarsi riesce molto pi naturale,  una cosa che viene fuori dal lavoro che fanno; per noi invece  vero il contrario. Siamo abituati a essere messi l'uno contro l'altro. Due o tre volte mi  capitato di lavorare alla stessa sceneggiatura alla quale stava lavorando un altro, senza che nessuno dei due ne sapesse niente. Due galletti nello stesso pollaio.
Perci direi che la Gilda ha cinquanta possibilit su cento di sopravvivere e cinquanta di colare a picco.
Guard l'orologio. Devo andare a lavorare disse, e balz in piedi con grande agilit. E allora, che mi dici? Pensi che per oggi abbiamo affossato abbastanza l'industria cinematografica? Oppure andiamo in ufficio a fare un po' di sabotaggio, e scriviamo le scene pi schifose che ci vengono in mente?.
Sperando che il signor Fineman non scambi per un atto di sabotaggio il mio trattamento di Masaryk dissi mentre ci incamminavamo verso l'edificio degli sceneggiatori.
Furono i Dieci Giorni che Sconvolsero Hollywood.
Un vero terremoto. Gli sceneggiatori si svegliavano nervosi e andavano a dormire spaventati. Si combattevano battaglie verbali le cui conseguenze erano il mal di stomaco e l'insonnia.
Una delle prime vittime fu Julian, che quel Venerd sera pass dal mio ufficio.
Ti andrebbe di venire a pranzo da noi domani? disse gravemente.
Dissi che mi sarebbe piaciuto accettare l'invito, ma che avevo deciso di andare allo studio anche di sabato, perch volevo consegnare il trattamento prima della fine del mese, e con il putiferio che si era scatenato quella settimana ero rimasto indietro col lavoro.
Ho invitato anche Kit disse, c' qualcosa di cui devo parlarvi.
Okay dissi, si vede che mi tocca lavorare stanotte.
Ci recammo da Julian nella decappottabile di Kit. Durante il viaggio passammo dal Westwood Village, sede dell'UCLA, il modello della versione hollywoodiana della vita nei campus universitari, o viceversa; da Sawtelle, la Casa dei Vecchi Soldati, dove i veterani delle guerre pi recenti passano le giornate a guardar passare le automobili; da Santa Monica dei circoli chic e delle spiagge libere,
dove ragazze carine e abbronzate sfoggiano cappelli da marinaio e
ruminano hot dog mentre saltellano a piedi nudi sul marciapiede bollente per raggiungere la sabbia. Poi svoltammo verso nord, lungo l'autostrada che costeggia l'oceano, superando una serie di piccoli cottage decrepiti con nomi tipo Nido della Cornacchia e Villa Joe.
Finalmente raggiungemmo un gruppo di cottage un po' pi recenti, con la facciata non ancora scolorita dalla salsedine. Uno di questi era quello di Julian.
La casa era pulita e compatta come un vascello. La stanza da pranzo stretta e lunga guardava il mare, che era cos vicino che le onde pi grandi facevano schizzare la spuma verso di noi. Blanche era una di quelle efficienti madri ebree che sembrano essere destinate a questo ruolo sin dalla prima pubert.
Non avevo mai visto Julian vestito in maniera cos informale - ampia salopette e sandali da spiaggia -, ma a sembrare disinvolto proprio non ci riusciva. A dispetto della sua naturale gravit, durante il pranzo si industri per sembrare allegro, ma era un tipo troppo sensibile per riuscire a nascondere il suo disagio.
Pi tardi, seduti nella veranda di fronte all'oceano, apprendemmo la causa di quel disagio.
Da quando sono alla World-Wide ci raccont,
lavoro con un incarico settimanale, senza un vero e proprio contratto. Due giorni fa continu tristissimo,
mi hanno offerto un contratto di sette anni. Cinquecento dollari la settimana, all'inizio.
Si ferm, sospir, si rimise la pipa in bocca e scrut il suo oceano.
Allora era tutto vero. Era girata voce che la WorldWide andava proponendo ad alcuni sceneggiatori dei contratti insolitamente allettanti, onde vanificare l'Articolo XII. Ma io non ci avevo creduto. Questo era il primo caso di cui ero diretto testimone. Io e Kit eravamo stati convocati per dirimere la controversia tra Julian e la sua coscienza.
Non aprii bocca, lasciando la parola a Kit.
Se da qui a due anni non siamo tutti quanti liberi da impegni contrattuali, la Gilda ha perso disse. Dio mi  testimone che non ho questa voglia irresistibile di indire uno sciopero. Ma se non siamo nemmeno nelle condizioni di minacciarlo, sarebbe come andare a mani nude all'assalto di una mitragliatrice, e tanto vale chiudere bottega.
Sembrava che Julian stesse per scoppiare a piangere.
Blanche era in agitazione.
Per lei  facile parlare, signorina Sargent. Lei  una scrittrice affermata. Ma questa per Julian potrebbe essere l'occasione giusta. E con il bambino in arrivo....
Ges, che mondo complicato, pensai. Questo ragazzo finalmente ha l'opportunit che aspettava e che merita e che muore dalla voglia di afferrare, e chi potrebbe mai biasimarlo, ed ecco che Kit, la filantropa dagli occhi di ghiaccio, non gliela lascer afferrare.
Se non fosse per la Gilda Julian starebbe ancora facendo il ghost writer disse Kit. Ovviamente, se mai riusciremo a far riconoscere la Gilda, saranno tutelati gli interessi di tutti gli sceneggiatori; ma
in particolar modo quelli di ragazzi come Julian, che da soli non sanno farsi valere.
E il dieci per cento all'agente cosa glielo d a fare?
replic Blanche.
Gli agenti pi di tanto non possono fare. Il primo anno che sono arrivata in questo posto ci hanno tagliato la paga del cinquanta per cento. Probabilmente non lo sapete, ma le uniche categorie che sono riuscite ad opporsi sono state quelle sindacalizzate.
Julian guardava Blanche, poi Kit, poi di nuovo Blanche, come se stesse assistendo ad una partita a tennis.
Cercavo di capire per chi faceva il tifo. Sembrava tristissimo quando parlava Kit ed ancora pi triste quando Blanche replicava.
Lo sapete che sostengo la Gilda intervenne finalmente.
Mi sono iscritto non appena ho potuto. Ma, Dio mio, c' una bella differenza tra cinquecento la settimana e perdere il lavoro....
Ma chi ti dice che perderai il lavoro? si arrabbi Kit.
Lo dice Sammy rispose Julian. Ci ho parlato ieri.
Mi ha detto che se non firmo sono un maledetto idiota.
Mi ha detto che ha saputo in confidenza dalle alte sfere che se non firmo non lavorer mai pi per la World-Wide.
Oh, Sammy, pensai, Tu frenetico maratoneta, Tu bastardo che un tempo odiavo e quasi comprendevo! Tu successo!
Come potete chiedergli di rifiutare? disse Blanche.
Blanche ha ragione, pensai. Blanche ha ragione e Kit ha ragione e i due mai si incontreranno.
Non gli sto chiedendo di rifiutare disse Kit inflessibile.
La decisione devi prenderla da solo. Io posso solo dirti a che cosa serve rifiutare.
Povero nebbish di un Julian, pensai, e la discussione si chiuse l.
Quando ce ne andammo, il sole stava facendo la sua immersione quotidiana, scivolando lentamente dentro l'oceano centimetro dopo centimetro come una donna grassa che ha paura dell'acqua.
Invece di tornare verso Hollywood, ci dirigemmo verso nord senza una meta precisa con la capote aperta e il tramonto che sembrava sfuggirci. L'oceano e le nuvole erano rossi quando ci eravamo messi in macchina, subito dopo si fecero di un colore viola cupo con una falce di luna che dava alla notte una luce soffusa, indiretta. Superammo Malibu, lasciandoci alle spalle le ultime case. La spiaggia era scomparsa e al suo posto c'erano delle tormentate formazioni rocciose a picco sul mare. Dall'altra parte della strada si stendevano pascoli e campi coltivati.
Dall'alto di un tornante Kit disse: Quella laggi  la mia spiaggia.
Sotto di noi non vedevo altro che scogli.
Dalla strada non si vede disse. Intorno ci sono delle rocce troppo alte. L'ho scoperta un giorno che andavo a Frisco e che faceva un caldo boia. E un posto bellissimo per fare il bagno nudi.
Ti andrebbe di farlo adesso? dissi.
Fren di colpo. Okay disse. L'acqua dovrebbe essere abbastanza calda.
Ma come facciamo ad asciugarci? dissi, lievemente in preda al panico.
Dovrei avere qualcosa dietro, nella borsa del tennis.
Speriamo dissi io, niente affatto credibile.
Aveva qualcosa dietro. Per poco non mi ruppi l'osso del collo lungo il sentiero, che scendeva quasi a perpendicolo fino alla piccola spiaggia nascosta e incontaminata.
Gli idraulici della natura avevano fatto gli straordinari per un paio di milioni di anni per ricavarla in mezzo alla scogliera.
Facciamo progressi rispetto alla nostra ultima isola
dissi. A meno che quella luna non sia sospesa a del filo armonico.
L'ho battezzata Laguna di Glick disse. Perch  l'ultima enclave dell'individualismo.
Ci sei venuta con Sammy?.
Lei scosse il capo. Gliel'ho indicata una volta. Ma non si  voluto fermare. E un gioco che non gli ha insegnato nessuno.
Ci spogliammo in silenzio. Riuscivamo a scorgere soltanto le rispettive silhouette. Lei fin per prima, e non mi aspett. Con la coda dell'occhio la vidi muoversi rapida verso l'acqua, le braccia e le gambe e la testa abbronzate quasi indistinguibili nell'oscurit, mentre la porzione del suo corpo che non era stata esposta al sole vista da dietro sembrava un costume da bagno bianco e aderente. Aveva gambe lunghe ed era quasi priva di fianchi, con la vita che formava con le larghe spalle una sorta di V.
L'acqua era cos fredda che mi sentii il cuore come un cubetto di ghiaccio. Nuotavo con furia, deciso a restare in acqua altrettanto a lungo di Kit. Il suo crawl era fluido e ritmato. Mi super, poi torn indietro e disse: Rientriamo?.
S-s-s-s-s risposi con i denti che mi battevano per il gelo. Prima per devo andare sul fondo a ripescare i miei piedi. Non li trovo pi.
Tornano a riva con la corrente mi rassicur lei.
Cinque minuti dopo eravamo vestiti e con gli asciugamani intorno alla testa, caldi e asciutti anche se tremanti.
Stavamo seduti con le braccia intorno alle ginocchia, intenti a riprendere il fiato.
A che pensi? chiese Kit.
A Julian risposi. A quanto mi dispiace per Julian.
Poveretto disse lei.
Non parlavi cos, due ore fa osservai. Ges, se non eri spietata. Avevo quasi voglia di dirgli di accettare il contratto.
Questo era quello che voleva sentirsi dire. Era incerto, e una parola di comprensione sarebbe bastata a far pendere la bilancia dall'altra parte.
Questo discorso non mi piace dissi. Ma proprio per niente. Julian non  un personaggio, che puoi tagliare e riscrivere. Stai giocando con la vita di una persona.
Se decidiamo di fare una cosa, dobbiamo farla fino in fondo ribatt lei. Se vogliamo il sindacato bisogna lottare. Non possiamo fare il sindacato a met. Se c' uno sciopero, o fai il crumiro o fai il picchetto. Non puoi scioperare ed essere dispiaciuto per i crumiri.
E perch no? dissi io. Gli scioperanti scioperano perch vogliono ottenere qualcosa. I poveri crumiri sono nella stessa barca. Una volta al mio paese ho visto picchiare di brutto un crumiro. Era soltanto un ometto disperato, affamato. Fare il crumiro non era il sogno della sua vita.
Questa si chiama compassione disse lei. La compassione va benissimo per un paio di cestini per i poveri il giorno di Natale. Poi per bisogna pensare agli altri trecentosessantaquattro giorni dell'anno.
Il tuo modo di vedere le cose  suggestivo, ma prova ad applicarlo alla nostra situazione. Che cosa credi che sia, Sammy, se non un ometto disperato e affamato?.
Era vero. Era un disperato che va in giro con un completo di sartoria da 150 dollari. Dopo aver pranzato da Marcel's era pi affamato di prima.
Ma Sammy fa pur sempre parte della Gilda dissi.
Secondo me dovreste arrivare ad un'intesa col suo gruppo.
Trovare una specie di compromesso, che ne so. Non mi sembra giusto mettere nei guai i vari Julian.
Sammy  entrato a far parte della Gilda nel momento in cui si iscrivevano tutti quanti e non c'era niente da perdere. Adesso mi sa che  pronto ad abbandonare la nave. Deve solo trovare una bella spiaggia dove rifugiarsi
disse Kit.
Va bene, ma rimane il fatto che il suo gruppo rappresenta una minoranza importante all'interno della Gilda
replicai. Penso che dovreste concedere loro il beneficio del dubbio.
Il guaio con te  che sei troppo buono, perdio disse lei. Ma ci penser su. Ne parler al Consiglio.
Il titolo del Megaphone del sabato seguente era: STASERA GUERRA CIVILE NELLA GILDA!
Ma non si dovette aspettare fino a sera. In cinquanta, sessanta sceneggiatori fummo convocati in una delle sale di proiezione prima di pranzo. Niente di meglio per togliere l'appetito.
L'atmosfera era tesissima. Sembrava un raduno di fili ad alta tensione. Il primo numero dello spettacolo fu il direttore dello studio Dan Young: rotondo, paonazzo, esplicito a costo di essere blasfemo, sembrava credere che la storia di come da camionista era diventato quello che era diventato fosse un argomento formidabile affinch tutti quanti lasciassimo perdere questa scemenza della Gilda e lo studio tornasse ad essere una grande famiglia felice. Arriv a lasciar intendere velatamente che chi non fosse rientrato in seno alla famiglia sarebbe stato accompagnato all'ingresso principale e pregato di non imbrattare mai pi il libro paga con il suo nome.
Applauso di cortesia, ed ecco a voi il ragazzino con i capelli bianchi della famiglia felice, che Young present come uno dei vostri che pare avere un pochino pi giudizio degli altri.
Sammy Glick ci inform che avremmo fatto un passo avanti andando al voto, cos come ci invitava a fare lo studio. Se avesse usato la prima
persona singolare invece di quella plurale avrebbe detto una cosa vera.
Tolta la seduta, Sammy mi si affianc e mi prese per il braccio con fare protettivo. Non ti esporre troppo, Al mi disse. Alla fin fine, ognuno deve pensare per s.
Certo, anche se nessuno c' portato come te risposi.
Me ne tornai in ufficio in compagnia di Kit. Non sarebbe potuta andare meglio disse lei. Quest'adunata ha conquistato pi simpatie a noi che a loro. Avevo paura che questo genere di pressioni facesse scappare gli iscritti dalla Gilda, e invece li ha resi pi compatti.
Adesso s che sono incavolati.
E Sammy dove vuole andare a parare? dissi.
Dipende da che accordo riesce a fare con Young
disse Kit. Spero che non si accontenti di meno di Direttore Generale Responsabile della Produzione!.
Il dipartimento di polizia aveva preso sul serio la previsione del Megaphone sulla guerra civile che sarebbe scoppiata alla riunione di quella sera. C'erano venti o trenta poliziotti, minacciosamente sparpagliati per la sala allo scopo di garantire legge e ordine, che osservavano incuriositi i cinque o seicento scrittori convenuti.
Subito prima che iniziasse la riunione Kit si ferm vicino a me mentre si avviava verso il palco e mi disse:
E allora, Al, a quanto pare facciamo come dici tu!.
Poi prese posto dietro al microfono. Si ravvi i capelli una volta,
con mano ferma, come faceva sempre prima di prendere la parola. L'assemblea percep chiaramente che aveva un asso nella manica.
Nel corso delle ultime settimane, che ricorderemo sempre nostalgicamente come i Giorni del Terrore pausa per la risata, che arriv puntuale, si  fatta una gran confusione riguardo alla questione dell'autonomia della Gilda. A quanti tra noi sono contrari all'affiliazione alla Societ degli Autori perch temono per la nostra indipendenza, propongo che stasera si vada al voto esclusivamente sul principio dell'affiliazione, rinviando l'affiliazione vera e propria al momento in cui gli aderenti alla Gilda saranno del tutto persuasi che ci non comporti cedere il controllo della nostra organizzazione a New York, a Mosca, a Marte o alla sala da pranzo dell'Algonquin.
Mi venne in mente la nostra discussione di quella sera alla Laguna di Glick. Ecco cosa intendeva per fare come dicevo io.
Lawrence Paine si alz in piedi in mezzo alla platea.
Tutti lo guardavano, aspettando che desse fuoco alla miccia. Il suo volto scarno e malinconico era quasi privo di espressione.
Appoggio la mozione della signorina Sargent disse, poi si rimise a sedere.
Tutti scattarono in piedi spontaneamente. Ci fu un applauso di diversi minuti. C'erano scrittori di tutto rispetto che saltavano e lanciavano fischi d'approvazione.
L'ovazione non era per Paine. Era per il miracolo dell'unit e della concordia.
La mossa seguente fu un gran colpo ad effetto. Mi sembra del tutto appropriato annunzi il Presidente,
che la seconda mozione su cui voteremo stasera sia presentata da un iscritto alla Gilda che proprio stamattina ha rifiutato un contratto di sette anni a stipendio raddoppiato.
Julian sal sul palco. Fu accolto da un applauso assordante.
Come  strano, pensai mentre battevo le mani insieme a tutti gli altri: ci consideriamo i disincantati, i sofisticati. E basta la minima dose di emozioni per farci cascare tutti quanti gi dalle sedie.
Julian se ne stava l tra imbarazzo ed eroismo, rigido come un bastone per la fifa, con un foglio di carta scritto a macchina che gli tremava in mano.
Propongo balbett, che quest'assemblea approvi la richiesta rivoltaci dal Consiglio Esecutivo di non sottoscrivere contratti che leghino noi e la nostra opera per pi di due anni a partire da oggi, e
che il sopraesposto Articolo XII rimanga in vigore finch il Consiglio
dei Produttori non avr acconsentito ad aprire un tavolo negoziale con la Gilda.
Questa mozione fu appoggiata nientepopodimeno che dall'intrepido paladino degli sfruttati, Samuel Glick. Sono cinque anni che aspetto che Sammy Glick faccia un passo nella direzione della Fratellanza fra gli Uomini, pensai. Adesso posso morire in pace.
Forse era un passo nella giusta direzione, ma sicuramente non fu compiuto con modestia. Quello sarebbe stato troppo. Sarebbe stata la famosa redenzione dei film.
Sammy lev solennemente in alto la mano per fermare l'applauso. Come portavoce del Comitato dei Cinque
disse, desidero aggiungere che prima di questa riunione ha avuto luogo un incontro tra noi e il Consiglio Esecutivo, nel quale tutte le divergenze sono state superate e ci siamo impegnati ad appoggiare le due mozioni all'ordine del giorno. Come leali membri della Gilda siamo pronti a tener fede a questo impegno.
L'assemblea si trasform in una massa di tifosi dopo che la squadra
del cuore ha messo a segno il touchdown della vittoria. Sammy rimase
vicino al microfono pi a lungo del necessario, a raccogliere gli applausi.
D'improvviso regnava l'amore universale. Gli sbirri probabilmente pensavano che il mondo era impazzito.
Li mandano ad evitare che gli sceneggiatori si scannino tra di loro, e questi bastardi scervellati pigliano e si abbracciano teneramente l'un l'altro.
Da quel momento in poi tutte le proposte passarono per acclamazione. Un tizio si alz e raccomand che l'intero Consiglio Esecutivo della Gilda venisse riconfermato dall'assemblea in segno di fiducia, e tutti noi urlammo Seee!. Poi Kit riprese il microfono e propose di cooptare Paine, Wilson, McCarter, Griffin e Glick nel Consiglio Esecutivo, come segno della volont della Gilda di salvaguardare la posizione della minoranza interna, e tutti noi urlammo di nuovo Seee!. Alla fine ci fu un plebiscito in favore delle due mozioni principali, e la seduta fu tolta e aggiornata nel bar di fronte per i festeggiamenti del caso.
Chi ci riusc si infil nello sciccoso localino, deciso a
trasformare una sera di maggio nel Capodanno; solo che stavolta c'era davvero qualcosa per cui festeggiare.
Sammy, Kit e io sotterrammo l'ascia di guerra dentro una bottiglia di scotch.
Ehi, Kit, che ti avevo detto? continuavo a ripetere, allegrissimo e probabilmente noiosissimo. In questo modo sono tutti contenti. Non  esattamente come dicevo io?.
Oppure tiravo dei pugni sui piccoli, robusti pettorali di Sammy e gli dicevo: Sammy Glick, vecchio bastardo, tu mi conosci. Non ti dico sempre esattamente quello che penso di te? Stamattina allo studio mi sono detto, siamo alle solite con Sammy:  il pi grande
"figlio di un cane" del mondo, perdio. Tipo i prossimamente, no?
Siamo lieti di presentarvi Sammy Glick in Sono un Figlio di un cane. Pi spettacolare della settimana scorsa, pi spettacolare di quando ha preso per il sedere Al Manheim al Record, sempre pi spettacolare. Ma stasera!
Stasera mi hai davvero spiazzato, Sammy. Sei stato bravo e sono orgoglioso di te. Barista, un altro giro, e metti via quei soldi Kit, perdio, stavolta offro io.
Sammy beveva e scherzava, ma non si rilassava mai:
Sono arcicontento, Al. Tu e Kit mi avevate giudicato male, pensavate che fossi contro la Gilda, ma adesso che tutto  stato chiarito penso che quest'organizzazione abbia davvero un futuro.
Dio mio, pensai, parrebbe che Sammy voglia smettere di correre. Forse ha deciso che di strada ne ha fatta abbastanza e adesso pu spegnere il motore e finirla di mettere sotto la gente. Questo pensiero mi rese
molto felice.  incredibile l'effetto di qualche scotch a cervello vuoto.
Il giorno dopo era un sabato e, finito di lavorare a mezzogiorno, Sammy ci port al pretenzioso circolo del tennis di cui era fiero di far parte. Non riuscivo a capire come facesse Sammy ad avere una vita privata, e tanto meno come avesse fatto a trovare il tempo di imparare a giocare a tennis. Cominciammo a palleggiare, ed io pensai qui Sammy dovr ingoiare bocconi amari;
per lui ribatteva una palla dietro l'altra, senza grande stile ma con grande sicurezza.
Quando hai imparato? strillai.
Ho iniziato a prendere lezioni due settimane fa rispose.
Dal miglior maestro d'America. Cinque dollari l'ora. Dovresti andarci pure tu, Al.
Io non ne ho bisogno ribattei. Gioco a tennis da una vita.
In realt stavo giocando di schifo. Ero fuori palla e non ne mettevo in campo una.
Giochiamo per soldi e vedrai che ti batto disse lui.
Ho sempre pensato che il tennis  molto pi utile a studiare il carattere della grafologia e delle altre cose del genere. Ad esempio, a me piace farmi una bella sudata provando a chiudere i colpi a costo di buttarla fuori, senza stare troppo attento al punteggio. Di noi tre, quella che pi si avvicinava a un giocatore di tennis era Kit. Serviva la seconda palla forte come la prima, poi scendeva a rete dove
si faceva rispettare grazie ai colpi al volo e alla propensione al gioco d'attacco. Sammy
invece ti ricordava sempre del punteggio, specialmente se era in vantaggio lui. Giocava in modo furbo e cauto, rimandandole indietro tutte e facendo s che quei suoi goffi colpetti gli fruttassero punti, grazie a una scaltra alternanza di pallonetti e palle corte.
Giocammo un paio di set di doppio con uno dei ragazzini del circolo, che Sammy prontamente si scelse come partner, poi Kit batt Sammy 6-3 e infine Sammy si riscatt battendomi 10-8, nonostante io fossi di un'altra categoria e nonostante una mezza dozzina di set point a mio favore. A far pendere la bilancia dalla sua parte fu il fatto che lui proprio non voleva perdere. Doveva vincere nelle piccole cose come nelle grandi; e pi ci pensavo, pi mi sembrava incredibile che riguardo alla questione della Gilda avesse accettato un compromesso.
Una sera di qualche giorno dopo me ne stavo a letto a leggere quando bussarono alla porta. Sorpreso, mi infilai addosso la vestaglia; seconda sorpresa, era Kit.
Mmmm... adesso s che ho visto tutto! fu il suo commento. Hai qualcosa da bere?.
Ci accomodammo nel cucinino, e versai da bere per entrambi.
Mi sa che abbiamo festeggiato troppo presto disse.
Stasera Sammy e i suoi compagnucci sono venuti alla loro prima seduta del Consiglio. Che  risultata essere anche l'ultima.
Ci risiamo, pensai. Ha ricominciato a correre.
Hanno abbandonato la riunione continu Kit.
Si sono alzati, hanno annunciato con la massima calma
che si dimettevano e hanno abbandonato la riunione.
Ci hanno detto che cosa potevamo farci con le nostre mozioni e si sono dileguati.
Era ancora troppo sorpresa per essere propriamente furiosa. Ma per la prima volta la vedevo in agitazione.
Dio mio! Tutti e cinque? chiesi.
Tutti tranne Bob Griffin. Bob era inferocito. Ha detto:
Ragazzi, ormai Hollywood ha il pallino del colossale.
Ma mi dispiace che il Comitato di cui ho fatto parte vi abbia dato la pi colossale fregatura mai vista. E
ci ha assicurato il suo appoggio al compromesso approvato dall'assemblea e che i Cinque cosiddetti Saggi si erano impegnati a sostenere.  stato un grande. Su di lui avevo visto giusto: spesso siamo in disaccordo, ma le sue convinzioni non sono in vendita. Alla fine mi fa:
Loro dicono che tener fede agli impegni  una cosa da boy-scout. Si vede che non sono ancora cresciuto.
Pensi che Sammy e gli altri siano stati comprati?.
Non lo so, sono troppo confusa per pensare una cosa o l'altra. Ma ho capito che Griffin pensa di s.
Come saranno ricompensati? dissi.
Dondolava la testa stancamente.
Non lo so, Al, non lo so. Sar interessante stare a vedere. Se sopravvivo.
Non dovemmo aspettare a lungo. La mattina seguente cominciarono a girare le prime voci su dieci iscritti alla Gilda che avevano abbandonato l'organizzazione. A
un certo punto non erano pi dieci ma cento. Ci si scambiavano informazioni e sguardi perplessi. Che ne pensate, amici? - ci si
chiedeva tacitamente, pensate che siamo fottuti, pensate che  il momento di abbandonare la nave che affonda? La cosa buffa era che la stessa altalena emotiva che li aveva resi cos forti la sera dell'assemblea plenaria adesso cominciava a piegarli. Sammy, Paine, Wilson e McCarter non potevano avere pi di quaranta o cinquanta seguaci, ma il loro cattivo esempio aveva comunque aperto una falla nella nave.
E prima che si potesse tappare la falla arriv un'altra bordata.
Dan Young ci convoc di nuovo in sala proiezione.
Il suo faccione rosso era corrugato da un ghigno di trionfo.
Ragazzi esord. Se fossi certo che tutti gli scrittori di Hollywood vogliono questa Gilda, credetemi, sarei a favore anch'io al cento per cento. Ma come possiamo prendervi sul serio se non riuscite nemmeno a mettervi d'accordo fra di voi? Alcuni dei grossi nomi si sono gi dimessi, e ci par di capire che le defezioni continueranno. E allora: perch non facciamo finta che non sia successo niente, perch non ci sforziamo di far s che la World-Wide torni ad essere quella grande famiglia che  sempre stata?.
Si ferm e sorrise. Va bene, ragazzi, questo  quanto
fece, disinvolto. All'uscita vi verr consegnato un modulo di dimissioni dalla Gilda. Potete darlo a me, debitamente firmato, in qualsiasi momento nel corso delle prossime quarantotto ore.
Non disse che cosa ci sarebbe successo se non lo avessimo fatto. Non ce n'era bisogno. Ci avrebbe pensato Sammy Glick, ci avrebbero pensato i vari Sammy Glick.
Ce ne restammo l seduti, passivi. Non pensavamo pi collettivamente, ma ognuno per conto suo, spaventato, con la testa alla moglie e alla sceneggiatura che finalmente stava facendo progressi e alla casa a Beverly, o a Westwood, o con vista sull'oceano. Ce ne andammo con in mano quel modulo, il certificato medico di una malattia grave e contagiosa, di cui ognuno pensava di essere il solo a soffrire.
Per tutto il pomeriggio tentai di firmare quel foglio.
Sapevo che se non lo facevo ero un minchione, ma proprio non ci riuscivo. Infilai un foglio di carta nella macchina da scrivere e iniziai a scrivere di Masaryk. Ma mi ritrovai a pensare a che cosa avrebbe fatto Masaryk se gli avessero detto di dimettersi dalla Gilda. Perci mi misi il soprabito e me ne andai a casa. Non mi andava di vedere nessuno, cos presi qualcosa dal frigorifero e cenai da solo, o meglio io e quel maledetto pezzo di carta.
Poi mi sedetti in prima fila per assistere allo scontro tra la mia coscienza e la mia ambizione, una partita molto combattuta con un limite di tempo di quarantotto ore. Lasciai le due contendenti in posizione complicata e chiamai Kit.
Kit? Ti ho svegliata?.
No, sono rientrata adesso. Ho visto un paio di film allo studio. Due porcherie.
Senti, Kit dissi. E tutta la sera che ti volevo parlare.
Mi piacerebbe essere un eroe, perdio, prendere quel modulo di dimissioni, buttarlo nel cesso e tirare la catenella.
Ma  inutile che ci prendiamo in giro. Mi sento come al tiro alla
fune, io sono la corda e le due squadre che tirano.
Mi aspettavo da lei una boccata di ossigeno, ma tutto quello che disse fu: Lo so, Al. E veramente dura.
Oh, Cristo dissi, magari la sto facendo tragica, ma sai com', questo mio film cominciava a venir fuori.
Questa cosa di Masaryk era...  una cosa entusiasmante, e Fineman  un vero gentiluomo; ho un sacco di cose da imparare da lui. Ma a tirare la volata a un Sammy Glick proprio non mi ci vedo.
Se questo ti pu consolare, mi sa che stanno firmando tutti quanti disse lei. A quanto pare ci sono gi duecento dimissioni. Non me la sento di dire alla gente di affrontare il martirio.
Per Julian non ti preoccupavi altrettanto.
Non  la stessa cosa disse lei. E stato quando sembrava che potessimo vincere. Ed  stato giusto provarci.
E poi, boh... non vorrei ragionare da egoista in questa faccenda.
Questo fu un momento solenne, che ricorder sempre come la sua prima manifestazione di affetto nei miei confronti.
Tu firmi?.
No rispose. Ma se devo essere sincera, io sono in una posizione di forza. Quest'anno sono usciti tre o quattro dei miei film migliori. E hanno deciso che il binomio Scritto da Sargent - Diretto da Keeler funziona a meraviglia. Ovviamente questa vicenda pu sempre farli ricredere, ma sicuramente per me ci vuole molto meno coraggio a tener duro.
In altre parole, al mio posto firmeresti.
 un conflitto che devi risolverti da solo, Al rispose.
Ma in ogni caso non penserei male di te. Ormai  troppo tardi.
Va bene, Kit dissi. Grazie. Ci penser sopra. Ci vediamo domani.
La mattina dopo arrivai allo studio con il modulo ancora non firmato, ma la decisione l'avevo presa. Considerato che fino a sei mesi prima, per quanto mi riguardava, gli sceneggiatori avrebbero potuto benissimo dedicarsi al taglio e cucito anzich al sindacato, mi sembrava di aver fatto abbondantemente la mia parte.
Era venuto il momento di fermarsi. Alla fin fine ero andato a Hollywood per scrivere, non per diventare il nuovo John L. Lewis. Perci estrassi il foglietto dalla tasca e ci scarabocchiai sopra il mio nome a gran velocit, come se non volessi sapere che cosa stavo firmando.
Poi mi misi al lavoro sul mio soggetto, la mente sgombra come non la sentivo da un bel po' di tempo.
Poi entr Sammy Glick.
Dopo il suo golpe non gli avevo rivolto la parola. Lo avevo incrociato un paio di volte nella hall e avevo pensato di insultarlo, ma a che sarebbe servito. Gli avevo gi detto tutto quello che c'era da dire quella volta che si era messo a strisciare alle mie spalle per invadere dieci centimetri della mia rubrica, tanto tempo fa. Qualsiasi cosa potessi dirgli a questo punto lo avrebbe fatto ridere e mi avrebbe fatto venire l'ulcera.
Entr con un sorriso che andava dall'orecchio destro al solito fiore all'occhiello. Continuai a battere a macchina.
Si accomod sull'angolo della mia scrivania.
Quando alzai lo sguardo aveva in mano il mio modulo di dimissioni.
Vedo che finalmente ti sei fatto furbo disse.
Cercai di ricordarmi se Sammy mi avesse mai fatto un complimento prima.
Sono venuto a sincerarmi che non avessi fatto la stessa cazzata di Julian continu Sammy.
Julian non ha firmato?.
Ho chiuso con quel cretino disse Sammy. E un caso disperato. Non  in grado manco di pulirsi il sedere.
Povero nebbish di un Julian, un eroe col mal di pancia e le gambe che gli fanno giacomo giacomo.
Bene, visto che la testa non ti serve soltanto per dare colpi contro il muro stava dicendo Sammy, mi sa che posso fare qualcosa per te. In ogni caso Julian beccava troppi soldi, ormai. Ho bisogno di un partner di fascia inferiore per bilanciare il mio cachet. E cos stamattina, mentre mi facevano il massaggio, mi viene la trovata: ma perch non prendo Al? Ha bisogno di un'occasione, e questa  quella giusta. Perci da stamattina sarai trasferito al mio gruppo di lavoro. Stiamo per fare un grande film, proprio oggi abbiamo saputo che la Metro ci presta Clark Gable. Per te sar un credit di prima classe al primo colpo. E se la cosa funziona, ho in serbo un altro progetto ancora pi grandioso, del quale non posso ancora dirti niente.
 molto gentile da parte tua riprogrammare tutta la mia vita dissi, ma che mi dici di Masaryk?.
Ascolta, piccioncino disse lui, e che rimanga tra me e te e Louella O. Parsons: tu stai lavorando inutilmente.
Questo film antifascista non ha dove andare.
Perch credi che la Metro abbia cancellato l'adattamento del libro di Sinclair Lewis? Per il mercato inglese  un disastro. Me lo diceva proprio l'altro giorno un produttore che  appena tornato da l: gli inglesi non vogliono urtare Hitler e Mussolini.
Estrasse il cipollone dal taschino. Ges, devo scappare...
ho un appuntamento con Frank, Frank Collier...
dobbiamo guardare i giornalieri di Monsone. Sta venendo una cannonata. Fatti sentire, tesoro mio.
La porta si chiuse. Se n'era andato. Mi alzai in piedi e guardai il modulo di dimissioni, con la firma che mi aveva fruttato i complimenti di Sammy. Ebbi l'impulso di farci un aeroplanino di carta e lanciarlo in picchiata gi per la strada. Invece lo piegai in due e lo lanciai, strisciolina dopo strisciolina, gi nel cestino della carta straccia.
Quasi mi dispiaceva pi per Fineman che per me, quando dovette convocarmi e annunziarmi che ero sollevato dall'incarico. Non era il suo modo di fare. Si sentiva in colpa e privo di potere. Temo che Masaryk verr accantonato per un po', e al momento non ho un altro lavoro per lei.
Avrebbe voluto dirmi di pi, ma anche se avesse potuto, non ce ne sarebbe stato bisogno, perch i suoi occhi e la sua stretta di mano parlavano per lui.
Tutto quello che voglio da uno scrittore  che mi consegni il materiale, stava cercando di dirmi. Tutto quello che pretendo  che gli piaccia scrivere i film. Questa  l'unica forma di lealt che significhi qualcosa, e se questa lealt la vedo da come lavora, se poi lei passa le serate con le puttane o con i sindacalisti sono fatti suoi.
Ma volevo dirle che il suo lavoro mi  piaciuto, e uno di questi giorni mi piacerebbe fare un film con lei.
Buona fortuna, Manheim.
Durante le due settimane che seguirono il mio agente cerc di farmi avere un colloquio, ma tutti gli studios ripetevano la stessa cosa: al momento non prendiamo nuovi sceneggiatori.
Me ne stavo seduto accanto al telefono, come un generico che aspetta la chiamata della Central Casting.
Quando finalmente squill, all'altro capo del filo c'era un tizio che parlava a cento all'ora.
Cre-ti-no, figlio di un cane, sei un masochista insaziabile, momser che non sei altro.
Ma da dove chiami, dal telefono pubblico? I soldi per dirmi ciao non ce li hai?.
Ma senti questo fece Sammy. Sta affogando e ancora gli va di scherzare. Senti, Al, o mi sono rammollito oppure sono diventato frocio. Fatto sta che voglio darti un'ultima chance.
Non sono stato io, signore, lo giuro, non me le dia pi dissi.
Ascolta, per favore. Non vedo che cosa c' da essere cos allegri,
perdio. E io che continuavo a ripetertelo. Ma tu non ascolti. Sempre a petto in fuori come uno scimmione. Ora ti sei fottuto con le tue mani.
Ma di brutto. Per fortuna io conto qualcosa in questo posto, e forse posso darti un'ultima occasione per rifarti una verginit. Adesso ascoltami. Stasera c' un party a casa di Larry Paine, e io dico che se vieni hai moltissimo da guadagnarci....
Sembrava una buona occasione per scoprire che cosa stavano combinando quei bravi ragazzi. E poi c'era la solita, vecchia curiosit riguardo ai record di velocit polverizzati dal signor Glick.
La casa di Paine era una vecchia piantagione a Bel Air. Il maggiordomo mi pilot fino al bar, dove i Quattro Cavalieri dell'Apocalisse -
Paine, Wilson, McCarter e Glick - intrattenevano una ventina di altri scrittori.
Erano presenti Lorna Flint, la diva del muto riciclatasi
nella scrittura, George Pancake e il mio poeta epico, Henry Powell Turner.
Dopo un paio di drink il party si rivel essere una riunione politica.
Lawrence Paine prese la parola e si congratul con i presenti, padri fondatori di una nuova organizzazione degli sceneggiatori, l'Associazione dei Fotodrammaturghi.
L'Associazione - ci inform - si prefigge in gran parte gli stessi scopi della defunta Gilda degli Sceneggiatori;
ma si tratter di un gruppo pi selezionato, con un programma pi cauto.
A questo punto Sammy candid Paine alla Presidenza, Jack McCarter appoggi la candidatura e Sammy annunzi che Paine era stato eletto
all'unanimit, nonostante la mia mano destra fosse rimasta
rigorosamente all'interno della tasca di riferimento.
Pancake candid Henry Powell Turner alla VicePresidenza.
Turner si alz in piedi - adesso aveva il doppio mento ed era diventato quasi calvo - e notai che nell'afferrare lo schienale della sedia davanti a lui gli tremavano le dita.
Sono desolato, ma non mi sembra opportuno accettare
disse. Infatti, una volta portato a termine il mio attuale incarico, lascer Hollywood per sempre onde tornare a dedicarmi esclusivamente alla poesia.
Fu perci Sammy Glick ad assumere la Vice-Presidenza dell'Associazione dei Fotodrammaturghi.
Dopo che Wilson e McCarter ricevettero le cariche rimanenti, fummo tutti invitati a firmare come soci fondatori.
Pancake firm con uno svolazzo e fece per porgermi la penna.
Ma non eri contrario alle organizzazioni degli scrittori?
dissi.
Ma questa  diversa rispose.
Ben detto! intervenne Sammy. Questi qui non sputano sul piatto in cui scrivono.
Controll la lista zelante. E il tuo nome dov'? fece in tono accusatorio.
Nel mio portafoglio.
Ma come debbo fare con te?.
Torno adesso da una guerra dissi. Non me la sento di farne un'altra.
Non ci sar nessuna guerra disse lui. Ho gi sistemato tutto quanto.
E il riconoscimento? domandai. La Gilda non c' mai arrivata.
Questo ti dimostra a che serve la tua Gilda disse Sammy. Saremo riconosciuti immediatamente. Parola di Dan Young. Che te ne pare?.
Mi pare molto interessante risposi. Dunque tu e Young avete discusso del riconoscimento di un'organizzazione che ancora non esisteva, e tanto meno aveva eletto un portavoce?.
Non mi sembrava una cattiva idea sondare un po'
il terreno disse lui.
Cattiva per chi? Insomma, tu e Dan Young decidete che  sbagliato che la Gilda con novecento membri rappresenti tutti quelli che scrivono a Hollywood, e invece  giusto che lo facciate voi, con le venti persone che ci sono qui dentro?.
Questo  perch sanno che noi abbiamo a cuore l'industria cinematografica replic Sammy. Di noi si possono fidare.
Ah.
Mi mise la mano sul braccio, con fare pi confidenziale che mai.
Vieni fuori un attimo, Al, devo dirti una cosa.
Ci mettemmo a camminare avanti e indietro intorno al bordo della piscina.
Ti ricordi quello che ti ho accennato l'altra volta, quel progetto di cui ancora non potevo dirti nulla? Insomma, ancora non  proprio fatta, ma ci sono ottime possibilit che io smetta di scrivere. Passo dall'altra parte della barricata....
Sammy si interruppe per tirare una profonda e orgogliosa boccata al suo sigaro.
Mi domandai se questo era il compenso che aveva chiesto per distruggere la Gilda. Se per diventare sceneggiatore aveva usato Julian Blumberg come trampolino, per passare tra i dirigenti poteva benissimo utilizzare centinaia di colleghi come un'enorme rampa di lancio.
S, e a me non me ne frega niente fu tutto quello che riuscii ad articolare.
Stai zitto e ascolta ordin. Se questa cosa va in porto, vorrei ingaggiare uno scrittore fisso. Qualcuno che mi sia leale, non so se mi spiego. Che ci guadagni a colare a picco insieme alla Gilda quando ti si presenta un'occasione come questa? Perch per una volta non fai la persona intelligente e vieni a giocare in una squadra di gran classe?.
Sammy, proviamo a non fare le persone intelligenti per questa volta. Solo per questa volta dissi.
La voce di Sammy attravers l'aria come la fredda lama di un coltello. E va bene, Al. Cercavo solo di esserti d'aiuto. Ma se ancora non hai imparato come funziona, e cio ognuno per s e Dio per tutti, in fin dei conti il culo non  il mio. Questo  il tuo funerale.
Sammy si ficc le mani in tasca e se ne torn alla sua Associazione dei Fotodrammaturghi a passi rapidi e a testa bassa, come se dovesse opporsi a una forte raffica di vento.
Stava perfezionando la sua camminata del grand'uomo.
La sera dopo a Hollywood ebbe luogo un'altra piccola riunione. Questa
volta c'era poca gente non perch si fosse ancora agli inizi, ma perch eravamo giunti alla fine.
La Gilda aveva convocato i suoi iscritti, per capire se esisteva ancora. Io e qualche altro stavamo sulla porta speranzosi mentre i superstiti arrivavano alla spicciolata.
Quando la riunione inizi eravamo talmente pochi che il presidente ci chiese di avvicinarci al palco per non dare un senso di desolazione. Fu una triste, splendida riunione piena del calore e della comprensione reciproca che la gente tira fuori soltanto in caso di alluvione o quando le case vengono rase al suolo dalle bombe, o quando muore qualcuno.
Mi guardavo intorno e facevo sorrisi ad amici che non avevo mai visto o ai quali non avevo mai rivolto la parola.
Era strano vedere chi erano gli irriducibili. Alcuni dei pi bellicosi e rumorosi erano scomparsi. Invece c'era Bob Griffin, e nemmeno lui avrebbe saputo spiegare perch. E c'era Julian, pi pallido del solito, spaventato a morte dal suo stesso coraggio, che dalla vita non voleva altro che una casetta gialla sull'oceano, e si condannava al martirio per non avere imparato a correre, n in avanti n a ritroso.
La protagonista della serata fu comunque Kit, grazie ad un discorso di congedo che in qualche modo risult allo stesso tempo duro e idealistico.
Durante quattro settimane di passione la nostra Gilda  stata assassinata da un piccolo gruppo di caparbi
(in mancanza di una definizione migliore) colleghi, coerenti solo con i propri interessi. Il nostro Presidente mi ha chiesto di pronunciare
l'orazione funebre, ma temo che un'elegia sarebbe fuori luogo, perch ho l'impressione che il cadavere non ne vorr sapere di farsi seppellire.
Dopo la riunione Kit, Julian ed io ci trasferimmo alla Barney's Beanery per annegare le lacrime dentro le nostre birre. In un angolo il fonografo a gettoni suonava un pezzo di Louie Armstrong, mentre dal lato opposto del locale due ex stelle del vaudeville cantavano canzoni dall'aria familiare di cui tutti si erano dimenticati.
Eppure quel posto aveva un che di tranquillo.
L'unica nota dissonante fu una recente scoperta di Julian, buona comunque ad arricchire di un nuovo capitolo la saga di Sammy Glick, che tutti conosciamo e ammiriamo.
Ieri, mentre stavo portando via le mie cose dalla scrivania
- tra parentesi, non lavoro pi per la World-Wide
- ho sentito il signor Wilson che gridava come un pazzo... come sapete il suo ufficio  accanto al mio. Non riuscivo a capire che stesse dicendo, ma a un certo punto ho sentito il nome di Sammy, e la cosa sembrava interessante, perci ho messo in pratica un trucco che ho imparato lavorando a quel nostro giallo: ho appoggiato un bicchiere vuoto contro la parete e mi sono messo in ascolto.
Non avevo mai sentito bestemmie come quelle che diceva Wilson. Gridava come un isterico che lo studio lo aveva tradito e dedicava a Sammy tutte le parolacce possibili e immaginabili. Dopo un po' ho cominciato a ricostruire la vicenda. Figlio-di-un-cane-
bastardo! urlava Wilson. Sono dieci anni che voglio
fare il produttore. Perci ti organizzo il fuggi-fuggi dalla Gilda come vuole lo studio. Penso di essere in una botte di ferro ed ecco che ti arriva uno stronzetto che potrebbe venirmi figlio, Dio non voglia, e non mi frega il posto?.
Pareva una strada un po' tortuosa per diventare produttore, ma evidentemente le cose stavano in questo modo. Ridemmo fino a stare male dell'imitazione fatta da Julian di Wilson con la bava alla bocca perch Sammy si era impossessato del frutto del tradimento, ma sarebbe stato ancora pi divertente se in quella storia non ci fosse stato qualcosa di orribile, tutto l'orrore di un feto di nome Sammy Glick schizzato fuori dal ventre materno, per cui la vita era una corsa da vincere a suon di gomiti puntuti e l'unica linea del traguardo era la morte.
Sammy sta rivoluzionando Hollywood rideva Kit.
Non basta pi essere un verme per dormire sonni tranquilli.
Wilson dovrebbe picchettare l'ufficio di Sammy
aggiunsi. Gi Le Mani dai Doppiogiochisti Organizzati!.
Il giorno dopo il mio agente si fece vivo. Ciao disse.
Come te la cavi a lavare i piatti, o a confezionare fiori di carta? Perch faresti meglio a cercarti un altro genere di impiego.
Va cos male?.
 dura rispose. Durissima. Ges Bambino, non lo sapevo che eri uno dei capobanda della Gilda.
Non lo sapevo nemmeno io dissi. In altre parole, sono nella lista nera?.
Se esistesse una lista nera, ci saresti eccome rispose.
Ma Hollywood  piccola, e non c' bisogno della lista nera. Basta un accenno al tuo nome mentre giocano a poker, o mentre sono a pranzo da Chasen; poi si passano parola. Ecco perch avresti dovuto stare al loro gioco.
Lo so. Ho seguito la carriera del pi grande giocatore in assoluto.
Ma di che stai parlando? fece.
Di Joe Di Maggio risposi. Lasciamo perdere.
Ma con la mente mi ero davvero perso dietro al vecchio Joe.
Era la mia ultima sera a Hollywood. La mattina dopo avrei preso il treno per New York.
Dov' che si va a cena? Dev'essere un posto speciale
dissi.
Il Derby mi sembra adatto all'occasione disse Kit.
 l'equivalente hollywoodiano della visita d'addio alla cappella del college.
Al Derby ci mettemmo ad osservare le persone che si osservavano a vicenda.
Che buffo disse Kit. Se ti metti a guardare un animale mentre mangia, quello si ferma. Invece qui al Derby ci sono centinaia di persone che pagano profumatamente per farsi guardare.
E per guardare gli altri.
Tutti si voltarono in direzione della diva straniera che era appena
arrivata con il marito e con il nuovo amante. Camminava tra di loro
con altezzoso orgoglio, come se si trattasse di due barzoi.
Guarda il poveretto disse Kit accennando al marito, un grosso regista europeo che qui non aveva trovato lavoro, e sembrava molto divertito da qualcosa che l'amante della moglie aveva appena detto.
Sa che tutti i presenti stamattina hanno letto di sua moglie e dell'altro tizio nella rubrica della Parsons, e si sente tremendamente moderno, molto Noel Coward.
Nonch vigliacco dissi io.
Guardavo in giro le facce familiari, le facce che non avevo mai visto prima ma che mi sembravano familiari perch rientravano perfettamente negli schemi, le caricature alle pareti che sembravano prendere in giro tutti quanti.
D'improvviso udii una voce familiare.
Ho visto il tuo film, Dave. Straaaordinario!.
Sapevo gi a chi apparteneva prima di scorgerlo a diversi tavoli di distanza. La voce di Sammy era inimitabile.
Si era fermato accanto a Dave Roberts, stendendosi praticamente sul tavolo per abbracciare appassionatamente il famoso regista.
Straaaordinario! stava esclamando Sammy. Mi hai fatto piangere. Lo sai che come spettatore non mi commuovo facilmente, ma giuro su Dio che quando la bambina torna a casa il giorno di Natale e trova la bambola rotta mi hai colpito in pieno e si diede diversi significativi colpetti all'altezza del cuore qui.
Diede alla mano di Roberts una tenera stretta d'arrivederci e fece
ritorno al suo tavolo. Insieme a lui c'erano Rita, un inglese alto ed elegante che avevo visto a casa di Larry Paine e un giovanotto dalla carnagione scura parecchio azzimato.
Chi sono quei due? chiesi.
Quello che sembra una guardia del corpo  l'ultimo acquisto di Sammy disse Kit. Un certo Sceicco Dugan. Sammy ha deciso di fargli fare il tirapiedi d'alto bordo. Da queste parti sono indispensabili, pi dei maggiordomi. L'altro tizio  Sir Anthony Abbott.  arrivato tra squilli di tromba che lo annunciavano come il pi grande scrittore inglese. Fino a questo momento si  distinto esclusivamente nella squadra di polo di Zanuck.
Ti ricordi di quella volta che mi hai detto di aver conosciuto svariati Sammy Glick? dissi. Ti ho preso per pazza, ma ripensando
alla gente che c'era da Paine l'altra sera ho cambiato idea. Tutti
cos diversi l'uno dall'altro - un inglese titolato e un famoso poeta e un esteta omosessuale e un ex giornalista alcolizzato - ma con in testa la stessa idea di Sammy. Tutti a correre.
Sammy corre un po' pi veloce, questo  quanto.
Kit annu. Mi domando se il fascino di Sammy consiste nel fatto che lui  l'id della nostra societ.
Eh?.
Avrai sentito parlare dell'id, il nucleo dei nostri appetiti elementari, che il superego vestirebbe degli abiti della rispettabilit per renderlo presentabile. Evidentemente Sammy non ha mai avuto il tempo di rivestirlo per bene come hanno potuto fare gli
altri, Wilson e McCarter e Sir Anthony, con la loro sammyglickit nascosta dalle buone maniere di Oxford o dalla socievolezza stile beviamoci-questo-alla-mia-salute o dalla morale cristiana cui rendono omaggio ogni domenica se non si sono sbronzati troppo la sera prima.
Credo che sia proprio questo quello che mi ha colpito di Sammy. Non cercava di essere qualcosa di diverso da quello che era. Era la cosa stessa, l'id, allo scoperto.
Non sar una cosa carina, ma era proprio cos.
Dunque Sammy ha l'id dissi. Ed  questo che lo fa correre.
Dubito che le cose siano cos semplici rise lei.
Per scoprire perch Sammy corre molto pi veloce di chiunque altro, dovresti sapere che infanzia ha avuto, se all'asilo la maestra lo batteva, in quali circostanze ha appreso come nascono i bambini, se ha mai patito la fame... dovresti sapere tutto quanto.
Certo, non appena arrivo a New York non avr altra preoccupazione dissi. A parte la quisquilia che devo trovarmi un lavoro.
Sammy aveva pagato il conto e stava per andarsene.
Si accorse di noi e ci salut con la manina.
Osservai Sammy, in piedi vicino all'ingresso, sotto la grande caricatura di Franklin D. Roosevelt, che scrutava la sala come se meditasse una rapina a mano armata, mentre il suo servitore Sceicco lo aiutava a infilarsi nel cappotto di pelle scamosciata marrone. Poi Sammy, con studiata noncuranza, si aggiust il cappello tirolese verde che sulla sua faccia non sarebbe mai stato bene, Rita riemerse dal bagno delle signore e se ne andarono.
Chiss che scarpe porta adesso dissi. Probabilmente qualcosina creata apposta per lui dal suo ciabattino di fiducia, con lacci fatti di capelli presi esclusivamente dalla testa di attrici protagoniste.
Deve averne venti paia disse lei. Chiss perch questa mania delle scarpe.
Forse sta cercando un paio che gli duri pi di un giorno dissi. Se riesco a risolvere questo mistero ti mando un telegramma da New York.
Eravamo sulla nostra veranda a guardare le luci spegnersi su Hollywood ancora una volta.
Parlammo di tutto, della Gilda e di Sammy e di sceneggiatura e della rivolta dei generali in Spagna, ma non era come le belle chiacchierate delle altre volte, perch quella sera le parole potevano essere soltanto un rumore di fondo senza importanza.
Cominciai a notare le cose senza parole, il modo disinvolto, niente affatto da signora, con il quale si sporgeva dalla veranda, senza preoccuparsi di quello che il vento combinava con i suoi capelli. Il modo in cui la luce che veniva dalla stanza alle nostre spalle sottolineava l'ossuta bellezza del suo viso, il modo in cui ci accorgemmo che le nostre mani erano vicine prima che alla fine si incontrassero, e poi quanto parlare fosse diventato ancora pi difficile.
E finalmente dissi: Kit, sono due ore che cerco di trovare un modo fantasioso per dirlo. Dio,  da un sacco di tempo che ti voglio! Credo che tu sappia da quanto tempo, e pensavo che stanotte....
Lei mi guard e vidi come potevano essere belli i suoi occhi quando non erano duri, la domanda che non avevo pronunciato era nei miei e lei si volt dall'altra parte a guardare le luci lontane.
Per me non sarebbe una cosa come un'altra. Sarebbe, capisci, il modo migliore per dirci addio.... Mi sentivo nello stomaco un senso di nausea che ben presto divenne rabbia. Dopotutto io non sono Sammy Glick che morde e fugge.
Ero irritato e credevo che adesso lo fosse anche lei, invece disse: Ascolta, caro, non avrei voluto parlarne pi, ma visto che hai preso il discorso... Con Sammy non ci sarebbero mai potute essere complicazioni.
Lo sai com' fatto, monolitico, un sorso e via, non si scopre mai, niente coinvolgimenti emotivi che lo possano far rallentare. Ma tu, tu sei un tale minchione sentimentale, mi faresti un'interurbana prima di arrivare a Kansas City dicendo che vuoi fare di me una donna onesta.
Mi guard, quasi timidamente, e sogghign: Oppure sarei io a chiamarti.
Tanto bast, e le sue labbra sembravano essere l in attesa e mi venne in mente quella prima volta che avevamo ballato insieme, quando avevo avuto la sensazione che fosse lei a portare. Adesso la lotta era la stessa, gli istinti controllati cos a lungo finalmente si facevano strada con inaspettata violenza, e d'improvviso lei si lasci andare. Diavolo, se sono femminile aveva detto una volta, e mi ritrovai a stringerla, e sentii che il suo corpo accoglieva le mie mani.
Poi eravamo nella camera da letto e io stavo pasticciando impaziente con i suoi vestiti e lei mi ferm, dicendo:
No, Al. Lascia fare a me. Torno subito.
Non capivo, ma capii un minuto pi tardi, quando lei ritorn, il suo corpo asciutto e sfacciato e sicuro.
Ciao disse quasi sussurrando e ci guardammo mentre spegneva la luce grande.
A questo punto temevo che ne avessimo parlato troppo, che non avrebbe funzionato, ma capimmo subito entrambi che si trattava di qualcosa di cui non avremmo mai dovuto preoccuparci. D'altro canto bastava guardare come scriveva, o come dirigeva la Gilda o come giocava a tennis.
Si allung per accendere la lampada accanto al letto.
Ciao dissi io ed entrambi sorridemmo, il nostro nuovo, intimo sorriso. Mi si avvicin e mi mise una mano sulla spalla affettuosamente. Sammy potr anche farsi tutte le ragazze di Hollywood, pensai, ma questo  un altro piacere che lui non conoscer mai, il farsi compagnia a vicenda, le sfumature. Ogni lasciata  persa, mi sembrava di sentirgli dire. Ma certo, gliela do tre volte la settimana, gratis.
Doveva essere passato un bel po' di tempo, perch le luci elettriche si erano dissolte nella notte trascorsa e l'alba era una volta azzurro pallido sopra la nostra finestra.
Kit dissi. Forse avevi ragione. Forse ti chiamerei gi da Needles. Perci perch non fai risparmiare un sacco di tempo ad entrambi e vieni via con me? Ci sposiamo non appena arrivati.
Esit a lungo, ma capivo che non doveva decidersi, stava solo cercando le parole per indorare la pillola.
Al disse lei, tu potresti anche restare, ed io ti darei una mano finch la bufera non fosse passata, ma saresti insoddisfatto. Ti sentiresti fuori posto, proprio come mi sentirei io se dovessi andare via di qui adesso.
Ma Dio sa quante cose potresti trovare da fare a New York.
S, ma sono quattro anni che ho deciso di scrivere per il cinema e sto appena cominciando a imparare.
Adesso che Aurora di Gloria si fa, ho finalmente la possibilit di lavorare a cose interessanti.
Era come se una cortina fosse calata a separarci.
Ecco di che cosa avevo paura disse lei. Di iniziare qualcosa che non possiamo finire. Pensavo che lo avessi capito.
Non avevo nessuna intenzione di capirlo dissi, ma d'altra parte se tu fossi entusiasta di venirmi dietro e di aspettarmi a casa per cena, non saresti pi tu.
Incroci le mani dietro la nuca pensierosa.
Mi mancherai disse.
Me ne stavo nella carrozza ristorante a guardare le sfumature rosate del deserto e a finire in santa pace il mio caff quando lo steward mi pass un quotidiano di Los Angeles.
Avevo preso l'abitudine hollywoodiana di aprirlo direttamente alla pagina degli spettacoli. Vi campeggiava la foto di Sammy, che nell'articolo principale smentiva le voci che lo volevano segretamente
sposato a Rita Royce. Ho enorme rispetto per la signorina Royce
aveva dichiarato Sammy, e abbiamo moltissimi interessi in comune, non ultima la nuova commedia che sto scrivendo per lei. Il solito ritornello: Ma siamo solo buoni amici, ottimi amici.
A questo punto arrivava quello che Sammy chiamerebbe il gioco del cilindrone.
Il signor Glick, tubava l'articolo,  il Ragazzo Meraviglia che ha appena firmato un contratto come sceneggiatore e produttore con la World-Wide.
Ieri sera al telefono si  limitato a una risata di modestia quando gli abbiamo chiesto di confermarci le indiscrezioni secondo cui il contratto porterebbe nelle sue tasche 2.000 $ a settimana.
Immaginavo benissimo quella risata di modestia. 2.000
$ la settimana potevano provocare in Sammy un solo tipo di risata ed io ero contento di non doverla sentire.
Me ne andai nella carrozza belvedere dove mi misi a pensare a quella sera in cui 2.000 $ la settimana erano soltanto un bruciante desiderio che sfrigolava nel suo stomaco ed era consolante lasciarsi trasportare dal treno mentre la distanza tra di noi si allargava traversina dopo traversina.
Ascoltavo le ruote condurre la loro incessante conversazione con i binari. Dapprima il loro rapido chiacchiericcio sembrava soltanto un metallico e monotono scioglilingua ma poi, quando il mio orecchio ebbe preso confidenza con il loro idioma, mi resi conto che non facevano altro che chiedersi a vicenda, all'infinito, Perch corre Sammy? Perch corre Sammy perch corre sammy perch corre sammy perch corre sammy...
...
.
...
Capitolo 9.
...
.
...
 la storia della volpe e dell'uva, direte voi, ma era una bella sensazione quella di essersi lasciati alle spalle Hollywood e Sammy Glick. Non appena arrivato a New York feci qualcosa come duecento isolati a piedi. Mi sentivo su di giri, anche se ero al verde e New York pu essere un posto brutto e solitario per chi non ha soldi.
Recuperai subito un po' dei vecchi amici - quelli che sono pi gentili con te quando ne hai bisogno che quando non ne hai bisogno - e ben presto ero al mio vecchio posto di combattimento, pronto a servire nuovamente la causa del Record e disintossicato da Hollywood.
Riuscivo a guardare un tizio senza chiedermi se era uno da cinquecento dollari o meno, e ad andarmene al cinema e godermi il mio sogno da cinquantacinque centesimi senza che mi si torcessero le budella perch la migliore scena del film era caduta vittima della censura o perch la sceneggiatura veniva accreditata al famoso autore di Broadway sotto contratto, mentre il film l'avevano scritto una mezza dozzina di sceneggiatori di serie B.
E soprattutto potevo congratularmi con me stesso per aver rimosso Sammy Glick dalla mia vita, o per meglio dire per essermi rimosso dalla sua. Ovviamente, di
tanto in tanto non potevo evitare di leggere di lui sui giornali: veniva incluso tra i Dieci Scapoli d'Oro di Hollywood, andava alle Hawaii per una meritata vacanza;
e a volte mi sorprendevo a cercare il suo nome, ma in linea di massima ormai ero in grado di andare avanti con la mia vita come se lui non ne avesse mai fatto parte, confortato dal pensiero che in ogni caso non ne avrebbe fatto parte mai pi.
Dur per quasi quattro settimane. Poi, una sera che ce ne stavamo a chiacchierare pi bevuti che no, la conversazione cadde su Sammy Glick. Uno dei ragazzi era stato a vedere uno dei suoi film, Touchdown, Irish! una drammatizzazione della carriera dei Quattro Cavalieri di Notre Dame che per aveva esattamente la stessa trama di Dacci dentro, Yale!, la sua commedia di football della stagione precedente, e ovviamente cominciammo a scambiarci aneddoti di quando Sammy lavorava al Record, che raccontammo mescolando indignazione, ironia e invidia. Si apr un acceso dibattito sulle sue origini.
C'era chi diceva che veniva dal Bronx, chi da Washington Heights, chi dal Lower East Side, e si fin con le solite scommesse. Ci domandavamo come dirimere la questione, ed io ebbi una folgorazione. Non c'era un archivio di tutto il personale?
Nessuno lo sapeva, ovviamente, perci ululai in direzione di Osborne: Ehi, Oz, non c' una specie di schedario su tutti quelli che lavorano qui? e Osborne non ne era sicuro, dato che lavorava al Record
soltanto da due, trecento anni, e la domanda cominci a echeggiare per tutta la redazione, Ehi, Jack, c' un
archivio del personale in questo posto? e Jack che diceva che aveva sentito dire che c'era, ma non avrebbe saputo dire dov'era.
Alla fine scovammo un ragazzino che aveva addirittura visto l'archivio, e che mi guid nei pi remoti meandri dell'edificio, dove potei continuare la mia indagine su Sammy Glick. Perch avevo ripreso la mia vecchia indagine, anche se mentre scartabellavo tra le schede ingiallite non me ne rendevo conto, e pensavo fosse solo una futile discussione tra ubriachi; invece stavo per dissotterrare il terribile mistero di Sammy bambino.
Le schede mi scorrevano tra le dita, Gang, Gifford, Glennon, poi arrivai a Golden e mi chiesi che fine avesse fatto Glick, cos tornai indietro pi lentamente e scoprii che fine aveva fatto. Pi che leggere i nomi avevo cercato quello scattante monosillabo... Glennon,
Glessner, Glickstein, questa volta ci feci caso e strappai via la scheda, vagamente arrabbiato con me stesso per l'eccitazione che mi aveva preso.
Nome Samuel Glickstein Indirizzo 136 Rivington Street Occupazione Fattorino Precedente Occupazione Fattorino Western Union Telefono no Et 17 anni Altezza 1,70 metri Nome dei genitori Mrs Max Glickstein Indirizzo dei genitori Vedi sopra
Mi domandai quand'era stato che si era tolto quellostein dalla groppa. Mi torn in mente qualcosa che Sammy aveva detto una volta a proposito di suo padre, e mi chiesi che ne fosse stato di Max. Pensai di ricopiare la scheda, ma alla fine mi limitai a mettermela in tasca.
 una debolezza tipicamente umana quella di accumulare nelle tasche una quantit incredibile di cose, tutte assolutamente inutili, e che tuttavia continuiamo a trasferire coscienziosamente da un indumento all'altro.
Fu cos che la domenica seguente misi una mano in tasca e ci trovai la scheda. Gli psicologi direbbero che io quella domenica mi ero portato appresso la scheda di proposito, per una subconscia volont di scoprire le radici di Sammy. E mi sa che gli psicologi potrebbero avere ragione.  difficile poterlo dire con certezza; quello che so  che quella mattina me ne andavo a spasso per Central Park con l'unico proposito cosciente di starmene a guardare le anitre, dar da mangiare ai piccioni e prendere un po' d'aria fresca, e fu con sincera sorpresa che, nel tentativo di estrarre una sigaretta dalla tasca, mi ritrovai in mano la scheda intitolata a SAMUEL
GLICKSTEIN. E quando uscii dal parco e mi incamminai lungo la Quinta Avenue, non avevo la pi pallida idea della mia meta.
Quando mi ritrovai sulla Trentottesima, per, cominciai a sospettare. Pensavo al mio album di ritagli.
Era come se stessi ricostruendo un puzzle e alcuni dei pezzi non si
trovassero da nessuna parte. Adesso ero sulla Trentaquattresima, e la
mia mente era sulle tracce di un fantasma, il fantasma arzillo e impudente di un ragazzino, e il mio corpo andava dietro alla mia mente.
Mezz'ora dopo stavo camminando nel mondo della sua infanzia, una terra straniera di corde per il bucato, case senza uscite di sicurezza, carrettini e bambini dall'aria patita che si estende per troppi isolati lungo l'East River. Percorsi la Avenue A, Alien Street, Rivington Street, pensando all'accusa fascista secondo la quale gli Ebrei si sono accaparrati le ricchezze dell'America;
e qui, dove ci sono pi ebrei che in qualsiasi altra parte del mondo, ce ne sono milioni ammassati in questo ghetto le cui strade portano i nomi dei primi Americani.
I Glickstein vivevano tra una sinagoga e un pescivendolo, in un casamento ornato da scale antincendio corrose dall'umidit. Si aveva l'impressione che un bel colpo di vento avrebbe potuto far crollare quegli stanchi mattoni gi nella stradina. Il cortile emanava un odore tiepido, dolciastro e infinitamente sgradevole che parlava di vecchiezza, di decadimento, di troppe cucine non pulite troppo vicine l'una all'altra. Trovai il nome Glickstein sulla cassetta delle lettere, suonai il campanello del 4C e mi avviai per l'antiquata scala di legno che scricchiol in segno di protesta mentre raggiungevo l'ultimo piano.
Un giovane fragile, con le spalle curve e una carnagione malsana apr la porta di quanto lo consentiva la catena di sicurezza. Mi guard sospettoso attraverso l'apertura.
S?.
D'un tratto la ridicolaggine di questa visita mi sembr lampante. Ebbi l'impulso di girare i tacchi e darmi alla fuga. Ma era troppo tardi. Avevo gi iniziato a spiegare chi ero, perch ero venuto.
Come se lo sapessi.
Mi chiamo Manheim balbettai. Io... conoscevo...
sono un amico di Sammy Glick, vengo da Hollywood.
Sammele!. Sentii gridare una voce di donna.
Israel, apri la porta, sbrigati!.
Dopo che fui entrato lei si alz dalla sedia accanto alla finestra. La finestra era chiusa, perci non stava seduta l per prendere un po' d'aria. Dopo tanti anni doveva ancora essere curiosa di quello che succedeva gi in strada.
Il colorito di chi sta sempre in casa di quel viso emaciato e pieno di rughe era enfatizzato dal fazzoletto di pizzo nero che fasciava la sua testa alla maniera contadina.
La mia apparizione sembrava averla spaventata, perch si affrett a venirmi incontro, guardandomi con un'angoscia negli occhi che mi mise a disagio.
Oi weh's mir, il mio piccolo Sammele! Gli  successo qualche cosa! Mi dica, signore, per favore. La manda lui, forse?.
No, no, signora Glickstein. Ma chi me l'ha fatto fare? mi domandavo.  tutto a posto, va tutto bene, Sammy sta bene.
Per favore, io sono la sua momma, perci se a Sammele gli  successo
qualche cosa io voglio io devo saperlo.
Mi creda, signora Glickstein la dovetti rassicurare.
Non  per questo che sono venuto. Sammy non potrebbe stare meglio.
Ach sospir, cominciando lentamente a calmarsi.
Mi scusi, per favore. Quando io sento che lei viene da parte di Sammele io mi agito....
 da parecchio che non sentiamo Sammy, perci Momma  stata in pensiero, ultimamente spieg Israel dalla faccia giallastra.
Ma Sammele  un bravo ragazzo si affrett ad aggiungere la signora Glickstein. Ogni mese puntuale arriva il suo assegno con la posta. Solo che  sempre cos indaffarato che non ha mai il tempo di scrivere.
Mi guard e il suo volto si corrug in un sorriso. Allora forse lei viene da parte di mio figlio, mi manda a dire qualche cosa?.
Ci risiamo, pensai. L'amico fidato di Sammy che reca il messaggio del figlio devoto. Ma perch mi ritrovo sempre a difendere questo bastardo?
Mi ha pregato di dirle che sta bene ero io che parlavo,
ha detto che anche se non trova il tempo di scriverle vuol farle sapere che pensa sempre a lei.
Per l'emozione la signora Glickstein aveva trascurato l'ospitalit.
Questo  il fratello di Sammy, Israel si riprese.
Israel fece un cenno col capo come un anziano ebreo assorto nella preghiera. E in effetti sembrava un vecchio ricurvo con la faccia da ragazzo. Izzy, vai in cucina e prepara il t, da bravo.
Osservai Israel obbedire in silenzio agli ordini materni. Se la
rassomiglianza fosse solo un fatto di lineamenti, dovrei dire che lui e Sammy si somigliavano molto.
Ma non avrei mai potuto indovinare che erano fratelli, perch la faccia di Israel esprimeva disperazione e amarezza e garbata rassegnazione, ed era curioso vedere come questi sentimenti avessero modellato la sua faccia rendendola cos diversa da quella protesa in avanti di Sammy.
La stanza era ingombra di brutti mobili. L'odore caldo e appiccicoso che avevo sentito dabbasso era solo la lontana anticipazione di quello che regnava incontrastato nell'appartamento, dovuto al legno che marciva e a troppa vita vissuta tra quattro mura.
La strada risuonava delle urla stridenti di ragazzini che giocavano a stoop-ball, degli ambulanti con la loro merce d'occasione, delle donne che si scambiavano pettegolezzi da un balcone all'altro, delle radio al pi alto volume possibile per coprire l'una il suono dell'altra, delle automobili costrette a suonare il clacson per ricordare alla gente che il loro mercato, il loro campo di gioco, il loro centro sociale, la loro arena, era pur sempre una strada.
La signora Glickstein, con cinquemila anni di sopportazione negli occhi, indovin che cosa stavo pensando.
Sammele vuole che dovremmo cambiare quartiere
spieg, ma  meglio qui con la sinagoga accanto, cos che non devo camminare, e il Settlement dove lavora Izzy dietro l'angolo, e tutti nell'isolato siamo amici come da dove veniamo.
Izzy port il t dentro bicchieri fumanti, del salame e del pane giallo. La signora Glickstein e Izzy versarono il loro t dentro dei piattini da cui lo sorseggiavano tenendo tra i denti dei cubetti di ghiaccio.
Poi lei tolse un quadro dalla parete per mostrarmelo.
Era una foto di gruppo la cui didascalia diceva Prime Classi, P. S. 15. Vediamo se indovina chi  lui
mi sfid la signora Glickstein.
Mi domandavo se sarei riuscito a riconoscerlo in mezzo a quelle file di piccole facce serie. Fu una bazzecola.
Il mio dito lo punt senza esitazioni. Primo da sinistra dell'ultima fila, in piedi e un po' pi vicino alla macchina fotografica di tutti gli altri. Faceva una certa impressione vedere la stessa faccia tesa da furetto su quel corpicino in pantaloncini corti e lunghe calze nere spiegazzate all'altezza del ginocchio. Eccolo qui
dissi.
E anche qui fece birichina la signora Glickstein indicando l'estremit opposta della stessa fila. Guardai pi attentamente. Eccolo di nuovo l, per Dio, solo che stavolta la sua faccia era distorta in un enorme ghigno.
Ha fatto il giro di corsa dietro le panche per essere pi svelto della fotografia spieg la signora Glickstein.
Studiai la seconda immagine. Quell'esultanza sulla faccia gliel'avevo gi vista. Nel momento in cui il suo nome era apparso sullo schermo per la prima volta, la notte del suo trionfo teatrale mentre i flash lampeggiavano intorno a lui e Rita Royce. La sua faccia diceva che anche quello era stato un trionfo. Quando la fotografia era stata
affissa nella bacheca della scuola l'impresa di Sammy aveva
sicuramente monopolizzato i commenti, e lo scherno che si leggeva in quella piccola faccia scura rivelava che quello era gi diventato il suo obiettivo.
La signora Glickstein volle sapere quanto pesava Sammy e se per caso si era fatto pi alto e se era un bravo ragazzo e se per caso aveva conosciuto una brava ragazza ebrea. E continu a parlare di quant'era bravo da bambino, filtrando la storia della sua giovent attraverso l'inconscia censura dell'orgoglio materno. Il suo inglese la faceva sembrare goffa e ignorante, ma quando scopr che capivo l'yiddish (anche se praticamente non sapevo pi parlarlo) divenne eloquente e sfoggi quel misterioso senso della poesia che sembra appartenere di diritto a tutti i contadini.
Mentre noi due parlavamo, Israel non diceva una parola, sorseggiando rumorosamente il t o masticando il pane secco. Ma lo strano sorriso con cui accoglieva l'ingenuo ritratto del piccolo Sammele dipinto dalla madre e qualche occasionale commento che non riusc a trattenere fecero capire quello che pensava. Quando la signora Glickstein vantava la regolarit con cui l'assegno di Sammy arrivava ogni settimana, Israel annuiva seccato e mormorava cupo: Certo, certo,  proprio premuroso.
Mentre la madre parlava cominciai a guardarlo sempre pi di frequente, chiedendomi da quanto tempo quest'odio per Sammy stesse lievitando. Questo  quello con cui devo parlare, pensavo, questo  il mio uomo.
Al tramonto udimmo un altro suono, una strana cacofonia cantilenata da un coro di voci basse. Gli Ebrei
Ortodossi iniziavano le preghiere serali nella sinagoga l accanto. Israel fece per andare; io dissi che mi sarebbe piaciuto unirmi a loro. Lui annu, confuso e compiaciuto.
Mentre uscivamo, la signora Glickstein mi benedisse ancora, ci pensi lei al mio bambino, disse mettendomi in mano un sacchetto di carta. Strudel disse,
ancora caldo. Sammele diceva che io facevo il migliore strudel di tutto il mondo.
Cercava di controllarsi e i suoi occhi si inumidivano ancora di pi. E magari gli dice che qualche volta dovrebbe venire a casa a trovare la sua Momma.
Era un piccolissimo lamento per una ferita molto profonda. Mi chiedevo quante altre crudelt di Sammy aveva accettato con la stessa blanda protesta.
La sinagoga era spoglia e dimessa. Tutte le finestre erano chiuse e si respirava a stento. Quaranta o cinquanta uomini, quasi tutti attempati e barbuti, rivolti verso Oriente, verso Israele, si umiliavano davanti al loro Dio fiero ed esigente e guaivano le loro canzoni di dolore senza fine. Io dondolavo insieme a loro, ma in maniera meccanica, perch la mia educazione religiosa era avvenuta nel Tempio Riformato sul quale questi tradizionalisti avrebbero sputato volentieri, e negli ultimi anni mi ero allontanato persino da questo credo un po' diluito, andando di tanto in tanto alle funzioni nei giorni sacri ma sostanzialmente convinto che se l'amore per il tuo prossimo lo porti dentro il cuore non c' bisogno di una sovrastruttura che lo metta in
scena per te. E se no, non ci sar Dio n Chiesa che possa mettercelo. Perci me ne stavo l e a domandarmi: che cos' un Ebreo? Gli antropologi hanno dimostrato che non  una razza, dacch l'unica categoria scientifica  quella dei Semiti, che comprende arabi e assiri, tra i pi fervidi anti-ebrei al mondo. E se invece fosse soltanto una religione, tutti gli ebrei come me andrebbero esclusi dalla categoria. E se invece  una cultura allora in America questa cultura  destinata ad avvizzire, perch i costumi e le tradizioni che
i Glickstein si erano portati dietro alla fine dell'Ottocento possono anche essere stati ereditati da Israel, che stava biascicando una preghiera accanto a me con la yarmolka in testa, ma sono stati buttati a mare come un bagaglio ingombrante da quelli che andavano di fretta, come ad esempio il suo fratellino.
Poi ce ne andammo in una piccola panetteria di fronte alla sinagoga, perch era il posto migliore dove mettersi a sedere, e mangiammo knishes di patate e parlammo.
Israel era stato ingoiato dalla povert del rione.
Da quindici anni lavorava per il Settlement. Da bambino si era ammalato di tubercolosi, e i dottori gli avevano consigliato di trovarsi un clima migliore da qualche parte, ma qualcosa lo tratteneva, un cordone ombelicale che non voleva tagliare.  difficile da spiegare
disse. Starei sempre a pensare a loro. Starei sempre a preoccuparmi. Non parlava con un accento particolare, ma con il tono e la cadenza lamentosi dei canti ebraici.
Riuscite a combinare qualcosa, voi del Settlement?
chiesi.
Annu con aria stanca. Lo so. Certe volte mi sembra di essermi messo a svuotare l'Hudson a mani nude.
La cantilena della sua voce enfatizzava il senso di inutilit. Il tale ragazzo non ha i vestiti per andare a scuola. Tu gli trovi i vestiti, e allora lui non pu andare a scuola perch il padre non ha lavoro. Allora tu gli trovi il lavoro....
Era una lotta disperata. Ed ogni giorno  la stessa cosa, anzi peggio. I Rossi mi dicono: Ma a che serve questo Settlement?  una toppa nel vestito vecchio.
Invece bisogna buttare via il vestito vecchio e farsene uno nuovo. Non lo so, certe volte penso che non siano poi cos folli. Ma dell'altra violenza no, ne ho gi vista sin troppa. E comunque se mollo tutto chi ci va a prendere il latte per il bambino della signora
Fleischman, chi si prende cura del piccolo Irving che ieri ha perso la madre... ?.
Si interruppe, di nuovo sopraffatto dal senso di inutilit.
Israel chiesi,  una specie di vocazione, la tua?.
Mi sa che  una cosa che ho preso dal mio vecchio
disse. Se fosse vissuto secoli fa lo avrebbero messo nella Bibbia. Qui nell'East Side lo chiamavano tutti Papa Glick. Mi ricordo da bambino, Papa portava sempre a cena qualcuno che non aveva da mangiare, anche quando ce la passavamo male pure noi. Mi ricordo che una volta per la Pasqua ebraica port a casa addirittura un vagabondo irlandese che aveva incontrato sulla Bowery, e il mangiapatate si commosse fino alle lacrime per la cerimonia. Se c'era un qualche problema, i vicini venivano sempre a cercare Papa. Lo chiamavano nel cuore della notte, nemmeno fosse un dottore.
Povero Papa Glick.
Dov' adesso?.
 morto quando Sammy aveva tredici anni.
Come  morto, Israel?.
 finito sotto una macchina. Una sera che tornava a casa col suo carrettino. Povero Papa. E stato come se volesse farsi mettere sotto.
Perch dici questo?.
Lasciamo perdere disse lui. Quello che  stato  stato. Adesso che mio fratello  uno importante potrei sembrare geloso.
Ma non ti piacerebbe essere Sammy?.
Io essere Sammy! disse. Piuttosto mangerei un maiale vivo.
Andava d'accordo con vostro padre? chiesi.
Com'era da ragazzino? Con me puoi parlare tranquillamente.
Stavo cercando di dirgli che ero dalla sua parte, e lui sembr capirlo.
Israel era uno di quegli ebrei che non possono fisicamente sembrare arrabbiati. Se decidono di sembrare arrabbiati riescono soltanto a sembrare ancora pi malinconici.
Ha spezzato il cuore di Papa disse. Ha tolto a Papa la voglia di vivere.
Cos' successo? chiesi. Che cosa ha fatto?.
 una lunga storia disse Israel. Lo so che  terribile dire questo del proprio sangue ma, dinanzi a Dio, se dovesse schiattare in questo minuto io non farei nemmeno shiva.
Uscimmo dalla panetteria che si era fatto scuro e i pallidi ragazzini sembravano dei folletti intenti a farsi i dispetti tra un lampione e l'altro. Avevo ascoltato il racconto di Israel, un racconto triste e rabbioso, pieno di lacrime e di maledizioni e, mentre camminavo lentamente verso la metropolitana attraversando le strade disordinate di quel ghetto, mi venivano i brividi quando incrociavo tutte quelle piccole creature che avrebbero potuto essere Sammy Glick.
Il racconto di Israel era stato affascinante e insoddisfacente abbastanza da farmi venire la voglia di continuare a giocare a Sherlock Holmes, solo che la mia missione mi sembrava pi importante di acciuffare un assassino. E c'erano ancora parecchie lacune da colmare.
Ma Israel mi aveva fornito degli indizi preziosi. Mi aveva raccontato della prima insegnante di Sammy, la signorina Carr, che era tuttora alla P.S. 15. E di Foxy Quattrocchi, il figlio degenere di un sarto, idolo dei ragazzi che bivaccavano intorno al negozio del padre all'angolo della strada.
Alla prima occasione ci tornai. Mi infilai nel cortile della scuola di Sammy. I ragazzi si accalcavano per assistere ad una zuffa.
Ammazza questo sporco strozzino strillavano.
Dagliele nei kishkes. Tornatene in Palestina, tornatene in Irlanda, tornatene dal Papa. Bruciavano di un
odio ereditato cos alla svelta che era facile commettere l'errore di credere che ce l'avessero nel sangue.
Quei ragazzi non si picchiavano come fanno i bambini.
La cosa era alquanto professionale. Combattevano serissimi, schivando, tirando colpi di disturbo e danzando intorno all'avversario. Andavano al corpo a corpo, martellavano sul fegato, si staccavano e riprendevano a scambiarsi pugni con perfetta scelta di tempo. Questi non erano bambini ma stagionati combattenti, veterani pieni di cicatrici di sette o otto anni, perch l'East Side  come un gigantesco ring attraverso le cui corde tutti devono passare non appena nati.
Sopra la palizzata in fondo al cortile, un bambino che non sembrava poter avere pi di sei anni stava coscienziosamente incidendo la solita oscenit a lettere di gesso alte trenta centimetri, che rimasero l a sfidare disperatamente il mondo ostile, riassumendo in due brevi parole la Weltanschauung che probabilmente Sammy aveva iniziato a respirare alla stessa et e nello stesso posto.
Non mi aspettavo di trovarla, e invece la signorina Carr era sempre l. Di mezza et, instancabile, loquace e non cos nervosa come ci si aspetterebbe da chi per anni e anni ha dovuto lottare per tenere testa a classi insubordinate e troppo numerose.
Mano a mano che parlava il suo ricordo di Sammy andava riaffiorando, le tornavano in mente episodi che credeva di aver dimenticato e lei me li raccontava volentieri, un po' perch orgogliosa della sua memoria,
un po' perch le imprese di Sammy bambino non cessavano di affascinarla.
C'era in particolare un momento che non avrebbe mai dimenticato: il primo giorno di scuola di Sammy. Dopo che me lo ebbe raccontato capii che non lo avrei mai dimenticato neppure io. E anche se Sammy lo avesse dimenticato, ormai era diventato parte di lui.
Mentre mi accomiatavo, la signorina Carr disse:
Dunque adesso  un famoso sceneggiatore. Aveva le doti per diventare un brillante studioso, ma col passare degli anni perse interesse nella scuola. Che poi  il problema principale di tutti i nostri allievi. La P.S. 15
 una piccolissima parte della loro istruzione. La vera scuola  la strada. E l Sammy era davvero uno studente eccezionale.
Si tolse gli occhiali e cominci a pulire le lenti e d'un tratto vidi quanto fosse vecchia e stanca. Ma noi non possiamo farci niente. Certe volte mi siedo qui e mi metto a guardare dalla finestra e mi sembra tutto inutile, con le cose che imparano l fuori, per la strada.
E allora andiamoci per questa strada, alla ricerca di quell'altro tipo di scuola in cui Sammy aveva compiuto i suoi studi umanistici.
Anche questa era ancora l. Il vecchio sarto era morto e nel negozio adesso c'era Foxy Quattrocchi, i cui occhi storti e furtivi ti guardavano maliziosi da dietro un paio di lenti spesse un centimetro e mezzo. Aveva il mento sfuggente e le guance paffute e quando cominci a parlare fece sfoggio di una bocca piena di denti cariati e di un vocabolario al cui confronto Sammy era l'Arcivescovo di Canterbury. Le pareti della bottega erano adorne di raffigurazioni dell'anatomia femminile, ritagliate con amorosa cura dalle pagine di periodici quali Film Funs e Police Gazettes.
Sono un amico di Sammy Glick dissi. Mi ha detto di passare a trovarla, se mai fossi capitato da queste parti.
Cristo disse, il buon vecchio Sammy! L'uomo di successo! Lo dicevo sempre che avrebbe fatto fortuna, ma proprio nel cinema non l'avrei mai detto.
La sua risata era stridula e indecorosa. Mi ricordo di quando....
Mi lasciai dietro le spalle Rivington Street, ma non l'odore di Rivington Street, il rumore, le facce. Nei giorni seguenti continuarono a tornarmi in mente, dovunque fossi, qualsiasi cosa stessi facendo. Ho visto un film dei Dead End Kids. A confronto di Sammy sono altrettanti Capo Sestiglia dei Boy Scout. Con un vocabolario un po' pi colorito, magari, ma il male non lo conoscono, e adesso io so che il male pu far parte dell'infanzia.
Il bellissimo sogno americano di ragazzini che giocano ai pirati a piedi nudi o che sguazzano come rane in un laghetto, i cappelli della domenica, gli amori tra fanciulli, i giorni di scuola, il non fare agli altri quello che..., il fidanzatino vergognoso, la reginetta del girotondo col vestitino di cotone, Tom Sawyer e Penrod e Andy Hardy nell'interpretazione della Stella d'America Numero 1, Mickey Rooney, non perdetevi questo commovente quadretto di vita familiare, vicino a
casa vostra al cinema di Rivington Street, soggetto e sceneggiatura di Sammy Glick.
E l'infanzia di Sammy? Venghino, signore e signori, a vedere l'uomo che non  mai stato giovane. Una serie di flash si andavano sovrapponendo come in un montaggio da incubo, con la faccia di Sammy che incombeva su tutti quei terribili sketch della sua non-infanzia.
In Europa Max Glickstein faceva il tagliatore di diamanti, orgoglioso del suo mestiere e della sua religione. Dopo che il primogenito venne ucciso in un pogrom, se ne and in America con la moglie e l'altro figlio. Il bambino mor durante la traversata. Dobbiamo essere coraggiosi, Momma
cercava di consolarla Max. Forse Dio sta cercando di dirci che nel nuovo mondo non porteremo con noi niente del vecchio. Avremo nuovi figli, piccoli Americani. In America troveremo una nuova felicit, e la pace.
E trovarono Rivington Street. Ma niente diamanti da tagliare.
Dopo un po' di tempo Max trov un lavoro come tagliatore di vetro a dieci dollari la settimana. Vetro si lamentava. Qualsiasi somaro  capace di tagliare il vetro.
Ma i diamanti?.
Per diversi anni tagli il vetro tutti i giorni tranne il Sabato, in cui adorava il suo Dio, e la Domenica, in cui i cristiani adoravano il loro. E la moglie gli diede altri due figli, prima Israel e cinque anni dopo Shmelka. La levatrice non credeva che Shmelka ce l'avrebbe fatta a sopravvivere.
Pesava soltanto due chili. Ma che nebbish
diceva la levatrice. Se fosse un micino lo annegheremmo. Ma la sopravvivenza del pi adatto  un processo pi complicato, tra gli animali pensanti. Anche se pensano in modo semplice, come Mamma Glick, che continu a spingere le sue grandi mammelle nella bocca del figlio quasi a soffocarlo, finch quello non lanci un urlo e riprese vita.
Siccome il bambino era gracile, la mamma pass tanto di quel tempo con lui che la sua crescita fin col risultare precoce. Camminava gi prima di compiere un anno. Parlava prima di compierne due. All'et di tre anni e mezzo si cambi il nome. Uno degli amici di Israel gi lo prendeva in giro: Come hai detto che ti chiami, Smerda?.
Un giorno Momma lo chiam: Shmelka, vieni qui e lui non rispose. Lei lo chiam nuovamente.
Non mi chiamo pi Shmelka disse.
No? disse Momma. E come ti chiami?.
Sammy.
Sammy era il nome di un ragazzino che viveva dirimpetto, continuamente richiamato ad alta voce dalla madre.
Quando ci fu lo sciopero Sammy aveva quattro anni. I
tagliatori di vetro volevano dodici dollari e cinquanta la settimana.
Papa Glick adesso era un caposquadra, e ne guadagnava sedici, ma si ricordava benissimo di che cosa significava vivere con dieci dollari la settimana. E adesso era ancora peggio, con la guerra e i prezzi che salivano. Scioper insieme ai suoi operai.
Signor Glickstein, non faccia il minchione disse il proprietario.
Nel giro di due, tre anni lei potrebbe anche diventare comproprietario. Cos lei si taglia la gola, altroch! E poi a che serve lo sciopero, se posso prendere tutti gli immigranti che voglio (lui stava in America da ventanni, e poteva guardare dall'alto in basso gli stranieri) al posto loro?.
La voce di Papa Glick risuon profonda e sicura, come se stesse leggendo dalla Bibbia. Posso fare a meno dell'onore di essere comproprietario di un'azienda che sfrutta i dipendenti.
Ma c'era un punto sul quale il padrone aveva ragione.
Poteva prendere tutti gli immigranti che voleva. Lo sciopero and avanti per sei mesi... per un anno... e non riebbero pi il loro lavoro.
I vicini diedero una mano ai Glickstein, cos come Papa Glick aveva sempre fatto con loro. E qualche centesimo lo rimediava come Cantore alla schule il sabato. Ma lo avrebbe fatto volentieri gratis e spesso l'aveva fatto. L in sinagoga, dov'era forte della sua yarmolka e del suo barbone, l la vita per lui era ricca di soddisfazioni. Il resto era solo quello che serviva per mantenersi in vita.
Cosa che i Glickstein facevano a malapena. Sammy giocava per la strada senza scarpe. Per il suo quinto compleanno gli passarono quelle smesse da Israel. Ma erano sempre troppo grandi di diverse misure, e gli altri bambini ridevano di lui che camminava come un pagliaccio. Se si metteva a rincorrere i suoi persecutori le scarpe volavano via, e lui non poteva far altro che afferrarle e tirarle contro il nemico pi vicino.
Alla fine Papa Glick abbandon ogni speranza di tornare a fare il suo mestiere. Era troppo vecchio. L'America era una terra per i giovani.
Si procur un carrettino, come avevano fatto tutti gli altri.
Vendeva camicie, cravatte e calze, tutto a venticinque centesimi al massimo. Ma c'erano troppi carrettini e pochi clienti.
Perci Sammy dovette mettersi a vendere i giornali. Era alto un metro. Avrebbe voluto giocare. Non capiva perch i giornali non poteva venderli Israel. Ma per Israel si avvicinava il bar mitzvah. Usciva di scuola alle tre e restava a studiare nel cheder fino a ora di cena. Papa era orgoglioso di lui. Il Melamud gli aveva detto che Israel prometteva di diventare un vero studioso del Talmud. E tutti sapevano che il Melamud non aveva mai una buona parola per nessuno tranne che per Dio. Dio ha dato a mio figlio il cuore e il cervello di un rabbino si andava vantando Papa.
Sammy si caricava dei suoi giornali e se ne andava su e gi per la Quattordicesima Strada strillando di una guerra in Europa. Tornava a casa con la gola secca e trenta o quaranta centesimi in monete da un cent. Contava le monete e diceva: Per Dio, mi ammazzo a strillare per niente.
Papa Glick sollevava lo sguardo dal suo libro di preghiere.
Per favore, non portiamo un simile linguaggio in questa casa.
Senti chi parla rispose una volta Sammy. Lo sai che ha detto Foxy Quattrocchi... dice che non me ne dovrei andare a vendere i giornali se tu non eri un minchione e lasciavi il lavoro. Dice che gliel'ha detto il suo vecchio.
Silenzio disse Papa Glick.
Dice che lo sciopero ci ha fottuti disse Sammy.
La mano di Papa Glick batt contro la guancia di Sammy.
Gli lasci un marchio rosso sulla pelle bianca, ma non fece rumore. Aveva sei anni e aveva gi imparato l'astio.
Papa, per favore intervenne la signora Glickstein.
 cos piccolo, come fa a sapere quello che dice... lo sente per la strada.
Vedrai che cos lo dimentica, quello che sente.
Diverse settimane dopo Sammy torn a casa con un dollaro e settantotto. Papa, Momma e Israel lo attorniarono felici.
Sammy, hai venduto tutti i giornali? domand Papa stupefatto.
S disse Sammy. C'era un tizio all'altro angolo che vendeva parecchio perch strillava GLI STATI UNITI POTREBBERO
ENTRARE IN GUERRA. Allora ho chiesto a un cliente se nel giornale c'era niente, di questa roba. Ha detto di no, e allora ho pensato di vendere di pi pure io. Perci mi sono messo a gridare GLI STATI UNITI ENTRANO IN
GUERRA e cribbio se non correvano a comprare!.
Ma era una bugia disse Papa Glick. Vendere i giornali in questa maniera  lo stesso che rubare.
Ma tutti quanti inventano i titoli disse Sammy. Perch non ti fai furbo?.
Sammy lavor per un anno, poi cominci ad andare a scuola.
Il primo giorno alla P.S. 15, Sceicco continuava a fissarlo.
Sammy avrebbe voluto ascoltare quello che stava dicendo la signorina Carr, ma non riusciva a concentrarsi un granch, perch si sentiva i piccoli occhi scuri di Sceicco addosso.
Tutti conoscevano Sceicco. La sua vecchia era italiana e il suo vecchio era irlandese e i vicini li sentivano litigare ogni sera per stabilire chi dei due era il miglior cattolico. Avendo ripetuto l'anno due volte lo Sceicco era il pi vecchio della classe. I compagni di scuola non lo chiamavano lo Sceicco per via della bellezza, ma perch si sussurrava che sapesse gi cosa si faceva con le ragazzine.
Girava una voce secondo la quale se ne era gi fatta una, ma probabilmente l'aveva messa in giro lo stesso Sceicco, noto millantatore che tendeva ad attribuirsi tutte le imprese del fratello maggiore.
Lo Sceicco pass un'ora intera ad odiare Sammy con tutte le sue forze. Il fatto era che Sammy si era seduto al suo posto, quello che lui aveva occupato per due anni. Lo aveva fatto presente, ma Sammy aveva rifiutato di spostarsi.
Okay, sporco giudeo sibil Sceicco. Ci vediamo fuori.
Era ora di pranzo. Alcuni degli alunni stavano organizzando un qualche gioco con la palla. Sammy voleva giocare.
Dopo scuola lo attendeva il cheder. E poi i giornali da vendere. Ma da grande Sammy voleva diventare uno sportivo. Aveva visione di gioco ed era veloce. Ma adesso doveva vedersela con Sceicco. Sceicco era pi grande di due anni, pi alto di mezza testa. E Sammy se ne rendeva perfettamente conto. Probabilmente gli avrebbe fatto sputare le budella a calci nel sedere. Ma non aveva paura.
Solo gli dispiaceva di non poter giocare con gli altri.
Segu Sceicco dall'altra parte della strada, fino a un terreno recintato da assi di legno e pieno di vecchie scatole di latta e di tutto quello che la gente aveva pensato bene di gettarci dentro.
Non appena entrati lo Sceicco gli moll un pugno. A
Sammy schizz sangue dal naso. Sammy non vedeva pi
niente e sentiva il naso pi grosso della faccia, ma si fece sotto barcollando. Sceicco lo colp di nuovo sul naso.
Sammy cadde a terra. Lo Sceicco lo riemp di calci, sput sulla faccia insanguinata, e tremando tutto per l'odio che lo aveva invaso cominci a strepitare, finch non divent una specie di salmodia: Hai ucciso Cristo. Hai ucciso Cristo....
Dato che Sammy non reagiva pi, Sceicco lo lasci dov'era e se ne and a mangiare. Sammy cerc di starsene l finch non smetteva di sanguinare, ma non smetteva, perci dovette tornare a scuola in quelle condizioni.
La signorina Carr accorse e lo port nel bagno delle ragazze.
Mentre gli lavava via il sangue lui se ne stava l, tremendamente bianco e tremendamente silenzioso. Niente lacrime. Soltanto la bocca contratta e gli occhi tristi.
Credo che il naso sia rotto disse lei.
Non mi fa tanto male disse Sammy.
Vieni in segreteria a metterti un po' disteso.
Cribbio, guarda dove sono! Non voglio farmi vedere nel cesso delle ragazze.
Non sapeva come prenderlo. Era nuova della scuola, e ragazzini cos non ne aveva ancora visti. Se si fosse messo a piangere avrebbe potuto consolarlo come si fa con i bambini. Ma lui non piangeva.
Ehi, ma che cos'aveva quello, che diceva che io ho ucciso Cristo? Sporco bastardo.
Queste cose non si dicono disse la signorina Carr. Cristo  morto affinch tutti si perdonino l'un l'altro e si amino fraternamente.
S? disse Sammy. E Sceicco? Non ci crede in Cristo?.
S, ci crede disse la signorina Carr, ma....
Mi devo sedere disse Sammy, mi gira la testa.
La signorina Carr tent di abbracciarlo, ma lui si ritrasse.
Era come un piccolo animale ferito che ringhia contro la mano che cerca di aiutarlo.
Non ti preoccupare disse lei. Far un discorsetto a Sceicco. E dir ai ragazzi pi grandi di proteggerti.
Ma Sammy scambi la comprensione per piet. Non c' bisogno! Non sono una femminuccia. Mi difendo da solo.
Sceicco si sentiva chiamato a vendicare Cristo praticamente ogni giorno. Per Sammy essere picchiato divenne parte della routine scolastica. Non cercava mai di sottrarsi, di eclissarsi in qualche modo. Si limitava a prenderle con la rassegnazione dello sparring partner. Tornava a casa ogni sera con gli occhi gonfi o col labbro tagliato e la madre lo stringeva tra le sue braccia e piangeva,
Sammele, Sammele, ma lui non si univa mai al suo pianto, rimaneva rigido tra le sue braccia, come un estraneo.
Dopo un po' di tempo Sceicco non ci trov pi sugo.
Era diventato un lavoro manuale, come essere impiegato al mattatoio. Sceicco cominci a cercarsi vittime che dessero pi soddisfazione. Gli rimase addosso persino una sorta di paura nei confronti di Sammy. La vittima aveva finito col trionfare. Sammy poteva rispondergli quando e come voleva. Tanto Sceicco non avrebbe potuto far altro che picchiarlo per l'ennesima volta. Tutta la sofferenza che Sammy aveva ingoiato senza mai piangere aveva formato una dura fredda palla di novocaina nella bocca dello stomaco che rendeva immune il suo sistema nervoso.
Gli anni scorrevano veloci. Sammy imparava. La povert dei Glickstein condizion la sua vita, ma in modo diverso rispetto a Israel. Era sempre lesto a guadagnarsi un dollaro.
I bambini cristiani erano soliti mettersi in testa cappelli ebraici nei giorni di culto e mescolarsi ai coetanei ebrei, in modo da accaparrarsi i regali in sinagoga. Questo diede a Sammy un'idea. Il sabato se ne andava per le varie missioni della Boivery e lasciava che quelli con Cristo sempre in bocca lo convertissero. A venticinque centesimi la conversione.
Tornava a casa con settantacinque centesimi che gli cantavano in tasca. Il padre, tentando di conservare la poca autorit che gli restava, quella di cui godeva a casa sua, pretese di sapere come mai Sammy non era al cheder. A Sammy il cheder faceva schifo. Tre ore al giorno chiuso in una stanza puzzolente con un arcigno Rabbo che ti insegnava una massa di stronzate sulle leggi Ebraiche. Non si va in prigione per aver infranto le leggi Ebraiche. Si va in prigione se non hai soldi e ti beccano a rubare, o se non paghi l'affitto.
Potevo guadagnare un dollaro disse Sammy.
Sammy! tuon il padre. Toccare denaro il giorno dello Sabbath! Che Dio ti fulmini!.
Papa Glick prese i soldi e li butt gi dalle scale.
Sammy guard con occhio torvo suo padre, cos come aveva guardato Sceicco, cos come stava cominciando a guardare il mondo intero.
Minchione! grid Sammy, con voce stridula per la rabbia.
Pigrone figlio di un cane.
Il padre non gli rispose. I suoi occhi erano chiusi e le sue labbra si muovevano. Sembrava che gli fosse venuto un colpo. Stava pregando.
Sammy scese dabbasso e cerc le monete finch non le trov.
Sua madre lo raggiunse e sedette sulle scale accanto a lui.
Non se la sentiva di sgridare Sammy. Le dispiaceva per Papa ma le dispiaceva anche per Sammy. Si rendeva conto che in America la vita corre troppo veloce per gli ebrei. Non c' abbastanza tempo per pregare e per sopravvivere. Le vecchie leggi come non toccare denaro nel giorno dello Sabbath...
era difficile farle funzionare. Israel poteva tentare di vivere secondo quelle leggi, ma Sammy no. Sammy la spaventava.
In Europa c'erano ebrei che facevano i ladri ed ebrei avari ed ebrei ricchi che non si degnavano di rivolgere la parola ai poveri, ma uno come Sammy non l'aveva visto mai.
Sammy non era pi un vero ebreo. Ormai era tale e quale ai piccoli mangiaspaghetti e mangiapatate che bestemmiavano e si picchiavano e imbrogliavano. Arrivava a dubitare che fosse davvero uscito dal suo grembo. Era uscito dal ventre molle di Rivington Street.
Quando Papa Glick scopr come Sammy aveva guadagnato i suoi settantacinque centesimi, cominci ad andare in sinagoga quattro volte al giorno anzich due. Implorava Dio di salvare Sammy.
Sammy rimase vergine fino a undici anni. Di cicogne, ad ogni modo, non sent mai parlare. Quando dormiva ancora nella culla sentiva il cigolo del letto e il concitato respiro dei genitori nella stessa stanza. La mancanza di spazio toglieva ogni mistero al sesso. Quando Sammy si dava alla fuga per sottrarsi alle bande che per Halloween se ne andavano a caccia di ebrei con le calze riempite di pietre, gli
capitava letteralmente di inciampare in una coppia che approfittava
dell'ombra del corridoio dietro le scale.
Un bel giorno Sammy si trovava nel negozio di Foxy quando entr Shirley Stebbins. Shirley era parecchio pi grande dei ragazzi, avr avuto sedici se non diciassette anni.
Era alta e magra e fosse stata un po' pi in carne avrebbe avuto un fisico davvero sexy. La gente diceva che la famiglia se la passava male perch lei andava alle superiori anzich lavorare. Non era dura allo stesso modo delle altre ragazze. Tutti la chiamavano la Musona perch la sua faccia era sempre piegata in una accigliata espressione di scontentezza. Foxy Quattrocchi aveva avanzato l'ipotesi che fosse frigida, facendo risalire questa condizione ad una notte in cui il padre si sarebbe infilato nel suo letto mentre la moglie era in ospedale.
Foxy, sono nei pasticci disse la ragazza. Mi servono assolutamente dieci dollari.
Assolutamente, eh? disse quello, riuscendo a controllare la voce mentre le metteva una mano addosso. Si possono fare un sacco di cose con dieci dollari.
Ammicc ai ragazzi come se avesse detto qualcosa di spiritoso.
Un certo Eddie, che aveva qundici anni e una certa esperienza, afferr il sottinteso.
Io entro nell'affare per un dollaro disse.
L'espressione della sua faccia non lasciava dubbi riguardo al gioco di parole. Era iniziato come uno scherzo, ma Foxy riusc ad aizzarli finch la sottoscrizione dei nove ragazzini presenti non ebbe raggiunto sei dollari in totale. Foxy bruciava di eccitazione nel rivolgersi ai suoi protetti pieno di orgoglio.
E va bene, sorella, non sar io a tirarmi indietro disse.
Gli altri quattro ce l metto io, cos fai contenti i ragazzi.
Lei li guard. Le saltavano intorno come piccoli gnomi infervorati. Sammy non le arrivava alle spalle.
Va bene disse lei con una voce stanca. Fatemi vedere i soldi, bastardi morti di fame.
Nel retrobottega, quando venne il suo turno Sammy era impaurito. Steso su di lei, si contorceva insensatamente, in preda all'agitazione. Foxy Quattrocchi non riusciva a parlare, dalle risate. Ehi, ragazzi, guardate, Sammy che vuole farsi la sua prima chiavata!.
Sammy sentiva il sangue andargli alla testa, e il silenzioso disprezzo di lei, e la sua impotenza dovuta al panico.
Mentre ancora le stava appiccicato addosso in modo ridicolo, lei si sollev sui gomiti e disse: Qualcuno mi tolga di dosso questa pulce. Non voglio che diventi la missione della mia vita.
Foxy ed Eddie lo sollevarono di peso tra le risate, mentre lui si dibatteva come un cucciolo staccato dalle tette materne.
Shirley cont attentamente i soldi e se ne and di umore peggiore di quando era arrivata. Grazie tante, bastardi morti di fame.
Sammy le corse dietro. Ehi, non  giusto! Devo avere indietro i miei cinquanta centesimi.
Ma quella fu la quota di iscrizione che Sammy dovette pagare per essere iniziato ai misteri della vita.
Dopo la guerra i prezzi salirono, ma per gli ambulanti gli affari non migliorarono.
Ormai a tavola si parlava sempre di soldi. I Glickstein erano indietro con l'affitto. I giornali di Sammy ormai non bastavano a integrare le entrate del capofamiglia. Entrambi i ragazzi dovevano trovarsi un vero lavoro.
Sammy e Israel si presentarono ad una selezione per un posto di fattorino.
C'erano centinaia di altri ragazzi. Trascorsero alcune ore tra scambi di insulti e di spintoni per conquistarsi un posto vicino alla porta, perch i genitori li avevano mandati tutti quanti all'assalto con lo stesso grido di guerra, lanciato in inglese, in yiddish, in italiano e con l'accento irlandese: Sammy, Israel, Joe, Pete, Tony, Mike, se oggi non vi danno quel lavoro non sappiamo pi che cosa fare.
Israel veniva subito prima di Sammy. Aspettavano dalle sei di mattina davanti al portone, che si sarebbe aperto alle otto. Erano gelati fuori e nervosi dentro.
Quando il portone si apr e Israel giunse finalmente davanti al selezionatore, si sent dire:
Spiacente, ragazzo: ebrei non ne prendiamo.
Mentre Israel se ne stava l a piangersi addosso, Sammy arriv come una furia e lo scaravent a terra.
Ma che fai? disse il selezionatore.
Sto sporco giudeo mi ha scavalcato grid Sammy.
Il selezionatore osserv Sammy con curiosit. Quella specie di ragnetto se ne stava l, piccolo e furioso, a ringhiare in direzione di Israel.
Cristo santo, ma sembri ebreo pure tu.
Ges mio, perch tutti mi scambiano sempre per uno di sti strozzini, perdio? strill Sammy. Poi si mise a mugugnare in un italiano inintellegible.
A dodici anni Sammy era un fulmine di guerra di fattorino.
Durante i primi mesi si limit ad eseguire presto e bene il lavoro di routine. Ma ben presto trov il modo di incrementare gli affari. Tornando dal lavoro si fermava al casino, suonava il campanello e diceva alla cameriera:
Vuole vedere per favore chi ha mandato a chiamare il fattorino?.
Due minuti dopo la cameriera tornava e diceva: Mi dispiace figliolo, non trovo nessuno che dice che ti ha mandato a chiamare.
A questo punto lui si metteva a strepitare: Vuol dire chessono dovuto venire fin qui per niente? Qualcuno qui dentro deve avere chiamato, il principale mi ha detto di venire qui di corsa. Che volete fare, mi volete fare licenziare?.
E continuava cos finch non arrivava la tenutaria. Il ragazzo probabilmente ha ragione, diceva. Magari qualcuno dei clienti ha chiamato il fattorino per fare uno scherzo oppure si  ubriacato e adesso non se lo ricorda.
Con questo sketch rimediava quasi sempre i suoi venticinque centesimi. E spesso la tenutaria dava una voce:
Qualcuno ha bisogno del fattorino, prima che vada via?
e allora qualche cliente si ricordava di mandare un telegramma alla moglie oppure le ragazze lo mandavano a prendere un gelato o una rivista.
Dopo aver sbrigato le consegne faceva un altro numero che funzionava quasi sempre. Si metteva al centro del salone e cominciava a cantare una canzone. La sua voce era orribile, ma lui andava avanti lo stesso e in genere ci metteva parole strappalacrime del tipo Mi avete reso cos come sono adesso / spero siate soddisfatti che non mancavano di toccare sul vivo le ragazze. Perci i clienti gli tiravano qualche moneta per farle contente, o semplicemente per farlo stare zitto. In questo modo certi sabati sera faceva pi della sua paga settimanale.
Era bello potersene andare in giro la domenica con gli altri ragazzini e avere qualche soldo in tasca. Una domenica mattina Sceicco lo chiam in disparte. Sceicco posava gi. a piccolo gangster.
Vieni con me nel parco disse Sceicco. Voglio parlarti.
Due anni prima, quando erano a capo di bande rivali, quelli di Sammy avevano intrappolato Sceicco sul tetto. Tutti sapevano che cosa Sammy avesse dovuto sopportare da Sceicco ed aspettavano soltanto che Sammy dicesse loro di rimandare Sceicco a casa con un buco in testa. Ma Sammy si limit a dare una strana occhiata a Sceicco e a dirgli: Avanti, corri bastardo, tornatene a casa tua.
Infatti Sammy cominciava a capire il segreto del potere.
Far ridurre Sceicco in poltiglia avrebbe soltanto pareggiato i conti. Sammy invece intuiva che con il suo gesto di clemenza avrebbe conservato il suo vantaggio su Sceicco.
Nel parco Sceicco disse: Ascolta, Sammy,  da un po'
di tempo che ti studio. Tu hai le palle. Per me sei OK.
Avanti, che cosa vuoi? disse Sammy. Che cos'hai in mente?.
Mi sono stufato di questo buco puzzolente disse Sceicco. Me ne vado. Faccio un lavoretto e me ne vado verso ovest. E c' una fetta per te.
Sammy ascolt il piano. Non era altro che una pretenziosa versione del vecchio trucco della carrozzella. Sammy doveva andare da Levy e chiedere qualcosa che Levy avrebbe dovuto andare a prendere nel retrobottega. A
questo punto entrava in scena Sceicco, che dava una botta in testa al negoziante e lo legava mentre Sammy ripuliva la cassa.
Non ci sto disse Sammy dopo avere ascoltato attentamente.
 una cosa da fessi. Perch rischiare di finire dentro quando basta farsi furbi per guadagnare?.
E come? disse Sceicco.
Prendi Johnny Maloney disse Sammy. Sta vicino casa tua. Suo fratello mi ha detto che ogni volta che ci sono le elezioni Johnny fa duecento carte solo per accompagnare le persone a votare. E prendi Salica. Non gli  che sia molto pi grande di noi, ma sta diventando ricco. Ogni volta che un tizio da queste parti scopa sono soldi che gli entrano in tasca. E allora a che serve mettersi contro gli sbirri?.
Sceicco riusc comunque ad andarsene. Becc tre anni di Riformatorio. E con lui Leo Kaplan, il ragazzo che Sceicco aveva convinto a prendere il posto di Sammy.
Tre settimane prima del tredicesimo compleanno di Sammy, Papa rientr a casa troppo sconvolto per poter mangiare.
Stasera all'uscita dalla schule il Rabbi ha voluto parlarmi:
Max, mi si stringe il cuore a dovertelo dire, ma tuo figlio Samuel non pu fare z'/bar mitzvah. Al cheder non si fa vedere. Non conosce z'/Brochis. Il Melamud dice che della Torah ne sa meno di un gol'.
Il bar mitzvah  la cerimonia ebraica che si celebra in occasione del compimento del tredicesimo anno di et. Il ragazzo mette in mostra tutte le sue conoscenze e pronunzia un discorso che inizia sempre con
Oggi io sono un uomo... e tutti gli danno dei regali e si congratulano con il padre e sono felici e contenti. Per un ebreo ortodosso ha la stessa importanza del battesimo per i cristiani.
Oi weh! piangeva Papa che io dovessi vedere il giorno in cui la mia carne e il mio sangue non  pronto per diventare un uomo.
Ma che c'entra questa cosa col diventare uomo? dice Sammy. Sono tutte stronzate. Io sono un uomo da quando avevo undici anni.
O signore di Israele disse Papa come puoi Tu perdonarmi per questa vergogna? Che io, un uomo che  andato alla sinagoga due volte al giorno ogni giorno della sua vita, debba avere un figlio cos.
S disse Sammy. E mentre tu eri tanto un bravo ebreo, chi era che andava a sputtanarsi in giro per rimediare i soldi dell'affitto, perdio?.
Silenzio, silenzio rugg Papa.
Credo di avere diritto di parola in questa casa disse Sammy. Visto che porto pi soldi io di te, Cristo.
Soldi! grid Papa. Non pensi ad altro, soldi, soldi....
S, soldi, soldi gli fece il verso Sammy. Lo sai che ci puoi fare col tuo schifosissimo bar mitzvah. I soldi in tasca, ecco che cos' che ti fa sentire un uomo.
Il giorno in cui Sammy avrebbe dovuto fare il bar mitzvah Papa and in sinagoga e preg per lui come se fosse morto. Avrebbe voluto starsene
chiuso in casa tutto il giorno per la vergogna. Ma era un giorno di lavoro, e nei giorni di lavoro lui doveva fare tutt'uno col suo carrettino.
La gente lo vedeva spingere il carrettino per la strada con lo sguardo fisso nel vuoto. Il guidatore che lo invest disse di aver suonato il clacson varie volte, ma il vecchio non sembrava sentirci.
Lo portarono nel suo letto, accanto al quale Israel e Momma sedettero a vederlo morire.
Dopo, Israel non sapeva cosa fare e and sul tetto a guardare le stelle. Ci trov Sammy che fumava una cicca.
 finita? chiese Sammy quando vide il fratello.
Israel annu. Non aveva ancora dato la stura alle lacrime, ma dopo questa domanda cominci a piangere di un pianto lieve e profondo, come solo gli ebrei sanno piangere.
Israel aveva diciotto anni, ma in quel momento era un ragazzino che piangeva perch aveva perso il suo Papa.
Sammy ne aveva tredici, ma lui era un veterano; aveva imparato qualcosa che prese il posto delle lacrime.
Quando Israel si rese conto che stava piangendo da solo prov imbarazzo e poi rabbia.
Maledizione, perch non dici qualcosa? disse Israel.
Perch non piangi?.
Be', che c' da dire? disse Sammy.
Non puoi almeno dire che ti dispiace?.
Certo disse Sammy. Mi dispiace che fosse un minchione.
Dovrei darti un pugno sul naso disse Israel.
Provaci disse Sammy. Scommetto che le prendi.
Sammy si mise a sedere, nervoso ma senza lacrime. Dai, non fare cos.
Ero seduto all'angolo del bancone del bar e, come tutti i pensatori che hanno appena fatto una grande scoperta, mi sentivo triste. Henry si allung per raccogliere il mio bicchiere vuoto.
Henry, lo sai che cos'ho fatto durante le ultime due ore? chiesi.
S rispose Henry ti sei ciuccato.
No dissi ho messo a punto una teoria che metter fine all'odio nel mondo.
Appunto disse Henry.
Adesso voglio che tu mi ascolti attentamente, Henry dissi. Perch il Fato ha voluto che tu sia il primo ad udire il mio messaggio. Te lo ricordi Sammy Glick?.
Con te fra i piedi  impossibile dimenticarselo disse Henry.
Okay dissi. Quando Sammy Glick  arrivato in redazione mi ha dato un po' il voltastomaco. Ma pensa se allora avessi saputo sul suo conto tutto quello che so adesso. Il mio discorso era scandito dalle opportune sorsate. Perch quello che ci fa orrore sono le persone in quanto risultato. E le persone non sono solo il risultato, Henry, sono un processo. Perci quando diciamo che il tal dei tali  un mascalzone dovremmo anche esaminare il processo attraverso il quale lo  diventato.
Ora, il mondo  pieno di gente che prova un odio viscerale per altra gente. E va bene. Ma, dimmi un po', stai attento Henry, se ognuno si prendesse la briga di farsi un giretto a Rivington Street - intendo nelle varie Rivington Street di quelli che odiamo - che
succederebbe, Henry? Nel mondo nascerebbe la compassione, ecco che cosa succederebbe. Non ci mettere tutta questa soda, stavolta, Henry.
Penso che lei abbia bevuto a sufficienza, signor Manheim fece Henry.
E va bene, bastardo paternalista dissi. Nessun grande pensatore viene mai apprezzato dai suoi contemporanei.
Andai al telefono e chiamai Hollywood 3187. Pronto?
disse lei.
Pronto dissi, e rimasi in attesa.
Pronto disse lei.
Non avevo detto che ti avrei chiamato se mai fossi riuscito a scoprire perch Sammy ha il chiodo fisso delle scarpe? dissi.
Al, sei ubriaco! e poi con lieve rimprovero: Carissimo!.
E mi vantai, so pure perch Sammy odia i sindacati e tratta tutte le donne come professioniste e tutti gli uomini come nemici. Mi hai dato una gran bella dritta, Kit. E ho imparato qualcosa sul meccanismo che sforna gli altri Sammy Glick.
Congratulazioni disse lei. Non  meglio se chiami a carico del destinatario? Non puoi permetterti questa interurbana.
Certo che non posso permettermela dissi. Sono bravi tutti a chiamarti al telefono potendoselo permettere.
Ma non poterselo permettere e chiamare lo stesso, questo  amore.
Non hai cambiato idea? disse lei.
No. E tu?.
Nemmeno io disse. Se mai avr un marito sarai senz'altro tu.
Sar un pensiero confortante quando mi caleranno nella tomba dissi. QUI GIACE IL MARITO SCELTO DA KIT. SE MAI SI FOSSE SPOSATA SAREBBE STATO SENZ'ALTRO LUI.
Sei spiritoso disse. Hai mai pensato di andare a Hollywood?
Cristo, Kit! dissi. Quand' che ci rivedremo?.
Quando i nostri rispettivi lavori ci faranno incontrare
disse. Il lavoro pu diventare un'ossessione peggiore degli ex amanti.
Adesso che ho un'idea del perch Sammy corre, potrei intraprendere delle indagini su di te.
Io non sto correndo da nessuna parte disse lei. Sono ferma dove mi hai lasciata. Ma ti suggerirei di indagare su Dove corre Sammy?.
A proposito dissi. Che combina?.
Alla World-Wide c' stato l'ennesimo rimpasto, e Sidney Fineman  tornato al timone. E indovina un po'
chi  il suo vice....
Ma  contento? dissi.
E insomma... fece lei. Chiaramente non  il posto di Fineman....
Dagli tempo dissi.
Dagli un bel niente disse Kit. Quello l il tempo se lo prende. Anzi, lo falsifica. Secondo me aggiunge un paio d'ore ad ogni giornata che campa.
Tempo scaduto disse l'operatore.
Hai gi speso troppo, Al disse lei. La prossima volta ti chiamo io. Questi tre minuti sono stati tra i pi belli degli ultimi mesi.
Mi ami? chiesi.
Perch ti direi che hai gi speso troppo, se no?.
Riattaccai e me ne tornai al bancone, dove finalmente convinsi Henry a darmi qualcos'altro da bere, dietro promessa di non esporre ulteriori teorie.
Okay dissi, ma non avrai nulla da ridire se me ne sto qui seduto a pensare a quello che voglio.
Purch non muovi le labbra disse Henry.
Pensai all'attrazione. Alla mia attrazione per Kit. All'attrazione che Sammy provava per noi due, che ci aveva fatto incontrare. Cercai di ricostruire tutto daccapo.
Volevo far chiarezza nella mia mente.
Pensai a Sammy dentro la sua culla di odio, malnutrizione, pregiudizio, sospetti, amoralit, l'anarchia dei poveri; pensai al cucciolo scabbioso nel mondo di cane mangia cane.
Vidi Sammy sui bastioni nei quali ogni soldato  la sua battaglia, il suo esercito e la sua bandiera, e mi resi conto che la mia ossessione per Sammy non era dovuta al fatto che fosse nato pi egoista, senza scrupoli e crudele degli altri, anche se magari era diventato tutte e tre le cose, ma al fatto che in mezzo a una guerra egoista, senza scrupoli e crudele Sammy stava dimostrando di essere il pi forte, il pi valoroso e il pi veloce.
...
.
...
Capitolo 10.
...
.
...
Ero seduto davanti alla macchina da scrivere sperando in una qualche interruzione, quando finalmente squill il telefono.
Signor Manheim fece una solenne voce maschile,
chiamo da parte del signor Glick.
Cristo! E quando  arrivato?.
Con tacito rimprovero, la voce solenne ignor il mio tono familiare. Il signor Glick non si fermer a lungo in citt, ed io sto preparando una lista di appuntamenti per questa settimana. Avrebbe piacere di ricevere la sua visita gioved alle sei.
E perch no? pensai. Adesso che finalmente tutte le note e i rimandi sul suo conto erano in ordine nella mia mente, non poteva pi provocarmi un'indigestione cerebrale.
Potevo mettermi seduto e guardarlo affrontare il prossimo atto come se fosse una tragedia greca. E
va bene, una tragedia americana.
Okay, dissi sta bene. Dov' che devo andare?.
Waldorf Towers disse la voce. Suite Trentatr E.
Trotta trotta cavallino, pensai, porta a spasso il mio bambino, portalo sulla groppa, galoppa galoppa galoppa.
Quando finalmente riuscii a trovare la strada per l'appartamento di Sammy, fui ricevuto dal suo Venerd, Sceicco Dugan, che mi accompagn con maniere squisite: ecco con chi avevo parlato al telefono. Era difficile stabilire con esattezza quale fosse lo status di Sceicco, ma a giudicare dalle mansioni che gli vidi svolgere direi che era un misto di segretario, maggiordomo, manager, dama di compagnia e mezzano.
Nemmeno mi stesse conducendo al cospetto di un erede al trono, Sceicco mi guid attraverso il sontuoso salotto fino all'enorme camera da letto dove trovai Sammy che se ne stava seduto, in veste da camera di seta con tanto di iniziali, mentre un tizio stava inginocchiato di fronte a lui e tracciava la sagoma del suo piede su di un foglio di carta.
Non capivo se si era ingrassato o se era solo l'autorevolezza.
Ciao, Al fece. Come stai, ragazzo mio?. Mi porse la sinistra, la stretta di mano di Hollywood. Sono da te fra un minuto. Mi stanno prendendo le misure per delle scarpe.
Non era la solita operazione alla svelta, con il metro del sarto. Il tizio stava misurando i piedi di Sammy da ogni angolazione possibile e prendendo buona nota.
Il suo piede sinistro misura 41 e mezzo, larghezza quasi media, e il destro 41, larghezza media.
Sammy sembrava contento della discrepanza. Lo vedi
disse, ecco perch devo farmi fare le scarpe su misura.
Magari costano un po' di pi, ma durano il doppio.
E se le scarpe non mi vanno a pennello, mi viene l'emicrania.
Il ciabattino ci rivolse un bel sorriso da venditore.
Il signor Glick di scarpe ne sa pi di me!.
Nel mio lavoro le scarpe sono importanti spieg Sammy. Ad ogni story conference far qualcosa come quindici chilometri a piedi.
Ai nostri clienti abituali prendiamo un calco in gesso dei piedi disse il ciabattino. Poi disegniamo le scarpe nello stile che lei desidera e sar sempre sicuro che le calzeranno alla perfezione.
Sammy non avrebbe potuto essere pi lusingato se gli avessero chiesto di posare per un busto in bronzo.
Sta bene disse. Prima di andar via stabilisca il prossimo appuntamento con il signor Dugan.
Molte grazie, signor Glick disse lo specialista, e se ne and tra salamelecchi vari.
E allora, Al, che piacere rivederti disse Sammy.
Come ti vanno le cose?.
Era cordiale, ma il tono non era pi quello dell'amicone.
Sembrava pi il principale democratico che si ricorda il nome del ragazzo dell'ascensore.
Sceicco fece capolino. Comincia a vestirti, piedino di fata. Rita dice che scende tra venti minuti.
Quindi ho esattamente un'ora di tempo fece Sammy. Le mie cose sono pronte?.
Mi tolgo dai piedi dissi.
No, resta qui dise Sammy. New York  un tale casino che potrei non riuscire a rivederti. Avr giusto il tempo di andare a qualche spettacolo e vedere un po'
di gente, poi si torna alla piantagione. Parliamo mentre mi vesto.
Sammy aveva preso l'abitudine hollywoodiana di mettere a frutto ogni istante di veglia. Mi fece venire in mente quel famoso regista che si faceva leggere i copioni dalla segretaria attraverso la porta della stanza da bagno.
Che sono queste voci su di te e la mia vecchia?
disse Sammy ridendo mentre cominciava a spogliarsi.
Avresti dovuto sentire quello che diceva di te stamattina.
Totalmente masugar per te. Sei stato veramente carino a disturbarti.
Il modo in cui lo disse me ne fece pentire, perch adesso sembrava che la mia intenzione fosse stata quella di leccargli il culo. Questa comunque era l'interpretazione di Sammy, ed evidentemente le mie quotazioni erano risalite perch pensava che stessi cercando un riavvicinamento.
Era rimasto in mutande di seta e dovetti seguirlo nel bagno, dove inizi a radersi.
Non vedevo la mia vecchia da quando me ne sono andato in California disse Sammy. Non  un personaggio?
Che diavolo, non siamo mai contenti. Uno non  convinto che si sta divertendo finch il cameriere del Troc non gli porta un conto di cento carte.
Sammy Glick, pensai, il filosofo casereccio delle Waldorf Towers.
Mi sono emozionato, sul serio continu Sammy.
Ma la pi bella  stata mentre scendevo dal taxi. Un ebreo che stava
scaricando del pesce mi vede e si mette a gridarmi: E allora, che gliene pare? Le piace il panorama? Non  da morire dalle risate? Nel punto esatto dove sono nato!.
Immaginai la scenetta, Sammy che torna a casa dopo mille conquiste, col cappotto di cammello e il completo di Eddie Schmidt, e quest'omino che avrebbe anche potuto essere stato un suo compagno di scuola, un faticatore ebreo che  in piedi dalle cinque, che fa puzza di pesce e non ne pu pi del suo lavoro, all'improvviso prende e ne dice quattro a questo arrogante turista dei bassifondi pittoreschi.
S, era da morire dalle risate, ma lo scaricatore ebreo nonostante tutto aveva visto giusto. Perch la cosa pi vicina a riassaporare la sua infanzia che Sammy poteva fare era andarsene per bassifondi come un turista.
Sammy aveva finito di radersi, e al posto della barba adesso c'era una liscia superficie bluastra. Tornammo nella stanza da letto, dove Sceicco lo aiut nella vestizione.
Tra un minuto mi tocca buttarti fuori fece Sammy con un tono diverso, improntato all'efficienza. Perci passo ad esporti quello che avrei in mente per te.
Avrai sentito dire che adesso coadiuvo Sidney Fineman in tutto e per tutto. Ma proprio prima di partire l'ho convinto a lasciarmi fare un paio di film per i fatti miei.
Saranno dei B movies, ovviamente. Ma voglio che siano dei B movies insoliti: piccoli film con grandi idee.
Piccoli film che facciano capire che tu dovresti fare i film grandi dissi.
Bravo! fece, poi mi rivolse uno sguardo indagatore.
Cercai di assumere un'espressione ingenua, ma era
chiaro che adesso fare il secondo violino di Fineman gli faceva schifo, come gli aveva fatto schifo essere il ragazzino del giornale e poi guadagnare soltanto cinquecento dollari la settimana. Invece di starsene sul tetto del casamento, ansioso di evadere dagli slum, adesso se ne stava in cima al Waldorf ansioso pi che mai di lasciarsi alle spalle il mondo dei B movies, nel quale stava appena entrando.
Ho un sacco di idee disse, tra cui quella di fare un film sul mondo dei giornali. Ma non la solita stronzata col reporter ubriacone e l'ereditiera scervellata. Voglio mostrare la realt, come la conosciamo tu ed io.
Un po' imbellettata, si capisce.
Una cosa tipo Prima pagina, insomma dissi.
Ma ormai star l a provocare era del tutto inutile.
Quella sera a casa di Paine stava facendo finta di essere un pezzo grosso. Adesso stava cominciando a diventarlo sul serio, e la differenza era interessante.
Una cosa del genere disse. Ma pi (schiocc rumorosamente le dita) attuale, pi dissacrante. E sto pensando che tu sei quello che pu scriverla.
La butt l con disinvoltura, ma non abbastanza da nascondere il ghigno di soddisfazione. Mi venne in mente il giorno che si era impossessato di met della mia rubrica. Era buffo pensare che l'offerta che mi stava facendo potesse essere frutto di benevolenza, di lealt, di astuzia o di pura perversit.
Non sar come lavorare per uno di quei produttori irraggiungibili stava dicendo. Ogni volta che avrai bisogno d'aiuto sar a tua disposizione.
Dimentichi che stai parlando con Larry Listanera
dissi. Non lasciarti ingannare dalla mia espressione bonaria.
Sono un pericoloso sovversivo.
E Cristo, questa cosa la risolvo in due minuti con una telefonata ribatt lui.
Tale era la voglia di tornare a indossare la gloriosa casacca con la H ricamata sopra, che ero persino disposto a stare ad ascoltare le indicazioni strategiche dell'allenatore Sammy. Ma sapevo benissimo che qualora il mio mentore si fosse reso conto di non avere poi davvero bisogno di me, il suo appoggio sarebbe diventato meno incrollabile; perci prima di rimettermi in marcia alla volta di Hollywood ritenni opportuno esaminare alla luce della ragione le sue motivazioni profonde.
Cos' questa fregola di prendermi con te? Non sarebbe pi logico andare sul sicuro con una delle grandi firme?.
Ho considerato la faccenda da tutti i punti di vista
disse. Per questi film posso spendere al massimo duecento bigliettoni. La sceneggiatura non deve superare il dieci per cento dell'intera torta, per cui i grossi nomi non me li posso permettere. E la cosa mi sta bene. Voglio dire, qualsiasi deficiente  in grado di farsi fare un buon lavoro da un Lawrence Paine o da un Bob Griffin. Nessuno se ne andr in giro a dire
Hai visto Sammy Glick che sceneggiatura ha cavato fuori da Bob Griffin?. E in ogni caso voglio lavorare con uno che mi stia simpatico. Ho pensato subito a te per via della promessa che ti feci al Troc un paio d'anni fa. Avresti potuto nuocermi davvero se quella sera ti fossi messo a sparlare. Mi piace avere gente leale intorno.
Secondo me la vera ragione per cui mi scelse era una della quale non fece cenno. Stava un po' bruciando le tappe - come quella volta con Shirley Stebbins - e non era sicurissimo di se stesso. Verosimilmente questi timori li avrebbe superati ben presto, ma al momento trovava rassicurante avermi con s. Gli dava quel senso di potere che gli era necessario.
Adesso capivo come mai era stato cos generoso con Sceicco. Israel mi aveva detto che una volta uscito dal riformatorio Sceicco si era fatto una scuderia di ragazze che facevano marchette, aveva legato con i biscazzieri dell'East Side e aveva cercato di prendersi una fetta degli affari illegali di piccolo calibro. Ma il mercato dei duri era decisamente inflazionato, e alla fine si era ritrovato con una cicatrice in faccia, la sifilide e due anni da scontare a Riker's Island.
Nuovamente libero, aveva sentito che Sammy aveva fatto i soldi a Hollywood, per cui gli aveva scritto per chiedergli un prestito e, gi che c'era, se a Hollywood ci fosse qualcosa da fare.
Non che si aspettasse sul serio una risposta; ma due settimane dopo ricevette una lettera con un biglietto del treno e dei soldi da spendere in viaggio. Senza nemmeno capirlo bene, Sceicco divenne lo strumento di un'infinita vendetta contro se stesso. Ben nutrito, ben vestito e persino beneducato, Sceicco era pur sempre come un nemico fatto schiavo e portato a casa dietro al cocchio del conquistatore, un memento sempre a portata di mano dell'ascesa di Sammy. Sceicco, i cui pugni avevano spaccato la faccia a Sammy, viveva adesso in una specie di favola dalla quale per il suo padrone poteva in qualsiasi momento ributtarlo gi nelle fogne da cui lo aveva tolto.
Mentre me ne andavo fecero irruzione Rita Royce e comitiva.
Questo  uno dei miei sceneggiatori mi present Sammy. Me lo porto in California, dove scriver il mio primo film, Edizione Straordinaria.
Mentre facevo il giro delle strette di mano, Sammy disse: Chiama lo Stork, Sceicco, e riserva un tavolo;
tra un'ora siamo pronti per cenare.
Sulla porta Sammy mi diede due colpetti sul braccio in rapida successione, stile Jimmy Cagney. Bene, sono contento da morire di averti a bordo, ragazzo. Una bella cartata di Oscar non ce la toglie nessuno. Dir a Sceicco di darti un ufficio accanto al mio salotto, cos se ti viene una grande idea nel cuore della notte me la puoi venire a raccontare, tesoro mio.
Quella sera me ne andai al Bleeck's, a domandarmi se ero un mascalzone. Confessi, Manheim, pensavo. Dal momento che ha sentito quel nome lei ha ricominciato a pensare a Hollywood. Ha pensato a quello che quel nome potrebbe fare per lei. Ha pensato a tutta la grana che c' a Hollywood. Ha pensato che potr rivedere Kit.
Mi concessi cinque minuti per l'arringa difensiva.
Il fatto  che a Hollywood c' troppa gente che non se ne andrebbe mai ma si vergogna di starci. Per
quando un film  buono, colpisce in pieno l'occhio e l'orecchio e il plesso solare tutti in una volta e per uno scrittore  una grande tentazione. Questo era quello che pensavo dopo essere andato a vedere per la quarta volta Il Traditore. E che pensavo quel pomeriggio che riuscii a beccare il capolavoro di Murnau e Jannings, L'Ultima risata. E persino quando mi capit di vedere una delle mie cose, una porcheria se mai ve ne fu una, ma con una scena che funzionava perch mi era capitato di inciampare nella genuina tecnica cinematografica.
Era per questo che Kit restava l dov'era. Hollywood sar anche piena di fasulli, mediocri, dittatori e dabbenuomini che si sono persi per strada, ma c' qualcosa che ti attrae verso di lei della quale non ti devi vergognare.
...
.
...
Capitolo 11.
...
.
...
All'uscita dall'anteprima scorgemmo Sammy appoggiato ad un lampione, con le mani in tasca e un lungo sigaro in bocca dal quale si alzavano trionfanti sbuffate tipo candela romana.
E allora, che mi dite? ghign, facendo capire chiaramente quello che pretendeva di sentirsi dire.
Il film  buono disse Kit.
Quando una musona come te dice buono deve essere veramente eccezionale decise Sammy.
Sceicco ci raggiunse, pollice e indice congiunti a formare il cerchio dell'approvazione. Una bomba, tesoro mio disse. Per me  pure meglio di Edizione Straordinaria.
Sceicco era sempre al servizio di Sammy, ma era salito di categoria. Adesso faceva l'agente. Aveva cominciato presentandosi al cospetto di un'ingenua attrice
- alla quale sapeva che Sammy aveva gi deciso di affidare una parte - dicendole che avrebbe perorato la sua causa presso il suo signore e padrone. Avevano fatto seguito altri clienti, e adesso Sceicco faceva tre o quattrocento dollari la settimana al netto delle tasse. Era
ancora un pesce piccolo ma, restando saldamente attaccato alla sottana
di Sammy senza trascurare la sua carriera nel campo del lenocinio, Sceicco era in tangibile ascesa.
Era girata la voce che Sceicco era un ex gangster e ben presto, con tipica drammatizzazione hollywoodiana, Sceicco era diventato un famoso pistolero, anzi, il braccio destro di Al Capone. Un killer redento da Sammy Glick e da Hollywood. Era celebre tra le celebrit, se non presso il grande pubblico.
Dopo Edizione Straordinaria i vari profeti mancati dicevano che so fare soltanto melodrammi fece Sammy.
Adesso diranno che so fare soltanto commedie. Si ride dall'inizio alla fine, giusto?.
Certo disse Sceicco. Potevi mettere da parte qualche battuta per gli altri film della World-Wide.
A parte i tuoi, i film di quest'anno sono delle tali cagate che per entrare al cinema ci vuole la maschera antigas.
Mentre Sammy rideva, notai che la sua faccia si andava gonfiando un po'. Lo sguardo da furetto era sempre l, ma cominciava ad esser incorniciato da un viso decisamente pi pieno. Anche Sceicco stava guardando la faccia di Sammy, in modo da sincronizzare meglio le sue risate con quelle del capo.
L'attrice protagonista si fece largo tra la folla, lasciandosi dietro una scia di segugi dell'autografo in preda al panico.
Sei stata brava le disse Sammy.
Lei fece la riverenza e gli disse che era stato un piacere lavorare con lui.
Bene disse Sammy. Quindi la prossima volta non venirmi a dire che non ti piace la parte. I fatti dimostrano che avevamo ragione noi.
Dopo che il suo pubblico la ebbe nuovamente inghiottita, Sammy ci strizz l'occhio. Quando queste bambine mollano la presa quello  il momento giusto per un bel cazzotto in testa.
Dalla folla emerse Sidney Fineman. Le rughe di espressione attorno agli occhi erano molto marcate. La sua andatura era sempre eretta ed altera, ma si notava che adesso era frutto di uno sforzo.
Un ottimo lavoro di scrittura, Manheim mi disse, poi rivolse a Sammy uno stanco sorriso.
A quanto pare hai fatto centro anche stavolta, ragazzo mio.
Sammy gli strinse la mano con un'espressione molto seria. Grazie disse, me lo auguro.
Aveva acquisito un certo garbo in presenza dei suoi superiori, ma non gli veniva certo naturale. Dietro le spalle chiamava Fineman La Nonna, quando non era ancora pi colorito.
Restammo sul marciapiede a parlare di tagli e di modifiche dell'ultimo minuto mentre la folla si allontanava.
Ho una sola obiezione sostanziale disse Fineman
cauto. Mi sembra che l'azione prenda il via troppo velocemente. I personaggi e la situazione non sono presentati in modo dettagliato. Che ne pensi, Sammy?.
Kit e io ci scambiammo uno sguardo: stavamo pensando la stessa cosa. Sidney Fineman aveva gi il suo
studio a Hollywood quando Sammy faceva ancora lo strillone sulla Quattordicesima Strada. Aveva avuto il coraggio di produrre un classico come Elena di Troia quando tutti gli altri facevano western di due rulli. Allora domande non ne faceva.
Mentre scrivevo la sceneggiatura, Sammy mi aveva espressamente detto che in un film comico i personaggi e la trama non devono essere spiegati troppo nei particolari.
Per un attimo pensai che stesse per ribattere la stessa cosa a Fineman. Ma evidentemente aveva deciso che i tempi non erano ancora maturi. Infatti tutto quello che disse fu:
Forse  cos. Diamoci un altro sguardo domani mattina.
Bene disse Fineman. Sar meglio tornarci su a mente fresca.
Sammy sorrise come a dirgli, Parla per te, amico, la mia mente non  mai stata pi fresca di cos. D'accordo
disse, vedremo.
Nel tono di voce di Sammy c'era qualcosa che fece s che la riunione del marciapiede si sciogliesse immediatamente.
Sammy continu a guardare Fineman mentre quello si infilava nella sua grande limousine nera.
Il cadavere se ne torna nel suo carro funebre fece Sammy.
L'unico a ridere fu Sceicco.
Bene, e adesso dove si va? chiese Sammy.
Al Sunset Club disse Sceicco. C' un'orchestra che  una bomba.
Abbiamo compagnia? chiese Sammy.
Nuova di zecca disse Sceicco. Punkins Weaver.
Ne vale la pena? fece Sammy.
Fino a quando il vero amore non arriver... si mise a cantare Sceicco. E bionda e ci sta. Una ragazza carina.
Kit ed io ci fermammo in uno dei piccoli bar su Vine Street, immediatamente a sud dello Hollywood Boulevard.
Lungo tutto il marciapiede c'erano dei piccoli crocchi di personaggi da sala da biliardo che sembravano stare sempre l senza che fosse chiaro che cosa facessero. Pi avanti le Cadillac torpedo rosse e le auto col monogramma sopra si fermavano al La Conga.
C'era qualcosa di selvaggio e di nervoso in quella strada, battuta da cacciatori di autografi e da ambiziose giovani signore in pantaloni dalle strambe acconciature.
Dio mio, che citt rude disse Kit.
Chiss perch? dissi.
Il fatto  che c' ancora lo spirito della corsa all'oro
disse lei. Anche a quell'epoca c'era un sacco di gente per cui ogni nuovo giorno poteva significare il trionfo o la rovina. E come se l'industria del cinema avesse ereditato quell'assurda febbre dell'oro.
 stato Fineman a farti pensare a queste cose?.
Annu. A volte penso che i tre prodotti principali di questa citt sono i film, l'ambizione e la paura.
Dispiace anche a me per Fineman dissi. Con tutta la sua fama e i suoi soldi, non mi piacerebbe essere nei suoi panni in questo momento.
Qualcosa mi dice che quei panni ben presto se li infiler qualcun altro.
Non credo che Sammy sia gi pronto a indossarli
dissi. Ricordati che le scarpe se le fa fare su misura.
La mattina dopo ebbe luogo la discussione del film sequenza per sequenza, presenti Fineman, Sammy, il montatore ed io.
Avevi ragione tu riguardo all'inizio disse Fineman.
Aggiungere qualcosa servirebbe solo a rallentarlo.
Sammy espresse soddisfazione rispetto a questa convergenza di opinioni.
Non credo che agli occhi di Fineman questa riunione rivestisse un significato particolare; un anziano produttore e il suo giovane assistente lavorano insieme per mettere a punto il loro film. Ma nella voce di Sammy distinguevo un sinistro tintinnio. Era come leggere un romanzo di Fu Manchu, chiedendosi come e quando il Dottore avrebbe colpito.
Alla fine il montatore disse: Non c' problema.
Oggi pomeriggio ci torno sopra e lo ripulisco un po'.
Togliendo altri cinque, seimila metri verr teso come un tamburo.
Fineman sembrava assorto nei suoi pensieri.
Sammy, c' qualcosa di cui ti voglio parlare disse.
Andiamo nel mio ufficio.
Non potremmo parlarne qui? disse Sammy. Facciamo prima.
No disse Fineman. E una questione piuttosto delicata.
La sera dopo dovevo andare da Sammy per parlare
del nostro prossimo film. Sammy aveva lasciato il suo appartamento per trasferirsi in una delle dimore coloniali di Beverly Hills.
Mi fece fare il giro della casa, enumerando le celebrit che ci avevano abitato prima di lui e i nomi da cartellone che vivevano nel vicinato.
Guarda, non c' niente come stare a casa propria
disse. Mi alzo la mattina e guardo le palme e le case intorno e mi dico, Sammy, come hai fatto?.
Una mezza idea ce l'avrei, pensai, se proprio lo vuoi sapere.
E adesso viene il bello disse. Il mio giardino.
Accese i riflettori. C' l'angolo del barbecue e il campo di badminton. E la flora? Ti rendi conto che stai guardando degli hibiscus per un valore di milleduecento dollari?.
E ci stai solo soletto? dissi.
No, c' il cuoco disse Sammy. Che, sia detto per inciso, era il cuoco di Claudette Colbert. E, ovviamente, c' il mio maggiordomo.
Dovette provare un certo imbarazzo, perch aggiunse:
Purtroppo stasera non  in servizio, ma  un vero spasso. Secondo me  l'ex controfigura di Ronald Colman. Lui che la mattina mi porta la prima colazione in perfetta tenuta da cerimonia  una cosa da panico.
La prima volta gli ho detto: Charles, sembri uno a cui io dovrei fare da cameriere. E Charles impassibile:
S, signore, ha bisogno d'altro, signore?. Non esce mai dal personaggio!.
Nemmeno tu, pensai, nemmeno tu.
Passammo un paio d'ore nel suo studio a rimpallarci
il soggetto. Sammy mancava di originalit ma, dato che lo stesso si pu dire della stragrande maggioranza dei soggetti cinematografici, faceva tornare questo a suo vantaggio. Aveva un'ottima memoria e una grande scioltezza nell'usarla, e il nostro soggetto era cos simile a tanti altri che lui poteva prelevare delle situazioni bell'e pronte dagli scaffali del suo cervello, dargli una energica spolverata e inserirle nel nostro canovaccio come dei pezzi di ricambio in una macchina.
Devi lavorarci giorno e notte, Al disse. Perch anche la MGM sta facendo un film con un sottomarino, una cosa enorme, e se riusciamo a batterli sul tempo facendo uscire prima il nostro possiamo sfruttare la loro pubblicit.
Finito il lavoro feci per andarmene.
 ancora presto disse Sammy. Dove scappi? Facciamoci il bicchiere della buonanotte.
Aveva un Capehart e un letto a baldacchino e le opere complete di Balzac e Dickens e gli hibiscus per un valore di milleduecento dollari, ma sembrava che non sapesse che cosa fare, quando non stava parlando con qualcuno.
Mi prepar un cocktail. Era molto premuroso. Con tutto questo lavoro va a finire che non troviamo pi il tempo per parlare.
Mi domandavo se avessimo mai parlato di qualcosa che esulasse dall'argomento Vita e Opere di S. Glick.
E mentre me lo domandavo, la conversazione and a finire proprio su quest'argomento.
Dissi che secondo me Fineman era uno dei gentiluomini del mondo del cinema.
Senz'altro, tutti quanti allo studio gli vogliono bene
disse Sammy. Ma guardiamo in faccia la realt: oramai  una vecchietta. Che resti tra noi, ma sta cominciando ad appoggiarsi su di me manco fossi una stampella.
Sembrerebbe ancora in grado di stare al timone dissi.
La pensavo anch'io come te disse Sammy. Fino a stamattina.
Quella cosa di cui dovevate parlare tu e Fineman?.
Quella cosa di cui dovevamo parlare io e Fineman
fece, dicendo molto di pi delle parole che pronunziava.
Okay Sammy, pensai, vuota il sacco, o genio predatore.
Ero l che parlavo con il vecchio, e all'improvviso ho capito che lo tenevo stretto per i coglioni. Capisci bene che questo deve restare rigorosamente tra me e te. Non deve uscire da questa stanza.
Deve restare rigorosamente tra te e tutto il mondo, pensai, e se non lo dici subito a qualcuno i polmoni ti scoppiano in faccia come palloncini.
Fineman si riemp la pipa con grande cura e la accese.
Era difficile cominciare.
Sammy, e da pi di un anno che lavoriamo fianco a fianco, e penso che ormai ci intendiamo. Vorrei poterti parlare come si parla ad un amico.
La faccia di Sammy era quel che si dice priva di espressione.
Che  un'espressione ben precisa e spaventosa.
Ma certo disse.
Bene. Forse non lo hai ancora imparato, e mi auguro tu non debba mai impararlo a tue spese, ma l'industria del cinema ha la memoria corta. Non importa cos'hai fatto l'anno scorso o due anni fa. Se il tuo
ultimo film  una ciufeca, sei nei guai.
Ecco perch ho deciso di parlarti, Sammy.
So che tu mi sei riconoscente per quello che ho fatto per te, e ho pensato che forse vorresti essermi d'aiuto.
Aiuto. La parola della svolta. Quello era il momento che Sammy stava aspettando. Si sforz di non cambiare espressione, come un giocatore di poker che si accorge di avere una scala reale.
Sono ai tuoi ordini, Sidney disse. Dimmi solo che cosa devo fare.
Alcuni dei nostri azionisti di Wall Street verranno a discutere dell'attivit di produzione.
Sammy l'aveva saputo dalla segretaria di Young due settimane prima.
Vogliono capire perch quest'anno siamo scesi al terzo posto tra le major. E so da fonti attendibili che Harrington,
che presiede il consiglio d'amministrazione, vorrebbe sostituirmi con un nuovo responsabile della produzione.
Ora, questa non  gente che capisce di cinema. Nel cervello hanno il nastro della telescrivente della Borsa. quello che sanno  che i film che ti ho affidato hanno fatto ottimi incassi, e saranno interessati ad ascoltare la tua opinione.
Insomma, mi hai capito: fagli sapere che insieme lavoriamo a meraviglia. E se rimango in sella, ecco cosa
far io per te: ti affido quattro produzioni di punta del programma dell'anno prossimo - o se preferisci, posso anche proporre che tu abbia una tua unit indipendente - ed io prender un nuovo assistente. C' questo ragazzo, Ross, che promette bene. Che te ne pare?.
Prim'ancora che Fineman finisse di parlare, un'epoca si era conclusa ed un'altra ne era iniziata.  vero, Sammy prendeva in giro Fineman, ma erano pi che altro bravate a beneficio di Sceicco; nei confronti del capo provava pur sempre soggezione. Ma adesso, mentre Sidney parlava, Sammy lo vedeva rimpicciolirsi come se avesse bevuto dalla bottiglia di Alice nel Paese delle Meraviglie. E si domandava, ma in nome di che cosa questa vecchierella rimane al suo posto a cinque bigliettoni la settimana?
Con quel modo di fare da buon sovrano delle fiabe - quel metodo tranquillo, indiretto per ottenere esattamente quello che voleva, spacciato per grande perizia dirigenziale -
quelle maniere da vecchia signora che gli avevano guadagnato la reputazione di produttore pi amato di Hollywood.
Sid, amico mio disse Sammy. Stai tranquillo. Ci penso io. Gli far una testa cos. E quello che dir verr dritto da qui.
Si batt il taschino della giacca di cammello, e mentre batteva gli venne un idea.
Sammy e Fineman passavano ore ed ore insieme al lavoro, ma la sera, eccezion fatta per l'occasionale party al Grand Central Station, calava una barriera invisibile. Fineman non aveva
mai invitato Sammy a cena o ai suoi breakfast domenicali. Sammy aveva
finito col rassegnarsi, ma la cosa lo faceva incavolare al solo pensiero. Secondo questo bastardo non sono degno di entrare a casa sua, ma per salvare il suo lavoro del cazzo vado bene! Ma Sammy non si limitava ad incavolarsi. Non se lo poteva permettere.
Si incavolava e architettava.
Sid, ma che senso ha aspettare che questi tizi di Wall Street vengano a cercarmi? Non  pi logico cominciare a lavorarmeli non appena arrivano? Potrei dare un party a casa mia, una cena, una cosa in grande, con le nostre stelle... ?.
Non pensi che spetti a me dare il party? disse Fineman.
Ma in questo modo il segnale dove sarebbe? osserv Sammy.  scontato che io intervenga al party del mio capo.
Ma se invece io organizzo questo party di benvenuto, festeggiando allo stesso tempo un anno di collaborazione tra noi due...!.
Effettivamente se ce la giochiamo bene pu avere un ottimo effetto riflett Fineman.
Tranquillo, ce la giocheremo bene disse Sammy.
E cos tra una settimana esordisco nella cronaca del bel mondo disse Sammy. Beninteso tu e Kit siete invitati.
State sempre insieme, no?.
Per sempre, spero.
Dio buono, ecco che ci vorrebbe per me disse all'improvviso Sammy. Sto cominciando a stufarmi di queste sciacquette a cui devi sempre promettere qualche cosa, il provino, la particina. Un uomo nella mia posizione deve sistemarsi, darsi una sua dignit.
In altre parole stai pensando di sposarti?.
E perch no? disse lui. E che cavolo, io non sono uno di quelli con la testa fottuta dai soldi. Lo sai che in fondo sono una persona semplice. Tutto quello che chiedo  una dolce, sana ragazza che mi infili le pantofole quando torno a casa dal lavoro e mi dia dei figli che possano godersi quello che ho; e magari uno di loro potr prendere il mio posto quando smetto di lavorare.
Hai in mente qualcuno? dissi.
Ci ho pensato sopra disse lui. Hai presente Ruth Mintz, la figlia del produttore dei cortometraggi? Fine, carina. Non  una bellezza, ma, voglio dire, in questo posto c' tanta bellezza da fare schifo, e in ogni caso  una cosa che dura una decina d'anni. Ha una bella figura. E va pazza per i bambini. Che altro vado cercando?.
Non lo so dissi, per esempio, la ami?
E quando mai ho avuto il tempo di amare qualcuno?.
Quando finalmente riuscii a divincolarmi da Sammy, me ne andai al Derby per un caff con Kit. Lei veniva da una riunione della Gilda. Il sindacato degli sceneggiatori era resuscitato dopo che i Nove Vecchi si erano dati una mossa e avevano dichiarato costituzionale il Wagner Act. Due o trecento pecorelle smarrite erano tornate all'ovile e adesso l'idea era quella di convincere il National Labour Relations Board a dichiarare i Fotodrammaturghi un Sindacato Giallo.
Come  andata la riunione? dissi.
We saw through the night that our Guild was stili there
canticchi Kit stonata e patriottica.
Sammy era meditabondo dissi.
Aveva mangiato pesante?.
No, si sta innamorando.
Di nuovo di se stesso?.
Dell'idea di qualcuno che gli infili le pantofole quando torna a casa. Della dignit, e di una donna che gliela dia.
Se  un gioco di parole disse lei, devi andare dietro la lavagna e ripetere il nome Sammy Glick cinquecento volte.
La stessa punizione che  solito comminarsi Sammy
osservai.
Arrivarono le uova col prosciutto e per un minuto mantenemmo un famelico silenzio.
Sammy ti ha mai chiesto di sposarlo?.
Certo che no! Sammy cerca solo una semplice brava casalinga come quella che la mamma gli ha detto di sposare, bella come la Dietrich, il cui unico interesse sia Sammy Glick, e il cui padre sia un miliardario che possa finanziare la casa di produzione di Sammy e che gli faccia frequentare la Gente Perbene. Rise e aggiunse:
E io potevo offrire soltanto la voce Dietrich.
Tu sei una bella donna dissi. Nessuno potrebbe certo dire che sei proprio insignificante.
Ecco, finalmente l'hai detto, quel proprio. La gente mi guarda e dice, ecco quella  insignificante, ma non proprio insignificante. E questo  il segreto del mio successo.
Dio mio, hai ragione dissi. Non me ne ero mai reso conto. C' qualcosa nella tua faccia che per anni mi ha fatto credere che fosse bella. E invece era solo la tua personalit che irradiava bellezza. E se non ne irradiasse saresti brutta come la fame.
Al, smettila con queste avance qui davanti a tutti.
La sera del party io e Kit fummo testimoni dell'imprevedibile incontro tra l'amore e Sammy Glick, o tra Sammy Glick e la cosa pi vicina all'amore che gli sar mai dato di conoscere. Io, Kit e Ruth Mintz.
Inizi cos. Gli altri intrepidi esploratori di Wall Street furono puntuali, ma Harrington non si materializz che verso la fine della cena a buffet.
Arriv con una donna sottobraccio, una donna dall'aspetto stupefacente, che fece un'entrata da mattatrice alla fine del primo atto. La prima cosa che mi venne in mente guardandola furono i concorsi ippici nella sezione a rotocalco dell'edizione domenicale del
Times. Non sto parlando dell'elegante amazzone col derby in testa, ma del cavallo. Lei era un cavallo da competizione dalla criniera rosso scuro, che si andava pavoneggiando dopo essere stato strigliato alla perfezione, focoso, orgoglioso e abituato ad essere esibito in pubblico.
Se mai si dovesse fare il film sulla vita di Harrington
pre, il ruolo principale andrebbe a Lewis Stone, che per non dovrebbe esagerare col trucco ed evitare ogni istrionismo.
Sammy li avvist sulla soglia come un maestro di cerimonie,
richiam l'attenzione di Fineman e si precipit verso di loro.
Signor Glick, Harrington parlava a piccoli schiocchi, non privi di efficacia. Finalmente ci conosciamo.
Le presento mia figlia, Laurette.
Sammy fece un piccolo inchino nervoso, poi rest fermo a guardarla. Sembrava affascinato. Continu a fissarla con lo sguardo rapito di un monaco davanti al reliquiario della Madonna, o di un frequentatore dello strip-tease.
Quella ragazza la conosco disse Kit. Laurette Harrington.
 stata al Vassar per un po'.
Siamo testimoni di un evento storico dissi. Sammy Glick si sta innamorando.
Non  abbastanza passionale disse Kit. Si sta soltanto innamorando dell'idea di essere innamorato di una ragazza come quella.
Kit ed io ci trovammo un posto a fianco del ring. Ruth Mintz stava accanto a Sammy, ma avrebbe benissimo potuto trovarsi in Mongolia.
Pap detesta arrivare in ritardo stava dicendo la signorina Harrington.  tutta colpa mia. Sono arrivata a casa tardi perch prima dovevo vedere una cosa a cui tenevo moltissimo.
Non c' problema disse Sammy con la sua voce da party. Che cos'era che doveva vedere?.
Il ragazzo in azzurro disse lei.
 una cosa straniera? chiese Sammy.
Inglese disse Laurette.
Ah, Gaumont-British argu Sammy.
No, un indipendente fece lei. Gainsborough.
La gente cominci a ridere. Lei cominci a ridere con loro. Rideva mandando la testa all'indietro, e a me sembrava una fiamma rossa che sussulta, con quei capelli rossi, le labbra piene e rosse, la voce rossa anche quella.
Che stronza mormor Kit.
Harrington decise di porre fine al divertimento generale, chiosando: Ho paura che ci sia un equivoco.
Laurette parlava dei dipinti alla Huntington Gallery.
L'episodio era gi avviato a diventare leggenda. Nel giro di ventiquattr'ore sarebbe stato attribuito a non meno di tre altri personaggi di Hollywood.
Non credo che Sammy gliel'abbia mai perdonata. Comunque contribu a farlo innamorare. Un po' come la sua vendetta nei confronti di Sceicco. Eccolo l nel vestibolo della sua casa da cinquecento al mese, per la prima volta anfitrione di un grande party hollywoodiano e subito ti va a beccare un diretto in pieno volto e non gli resta che incassare, con la stessa faccia che doveva avere quando le prendeva da Sceicco, dicendole prego il mantello pu lasciarlo di sopra, seguendola con lo sguardo come se volesse ucciderla o violentarla.
Quella sera mi sembr che Sammy non facesse altro che correrle appresso. Il pony tarchiato e cocciuto aveva deciso di fare il salto di categoria e sfidare il purosangue alto e maestoso. Le andava a riempire il piatto, sorseggiava brandy con lei, ballava con lei fuori nel patio, al suono dell'orchestra di rumba. Mentre ballavano lei sembrava pi alta di tutta la testa perch danzava professionalmente,
spalle dritte e testa verso l'alto, mentre Sammy
si lanciava a testa bassa come un pugile.
Ogni tanto lei guardava gi e gli accordava un sorriso freddo e troppo perfetto.
Kit disse: Ruth Mintz sembra la bambina che ha perso la mamma al circo. Falla ballare, flirta con lei, fai qualcosa.
Pi tardi incrociai Kit che era appena stata a incipriarsi con Laurette.
Ma perch non ci venivo prima? le aveva detto Laurette. Non  divertente, Sammy Glick? Pap dice che  una dinamo. Dopo tutti gli alani di Yale e Princeton che mi ronzavano attorno quest'estate, mi va proprio di conoscere una dinamo.
Quanto ti fermi? le aveva chiesto Kit.
Sto accarezzando l'idea di prendere una casa per tutto l'inverno aveva risposto Laurette. E la riempir di gente del mondo dello spettacolo. Li adoro.
Laurette non era particolarmente spiritosa, ma pronunciava le sue battute come se lo fosse, e sottolineandole a colpi di risate dava l'impressione di essere brillante e vitale.
Laurette ciarla come un'idiota concluse Kit. Ma non credo che lo sia davvero. Probabilmente le hanno insegnato che sarebbe di cattivo gusto per una donna della sua posizione sociale fare uso del cervello di cui  fornita.
Rientrando dal patio mi imbattei in Sammy che chiacchierava con Harrington e con gli altri banchieri e mi fermai un momento davanti a lui con Ruth, per capire se la vista della fanciulla potesse ridestare
in lui l'interesse per colei che pure aveva designato a munirlo di eredi e pantofole.
Sammy stava parlando e, dato il modo in cui gli altri ascoltavano, stava parlando da un bel pezzo.
Ovviamente, un produttore dev'essere prima un uomo d'affari e dopo un creatore. Sammy era quel che si dice uno yes man preventivo. Analizziamo in primo luogo il calo dell'industria cinematografica in generale. Io direi che va attribuito per il dieci per cento al balzo in avanti della radio, per il quindici per cento al doppio spettacolo, per il venticinque per cento alla perdita di potere d'acquisto su scala nazionale e al cinquanta per cento alla mancanza di idee nuove. Troppa gente esce dalle sale dicendo Ho visto la stessa cosa il mese scorso.
Riconobbi la spiegazione che era solito dare Fineman.
Ma Sammy sapeva come andava servita in tavola, condita di cifre e statistiche come piaceva a quei figuri.
Questo  molto interessante disse Harrington.
Abbiamo bisogno di pi gente che consideri i film una merce come tutte le altre, dimenticandosi la faccenda del prestigio.
Precisamente fece Sammy. Alla fin fine, i film vengono spediti dentro delle scatole di latta. Noi vendiamo prodotti in scatola, e dobbiamo far s che ogni spedizione dia un profitto.
Mi chiedevo dove fosse Fineman. Volevo che fosse presente quando Sammy ci avrebbe messo quella buona parola per lui.
Sammy li teneva in pugno. Questi tizi erano stati all'universit e
andavano al club e avevano la casa al mare e conoscevano Herbert
Hoover, ma lui sapeva perfettamente dove volevano andare a parare. Con Laurette era tutta un'altra storia. Non era una puttana e non era una comparsa, non era una diva e non era una donna che lavora e non era una donna di casa, e Sammy era rimasto spiazzato. La sua attivit era quella di non fare niente e di farlo in maniera piacevole e divertente. Sammy non poteva prometterle una particina, non poteva darle una pacca sul culo e non poteva mettersi a parlare di se stesso senza essere messo a tacere. Era una con la quale bisognava comportarsi educatamente, e questo tarpava le ali di Sammy.
Percepiva chiaramente che lei rideva di lui perch lui sconosceva l'etichetta e questo minava la sua sicurezza.
E Sammy Glick senza sicurezza non era una bella cosa da vedere.
Signor Glick, sa fare il rumore di una dinamo? la sentii dire e Sammy rimase interdetto e gliela lasci passare.
Si limit a guardarla come a dirle, Okay, baby, hai vinto il primo round, la solita fortuna dei dilettanti.
Ma ci sono ricchi premi in palio, per cui ti lascer attaccare finch tu non ti stanchi e io non afferro meglio il tuo stile.
Io e Kit decidemmo di accompagnare Ruth a casa e fuori dalla vita di Sammy. Mentre andavamo via, Sammy stava mostrando a Laurette i suoi hibiscus per un valore di milleduecento dollari.
Il giorno dopo, mentre pranzavamo in mensa, Kit fece:
Guarda un po'! Il Reuccio e la Regina Rossa.
Alzai lo sguardo e li vidi entrare insieme. Rimasero un attimo in posa sull'ingresso. Laurette, leggermente pi alta, l'altera regina chic, con una borsa di camoscio verde in spalla e un turbante anch'esso verde che le tirava all'indietro i capelli color rame. A dire la verit tutto in lei sembrava come tirato: le calze il pi aderente possibile, la pancia in dentro e il petto in fuori, e in generale tutto quanto era tirato a lucido come in una nave da crociera. Sammy stava quasi per lasciarla indietro, poi si ricord e le cedette il passo. La seguiva da canto, con la preoccupata nonchalance di chi sa di essere osservato. Ma era cos orgoglioso dell'effetto che facevano insieme che non riusciva a scacciare l'esultanza dalla sua faccia.
Passarono vicino al nostro tavolo per poi scomparire nella sala da pranzo dei dirigenti.
Ha un che di esotico dissi.
Vuoi dire le palpebre cadute e gli occhi pesti? fece Kit. Guarda che quella  la vita sregolata.
Fa lo stesso dissi. Ha tutto un suo perch. Com' che non se l' pappata qualche aristocretino?.
Se ben ricordo si era sposata disse Kit. Lo stesso anno del debutto in societ. Ma non  durata.
Quando  arrivata al Vassar veniva da un anno passato in Spagna a cercare di dimenticare. E mi sembra che ci sia riuscita, solo che si  abituata a stare al mondo come se dovesse sempre dimenticarsi di qualche cosa.
La madre era morta e verosimilmente Harrington era troppo impegnato a rimanere ricco sfondato. Si fece un gran parlare del fatto che era
andata a lezione con le unghie dei piedi dipinte. Cre una certa sensazione, come se Tallulah Bankhead
si iscrivesse allo Smith College.
Chiss di che parlano tra di loro dissi. Darei dei soldi per ascoltare una loro conversazione.
Io li spenderei diversamente disse Kit. Immagino che lei gli
racconti di quanto ci si divertiva a Biarritz prima che la Guerra in
Spagna la rendesse cos orribilmente politicizzata. E Sammy si chiede se sta facendo troppo rumore con la zuppa....
E che ascendente abbia Laurette sul suo vecchio
aggiunsi.
Lo sottovaluti disse lei. Non sono solo affari.
Guardalo in faccia: il vero amore gli  infine sbocciato in seno.
S, ma se di cognome non facesse Harrington non gli parrebbe cos affascinante....
Sei riduttivo. Sammy non sta facendo una manovra cerebrale perch pensa di usarla. E tutto l'insieme che conta. Il fatto che di cognome faccia Harrington lo eccita sessualmente non meno di quelle labbra rosse e di quelle tette snob.
Potemmo continuare a seguire gli sviluppi dell'idillio sui giornali. Le orchidee ogni giorno. I balli. I regali.
La loro tenera espressione prima di far fuori un hamburger al Derby. Se ne parl anche alla radio - in una nota rubrica dedicata a Hollywood - come una delle storie d'amore dell'anno.
Ogni tanto, entrando nell'ufficio di Sammy, lo sentivo che parlava con lei al telefono, ma per oltre un mese si tenne abbottonato. Un giorno stavamo lavorando a casa sua sul film del sottomarino, io avevo finito il copione con due giorni di anticipo e lui era di buon umore.
Sped Charles al bar a farci dei whisky e soda con ghiaccio, poi mi guard con la sua faccia da anteprima.
E allora, Al, che ne pensi di me e Laurette?.
Degustava quella frase come un sommelier con un vino d'annata.
Che ti devo dire, mi sembra tutto un po' incredibile
dissi. Ma magari tu sarai incredibilmente felice.
Be', non siamo ancora al dunque disse lui. Ma  possibile, per Dio. Ges, non ci credo neppure io. Ma pare che ce la possa fare, ad impalmarla.
Questo sar pure amore, pensavo, ma non  n bello n dolce.  vero, non sono solo affari; ma  qualcosa di altrettanto truce.
Ti dir,  tutta un po' da ridere mi confid.
Quando l'ho conosciuta, pensavo che fosse l'ennesima Ricca Stronza. Le ho fatto un po' di corte solo perch volevo capire che intenzioni aveva il suo vecchio nei confronti di Sidney. Te l'ho detto che voglio fare tutto quello che posso per lui. E lei continuava ad accettare tutti i miei inviti, per poi limitarsi a mandarmi educatamente a fare in culo.
Dopo che l'ebbe portata fuori a pranzo per la prima volta Sammy spremette tutto il suo savoir faire in un: Quando potr rivederti?.
E lei rispose: Adesso so chi  che mette questa frase in tutti i film.
Alcune sere pi avanti decise di portarla con s a una prima. Si era persino fatto fare un nuovo abito da sera apposta per l'occasione. Le agenzie stampa erano state debitamente informate che Sammy e la signorina Harrington sarebbero stati tra le coppie di spicco della serata.
Quando pass a prenderla, trov Laurette in abiti da passeggio, che beveva in compagnia di una gagliarda donzella con i capelli tagliati corti che lo accolse con un'occhiata bellicosa.
Questa  Babe Lynch disse Laurette. E appena arrivata in citt e sta andando a San Diego per le gare di aeronautica.
Non la vedo da secoli, perci ho pensato che non te la saresti presa se stasera non vengo alla prima.
Se me lo avessi detto in tempo avrei preso un altro biglietto
disse Sammy. Anzi, se fate in fretta posso trovare un posto anche per lei. Il direttore del teatro  un mio amico.
Sarebbe un'ottima idea disse Laurette. Ma Babe si  portata dietro soltanto la tenuta da volo. Perci vai pure.
Fatti sentire domani.
Sammy dovette fare buon viso a cattivo gioco, ma questa se la leg al dito. In ascensore fece a pezzi i biglietti.
Mentre i piccoli frammenti cadevano ai suoi piedi pens che avrebbe potuto darli a qualcuno, ma al diavolo tutti quanti... Erano i suoi biglietti e ci poteva fare quello che gli pareva.
Torn a casa guidando a ottanta, cento, centoventi chilometri all'ora, poteva superare i limiti di velocit perch aveva un distintivo da
capitano che gli avevano dato quelli del Dipartimento di Polizia. E pensava, devo averla. Lei pensa di essere meglio di me, ma io devo averla, io, Sammy Glick.
Niente riusciva a scoraggiare Sammy. Per questa cosa valeva la pena di farsi oltraggiare. Era un problema di Classe, e la Classe  qualcosa di strano e di meraviglioso. Aveva un folle presentimento: che se resisteva a mordere la polvere nei primi giri, sarebbe stato lui alla fine a tagliare il traguardo con i suoi piccoli robusti pettorali.
La sera dopo Sammy chiam di nuovo. E bruttissimo starsene da soli a Hollywood, osserv. Laurette aveva bisogno di qualcuno che la portasse in giro per i locali all'ultima moda, sugger.
Sei veramente dolce disse Laurette. Vieni subito.
Quando arriv, Laurette stava bevendo un cocktail in compagnia di un giovanotto. Questi s alz in piedi, tremendamente alto e abbronzato, e rivolse a Sammy dall'alto in basso un sorriso disinvolto, accattivante e sicuro. Sammy si ritrov a fissare un'ampia e immacolata distesa di camicia da cerimonia. Laurette era in abito da sera anche lei.
Credevo che George fosse dall'altra parte del pianeta
spieg lei, evitando lo sguardo di Sammy mentre faceva le presentazioni. Immaginati che sorpresa quando ho scoperto che era tornato a Pasadena. Ho pensato che sarebbe stato carino uscire tutti insieme.
Sembrava che a George Sammy stesse simpatico, il che non faceva che peggiorare le cose.
Non vedevo Laurette da due estati fa a Biarritz spieg con il massimo dispiego possibile di denti bianchi mentre versava un cocktail a Sammy.
Questa volta era davvero incavolato. Era talmente incavolato da dimenticarsi di avere a che fare con un prezioso pezzo di porcellana, che una parola di troppo avrebbe potuto incrinare.
Ascolti, signorina Harrington, non vorrei essere di troppo. Perch voi due ragazzi non andate a divertirvi?.
Ma la signorina Harrington non sentiva ragioni. Il signor Glick  intelligentissimo disse alla faccia di bronzo di Pasadena. Sa tutto su come si fanno i film. E ce lo racconter, a cena. Vero, signor Glick?.
Sammy cerc di parare l'affondo, ma era sempre stato pi bravo con la mazza che con il fioretto. Laurette continuava a ridere di lui, silenziosamente ed educatamente, e la sua superiorit feriva l'orgoglio di Sammy come le banderillas, che pungono, che fanno male...
Sammy era seduto con loro nella Fiorentine Room, sentendosi dentro una ferita aperta, a disagio nel suo completo da uomo d'affari, che poi era la sua tenuta da corsa.
Si sent lievemente meglio solo quando riusc ad ordinare il vino pi caro della cantina. Ma quando arriv la bottiglia, Laurette la guard e disse al cameriere di riportarsela indietro. Se non avete il 1927, lasci perdere. E l'unica annata buona rimasta.
L'orchestra stava suonando un tango. Sammy non sapeva ballare il tango. Laurette e George lo ballarono non solo con i piedi, ma con le mani e con la testa, come una coppia di professionisti. Gli occhi di Sammy la seguivano in ogni passo, la osservavano ballare schiudendo le labbra, socchiudendo gli occhi, facendo ondeggiare il corpo al ritmo
della musica. Pensava ai partner con i quali doveva aver ballato il tango, ricchi rampolli americani e principi georgiani e inglesi titolati. Forse poteva far venire un esperto di tango a casa, in gran segreto, e poi stupire Laurette, la stronza, la donna che amava. Se non ci voleva troppo tempo. Anche se forse ne valeva la pena. Aveva finalmente trovato una donna degna delle sue ambizioni, la golden girl, il sogno, e pi forte correva pi lei sembrava allontanarsi.
Poi i due ritornarono al tavolo e Sammy si alz in piedi, sentendosi sfidato, per poi tornare ad accasciarsi sulla sedia subito dopo.
Che ballo meraviglioso disse Laurette. Ti senti libera, ti abbandoni.
Sapeva che Sammy non si era mai sentito libero e non si era mai abbandonato.
L'orchestra torn a suonare il jazz. Sammy si alz di scatto.
Basta con le buone maniere. Avanti con la velocit, il furore, la lotta corpo a corpo.
Forza, balliamo.
La tenne stretta contro di lui, la mano attanagliata sulla sua schiena scoperta, le dita tese e forti sulla sua pelle.
Fu una doppia soddisfazione, il brivido immediato della vicinanza e il pensiero che l'episodio avrebbe potuto finire sui giornali. Ball con passo ostinato forzandola ad assecondarlo.
Fu una lotta per entrambi.
Sei una dinamo anche nella danza disse lei.
Okay. Vuoi smettere? disse Sammy.
Stava cominciando a ritrovare se stesso.
No disse lei. Mi sto divertendo.
Era vero. Le aveva messo paura tenendola a quel modo, lasciando
perdere l'educazione. Era da parecchio che nessuno le metteva paura. Ballare male come Sammy e non vergognarsene lo rendeva diverso da tutti gli altri uomini che aveva conosciuto.
Poi ball di nuovo con George e quando torn al tavolo Sammy se ne era andato. Il cameriere le consegn un biglietto: Non volevo perdere altro tempo e ho deciso di riparare allo studio per sbrigare del lavoro arretrato. Il conto  pagato. Divertiti.
Sammy
Ho rischiato concluse Sammy. E ho avuto ragione.
Ero stato troppo gentile con lei e lei mi aveva preso per un gran fesso, come farebbero queste sfacciate degli studios a dargli spago. Lo sai che ha fatto? Mi ha chiamato in ufficio dopo che il giocatore di polo se ne era andato.
Voleva che tornassi indietro perch doveva parlarmi.
Le ho detto di venire lei da me. E lei  venuta. Che te ne pare di Laurette Harrington che viene a trovarmi nel cuore della notte? Siamo stati seduti a parlare fino all'alba. Non l'avevo capita, Al. Tutta quella sofisticazione  solo superficie. In realt  una dolce, semplice ragazzina....
Le corse di una vita sembravano essere diventate i giri di riscaldamento in vista dei prossimi due mesi. Aveva addirittura diradato la sua presenza in ufficio. Aveva troppo da fare.
Un giorno che ci eravamo dati appuntamento alle tre
lui si fece vivo poco dopo le cinque. Tutto si poteva dire di Sammy tranne che fosse un irresponsabile, perci cominciai a sospettare che fosse successo qualcosa di enorme.
Vedendolo finalmente arrivare capii che enorme era dire poco. Persino lui era senza parole. Entr nell'ufficio calmissimo, da grande attore.
Al disse, hai mai sentito dire di qualcuno che vada in buca al primo colpo due volte nello stesso pomeriggio?
Ce l'hai davanti. Solo che  una cosa pi importante del golf. Harrington ed io siamo stati seduti al Victor Hugo dall'una fino a un minuto fa.  veramente una pasta d'uomo. E non lo dico solo perch sta per diventare mio suocero.
Congratulazioni dissi. Spero che tu e il signor
Harrington siate felici.
Avresti dovuto vedermi disse. Ero nervoso come una puttana in chiesa. Pensavo che non appena gliel'avrei detto mi avrebbe lasciato l per andare a mettere Laurette sul primo aereo. Capisci, la vecchia famiglia del Sud e tutte queste stronzate. E invece non avrebbe potuto essere pi contento, Ges benedetto.
Sembrava cos ansioso di darmela in moglie che mi  venuto il dubbio che sia rovinato e pensi che avere il responsabile di uno studio in famiglia non sia poi malaccio.
Responsabile di uno studio?.
S disse Sammy. Ho fatto tutto quello che potevo, ma ho paura che il povero Sidney sia fuori gioco, ormai.
Paura in che senso? dissi. Hai paura che Harrington cambi idea?.
Al disse lui, meno male che ho il senso dell'umorismo.
Perch se io non ce l'avessi tu saresti col culo per terra da un bel pezzo. Sei padrone di non crederci, ma mi sono battuto per Sidney oggi pomeriggio.
Levati, Sir Samuel, mio prode cavaliere dissi.
E smettila disse lui. Non ho niente da rimproverarmi.
Ho mantenuto la mia parola. Ho detto ad Harrington
che ero disposto a lavorare agli ordini di Fineman.
Pi di questo che potevo fare?.
E che ne so? dissi. E in ogni caso perch ti interessa tanto il mio parere?.
Ascolta Al disse. Io non sono un minchione. So benissimo quanto durerebbero questi miei amici se io non fossi pi in grado di far loro dei favori. Ma tu sei diverso. Tu non mi hai mai chiesto niente, per te stesso voglio dire. Tu sei il mio unico amico. Io sono un uomo, non sono soltanto una... dinamo. Ogni uomo deve avere una moglie e un amico.
Il tizio che ha detto perdonali perch non sanno quello che fanno non era certo un fesso. Diciamo che in nove casi su dieci poteva anche avere ragione. Ma c' sempre quel decimo caso in cui bisogna essere rigidi e il perdono diventa una grave forma di mollezza.
Quella volta provai l'impulso di interrompere le relazioni diplomatiche con Sammy. Quando pugnalava il prossimo suo nella schiena lo faceva con tale entusiasmo e vivacit d'ingegno da far gridare al
colpo da maestro. Metteva una tale coscienziosit nel non farsi
scrupoli che era quasi degno di ammirazione. Ma adesso questo suo pensoso atteggiamento aveva un che d'indecente.
Sembrava un po' troppo come il magnate che passa la prima parte della sua vita a leccare il culo e a pestare i piedi e la seconda a distribuire elemosine e consigli alla Benjamin Franklin. Mi figuravo un Sammy Glick quarantenne anzich trentenne, con tutti i particolari sordidi della sua carriera cancellati dalla sua mente, intento a ripercorrere la sua esistenza come un biografo ufficiale, convinto che per il suo contributo al benessere dell'umanit gli spettassero di diritto amicizia, benevolenza e pace.
D'improvviso sentiva la necessit di giustificarsi. Si impunt a rendermi partecipe di quello storico colloquio con Harrington.
Erano seduti al Victor Hugo. L'orchestra suonava musica da camera, soave e raffinata, ma era la voce di Harrington
ad essere musica per le orecchie di Sammy.
Sammy, domani far ritorno a New York. Non so se l'hai intuito, ma noi intendiamo mettere in atto degli importanti cambiamenti all'interno di questa organizzazione.
E dati i risultati che hai ottenuto, pensiamo che tu debba esprimere il tuo parere su questi cambiamenti.
 molto gentile da parte sua disse Sammy. Ovviamente, devo sottolineare che ho imparato moltissimo da Sidney, lavorando come suo assistente. Per me e stato come un padre. Tutto quello che so in
materia di produzione me l'ha insegnato lui.
Mi ha trasmesso tutto il suo sapere.
Forse per a lui non  rimasto nulla. Nel programma di quest'anno ci sono stati troppi flop.
Signor Harrington, solo un genio potrebbe fare un film a settimana senza che gli scappi qualche ciufeca, Sidney  un grande lavoratore e ha fatto del suo meglio.
Comprendo i tuoi sentimenti. Ma, per parlare con franchezza, lo scopo della nostra visita  di valutare se il suo meglio  abbastanza.
I film avrebbero fatto dei profitti se le spese generali non fossero cos esorbitanti. E gli alti costi di produzione non sono tutta colpa sua.
Dunque tu ritieni che i costi siano eccessivi?.
Lei mi mette in una posizione difficile, signor Harrington.
Non mi piace giudicare i miei superiori. E specialmente un pioniere come Sidney. Ricordo quand'ero bambino e andavo a vedere i suoi nickelodeon.
Certo, ragazzo mio disse Harrington. La lealt  cosa lodevolissima. Ma noi dobbiamo essere leali in primo luogo nei confronti della World-Wide, ed io mi domando se Fineman non sia un po' troppo un uomo d'altri tempi per mantenere alti gli standard del marchio World-Wide.
Uno migliore di Fineman non c' disse Sammy, tra i produttori della vecchia guardia.
Ho avuto la possibilit di vedervi all'opera entrambi
disse Harrington. E potrebbe risultare difficile convincere il Consiglio, data la tua giovane et. Ma sono convinto che ci di cui lo studio ha bisogno  un nuovo timoniere. Nuova linfa.
Il cameriere si accost al tavolo. Desidera altro, signor Glick?.
No, pens Sammy. Non desidero altro. Cos va bene, amico mio.
S disse, ci porti un altro brandy.
A te e Laurette disse Harrington.
E alla World-Wide fu lesto ad aggiungere Sammy.
Attravers la stanza per avvicinarsi alla finestra. La strada dello studio era animata da ragazze carine in pantaloni che andavano a casa a gruppi di due o tre e da falegnami e da imbianchini in tuta con i cestini del pranzo che si insolentivano a vicenda; da un regista esausto dopo una giornata di riprese che gi discuteva con un paio di assistenti di quelle dell'indomani; da un divo che faceva il buffone mentre montava sulla sua Cord argentata; dal folle collage in processione fatto di operai, comparse, cameriere, montatori, sceneggiatori, ragazze affascinanti, le rotelle dell'ingranaggio e le ruote di pavone che devono sincronizzarsi perch la fabbrica dei film viva.
Adesso  mio disse Sammy. E tutto mio. Ho tutto.
Tutti dicono che tutto non si pu avere e invece io sono quello che c' riuscito. Ho lo studio e la famiglia Harrington e la donna ideale per governare la mia casa e con la quale fare i miei figli.
Stavo seduto come se stessi assistendo a Il Fantasma dell'Opera o a un qualche altro film dell'orrore. Stavo seduto in silenzio nell'ombra, perch si stava facendo scuro e non avevano ancora acceso le luci e credo che
si fosse dimenticato che stava parlando con me. Era soltanto la sua voce che lo rassicurava nel buio.
Sammy dissi docilmente, cosa si prova? Cosa si prova ad avere tutto?.
Sorrise. Il suo sorriso si fece ammiccante, lascivo.
Mi fa sentire come... e poi d'improvviso come dal nulla ... patriottico.
...
.
...
Capitolo 12.
...
.
...
Tre settimane dopo venne annunciato il cambio della guardia al vertice dello studio, ma Sidney Fineman rimase in servizio per diversi mesi, onde portare a termine i progetti che aveva avviato. Kit collabor al suo ultimo film. Disse che non era cosa da poco vederlo rimboccarsi le maniche con l'entusiasmo di un ragazzo che ha appena iniziato.
Non lavorava per far soldi disse Kit. Gli piacevano gli agi, come a tutti. Ma non era quella la cosa pi importante. Lui era uno che faceva i film. Ci teneva a fare bene il suo lavoro, come uno scultore o un ciabattino. Lavorava per fare dei bei film.
La sua ultima produzione fu un peculiare successo.
C'erano solo due personaggi, un agricoltore e la moglie, e riusciva ad emozionare e a convincere e a dissacrare e a divertire limitandosi a seguirli nelle loro passioni e nelle loro sconfitte e nei loro piccoli trionfi, senza doverci mettere n i cattivi n i personaggi comici, senza trame secondarie e ramificazioni, e i critici non seppero se chiamarla una commedia o una tragedia o un capriccio ma il pubblico disse che era cinema di un genere nuovo e coraggioso perch era tutte e tre le cose, perch nel film c'era qualcosa della nostra vita. Avrebbe potuto schiudere a Fineman le porte degli altri studio, invece tutti quanti dissero che era impossibile che Fineman avesse fatto una cosa cos moderna e il merito fu dato soprattutto a Larry Ross, il giovanissimo assistente che Fineman aveva reclutato tra i ranghi degli sceneggiatori. Questa versione dei fatti era stata diffusa dal giovane Ross in persona e pare che Sammy fosse lieto di sottoscriverla, dacch considerava Ross uno dei suoi protetti.
Non appena Fineman ebbe lasciato il proprio ufficio, Sammy fece abbattere la parete che lo divideva dal suo per avere pi spazio a disposizione. Poi si liber dell'arredamento stile coloniale dicendo che lo sentiva d'impaccio. Una volta ristrutturato, l'ufficio aveva la stessa intimit del Madison Square Garden. Le pareti erano rivestite in pelle e la scrivania sembrava una pista di decollo. Ad una parete c'era un ritratto a olio di Laurette che la faceva sembrare dieci anni pi giovane, anche se era stato eseguito soltanto da pochi mesi.
Di fronte c'era una grande fotografia autografata di Harrington.
Fineman mor subito dopo la sua separazione dalla World-Wide. Si parl di suicidio, ma l'Ufficio Hays mise prontamente a tacere queste voci.  chiaro che ci si pu togliere la vita senza necessariamente ricorrere al gas o alla pistola; c' la crepa che si apre quando la volont viene meno, quel che cercava di esprimere il poeta che parl del morire di crepacuore.
I giornali dicevano che Fineman aveva soltanto cinquantasei anni. Io pensavo che andasse per la settantina.
I giornali dicevano anche che di recente aveva dovuto lasciare la direzione dello studio a causa della salute cagionevole.
Il giorno dopo la sua morte in tutti gli studios suon una sirena alle undici in punto, il segnale che tutte le attivit dovevano essere sospese per un minuto di silenzio in memoria di Sidney Fineman. Alle undici e un minuto suon un'altra sirena, il segnale che potevamo dimenticarlo e tornare al lavoro.
Ma l'anima di Sidney Fineman non fu congedata cos rapidamente, perch a Hollywood le scene di morte piacciono troppo. Pochi giorni dopo ebbe luogo una cerimonia di omaggio a Sidney: cena all'Ambassador a dieci dollari a cranio.
Volevo andarci con Kit, ma lei fu irremovibile. Io le persone le omaggio prima che muoiano disse. Vado a sentire Hemingway che raccoglie fondi per i repubblicani spagnoli.
La vedova Fineman sedeva al tavolo d'onore tra Sammy e Harrington, appena arrivato in California per il matrimonio della figlia.
Il discorso di Sammy fece schiudere una quantit di borsette, alla ricerca dei fazzoletti. Nel donare alla vedova una tessera vitalizia per tutti i film della WorldWide, disse: Il maggior rimpianto della mia carriera  quello di aver dovuto prendere in mano le redini perch l'uomo che le aveva tenute tanto a lungo e con tanto successo non poteva pi farlo. Posso soltanto dire che sarei ben lieto di abbandonare il posto di guida e proseguire a piedi, se questo potesse servire a riportare Zio Sid tra noi.
L'articolo parlava delle lacrime negli occhi di Sammy.
Certo che questi flash sono veramente fastidiosi
dissi a Kit.
No ribatt lei,  ben possibile che le lacrime fossero vere. Sammy ha questa capacit di mettersi a piangere nelle situazioni fasulle; mai in quelle genuine, beninteso.
Credevo che di lacrime non gliene fossero rimaste pi, punto e basta dissi. Che la sorgente si fosse esaurita tanto tempo fa.
Mio Dio, no disse lei. Sammy con le emozioni ci va a nozze. Solo che invece di lasciarsi andare si mette a suonare la stessa nota all'infinito.
E quella nota  mi, mi, mi, mi, mi....
Il matrimonio fu una splendida produzione, girata in esterni nel giardino della propriet a Bel Air che Sammy aveva appena acquistato da un divo del muto rovinato dall'avvento del sonoro. I buontemponi insistevano a chiamarla Glickfair.
Oltre il giardino c'erano la piscina e il campo da tennis e oltre la strada privata c'era un eccentrico campo da golf di tre buche. La casa stessa era di proporzioni baronali, un interessante esempio dello stile ibrido che a Hollywood sta cominciando a sparire, una specie di Persiano-Ispanico-Barocco-Normanno, con qualche idea personale dell'architetto aggiunta per amor di variet.
C'erano almeno mille invitati, da Norma Shearer a Julian Blumberg, il cui primo romanzo aveva provocato ad Hollywood un'amnesia riguardo alla sua militanza nella Gilda.
Nel giardino la gente formava dei gruppetti come delle api, ronzando non  bellissimo, bellissimo, veramente troppo bello!. Le bambine deputate a portare i fiori erano due piccole dive e le damigelle d'onore che precedevano Laurette avevano tutte facce famose.
L'abito da sposa di satin bianco esaltava il candore della carnagione di Laurette. Le labbra e i capelli rossi sulla pelle color latte, e la solennit del momento in cui lei avanzava al ritmo funereo della marcia nuziale resero lo spettacolo ancora pi irreale. Era una bellezza spettrale in mezzo alle nebbie di Hollywood.
Lei ed Harrington in cilindro e pantaloni a strisce sembravano il bozzetto che un disegnatore satirico aveva deciso di dedicare a quel lugubre affare che  il matrimonio.
Sammy fece il suo ingresso nel giardino dal lato opposto, seguito da Sceicco; entrambi erano in tight.
Sammy guardava dritto davanti a s, il sorriso che pareva inciso sulle labbra. Sceicco ghignava in continuazione, gigioneggiando un po'.
Il rumore delle macchine da presa dei cinegiornali fece da sottofondo a tutta la cerimonia. Non appena Sammy e Laurette furono dichiarati marito e moglie nella buona e nella cattiva sorte in ricchezza e in povert in salute e in malattia finch morte non li avesse separati,
un coro professionale si fece avanti intonando Ah, Sweet Mystery of Life.
Poi la folla si trasfer sulla terrazza, dove erano stati collocati degli enormi tavoli da banchetto presidiati dall'intero staff del Vine Street Derby. Quattro fattorini avanzarono barcollando con un ferro di cavallo di due metri fatto interamente di gardenie, munito di fascia trasversale di seta bianca con la scritta a lettere d'oro Lunga Vita e Felicit Per Sempre.
Vi era consenso generale sul fatto che questo era il matrimonio pi grandioso che avesse mai avuto luogo a Hollywood, pi ancora delle nozze MacDonald-Raymond.
Quando finalmente all'imbrunire fummo rilasciati, Kit era irrequieta. Guido io disse. Voglio fare qualcosa.
Mi chiedo quanto ci vorr perch queste cose vengano considerate con lo stesso occhio con cui noi guardiamo ai riti africani.
Ci dirigemmo verso l'oceano, poi percorremmo la strada costiera. Essere soli era rilassante, era bellissimo.
Non  la nostra baia, quella? dissi.
Ci fermammo. In silenzio la presi per mano e ci avviammo.
Era una notte senza stelle. C'era alta marea e il vento batteva forte.
Guardavamo le onde, abbracciati per resistere al freddo. Ci accorgemmo di una luce solitaria che si muoveva lentamente all'orizzonte. E iniziammo un gioco. Era una nave di contrabbandieri e inventammo la trama per un B movie. Era una nave fantasma, un relitto, e inventammo
una storia del mistero. Erano dei pescatori giapponesi che salpavano
da Terminal Island prima del sorgere del sole e inventammo un film realistico.
Ci stendemmo sulla sabbia fredda e pulita, scossa dalle ondate che battevano sulla riva. Ci fu un lungo momento in cui non udimmo pi l'oceano mugghiare. Poi
lo sentimmo pi forte che mai. Non avevamo voglia di tornare a casa, di chiuderci da qualche parte, perci raggiungemmo Ocean Park e ce ne andammo a passeggio sul molo dei divertimenti. Sale da ballo in cui le ragazze andavano da sole col vestito della festa, e il tunnel dove le donne gridano con divertito imbarazzo quando all'improvviso la loro gonna si gonfia e si solleva fino alla faccia, la Krazy House piena di scariche elettriche e trappole nel buio - dieci cent per l'iniziazione ad una innocua forma di masochismo - il tizio che vuole fare bella figura con la ragazza centrando tutte le bottiglie con una palla, e gente che si sbaciucchia sulla barca che procede attraverso buie gallerie, tutti i bizzarri, salutari svaghi che non costano troppo, i brividi a basso costo che non smetteranno mai di divertire la gente.
Kit volle andare sulle montagne russe sette volte, seduti davanti, schizzati in alto sopra l'oceano e poi gi in picchiata, oltre la ruota panoramica e gli aeroplanini e la giostra, oltre la folla in una assurda carrellata, sparati dritti verso l'acqua e poi all'ultimo momento di nuovo su, sibilando verso il cielo.
Ho una grande idea disse Kit, mentre cercava di farmi salire per
l'ottava volta. Nella pausa pranzo potrei andare a Mines Field e prendere lezioni di volo.
S, un corno dissi. Te lo proibisco.
Parole del genere suonavano sempre come una dichiarazione di guerra per Kit. Che vuol dire me lo proibisci?.
Rifiuto categoricamente di lasciarti correre questo rischio dissi.
Al, stai diventando veramente possessivo negli ultimi tempi disse lei. Cominci a comportarti come se fossimo sposati.
E allora  fatta dissi.
Fatta che cosa?.
Ci sposiamo.
Al, se  soltanto per andare a vivere insieme....
 per sposarti dissi. Non ti ci lascio andare pi su quella cosa. Mi gira la testa. Voglio sposarti. Voglio che lasci perdere questa cosa e fai la brava ragazza e ci sposiamo.
Al disse, le montagne russe ti hanno dato alla testa.
Non abbiamo nemmeno la licenza.
Andiamo a Tia Juana. Non ci vuole la licenza a Tia Juana. Ci vogliono solo cinque dollari e una donna. Rientriamo domani mattina.
Mi suona troppo come una fuga d'amore hollywoodiana
disse. E da che cosa staremmo fuggendo? Qui la gente non fa altro che andarsi a sposare di nascosto quando non c' nessuno seppur vagamente interessato a cercare di impedirglielo. E in ogni caso Tia Juana mi fa schifo. Non  altro che la latrina di San Diego.
E che ce ne importa di com' Tia Juana? dissi.
Non dobbiamo visitarla. Mettiamoci in macchina e partiamo.
Possiamo farcela in quattro ore: potrebbe ancora essere aperto.
Mi hanno sempre fatto un po' pena le coppie che devono fare le ore piccole ubriacandosi per trovare il coraggio di andarsi a sposare. Come se avessero paura che non appena gli passa la sbronza possano cambiare idea. Limitiamoci ad andare tranquillamente al municipio e facciamola finita.
Solo quando ebbe finito di dire tutto questo realizzai che aveva risposto di s. Kit! esclamai. Cara! Ges!
Baciami.
Non qui fuori, cretino disse lei.
E invece s.
Dove andiamo? dissi. Dobbiamo prendere una settimana di vacanza e festeggiare.
Conosco un posticino dove possiamo prendere un cottage proprio sulla spiaggia e fare il bagno e bere tequila e fornicare all'aperto se ci va e dimenticarci completamente di Hollywood finch non dovremo tornare.
E dimenticarci completamente di Sammy Glick, pensai, il supercolossale matrimonio-dei-matrimoni di Sammy Glick.
Mi resi conto che nessuno dei due aveva detto una parola a proposito del matrimonio di Sammy da quando c'eravamo lasciati alle spalle quel triste spettacolo.
Ma in qualche modo quello che era successo a noi era strettamente legato a quel matrimonio.
Era pi o meno l'una e un quarto ed eravamo seduti nel cucinino a parlare e a bere birra quando squill il telefono. Kit and a rispondere. Mi chiam, porgendomi il telefono con sguardo eloquente.
 per te. E indovina un po' chi .
Pensai a Sammy, installato nel suo letto a baldacchino stile impero a fare l'amore con tre milioni di dollari.
Ciao, Al. Disturbo?.
Le sue parole arrivavano veloci e scattanti come sempre, ma avevano un che di sepolcrale e un accento di umilt che non avevo mai sentito.
Sammy! Dio mio! Che cosa vuoi?.
Vorrei che venissi qui da me. Voglio parlarti.
Stanotte? Adesso? Sei pazzo?.
Fammi questo favore, vieni.
Ges Cristo, ma lo sai che ore sono?.
L'una e qualcosa.
E Laurette?.
Vieni qui, Al. Per favore.
Cercai di ricordarmi se gli avessi mai sentito pronunziare quella parola.
Aspetta un minuto, Sammy.
Guardai Kit. Vuole che vada da lui. Ma per chi mi ha preso?.
Ti ha preso per quello che sei, caro. Ecco perch ha chiamato te.
Mi piacerebbe sapere di che si tratta, per.
Vai. Tanto io devo leggere un copione. Il dovere chiama, Boswell.
Ancora una volta mi sentivo vinto dalla mia antica passione per il destino di Sammy.
Okay dissi al telefono. Reggiti i calzoni che arrivo.
La casa si ergeva sulla collina come un castello feudale.
Le luci accese a tutte le finestre proiettavano i loro gialli strali geometrici nella notte nera.
La grande porta a pannelli di quercia si apr subito dopo che suonai il campanello. Sammy doveva essersi piazzato l dietro, in piedi ad aspettarmi.
Grazie, tesoro. Com' che ci hai messo cos tanto?.
Era passato appena un quarto d'ora dalla sua chiamata.
Aveva in mano un bicchiere di whisky quasi vuoto.
Non lo avevo mai visto ubriaco, prima di quel momento.
Sembrava un automobilista ferito che vaga intorno al luogo dell'incidente.
Lo seguii fino al bar, dove mi prepar un drink in silenzio, lo poggi sul bancone e sbott: Non ce la facevo a stare qui da solo, stanotte, perdio. Sono andato in giro per la casa e ho acceso tutte le luci. Ho messo la radio a tutto volume. Mi sono seduto qui a bere.
Niente da fare. Parlavo da solo. Stavo impazzendo. Ges, Al, mi devi perdonare. Ma tu hai buon senso. Dimmi qualcosa, Al. Non voglio impazzire.
Quando se n' andata? dissi.
Come lo sai? chiese angosciato.
Non c' bisogno di Philo Vance.
Ah disse, pensavo che si fosse gi sparsa la voce.
In questo posto non fanno altro che parlare, perdio.
Promettimi che terrai il becco chiuso. Guarda che ti rovino, se non tieni il becco chiuso.
Basta con questa stronzata del guarda-che-ti-rovino dissi.
Venne fuori da dietro il bancone e mi si avvicin desolato.
Okay Al, scusami. Non avevo idea di che cosa stavo dicendo. Lo so che tu sei a posto, Al. Non hai mai fatto lo stronzo con me. Con te posso parlare. Ecco perch ti ho fatto venire. Se solo riesco a parlarne, dovrei sentirmi meglio, capisci, liberarmene. Vomitare.
Con le mani madide di sudore si tormentava la faccia.
Poi le sue parole cominciarono a venire fuori a scatti e a me sembrava che non fossero sincronizzate col movimento delle labbra.
Dopo le nozze, un manicomio, perdio. Champagne dovunque. Duemilacinquecento dollari buttati nel cesso.
Gente ubriaca dovunque. Non trovo pi Laurette.
Ho fatto una figura da scemo chiedendo a tutti se avevano visto Laurette, perdio. Poi di sopra, nella camera degli ospiti... Ges Cristo, con questo pezzo di merda che abbiamo messo sotto contratto, Carter Judd....
Prosciug il whisky e soda, tenendo per un pezzo la faccia dentro il bicchiere.
Judd se l' filata non appena sono entrato. Ma lei si  data una rassettata e ha aspettato che io parlassi.
Aspettava che io parlassi, come se non fosse successo niente.
La faccia di Sammy si riemp di chiazze rosse e bianche che rivelavano il dolore dell'orgoglio ferito. I suoi lineamenti divennero cos brutti e distorti che capii che
stavo per vederlo piangere. Io non ci posso credere...
Io pensavo... ed ecco le lacrime, cos ridicole agli angoli di quei piccoli occhi feroci. Lo vedevo piangere e non capivo perch mi venisse in mente il surrealismo, poi mi ricordai di Dal, della pioggia che cade dentro un taxi. Quello che avevo davanti non era meno bizzarro, meno grottesco. Le lacrime di Sammy erano pioggia che cade dentro un taxi.
Dopo le lacrime vennero, spaventosi, i piccoli singhiozzi serrati, innaturali, incontrollati, che lui cercava inutilmente di soffocare. Poi di nuovo la diga cedette e le lacrime ripresero a scorrere. Cercava di asciugarsi la faccia con il fazzoletto e quando il loro flusso non pot pi essere frenato in quel modo si sedette sullo sgabello con i gomiti sul bancone e pianse dentro le sue mani piccole e nervose.
Quando fu di nuovo in grado di parlare non voleva che vedessi com'era ridotto e parl attraverso le dita, pressate a mo' di grata contro la faccia. Prima aveva parlato smozzicando frasi nervose e dissonanti. Adesso le parole gli uscivano di bocca esitanti, una alla volta.
Le ho detto che non riuscivo a capirlo. Da una sfacciata che va col produttore per avere una parte, forse. Ma quando una ragazza dell'alta societ come lei, una signora, un'aristocratica....
Non c'era nessuna posa. Era distrutto. Kit aveva ragione.
Non aveva fatto un matrimonio d'interesse.
Non ne aveva bisogno. Si era innamorato della posizione, del nome e del potere degli Harrington, ma transustanziati nell'amore, nel
profondo rispetto per l'educazione di Laurette, nell'attrazione per la
sua personalit e nel desiderio per il suo corpo.
Rimase a lungo in silenzio, senza parole. Aveva in bocca l'intenso, agro sapore della sconfitta e l'afflizione non gli donava. Trasudava angoscia e vergogna.
Non  stato tanto quello che ho visto. Voglio dire, eravamo tutti ubriachi, si cazzeggiava. E stato il modo in cui mi ha parlato, messa l come una stronza arrogante, a dirmi.... Le sue mani ripresero a massaggiare lentamente il viso. Ges, non lo dimenticher mai quello che ha detto....
Lui stava sulla soglia della stanza, barcollando, gli occhi gonfi, terribilmente sobrio.
Lei gli si fece incontro, aggiustandosi il vestito, il bellissimo abito da sposa di satin color crema del quale la Principessa Pignatelli avrebbe cantato le lodi l'indomani mattina nella sua rubrica mondana.
La voce di lei risuon bassa, cattiva e irritata. A Sammy sembr rauca e sgradevole. E allora? disse.
Lui aspettava che lei chiarisse, si difendesse, frignasse, giurasse, chiedesse scusa. Niente di tutto questo. Rimase l, orgogliosa e composta, maestosa e perversa e crudelmente padrona di s. Era ci che in lei aveva amato e ammirato, e d'improvviso lo odiava e non ne sopportava la vista.
Non startene l a bocca aperta come un pesce fuori dell'acqua
disse lei. Cos'hai da guardare? Hai avuto quello che volevi. E pap ha avuto quello che voleva. E la piccola Laurie avr quello che vuole.
Che dici? fece Sammy. Di che stai parlando?.
Ascolta, caro disse lei. Dovremo passare un bel po'
di tempo, insieme. A che serve prenderci in giro? Lo so perch mi hai sposata: per lo stesso motivo per cui fai tutto il resto. E non ti preoccupare: non ti deluder. Sar la migliore padrona di casa che questa citt abbia mai avuto.
Far la mia parte e sar discreta, non voglio che la mia vita privata interferisca con la tua carriera.  solo che tu ed io abbiamo firmato un contratto: quello che ho detto vale anche per te.
Lui aveva voluto la devozione di Rosalie Goldbaum, aveva voluto l'amicizia di Kit, aveva voluto le virt domestiche di Ruth Mintz e il fascino di Rita Royce, e aveva pensato di aver trovato tutto questo (e qualcos'altro, qualcosa di indispensabile) in Laurette Harrington.
Spinse il muso in avanti, si fece forza e quando le rispose la sua voce venne fuori dura, fredda e metallica.
Certo. Ma la casa  piena di giornalisti ficcanaso, non te lo scordare. Non vogliamo farli insospettire, giusto?
Quindi adesso torna dabbasso ed evita le foto. Tranne quelle con me.
Lei gli sorrise sfrontatamente e sembrava torreggiare su di lui e gli si accost per prendere il suo faccino tra le mani e baciarlo in fronte come se fossero sposati da vent'anni.
Va bene, caro disse.
Stava imitando la sua voce. Va bene, caro. Lo ha detto proprio cos, Va bene caro.
Dov' lei adesso? dissi.
Scroll le spalle disperato. E che ne so? Con quel bastardo di Judd, penso. Potrei fargli fare una serie
di parti di merda finch nel cinema non  un cadavere.
Ma che ci guadagno? Ce ne sarebbero degli altri. Arriverebbero come mosche, sti figli di cane. E quando me la sono fatta pensavo di essere il pi grande.
E invece,  una... E invece non  altro che una... d'alto bordo....
Ah, siveet mystery of life, at last l've found you, cantavo tra me e me, Ah, at last I know the secret ofit all...
Non so che cosa fare disse Sammy. Tu che faresti, Al? Che faresti al posto mio?.
Sammy dissi, vorrei aiutarti, ma  proprio una domanda ipotetica. Io non vorrei essere nei tuoi panni.
Mi studi perplesso. Tu mi odi, vero? Tu mi odi come tutti gli altri.
Non lo disse con aria di sfida. Lo disse con rimpianto.
No dissi, non  vero. Se vuoi sapere quello che penso, penso che non potevi farci niente. Dovevi scegliere tra essere un bravo ragazzo fallito ed essere come sei adesso.
Anzi, direi che in effetti non hai avuto nemmeno questa scelta. Il mondo ha deciso al posto tuo.
Basta con queste acrobazie verbali disse lui. Sono in un gran casino. Seriamente, tu che faresti?.
Sammy, tutto quello che posso dirti  che io mi tirerei fuori da questa situazione il pi presto possibile.
Era di nuovo in piedi e sembrava che l'energia tornasse ad affluire al suo corpo.
Per Dio, far proprio cos! Inizio subito il trasloco.
Quando quella stronza ritorna, domani mattina, non ci trova manco un bottone qui dentro. Adesso sveglio Charles. Poi chiamo l'autista....
Fece per attraversare la stanza di corsa, poi di colpo si ferm a guardare davanti a lui qualcosa che non c'era, come un sonnambulo.
Oh, Ges disse.
Che c' adesso?.
E col vecchio Harrington come la metto?.
Che te ne frega? dissi. Non hai bisogno di Harrington.
Sei arrivato.
Ma Cristo, cominci a lamentarsi Sammy, in questo ambiente non sai mai come sei messo. Ad esempio prendi quel ragazzo, Ross. Si d da fare. Ma non mi piace.
Non mi fido di lui. E uno furbo. Questo  uno che pensa di saperne pi di me. E chi lo sa, magari ne sa pi di me. Ma con Harrington dalla mia parte....
Vedevo il suo futuro scorrergli davanti come il nastro di una telescrivente: I Morgan ospiti del signore e della signora Glick... Il signore e la signora Glick trascorreranno il Natale presso la famosa tenuta Harrington...
Notati in prima fila Samuel Glick e la splendida moglie Laurette, n e Harrington, in paillette ed ermellino... Soltanto buoni amici dice Laurette Glick di Clark Judd di Freddie Epson di Maurice del Rios... Totalmente ridicole dice la signora Glick delle voci di separazione... Pettegolezzi da quattro soldi dice Samuel Glick, a Chicago per
affari... Ci sono i milioni di Harrington dietro la Glick Productions?... Il signore e la signora Glick saranno lieti...
Sammy dissi alzandomi in piedi, auguro a te e Laurette ogni felicit.
Feci per andarmene.
Resta qui disse Sammy, e prese il telefono all'estremit del bancone.
Ciao, Sceicco...! scoppi a ridere sonoramente.
Ma certo! Perfetto, portala qui, chiedile se c'ha un'amica... No, non  uno scherzo... Dico sul serio, perdio... No, per carit, quella sta sempre a dirmi che grande attrice che  lei ed  una fallita e comunque non sa scopare... Ges, ma allora a che cazzo servi?
S, lo so che alle due di notte una che ha vinto l'Oscar non me la puoi portare... ah, ah, ah... oh, aspetta un minuto!.
Si volt verso di me. Ehi, Al, ti ricordi di Billie, quella rossa che ti ho presentato una volta al Back Lot, un sacco di tempo fa? Stanotte non mi dispiacerebbe qualcosa del genere. Non  che per caso hai il suo numero di telefono?.
 passata al professionismo dissi. Lavora da Gladys.
Ma cos  troppo facile disse Sammy. Mi sarebbe piaciuto lavorarmela per benino, la signora.
Provai soddisfazione nel potergli dire:  meglio che ti accontenti. Perch capita che io sappia che con Billie dovrai sempre pagare l'ingresso. Tu non puoi capirlo, ma Billie  all'antica.  una donna molto morale.
Okay disse lui. Se c' da pagare, pago. Per pretendo il servizio completo, Cristo!.
Pensai al retrobottega di Foxy Quattrocchi nella circostanza in cui Sammy era stato introdotto ai misteri dell'orgasmo, il giorno in cui aveva imparato a misurare l'atto sessuale in termini di controvalore monetario.
Pronto, Sceicco disse. Le tue rompipalle te le puoi tenere. Passa da Gladys e rimorchia Billie Rand... No, nessun'altra. Ah, ah, ah... okay tesoro.
Dopo aver riattaccato rideva ancora con Sceicco.
Poi vide che stavo andando via e smise.
Dove scappi? Rimani un altro po'. Ci facciamo quattro risate.
No, grazie dissi. Sto per porre fine ai miei giorni da scapolo. Kit ed io ci sposiamo in settimana.
Accidenti disse lui. Mi sembrava di aver riconosciuto la sua voce al telefono, ma non ero sicuro. Bene, tutto quello che posso dire  che sei un uomo fortunato, Al.  una ragazza eccezionale.
Lo disse con un pizzico di rimorso e io sapevo che cosa stava pensando, che gli sarebbe piaciuto averla lui, che gli sarebbe piaciuto avere qualcuno, ma era impossibile, era assolutamente, fisicamente, psicologicamente, economicamente impossibile.
Guarda, sono contentissimo. Una di queste sere ci vediamo e facciamo fuori una cassa di champagne.
Mi accompagn fino alla porta, poi lasci la porta aperta e mi accompagn fino alla macchina. Non sopportava l'idea di restare da solo. Mise un piede sul predellino e infil la testa nell'abitacolo.
Un'ultima cosa disse, dimentica tutto quello che ti ho detto stanotte. Non so che mi era venuto in mente.
Ma di che cosa vado blaterando? Sto una meraviglia.
Tengo il mondo stretto per i coglioni. Fatti vivo, tesoro mio.
Nel silenzio potevo quasi sentire il motore dentro di lui che ricominciava a prendere velocit.
Mentre la mia auto varcava il cancello lo vidi in piedi davanti ai suoi gradini di pietra, sotto i suoi eucalipti giganti, che mi guardava mentre mi allontanavo e aspettava che Sceicco portasse le ragazze e le risate.
Guidavo piano, esausto come ogni volta che stavo a lungo con Sammy. Pensavo a lui in giro per la casa con tutte le stanze illuminate a giorno. Non solo stanotte, ma tutte le notti della sua vita. Dovunque sarebbe stato, ai banchetti, alle serate di gala, dentro un night club.
A giocare a poker, a una cena intima, sarebbe stato sempre in giro per stanze illuminate a giorno. Avrebbe continuato a inviare i suoi SOS a Sceicco: Aiuto! Aiuto! Sono solo. Sono nervoso. Non ho amici. Sono disperato.
Porta ragazze, porta scotch, porta risate. Porta una pausa in questa giornata, la spugna per il maratoneta che suda, la ricreazione che  breve e volgare e ti solletica e te la scordi subito come una barzelletta sporca.
Pensavo a come, inconsciamente, avevo aspettato che la giustizia si levasse per colpirlo con tutta la forza della sua vendetta, sperando segretamente di essere presente quando Sammy avrebbe fatto la fine che doveva fare; solo che mi aspettavo qualcosa di fatale e di definitivo e adesso invece mi rendevo conto che la fine che doveva fare non era una puntuale resa dei conti ma un processo, qualcosa che faceva parte del contagio di cui era stato vittima da piccolissimo; un cancro che lo divorava lentamente, i cui sintomi erano successo, solitudine e
paura. Paura di tutti i giovani turchi, i nuovi Sammy Glick freschi di
giornata che sarebbero spuntati come funghi a tormentarlo, a minacciarlo e infine ad abbatterlo.
Pensavo a tutto quello che avrei potuto dirgli. Non hai mai avuto la minima idea di che significhi scambio, reciprocit. C'eri solo e sempre tu. Il tuo individualismo era il pi spaventoso di tutti gli ismi. Ti comporti come se il mondo fosse soltanto una scazzottata alla cieca. Solo che la prima volta che becchi un pugno nello stomaco invochi la fratellanza. Ma non puoi avere la botte piena e i fratelli ubriachi. Sei solo, amico mio, tutto solo.  cos che hai voluto che fosse,  cos che hai imparato a campare. Tu te la suoni e tu te la canti, ed  una canzone triste, perch sei solo e non stai bene, solo dentro il cinema strapieno, solo alla convention d'affari, solo con venti ragazze di Gladys che si contorcono lascivamente per te. Tutto solo nella salute e nella malattia, nella buona e nella cattiva sorte, con il potere e con gli Harrington finch morte non ti separi dal tuo unico amico, il tuo peggiore nemico, te stesso.
Ma a che servono le parole quando neppure l'esperienza pu redimere. Era troppo tardi per odiarlo o per cambiarlo. Era stato libero per un istante alla nascita, libero come un uccello nelle mani del dottore prima che lo plasmassero la fame del corpo e del cervello, le oppressioni e le persecuzioni della tradizione, finch la volont di Sammy non si era ripiegata su se stessa come un pelo incarnito che fa infezione.
Adesso la carriera di Sammy mi attraversava il cervello come una
meteora con tutto il suo distruttivo bagliore, il suo Blitzkrieg contro gli altri uomini. La mia mente saltava da conquista a conquista, come l'album di ritagli delle sue imprese che tenevo da quella memorabile festa di compleanno all'Algonquin. Era un documento terrificante e meraviglioso, la testimonianza di dove Sammy correva, e a guardare dietro la scena e tra le righe si poteva anche scoprire perch correva. E uno di questi giorni vorrei vederla pubblicata, questa cianografia del modo di vivere che pagava dividendi in America nella prima met del ventesimo secolo.
...
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...
FINE.
...
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...
Nota al libro. di Giuseppe Scaraffia.
...
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...
Quando il telefono squill, si sent la voce indignata dell'onnipotente Louis B. Mayer: Perch non lo hai fermato? Come hai potuto permetterglielo? E un oltraggio e penso che dovresti allontanarlo da qui.
Dall'altra parte c'era Benjamin Percival Schulberg che, dopo essere stato uno degli uomini pi influenti di Hollywood, era stato travolto dalla mancanza di scrupoli dei nuovi arrivati come Louis B. Mayer, Samuel Goldwin o i fratelli Warner.
A provocare quello sconquasso era il romanzo di suo figlio Budd, Perch corre Sammy? Crescendo in quell'ambiente, il bambino, nato nel 1914, aveva conosciuto le stelle del cinema dell'epoca e aveva visto salire e tramontare tante di loro, tra cui suo padre. Dopo l'universit Budd era tornato a Hollywood per scrivere per il cinema. L aveva partecipato alle lotte del sindacato degli sceneggiatori e aveva trovato il materiale per quel libro esplosivo. Talmente esplosivo che Goldwin, allarmato, gli aveva offerto duecentomila dollari perch non lo pubblicasse.
Certo a Hollywood non piace che si parli di Hollywood, ma a preoccupare i potenti era un duplice motivo.
Da una parte il resoconto della cinica scalata alla Mecca del cinema di Sammy, un giovanotto, ebreo come la maggior parte di loro, e privo di particolari qualit, tranne un formidabile arrivismo. Dall'altra c'era un imbarazzante quadro delle lotte tra il padronato e il sindacato degli scrittori, compresi i trucchi escogitati dai tycoon per sconfiggere gli avversari.
Il giovane Budd faceva parte di una ristretta cellula del Partito Comunista Americano, una ventina di persone in tutto - da Dorothy Parker, a Dashiell Hammett, Ring Lardner Junior e Dalton Trumbo. I militanti si riunivano una volta a settimana per dibattere un ordine del giorno. Ognuno di loro aveva un compito ben definito all'interno dei vari settori di Hollywood. Erano menti generose, tutte, tranne Schulberg, digiune di marxismo.
Regnava un clima di euforia. Le ragazze pi belle di Hollywood sono nel partito era lo slogan che Lardner Junior voleva lanciare per arruolare nuovi iscritti.
Proprio da quell'esperienza sarebbe nato questo piccolo capolavoro esplosivo, americano al cento per cento, come l'ha definito Kurt Vonnegut. Prima erano stati solo due racconti usciti nel 1938 sulla rivista Liberty.
Per quando Budd si era deciso a trasformarli in romanzo aveva avuto una curiosa esperienza.
Il funzionario del partito, cui aveva chiesto di essere esonerato momentaneamente dai suoi compiti per dedicarsi soltanto alla scrittura, lo aveva invitato a sottometterlo al giudizio dei dirigenti politici. Loro, gli spieg, avrebbero deciso se era pi utile come romanziere che come agitatore.
Non voglio farlo, replic Schulberg, ma i suoi interlocutori furono irremovibili: Una volta che abbiamo preso una decisione, non hai nessuna scusa per non eseguire il tuo compito. Budd ci medit sopra e poi lasci quelli che sino ad allora erano stati i centri della sua vita, il partito e Hollywood, e si trasfer a scrivere nel Vermont. Per lui quello scontro era stato uno choc. Aveva capito che si era trovato davanti non pi l'allegro comunismo degli inizi, fatto di chiacchiere, idealismo e sbornie, ma qualcosa di molto diverso. E poi, ero venuto a Hollywood per diventare uno scrittore e non uno sceneggiatore.
In realt le convinzioni di Schulberg avevano gi barcollato all'epoca dei processi di Mosca quando un bolscevico storico, Karl Radek, era stato condannato come spia nazista. Inoltre si era sempre opposto al modo con cui i produttori trattavano gli sceneggiatori e non poteva subire una simile umiliazione dai compagni di lotta. Le obiezioni di Al, la voce narrante del libro, al sindacato degli sceneggiatori rivelano la rottura consumatasi tra Budd e il partito comunista americano. Non ho niente contro la Gilda. Ma, come dire, mi sa che sono un individualista. Al respinge la trappola retorica dell'amore per le masse: mi piacevano un sacco di persone, ma mi piacevano una alla volta, non tutte ammassate insieme. Anzi, in un crumiro picchiato dagli scioperanti vede solo un ometto disperato, affamato. Fare il crumiro non era il sogno della sua vita.
Al, ha il tono di Nick, il testimone dell'Odissea del Grande Gatsby di F. S. Fitzgerald. E buono, scettico e disincantato come lui e come lui  attratto e respinto dall'inquietante personalit dell'arrampicatore sociale.
Quella di Sammy  una storia naturale dell'arrivismo che si confonde con l'epopea del capitalismo.
Avrai sentito parlare dell'id, il nucleo dei nostri appetiti elementari, che il superego vestirebbe degli abiti della rispettabilit per renderlo presentabile. Evidentemente Sammy non ha mai avuto il tempo di rivestirlo per bene come hanno potuto fare gli altri. Lo conferma il fatto che non cercava di essere qualcosa di diverso da quello che era. Era proprio 1 id, allo scoperto. Non a caso Sammy viene ripetutamente paragonato ad animali.
Sammy  come il levriero che insegue eternamente una lepre meccanica, per lui la vita era una corsa da vincere a suon di gomiti puntuti e l'unica linea del traguardo era la morte. Quando Sammy gli ricorda che il pi forte divora il pi debole, Al ammette che ci sia una selezione naturale, ma in una forma un po' pi complessa.
L'arrivismo  il peccato originale del capitalismo e la sua molla inconfessabile. La morale  una parola vuota per Sammy: bisogna usare la testa per uno scopo pi intelligente che quello di picchiarla contro un muro.
In fondo Sammy viene assolto per infermit naturale:
Se uno nasce col verme tenia nel cervello, che colpa ne ha?. Ma  imbarazzante perch la sua spudoratezza evidenzia quella che regola la societ.
Quel concentrato di sfrenata ambizione, frenesia e violenza non  immorale, ma amorale.  un plagiario
perch a Hollywood come nel mondo moderno conta di pi saper vendere un'opera che saperla fare.
Sammy infatti ha sviluppato una stupefacente destrezza nel recepire e trasmettere idee e atteggiamenti culturali che non prendeva mai sul serio abbastanza a lungo da farli davvero suoi. Eppure, ammette
Schulberg, una piccola dose di Glick ci farebbe bene a tutti quanti. Alla fine nella sua avidit instancabile c' una nobilt maggiore che nel meschino egoismo degli altri. Perch diavolo dovrei andarmene in giro a raccontare che bastardo sei?, gli dice Al, lasciamoglielo
scoprire da soli.
Contraltare della desolante naturalit di Sammy  la principale figura femminile, Kit, una sceneggiatrice emancipata e sindacalizzata, che fa sesso con la stessa sportiva tranquillit con cui gioca a tennis. Il suo fisico leggermente mascolino, la sua maniera di muoversi poco femminile tradiscono una mutazione genetica opposta alla spinta arcaica che ha gettato Sammy in un'instancabile corsa verso il successo.
Il finale  quello moralistico che si rimproverava ai film hollywoodiani: il cattivo viene punito dalla sua stessa cattiveria, ma
nella vita reale i modelli cui Schulberg si era ispirato, da Goldwin a
Mayer, sopravvivevano gagliardamente. Il tallone di Achille dell'inarrestabile Sammy , guarda caso, quello di Gatsby: una donna delle classi alte, una di quelle donne capricciose e sicure di s che, tradendolo, lo colpisce nell'unico punto vulnerabile. Ma Schulberg non si  limitato a spostare il mito dell'arrivista senza legge,
uno dei miti fondatori dell'America, come quello dei gangster, nell'ambiente del cinema. Ne ha descritto scrupolosamente l'ascesa fatta col passo inarrestabile di Sammy. In questa parabola la Mecca del cinema viene ritratta lucidamente. Il fatto  che a Hollywood c' troppa gente che non se ne andrebbe mai ma si vergogna di starci. E Kit ribadisce: A volte penso che i principali prodotti di Hollywood siano i film, l'ambizione e la paura.
Certo uno dei modelli di Sammy era proprio Mayer, noto per il suo estro istrionico, ma Sammy somigliava anche a qualcuno che sarebbe stato al centro della vita professionale di Schulberg, Elia Kazan. Come l'ebreo Sammy anche il greco Elia aveva rinunciato a un cognome impronunciabile, Kazanjoglou. La piccola statura e la straordinaria
capacit d'adattamento di Kazan lo avevano fatto battezzare Gadge, per Gadget. Nel 1988 aveva confessato in un'intervista: Io sono un duro, pi della maggior parte della gente. Ero un outsider e bisognava essere duri per sopravvivere. James Baldwin ha detto di me che ero un nero. Accetto il complimento.
Ma l'altro Sammy, anche se Schulberg non se ne accorgeva, era proprio lui. Lui che, usando uno stratagemma di Sammy, aveva sedotto Fitzgerald, dimenticato da tutti, citandogli a memoria dei brani della sua opera. Lui che era cos poco attento al suo nuovo amico da non sapere quello che sapevano tutti.
Che cio Fitzgerald era alcolizzato ed era stato assunto a mille dollari la settimana dalla MGM solo dopo che si era impegnato a smettere di bere. L'esperienza
hollywoodiana di Fitzgerald si era rivelata un fallimento.
I produttori non apprezzavano quello che scriveva e la presenza di Budd al suo fianco era l'ennesima prova della loro sfiducia.
Quando Budd Schulberg incontr Francis Scott Fitzgerald nel 1938, rimase stupito. Pensava che lo scrittore fosse morto da tempo. Quando incontr Budd, Scott era un uomo stanco, sciupato dalle baldorie e dalle sciagure familiari. Quel giovanotto adorante doveva aiutarlo per la sceneggiatura di Winter Carnival, un'assurda storia imperniata sulla festa del ghiaccio all'universit di Dartmouth. I due divennero rapidamente amici, tanto da dimenticarsi del lavoro che li aveva riuniti. Il produttore, spazientito, li mand a rinfrescarsi la memoria a Dartmouth. Fu allora che si verific l'incidente: il padre di Schulberg aveva dato al figlio due bottiglie di champagne per il viaggio e Fitzgerald si ubriac. Fu l'inizio di una catena di sbornie che, insieme a una polmonite, portarono lo scrittore in ospedale. Il produttore, vedendolo bere, si  arrabbiato moltissimo. Lui contava su di me per tenerlo lontano dall'alcool, ma io non ne sapevo nulla perch nessuno mi aveva avvertito e ci rimasi molto male.
In quelle tumultuose giornate Fitzgerald aveva estratto da quel giovane deferente e rispettoso una miniera di informazioni utili per il suo romanzo sul mondo del cinema, Gli ultimi fuochi. Ma Schulberg fece di pi, un romanzo, I disincantati, in cui il protagonista alcolizzato era evidentemente, malgrado le smentite di Budd, l'autore del Grande Gatsby. Gli amici di Scott reagirono
nei modi pi diversi. Quando seppe cosa stava scrivendo Schulberg, Hemingway, irritato, ne fece un ritratto che l'avvicinava a Sammy. Un ragazzo che si chiama Budd Schulberg e che  molto simpatico, sensibile e giusto, ma senza talento e senza molta percezione sta scrivendo una specie di storia di Scott... Ha scritto una vita di Primo Camera, piena di strane distorsioni dovute alla paura di essere accusato di diffamazione e Camera ha detto a un mio amico: Come vorrei che il signor Schulberg fosse venuto a trovarmi perch gli avrei potuto raccontare cose tanto pi interessanti. Poi, dopo avere letto I disincantati, decise che Schulberg era un porco da appendere a testa in gi. D'altronde se Budd era una sorta di Sammy, lo era stato anche Hemingway, quando Fitzgerald lo aveva incontrato e aiutato a Parigi. E cos via.
La mobilit di classe, conseguenza dell'ascesa della borghesia, ha popolato i romanzi del XIX secolo di arrivisti.
Balzac e Stendhal hanno dato loro un viso umano.
Maupassant ne ha fatto un profilo interamente cinico.
Tolstoj, in Guerra e pace, guarda l'ascensione di uno di loro con divertito distacco. Lo stesso atteggiamento ha Fitzgerald, in Tenera  la notte, per Mckisco, un romanziere che fa carriera volgarizzando le innovazioni dei colleghi pi bravi.
Una specie di maledizione aleggia sulla poco edificante storia di Sammy. Nel 1941 Schulberg verific che nessuno aveva il coraggio di girare Perch corre Sammy?
Allora probabilmente al timore di irritare i potenti degli studios si era aggiunto un problema pi delicato, quello,
anche se l'autore era ebreo, dell'innegabile antisemitismo del romanzo. Ancora negli ultimi anni Steven Spielberg, dopo un iniziale interesse, ha abbandonato il progetto. Adesso  la volta di un attore, Ben Stiller, che da anni ci sta pensando.
Schulberg non , come ha sentenziato Fernanda Pivano,
un mediocre scrittore diventato famoso solo per la sua familiarit con Scott.  invece quello che le storie letterarie definiscono un autore minore, qualcuno cio che, pur non essendo un genio assoluto, ha scritto qualcosa degno di essere letto anche dopo la sua morte.
Ha fatto buoni libri e le sceneggiature di alcuni film nodali del dopoguerra. Inutile aggiungere che nello stato attuale della letteratura un minore come Schulberg  un gigante.
Ancora oggi, ormai novantenne, Schulberg non  sceso dal ring:  di nuovo al lavoro sul pugilato. Sta scrivendo per Spike Lee un film sulla vita del pugile nero Joe Louis. Che sia la corruzione sul mondo del lavoro, in quello della boxe, del cinema o della natura, a Schulberg piace denunciare. Quando Perch corre Sammy? era stato pubblicato, i grandi di Hollywood lo avevano visto come un tradimento: Budd era figlio di uno di loro, era cresciuto e aveva lavorato a Hollywood. Era la seconda volta, dopo l'uscita dal partito comunista, che Schulberg veniva accusato di tradimento, ma quello della rottura dell'omert di gruppo sarebbe rimasto uno dei leitmotiv. La terza volta fu la pi difficile.
Schulberg e Kazan ai tempi della famosa Commissione per le Attivit Anti-Americane, non avevano solo preso
le distanze dai comunisti, ma avevano anche fatto dei nomi. Non era stata una resa al maccartismo. Non avevano, come aveva sostenuto Orson Welles, tradito gli amici per difendere le loro piscine. Era stata una decisione pesante, maturata nella convinzione che la sinistra hollywoodiana fosse ormai diventata una semplice struttura di potere. Kazan spieg che diceva la verit in modo che la gente potesse giudicare.
Da quel momento per entrambi subirono, come gli altri esponenti della sinistra anticomunista, un silenzioso ostracismo. Alcuni videro in Fronte del porto, sceneggiato da Schulberg e girato da Kazan, un frutto del rimorso represso per il loro comportamento. Ma questo celebre film, imperniato sul tema del tradimento, della confessione, era in realt, denunciando la corruzione di un sindacato, la spiegazione della condotta della coppia Schulberg-Kazan durante il maccartismo. Invece la loro soddisfazione intima, pagata a caro prezzo per tutta la vita, era quella gridata dal protagonista, Marlon Brando, dopo avere parlato: Sono contento di averlo fatto!.
Mezzo secolo dopo Schulberg ribadiva: Non ho mai cambiato veramente idea: da giovane sono stato per qualche tempo membro del partito comunista. In seguito non penso di averlo lasciato, penso che sia il partito che mi abbia abbandonato, perch si  snaturato sotto l'influenza degli stalinisti. Ritengo che uno scrittore abbia delle responsabilit e non debba limitarsi a vivere di rendita della societ, ma debba capirla e descriverla lucidamente. Le scelte che aveva compiuto,
dal cinema alla letteratura fino alla scuola di scrittura diretta nel ghetto nero di Los Angeles dopo le rivolte razziali del 1965, lo avevano confermato.
Si sono sentiti ancora dei fischi quando Elia Kazan ha ricevuto l'Oscar alla carriera. Marlon Brando, che doveva a Schulberg e a Kazan il suo lancio con Fronte del porto, si  rifiutato di consegnare la statuetta alla carriera a Kazan affermando:  stato una spia del maccartismo. Ma in fondo i fischi raccolti alla cerimonia degli Oscar da Kazan, e implicitamente da Schulberg, sono il rumore che si produce inevitabilmente cercando di vivere secondo una morale, perch
vivere secondo coscienza  come guidare col freno a mano tirato.
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Giuseppe Scaraffia.
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FINE.